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Lucca Comics, il ritorno

Sarebbe stata la quinta Lucca Comics di fila senza di me. Mi rendo conto che il Festival aveva perso qualcosa in questi anni, che l’aria si era fatta più cupa, i Padiglioni erano più tristi, la città intera ne risentiva, e così ho deciso, per amore del genere umano, di concedere parte del mio tempo e fare questo sforzo.

Insomma, ci sarò dal giovedì al lunedì, pronto a ricarburare gli animi del mondo del fumetto italiano, disegnando dediche su Dieci Giorni da Beatle, concedendo la mia splendida voce (e la mia risaputa destrezza con l’ukulele) al popolo e, magari, offrendomi come modello per le foto migliori che potreste fare.

Dove mi troverete? In teoria dovrei rispondere “in ogni luogo”, ma dato che sono benevolo, adattandomi alle usanze materiali di questo mondo, dirò che sarò alla Tunuè, Padiglione Napoleone,
stand E101-E102. Più preciso di così.

Volete una mappa del padiglione? Eccola.

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Volete addirittura sapere in che orari trovarmi lì (in tutti gli altri, chiaramente, sarò in ogni luogo)? Ecco.

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Insomma, ciao.


EtnaComics 2013: dal lato dei Comics

La frittata è fatta. Il Festival è finito.

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Come sempre, si inizia già a pensare all’anno prossimo, si rimugina su quello che è andato male più di quello che è andato bene, ci si lamenta internamente di una frase detta e di un errore di stampa che poteva essere corretto… e credo sia proprio questo il motivo per cui EtnaComics, a conti fatti, nonostante tutti i pensieri, cerchi di migliorarsi sempre di più.

Forse noi dello staff Comics siamo particolarmente esigenti, fatto sta che l’entusiasmo generale è molto alto, e voglio un attimo accodarmi alle sole emozioni positive. Di contro, io ho vissuto in un microcosmo a causa della mia (ancora) attuale impossibilità a muovermi. Fondamentalmente, vivevo nella mia Area. Ed essendo andata BENISSIMO non ho un’idea completa della Fiera, non sono mai neanche salito a primo piano, per capirci.

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Il rapporto che esiste fra noi “Comics” in quei giorni è davvero simbiotico, e non perché in gran parte si dorme insieme, ma perché si vive un’esperienza oltre ogni limite, dove il tempo dalla mattina alla notte, e poi all’indomani, è un flusso continuo ed ininterrotto di lavoro, fatica, sudore ed emozione. Tre giorni a EtnaComics con loro equivalgono ad almeno tre anni lavorativi di ufficio con dei colleghi “normali”, e la dimostrazione è che questa emozione, questa passione, riusciamo a trasmetterla a chi ci sta intorno, in primis gli ospiti della Fiera, che non raramente si lasciano andare in commenti e paragoni veramente incredibili. Tutti vogliono tornare e tutti rischiano di venire fagocitati dal nostro entusiasmo.

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Quest’anno, poi, ha significato molto per me sotto altri punti di vista, dato che ero lì anche come autore, presentando ufficialmente Dieci Giorni da Beatle e iniziando a raccogliere commenti, recensioni amatoriali e apprezzamenti di ogni tipo, come l’assolutamente inaspettato premio “Miglior Disegnatore”.

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Ma ho anche dato, come al solito, sfogo al mio lato nerd, giocando a Bang! con Emiliano Sciarra, il suo creatore, cantando Daltanious e Il Grande Mazinga in compagnia di Doug, il cantante originale, o, più in generale, cantando quasi l’intero canzoniere delle sigle di Cartoni anni 80, con il “nostro” Emiliano, Fabio, Maurizio, Pippo e gli ormai amici aggiunti come Fabrizio Mazzotta e Maurizio Merluzzo (ormai parte integrante dello staff, come Fabrizio dal primo anno), e ospiti appassionati, stati al gioco (durato quasi due ore e mezza), come Alessio Puccio e Stefano Vietti.

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Ma torniamo a EtnaComics, e al mio ruolo. Quest’anno mi sono imbarcato nella modellazione di una nuova Area, chiamata Talent Scout, dove era possibile provare a fare colloqui professionali con editori, didattici con disegnatori, ma anche seguire una specie di “corso in tre puntate”, spalmato nei tre giorni, in (buonja) compagnia di Marcello Buonomo della Lavieri Edizioni, sul rapporto fra l’editore e il disegnatore, dal primo colloquio, passando alla realizzazione di un progetto e finendo con la stipulazione di un contratto.

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Ogni giorno quest’area è stata ammassata di giovani ragazzi, in attesa di potere parlare con qualcuno o di ascoltare parole utili (sì, perché poi, alla fine, anche per gli “scartati”, si cercava sempre di spiegare i motivi, che potrebbero non essere solo “bello” o “brutto”). Sicuramente, chi è stato lì tutti e tre i giorni (e lo hanno fatto molti) ha percepito il senso di un cammino importante.

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Ho goduto di uno scambio sincero di passione. Rivedere negli occhi di quei ragazzi quel senso di attesa e di appagatezza mi ha fatto sentire davvero orgoglioso. Credo, sinceramente, di avere gestito una cosa bella, che alcuni ricorderanno con una certa importanza. Il simbolo, in questo senso, è stato un piccolo ragazzo, di quasi tredici anni (quando gli altri erano tutti almeno ventenni), con due occhi vispi e il fuoco sacro dentro di sé, al punto da aver già preso in mano il pennello per inchiostrare. Mentre gli parlavo, per esortarlo ad andare avanti così, quasi mi commuovevo io.

Poi, conoscendo già molti ragazzi, vuoi per la Scuola o per altro, e vederli parlare, e magari uscirne felici, è stata la mia più grande soddisfazione. Più di ogni libro o premio.

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E ringrazio di cuore tutti gli editor e autori che si sono prestati al gioco, tutti senza risparmiarsi (alcuni, addirittura, sono tornati, come Enoch e Vietti, Bottero ha voluto parlare con un gruppo intero per fargli un discorso formativo comune, e Giovanna Casotto, finito l’orario, ha continuato a vedere i ragazzi rimanenti da un’altra parte)

Infine, non me ne voglia nessuno, l’incontro “da ricordare” è stato quello con Robin Wood. Mi ha raccontato tante belle cose, ed è stato bello.

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Ma questi giorni non sarebbero stati gli stessi se non avessi avuto Sabrina accanto. Partita insieme a tutto lo staff, ufficialmente avrebbe dovuto “solo” aiutarmi nelle cose che non potevo fare (scappare a cercare qualcuno, andare a consegnare un book…), e invece si è trasformata in un vero e proprio pezzo dello Staff, capendo quali fossero le mie esigenze, a volte prevedendole, ascoltando, capendo, e aiutandomi al duemila per cento in un’area che l’ultimo giorno chiamavo ormai “la nostra area”.

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Ecco quindi nomi e cognomi del migliore staff del secolo:

Dario Cherubino

Sergio Algozzino

Pippo Burruano

Fabio Butera

Vincenzo Salvo

Giovanna Uttila

Anna Zito

Sabrina Di Vita

Maurizio Clausi

Vincenzo Salvo

Nadia Davì

Gabriella Minissale

e poi, ovviamente, Monia Barbagallo. Speriamo di rimanere sempre così belli. Chiaramente grazie ad Alessio Riolo e Antonio Mannino.

Infine, come ogni anno, c’è stata una lista di tormentoni o momenti topici. Io voglio semplicemente elencarli come fossero dei titoli, difficilmente li capirete, ma servono a me come promemoria:

“Non ci ascolta mai nessuno”, detto però alla rotonda di fronte la stazione.

James O’Barr.

Sabbie mobili che sbarrano la via.

Storpio.

E chiudo con la frase migliore: “Il culturista ha vanificato ogni speranza”.

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Angouleme, ritorno.

Ed eccomi qui, a sfruttare la tecnologia mentre sono di scalo a Roma per iniziare a scrivere il fatidico post riassuntivo di un viaggio, come sempre, molto bello.

Inutile entrare troppo in dettagli noiosi, ma sono molto contento. Era davvero tanto che mancavo da li, e dall’ambiente fumetto in generale. Certo, Etnacomics mi ha mantenuto in vita, ma li non faccio la vita dell’autore, il che comporta di dover impiegare tutto il mio tempo in altre mansioni.

Qui ero “solo” Sergio Algozzino, ed è stato consolante vedere che il tempo perduto, se me la gioco bene, ė facilmente recuperabile, anzi forse, paradossalmente, quello che ho comunque continuato a fare lentamente, ma fuori dai riflettori, ha decisamente giovato in quanto a qualità tecnica e, soprattutto, nella mia attuale determinazione.

Se ripenso a tutte le mie Angouleme, mi ritrovo davvero immagini di tre vite diverse, ma in mezzo a tante cose diverse, ci sono alcune costanti inossidabili, che possono più o meno riassumerei in:

– Marco, che praticamente c’era in quasi tutte le edizioni che ho frequentato, e con cui ho finalmente passato un bel po’ di tempo come non ci eravamo permessi negli ultimi tempi.

– Guillaume e Barbara, con cui invece il rapporto ė cresciuto, dalla timidezza iniziale a una profonda amicizia. Inutile dire che Guillaume ė stato fondamentale in molti scambi avvenuti in questi giorni, questo perché un’altra costante ė chiaramente…

– …la mia incapacità di imparare per davvero una lingua. Ma credo di essere arrivato a un punto di svolta, e se davvero l’anno prossimo mi ritroverò nuovamente oltralpe, dovrò decisamente rimediare…

– I biscotti più burrosi dell’universo, di cui ho fatto una certa scorta.

– Il kebab migliore mai mangiato.

Passiamo invece ai momenti migliori:

– L’incontro con Lewis Trondheim e le discussioni assurde avute sulla Sicilia.
– I trailer di Guillaume.
– La sorpresa del tappeto di riso sotto il kebab, con Marco.

Per il resto, lascio a un successivo post una serie di considerazioni generali, in fondo sono dieci anni che vedo questo Festival e posso permettermi di provare a fare un certo punto della situazione.

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Angouleme, durante.

Due giorni. Son qui da due giorni e mi sono accorto di una serie di cose:

1) ė tutto uguale
2) ė tutto diverso
3) le persone che contano si ricordano ancora di me
4) sto facendo un buon lavoro
5) piove
6) i dolci sono più violenti di quello che ricordassi
7) l’ipad mi sta salvando la vita in numerose situazioni
8) continuo a non parlare un cazzo di francese

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Angouleme, prima della partenza

Il mio orologio segna l’una di notte. Alle 5:07 ho il treno per l’aeroporto, poi si parte per Parigi, scalo a Roma, e infine TGV per Angouleme.
Ammetto di essere particolarmente ansioso. Mi manca da tre anni, sono letteralmente fuori dal giro per quelli che sarebbero millenni nella vita reale. Per tanti motivi, e sbaglio sicuramente a farlo, ripongo in questo viaggio tutta una serie di nuove speranze.
Magari non porterà a nulla, e mi farà soltanto bene quell’aria.
In ogni caso, sarà un forte feedback, e mi sento un po’ come la prima volta. Non avendo foto di quell’evento (narrato in Pioggia d’Estate come la tragedia della prima Angouleme), ne ho una della partenza dell’anno dopo, che comunque è abbastanza ignorante:

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Angouleme, prima della partenza

Il mio orologio segna l’una di notte. Alle 5:07 ho il treno per l’aeroporto, poi si parte per Parigi, scalo a Roma, e infine TGV per Angouleme.
Ammetto di essere particolarmente ansioso. Mi manca da tre anni, sono letteralmente fuori dal giro per quelli che sarebbero millenni nella vita reale. Per tanti motivi, e sbaglio sicuramente a farlo, ripongo in questo viaggio tutta una serie di nuove speranze.
Magari non porterà a nulla, e mi farà soltanto bene quell’aria.
In ogni caso, sarà un forte feedback, e mi sento un po’ come la prima volta. Non avendo foto di quell’evento (narrato in Pioggia d’Estate come la tragedia della prima Angouleme), ne ho una della partenza dell’anno dopo, che comunque è abbastanza ignorante:

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Varie ed eventuali

Post cumulativo.
Ormai, penso tanti post, e poi non ne scrivo nessuno, vuoi per tempo, vuoi per altri motivi. Magari invece se me ne frego di dover per forza farli tematici potrei cercare così di recuperare un po’ di roba…

Inizierei dai Vendicatori: simpatico, divertente, decente. Non il capolavoro che tutti dicono, ci vorrebbe una sceneggiatura ben diversa, ma il lavoro è impressionante, il ritmo buono e, soprattutto, i personaggi interagiscono in maniera soddisfacente. Thor fa un po’ la figura del fesso, ma penso sia colpa in parte dell’attore, invece Hulk sembra finalmente trovare una sua decorosa dimensione cinematografica che potrebbe far sperare.

Perché nostalgia? Non so, sarà il periodo, l’inizio dell’estate, le giornate più lunghe… però sono un po’ preso di nostalgia, cose che mi mancano, cose che non ho più, cose che potrei avere, cose che non potrò più avere. Ho resistito qualche mese con ritmi imbarazzanti, e forse adesso sono solo un po’ stanco, chi lo sa…

Mi rivedo da un po’, ormai un bel po’, con un amico che non ho frequentato per qualche anno. E’ piacevole ritrovare un’amicizia, è stato un riavvicinamento immediato ma comunque lungo nel nostro ritrovarci a proprio agio, e devo dire che adesso funziona tutto abbastanza bene. In fondo sono pieno di amici, sono solo io che sono storto e non riesco ad essere costante emotivamente.

Sono stato qualche giorno a Torino, dove sono stato poco e niente nella mia vita, e se si conta che mio fratello sta lì da dieci anni fa capire quanto male gestisco i miei tempi. Ho girato un po’ la città con Federica ed è stato bello.

Canzoni del Giorno: sono ormai al centotrentesimo giorno. Ho fatto anche qualche passo tecnologico, faccio quindi un piccolo riassunto delle mie preferite degli ultimi tempi…


Da Torino: Consigli per gli Acquisti

Prima di andare a Bologna per la presentazione di Hellzarockin, insieme alla buona Giulia Sagramola, sono di passaggio da Torino per passare a trovare mio fratello e mia nipote (e praticamente anche mia madre, dato che è qui sopra da qualche settimana).

Dopo aver varcato le soglie del Paradiso…

…ho stilato, insieme a Federica, una lista dei migliori CD che potete acquistare da Media World:

3° POSTO:

Mozart per Bambini. Ok… In pratica è una raccolta di sinfonie “adatte per i bambini”, allegre e vivaci… ok… il punto è che qualsiasi genitore voglia fare ascoltare Mozart ad un bambino (e farebbe anche bene) non diventa automaticamente così scemo da avere bisogno di un titolo del genere, in tutti i sensi…

2° POSTO:

Ahimè, la foto non dà giustizia al clamoroso effetto 3D della copertina, che si racconta già da sola.

1° POSTO:

Il mio passato con Geronimo Stilton tende a farmi apparire ridicolo più o meno tutto quello in cui sopra c’è questo personaggio. Questo CD non ha bisogno di particolari esperienze per rendersi ridicolo. Fra l’altro, mi chiedo: perché non mettere disegni?

FUORICLASSE:

Beh, CHI non vorrebbe avere in casa la registrazione audio divisa in tracce del Matrimonio più celebre del nuovo millennio? Straordinario.


Da Carrara

Domenica delle Palme a Carrara. Sono sveglio per caso, fra poco mi riaddormenterò, ma volevo catturare un istante. È il mio primo viaggio da fumettista dopo tanto tempo, questo invito poteva arrivare anche l’anno scorso, o fra un anno, ma mi piace notare che sia arrivato nel mese in cui ho due nuovi libri in libreria (anche se uno sarebbe una riedizione), e mi piace farlo perchè anche se sono successe tante brutte cose negli ultimi mesi, di cui non ho parlato pubblicamente, sono particolarmente propositivo e produttivo, e in maniera costante, da quasi quattro mesi. Ho le mie cadute, o come amo chiamarle le mie “finestre di dolore”, ma ho stimoli molto più grandi che mi danno la forza.


Un mese senza no, eh

Domani sarebbe un mese che non scrivo sul blog. COL CAVOLO.
Cerchiamo di recuperare un po'.

Sono stato a Liverpool:

Questa è la strada in cui è nato e cresciuto Paul McCartney. In fondo a destra c'è la casa. La casa in cui lui e John Lennon si vedevano spesso per scrivere canzoni insieme.
In realtà ho visto le case degli altri Fab Four e tutta una serie di posti storici e importanti per i fan.

E' una riflessione che ho sempre fatto, ma quando poi vedi quelle strade lì, nel culo del Regno Unito, e cerchi di immedesimarti nel periodo storico in cui questi quattro ragazzetti si sono incontrati e hanno iniziato a fare musica insieme, tirando fuori quello che hanno fatto, non si può non rimanere impietriti e impressionati. Ed emozionati.

A Liverpool, adesso, la gente va per i Beatles e non solo, è un luogo di richiamo musicale, per la gente che suona e per chi ascolta, e il livello di attenzione del pubblico, e di conseguenza la qualità di chi sta sul palco, è davvero ben sopra la media (anche londinese).

Così, dopo un giorno di "vogliosuonarevogliosuonarevogliosuonare", ho parlato con un tizio che stava suonando in quel momento al Cavern pezzi Beatles/Lennon e mi sono imbucato per una partecipazione.

Noncurante dell'ovvia differenza linguistica, ho anche partecipato a un Open Mic, al Cavern Pub, cantanto pezzi dei Giullari di Corte.

Insomma: BELLO.

Per il resto, esplodo di cose da fare, e i "post nella mia mente" che vorrei scrivere sono tanti, con alcuni argomenti che mi stanno molto a cuore, e non mi va di sprecarmeli così, in un riassuntino.

Mi limito a pubblicare la locandina dell'evento su cui sto lavorando di più negli ultimi mesi: un mega concerto per rendere omaggio a Freddie Mercury, il giorno del ventennale della sua scomparsa.

Chi mi legge sa quanto ci tengo, quindi inutile dilungarmi sul personale. La serata invece sarà ricchissima di ospiti, saremo quasi 50 musicisti. Non vedo l'ora.


L'affarone della mia vita

Pensavo che il più grande affare della mia vita fosse stato (ri)comprare per 2 euro i numeri di Ultimates da 1 a 6, trovati su un banchetto a Piazza Marina.

E invece…

Entro in un negozietto di dischi a Camden Town. Per prima cosa noto esposto Il The Complete Works dei Queen, box storico su cui sbavo circa mezz'ora. Poi Ornella, presente insieme a Vicky, mi fa vedere che vendevano anche il mitici Box of Tricks, cofanetto uscito dopo la morte di Freddie con un sacco di cose belle. Ecco una foto del box al completo:

– VHS del Live at the Raimbow, mai editata in nessun'altra versione ufficiale.
– CD con una selezione delle versioni extended dei 12"
– spillettina
– toppa
– maglietta
– poster enorme con le varie copertine
– booklet fotografico

Quello del negozio non era in buono stato. Il box era molto rovinato, probabilmente è stato dentro un garage per venti anni in preda all'umidità, è aperto, scollato… inoltre, nell'etichetta col prezzo era ben sottolineato il fatto che mancassero la maglietta e il booklet.

Lo faccio tirare fuori dalla vetrina per guardarlo. Le condizioni sono proprio pessime. Ma quel CD mi chiama a gran voce. E il prezzo è veramente ridicolo: 28 sterline.

28 sterline per un cofanetto malandato non vanno molto bene, ma per un cd raro che non trovo neanche su Ebay, e che alla fine costa quasi quanto un cd nuovo, magari vanno bene.

Lo faccio rimettere a posto.

Ci penso un po'. Fuori piove a dirotto. Rimaniamo dentro al negozio. Lo voglio rivedere.

OK, lo prendo.

Cerchiamo di contrattatre. Riesco a strappargli un solo pound in meno.

Esco la carta di credito. Valutiamo insieme al negoziante quanto male sia comunque fatto questo box, è proprio strana la chiusura, e poi c'è una maniglietta che non capiamo a cosa serva, con due strati di cartone incassati l'un l'altro. Sto per pagare. Lui lo sta per richiudere.

Smuove il fondo.

Lo alza.

L'immagine di una maglietta e di un booklet si forma davanti ai nostri occhi. C'era un doppiofondo.

Alzo gli occhi e guardo il negoziante. La sua faccia non ha prezzo. Io mantengo un'espressione di bronzo.
Mi chiede almeno di tornare a quel pound in più.
Non batto ciglio e acconstento.

Dentro di me un'esplosione atomica.

Esco dal negozio.


Amiens

Città splendida, ho avuto il piacere di visitarla come ospite per il Festival della BD che organizzano da ben sedici anni.
Alla ribalta col mio inglese dilettantesco, mi sono quasi sentito un Dio di quella lingua nel momento in cui i quattro francesi che hanno provato, per gentilezza, a parlarmi in quella lingua erano anche più negati di me.
Tutto questo a causa del fatto che Guillaume doveva essere al mio fianco e invece alla fine, per un contrattempo, è rimasto a casuccia, lasciandomi solo nel delirio linguistico.

Anzi no. Non ero affatto solo, e questo viaggio è stato piacevole per tanti motivi. Era già stato organizzato da qualche tempo, e mi ero organizzato con Mais che proprio in quei giorni compie gli anni (un po' come quell'altra volta che fui invitato a Vasto e lei venne con me, compleanno in trasferta parte prima insomma), il tutto coincidente col concerto/reunion dei System of a Down del 2 giugno a Milano. Insomma, già era complicato.

A complicare le cose ulteriormente, e di una percentuale del trecento per cento, si aggiunge che Mais da un mesetto si è trasferita a Londra, assunta dalla PlayFish. Sì, quella di Pet Society. Così lei ha dovuto fare un giro peggiore del mio, con tanto di ritardo clamoroso dell'aereo di ritorno.

Tornando ad Amiens, ero lì per Epictete, l'organizzazione è stata a dir poco impietosamente splendida: 84 (e dico 84) autori invitati tutti trattati divinamente, per un Festival fatto con amore e passione senza nessuna intrusione di gadget e affini, solo fumetto, solo autori e visitatori. In una cornice, poi, che è veramente impressionante, con la cattedrale più grande della Francia, con la navata più grande del mondo. E non si limita ad esser bella solo per la cattedrale. Un posto che, probabilmente, prosciugherebbe il mio conto in banca in una settimana, un mix architettonico/artistico/paesaggistico di Venezia, Londra, Parigi e qualche bella campagna, con tanto di canali, ponticelli, castori che nuotano alla velocità della luce, cibo fantastico (w i Macaron) e MOSTRA DI BLACKSAD. Da brivido.

Di mio, ho cercato di rendere al meglio le mie dediche, non potendo comunicare bene coi lettori almeno rilasciavo intere strip inedite.


Accademia del Manga

L'utilizzo della parola Manga fra gli addetti del mio settore è ancora qualcosa di cui vergognarsi.
Se è ormai accettata una "Scuola internazionale di Comics", il cui scopo comunque non è certo traghettare gli alunni oltreoceano (e basta), l'idea di una scuola del fumetto che inserisca "Manga" nella sua denominazione potrà sembrare a molti strana, o magari una trovata "furba" per attirare semplicemente "facili iscritti".

Il punto è che, generalmente, le furbate puzzano lontano un miglio e appena ti avvicini la puzza non può che essere insopportabile.

L'Accademia europea del Manga può permettersi un nome del genere perchè, in effetti, le sue finalità sono davvero sincere, e anche se non condivisibili da tutti è innegabile che sia una struttura a dir poco impressionante.
Soprattutto, se voleva sfruttare un po' di ragazzotti appassionati di fumetti con occhioni giganti non l'avrebbero organizzata come è organizzata, e avrebbero pensato a qualcosa un tantinello più semplice, tipo affittare una grossa casa e ficcarci dentro quattro tavoli da disegno.

No, dietro questa struttura c'è invece una finalità, e un (grosso) investimento con un intento didattico ben preciso: prendere dei ragazzi interessati, metterli insieme 24 ore su 24, farli studiare e lavorare praticamente tutto il giorno e mettergli a disposizioni aule e materiali, facendogli così passare l'anno di approfondimento più intenso della loro vita.

A muovere le redini del tutto c'è Nicola Ronci, in aula i ragazzi sono invece seguiti quasi tutto l'anno da Giusy Oliva, alternata da Ilaria Gelli, e da un pacco di professionisti vari. Giusy, ovvero Fanchan, la conoscevo da tempo, ma alla fine i nostri rapporti erano sempre stati telematici, o quei tre secondi di incroci a Lucca. E' brava e si fa un sacco di paranoie se riuscirà a far bene quello che deve fare, preoccupandosi della sua esperienza, ma ha la testa giusta per insegnare e i ragazzi la adorano.

Entrando lì dentro non si può che rimanere impressionati dall'organizzazione: dire su carta che c'è il dormitorio dei ragazzi, la sala intrattenimento con tanto di Playstation, lo spazio per le cene e per la colazione, le cuoche che preparano manicaretti, macchinette per caffè, acqua e cioccolata a libero uso e delle splendide e spaziose aule non rende proprio giustizia al tutto. Senza dimenticare che non si è in città, bensì in mezzo alle campagne toscane, al di fuori da qualsiasi distrazione esterna.

Ho insegnato lì una settimana e ho respirato un'atmosfera che mi mancava da tempo. Inoltre, a livello didattico, è davvero entusiasmante frequentare una classe tutto il giorno, vedere come hanno legato, come siano attenti, seguirli "sul serio", capirne le sfumature e le evoluzioni. Quello che importa di un sistema del genere non è solo il programma didattico, ma il lato umano, che in un mestiere comunicativo come il nostro ha una sua importanza.

In fondo, è quello che ho iniziato a fare con gli stage didattici che ho organizzato (Alessandro Barbucci e Barbara Canepa, intanto), ovvero decontestualizzare l'ambiente scolastico e cercare un'altra strada.

E ho potuto realizzare uno dei miei desideri, ovvero fare una vera e propria lezione en plein air in stile Attimo Fuggente, decidendo la domenica, in accordo con tutti, di scalare una collinetta che si vede da quelle finestre e andare a chiaccherare di regole di mercato e differenze stilistiche là sopra.


Primo viaggio

Passato Capodanno, e passata la prima (e la replica) dello splendido spettacolo dove abbiamo suonato Plastic Ono Band di John Lennon, ci sono state un paio di serate e adesso sono qui a chiudere la valigie e a farmi la barba per andare una bella settimana a Pisa ad insegnare all'Accademia del Manga, una scuola di fumetto con una struttura esaltante (ed originale) nel territorio italiano, ovvero un vero e proprio Campus, con tanto di alloggi per gli studenti e professori.

Insomma, manga o no, vado a parlare di fumetto, storytelling per essere precisi, più uno stage finale sulle differenze fra fumetto orientale ed occidentale.

Sono molto curioso di questa esperienza, che mi butterà in questa settimana quasi e mezzo a capofitto "solo" nel mondo del fumetto, senza distrazioni musicali, e magari riuscirò anche a gettare qualche seme per qualche futuro lavoro…

Dovrei anche avere una connessione, quindi chissà che non riesca a fare qualche resoconto in diretta.


Qualche altra foto da Angouleme


Angouleme 2010

Dopo tre giorni passati a traslocare, non ero molto felice di fare nuovamente un viaggio, fra l’altro complicato come quello di quest’anno per Angouleme, senza voli diretti per Parigi e quindi con mille scali e, soprattutto, lunghe attese fra un volo e un altro.

Invece, nonostante la stanchezza, il viaggio mi ha, almeno momentaneamente, rinvigorito.

Io e Mais siamo partiti con Marco e Bea. Potete notare in questa foto la nostra baldanza.

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La fiera era, come sempre, fantastica. Questa volta avevamo addirittura un appartamento in affitto dietro Le Chat Noir, ovvero a circa un minuto da tutta la vita notturna del Festival, una comodità inaudita.

C’era freddo, secco, quindi si sentiva poco. Il secondo giorno ha anche nevicato per un paio d’ore, evento sempre straordinario per un palermitano come me.

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E c’era ghiaccio.

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Ero lì per Epictete. In Soleil sono tutti contenti e, udite udite, vogliono che facciamo un secondo volume per il prossimo Natale. Evviva.

Ho disegnato perciò i vari pomeriggi in compagnia dei miei amici italioti, come Ale Barbucci, Barbara Canepa, Nora Moretti e Giovanni Rigano. L’unica differenza fra me e loro, a parte la bellezza (la mia, ovvio), e un certo quantitativo di copie in più (da parte loro, ovvio), era la mia totale ignoranza in fatto di francese, elemento che mi ha portato a una certa depressione il primo giorno, causata dalla mia impossibilità di comunicare coi lettori che chiedevano le dediche, e a cui ho imparato a rispondere con una specie di mezzo inglese con qualche sfarinatura di francese stereotipato e un lercio italiano per coprire i buchi.

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Per impietosire il pubblico, ho disegnato questo:

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In cambio, le mie dediche erano bellissime: dato che disegnare UN Epictete per albo mi sembrava ridicolo, mi sono messo a fare una strip per libro, quasi sempre inventata al momento, con alcune punte di cazzeggio notevole.

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Guillaume era in lizza per il miglior libro, e bisogna dire che il suo Billy Brouillard è un fottutissimo capolavoro.

In ogni caso, rivederlo è sempre una gioia quasi omosessuale, stavolta più del solito, sarà che siamo tutti e due contenti di Epictete…

Eccovi, dunque, Gui in una delle sue espressioni più accattivanti:

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Qui potete notarlo vestito da ME:

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Ed eccomi vestito da LUI:

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Qui stavamo brindando per il libro insieme a Clotilde, la nostra affascinante Editor (è merito suo del formato, fra le altre cose), che ci ha richiesto formalmente di non essere pubblicata su Blog o altro. Ma io ve la faccio vedere lo stesso. Bella, vero?

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Questi sono dei tizi con attributi interessanti:

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Dato che ormai mi è impossibile non farlo, ho suonato anche lì. Il tutto merito (o colpa) di una chitarra recuperata della casa in cui stavamo. Così, per due serate, ci siamo passati un po’ il tempo, attirando anche l’attenzione di gentaglia come Moebius, che a quanto pare ci ha fissati, disgustato o compiaciuto non importa.

I due musicisti allegati sono il buon vecchio Bruno Olivieri e Sualzo, che ha "improvvisato" per noi un bel po’ di brani. Poi la palla è passata, appunto, a Bruno. Io invece suonavo mediamente solo cazzate.

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Anche Gui si è lasciato prendere dall’entusiasmo, e ha tirato fuori un repertorio (e una voce) alla Brassens a dir poco notevole. Anche se mi chiedeva continuamente di cantare Stand By Me alla maniera di John Lennon.

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Nel frattempo, Mais, Marco e Bea avrebbero voluto uccidermi, probabilmente.

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Ho reicontrato, dopo tanto tempo, Paola. Mi ha fatto un sacco di piacere e così pubblico una bella foto:

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Siamo stati al nuovo Museo del Fumetto. Una figata. Ci vorrebero ore e ore per visitarlo bene, sig…

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Purtroppo, la mia dieta è andata a quel paese, magari non troppo, ma di certo ho avuto picchi di noncuranza, come il vietnamita, tanto per dirne una. Ma la cena più gustosa è stata senz’altro quella della domenica sera, con la bisteccona al sangue, me che cantavo col chitarrino canzoni dei Queen e il proprietario che, preso dall’entusiasmo, mi versava del cognac direttamente in bocca.

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Chiudo il post con una foto riflessiva. Ho fatto un sacco di incontri interessanti, e avrei un sacco di idee in testa. Spero che almeno UNA di queste vada in porto. Adieu.

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PS: Epictete è stato comprato in Germania, su questa rivista:

Si chiama in modo cazzutissimo: EPICTETUS.


Dati e Appuntamenti

Domani si parte per il festival di Angouleme.

A parte che sono stanco, con la schiena a pezzi, nervoso, irascibile e insopportabile per un trasloco lampo di cui un giorno, forse, vi racconterò. In ogni caso sto cambiando casa in 3 giorni.

Sarò presente allo stand della Soleil a questi orari, per fare Dédicaces sul libro di Epictete.

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Vendredi 29 Janvier
 
13h-17h : Dédicaces

À 18h, un cocktail sera servi sur le stand

Samedi 30 Janvier

15h-20h : Dédicaces

À 19h, un cocktail sera servi sur le stand

Dimanche 31 Janvier

15h-19h : Dédicaces

Qualche notizia buona poi ce l’ho:

Di Epictete abbiamo esaurito già la prima tiratura, 3000 copie. Siamo in ristampa.

Di Ballata per Fabrizio De Andrè ne abbiamo venduti in libreria 3300 e rotti.

Posso considerarmi veramente soddisfatto di questi risultati… di Pioggia sto ancora attendendo…

Ci vediamo al ritorno.


Palermo – Bologna

Non ero mai stato a Bologna. Ho sempre avuto una certa curiosità, ma col mio lavoro se non ho una scusa professionale praticamente non mi muovo.

Bologna mi ha lasciato una piacevolissima impressione, anzi, in realtà ne sono invidioso, quindi mi sa che la odio.

Qui a Palermo l’ambiente fumettistico va alla grande, siamo un bel gruppo di autori, eventi, scuola…

Ma Bologna… Bologna, in quel senso, è sempre stata una specie di Mito insieme a Milano, più di Roma. A Bologna c’è la Alessandro Distribuzioni, c’era la Panini, ma ancor prima la Star Comics in epoca Marvel, i Kappa Boys… Milano è una figata, la Disney, la Bonelli… però ha quel che di caotico che mi fa sentire perennemente un turista. Bologna invece è così, nature, una città grande ma non troppo caotica, completa ed equilibrata, almeno questa è la mia impressione di sole 48 ore.

E per il mio lavoro sarebbe davvero perfetta… vicino a tutti, non incasinata ma con grandi possibilità dietro l’angolo…

La prima sera ero al Vag61, un centro sociale pubblico e autogestito, per questa bella serata dedicata a De Andrè con uno dei più bei concerti che abbia visto in questo anno e mezzo che ho vissuto da girovago seguendone diversi, con un’atmosfera gioiosa e travolgente. Anche in questo caso, la differenza coi centri sociali palermitana è evidente, ma bisogna dire (e me ne sono reso conto dopo) che Bologna ha una certa storia al riguardo, e si sente parecchio.

I ragazzi che mi hanno ospitato sono stati tutti gentilissimi, a partire da Luca, che si è occupato del mio viaggio, a finire con Martina, che mi ha ospitato per quella notte.

Ieri ho invece tagliato la città in lungo e per largo, con le mie solite camminate estreme da turista (le cui conseguenze le percepisco solo adesso), e ho rivisto una cara persona che non vedevo dai tempi del liceo, con cui ho passeggiato un po’ in giro.

Infine, la sera, ospite stavolta da Andrea Accardi, siamo andati a cena fuori, ho conosciuto Marco Ficarra e, fra gli altri, ho potuto finalmente passare del tempo "extra fieristico" con Max Brighel, mentre nella seconda parte della serata mi hanno raggiunto Nino e Giulio, con cui abbiamo buttato già le radici di un ulteriore progetto che fiorirà nel mio cervello col puro scopo di farmi impazzire del tutto.

E mi hanno fatto mangiare la lingua.


(post) Cesena Comics

Primo esperimento di una festival del fumetto a Cesena, smistando tutti gli incontri fra librerie, bar, pub e fumetterie del centro storico (bellissima idea).
I nomi presenti erano tanti, e mi fa piacere essere stato fra gli invitati.

L’incontro al Nero su Bianco (a qualcuno questo nome sembrerà familiare, eh, Claudio?) è andato bene, con Dany Greggio alla parte musicale e un mio piccolo contributo, stavolta meno piccolo del solito dato che mi son messo a suonicchiare anche nei pezzi cantati dal bravissimo Dany, che in realtà è attore e cantautore e che per la serata ha rispolverato il suo bagaglio deandreiano.

Un enorme abbraccio all’Associazione Barbablù, e a chi organizzato o contribuito al tutto, in particolare a Elisa, Michela, Gianni, Denis (senza la quale non sarei neanche stato contattato), i vari Michele, una gentilissima coppia che è passata a trovarmi in libreria e soprattutto MAGIC VOICE, che mi ha regalato 15 secondi in diretta di Ciao Ciao Lulù.


Lucca Comics 2009

Una Lucca Comics decisamente stancante.

Anzitutto, il tempo è stato S-P-L-E-N-D-I-D-O, non era così da almeno 4 anni, senza mai neanche accennare ad un po’ di pioggia. Di contro, il sabato e la domenica c’è stato un freddo devastante, il tutto unito alla solita umidità lucchese che mi ha fatto perdere la voce già dal giovedì sera, ma vabbè, è andata piuttosto bene.

Comix Show? Com’è andato? Non ho idea, io disegnavo e basta, so solo che non ho mai smesso di farlo e che avevo sempre qualche albo da dedicare, non è stato il successo di Lucca ma qualche copia sarà andata via. E’ stato bello rivedere molti visi che avevano acquistato l’anno scorso Pioggia d’Estate e che erano tornati apposta a vedere se avevo qualche lavoro nuovo. Nel frattempo, Ballata per Fabrizio De Andrè andava a ruba allo stand Beccogiallo, quindi non posso lamentarmi…

Il venerdì è stato il giorno più pesante, la mattina ero alla Carica dei 101, il pomeriggio invece al Comics Day per la Comics Jam, che è andata bene e ci siamo divertiti un mucchio, peccato la nuova sistemazione del palco, che in tutto il nuovo ordine di Lucca Comics era l’unica cosa che è peggiorata dal punto di vista logistico. Mi auguro fortemente che l’anno prossimo ritorni dov’era…
E’ il primo piccolo evento che organizzo al di fuori della mia città, e soprattutto a Lucca, spero davvero possa ripetersi in futuro…

Ho rivisto un sacco di amici, così tanti che i miei compagni di dediche alla 001 ormai la prendevano a ridere, dato che non smettevo mai di parlare perchè c’era sempre qualcuno che conoscevo che passava di lì davanti, ininterrottamente.

Ho avuto alcune prime minirecensioni/impressioni su Comix Show, e sono più ottimistiche di quel che sperassi.

Se vi piace fate un buon passaparola, è un albo che ha avuto una vita sfortunata, vediamo di migliorargliela…

Mi son portato dietro anche l’albo di Epictete. Vedremo che fine farà.

Ho mangiato tantissimo, e non ho fatto neanche una foto, tutte quelle che vedete sono infatti riciclate da siti, blog e facebook altrui.


Sarzana – Piazza De Andrè

Ho un po’ di post arretrati, ma praticamente sono accadute mille cose nel giro di pochissimi giorni.
Inizio quindi dal mio nuovo viaggio a Sarzana, sabato scorso.

Il motivo per cui sono stato richiamato in questa bellissima cittadina era particolarmente emozionante, ovvero l’inaugurazione di una piazza dedicata alla memoria di Fabrizio De Andrè, e anche se l’indomani ci sarebbe stata In The Rock e di lì a poco dovevo partire per Lucca non avrei mai rifiutato l’invito dell’ARCI UISP, che rigrazio ancora. Il buon Daniele Pignatelli (di Comic House) ha fatto da organizzatore, tramite, compagno di cene e quant’altro.

Giunto a Sarzana, ci siamo fiondati nella piazza in questione, dove ho potuto finalmente incontrare e parlucchiare tre minuti con Dori Ghezzi, altro fondamentale motivo che mi ha spinto al viaggio. Nonostante il giro di politici che la accerchiava, di gente che voleva un autografo e la fretta in generale, riusciva a concedere una parola a tutti, con calma e delicatezza.

Abbiamo parlato del libro, mi ha chiesto come andava, e cose del genere, il tutto in una specie di dimensione a parte, e ha fatto così un po’ con tutti, dimostrando una semplicità straziante. Insomma, mi ha dato una gran bella sensazione.

L’inaugurazione è stata molto formale, e il pomeriggio è andato avanti con una lunga sequenza di gruppi, artisti e attori che si alternava sul palco per rendere omaggio a Faber.

Io, nel frattempo, facevo qualche disegnetto su alcuni fogli enormi, più una tavola finale ad acrilici che ho, ovviamente, donato – e con piacere – ai fautori della giornata.

A cena, insieme a Valentina e altri due amici di Daniele (meravigliosamente nerd, con cui abbiamo intavolato lunghe discussioni su Star Trek), abbiamo mangiato in un posto strepitoso a La Spezia, e l’indomani ero già a casa, pronto per In The Rock…


Ci si vede a Lucca, per più motivi!

Quest’anno Lucca Comics si prospetta più caotica del solito.

Anzitutto, esco con Comix Show, l’ho detto e lo ripeto, dato che non fa mai male…
Mi troverete perciò allo stand della 001 Edizioni quasi totalmente, vi aspetto col mio solito carico di giocattoli.

Ma i miei impegni non finiscono qui: ad esempio, sono stato invitato a partecipare a un happening di 101 vignette (una a testa), credo il venerdì mattina. Lo scoprirò domani.

Il sabato pomeriggio, alle 19:00, c’è il raduno di Kinart, fatevi vedere amici e aspiranti disegnatori!

Infine, ultimo ma non ultimo, il venerdì pomeriggio ho organizzato una sessione di fumettisti/musicisti, che si esibiranno sul palco di Lucca Comics dalle 16:15 alle 17:15, questo l’elenco dei confermati:

Sergio Badino (Walt Disney Italia, Tunuè…): voce/armonica
Antonio Dessì (Stratelibri): voce
Riccardo Secchi (Walt Disney Italia, Sergio Bonelli…): chitarra elettrica
Alex Crippa (Delcourt, Renoir…): batteria
Matteo Casali (Casterman, DC Comics…): voce
Fulvio Gatto (Vittorio pavesio)
Antonio Sualzo Vincenti (Rizzoli): Sax
Renato Genovese (direttore di Lucca Comics and Games): batteria
Francesco Abrignani (Walt Disney Italia): batteria
Bruno Olivieri (Panini Comics, Il Giornalino…): chitarra elettrica
Sergio Algozzino (Soleil Edition, 001 Edizioni…): voce
Giuseppe De Luca (Star Comics): chitarra elettrica
Giorgio Salati (Walt Disney Italia): voce e chitarra elettrica

Insomma, una grande festa! Accorrete!!!


London: diario di viaggio

Che viaggio.
Ho visto e fatto un’infinità di cose, ma non quante ne avrei volute, questo perchè a Londra quasi tutto chiude entro le 18 e ci constringeva a fare le corse durante il pomeriggio.
Siamo stati da molte parti, sei giorni sono tanti e niente, così non abbiamo visto cose classiche del tipo "cambio della guardia" e "St. Paul", ma non ci siamo sprecati affatto fra musei e quartieri vari, più diverse variazioni sul tema come la Film e Comicon, We Will Rock You e il concerto degli Spinnerette.

I contro, si sanno, sono gli alti costi dei trasporti londinesi (2 pound un biglietto metro o bus, 6 pound un abbonamento giornaliero a una zona, 7 e rotti a tutte le zone), in questo ci ha aiutati un po’ la Oister card, e la scarsa attitudine al mangiare sano, o comunque la mancanza di una vera e propria cucina tipica, il che ci costringeva spesso ad accontentarci del classico tramezzino o hot-dog da strada.
In ogni caso abbiamo mangiato tanto, probabilmente male, stando attenti almeno a non spendere troppo, perchè anche il cibo può farsi pagare molto lì.
Il cambio però, per fortuna, è abbastanza vantaggioso per adesso.

I pro sono tantissimi: sempre parlando di spese, i mercati sono la maledizione in questo senso, si vorrebbe comprare tutto non solo perchè costa poco ma anche perchè è bello. Ed è un bello che qui costerebbe davvero caro. I musei sono a ingresso libero, e ti permetti di andare a vedere quando e come vuoi Leonardo, Michelangelo, Caravaggio, Fidia, le mummie egizie, statue cinesi e chi più ne ha più ne metta (il British e la Mational Gallery, in questo, fanno da padroni), più altri musei fighissimi come il museo della scienza.
E la città è una meraviglia, con una straordinaria coerenza urbanistica da quartiere a quartiere, tanto da farmi morire invidia, case e palazzi stupefacenti, piccoli gioielli sparsi un po’ dappertutto.

Il concerto è stato bellissimo, e anche il musical di We Will Rock You, una grande emozione, uno spettacolo veramente impressionante.

La Film e Comicon è stata molto divertente, proprio come immaginavo una fiera di questo tipo, con gli attori che fanno autografi, con le conferenze piene di nerd come me che ridono a ogni cazzata dica l’attore che ti piace, ma non ho fatto nè foto con attori nè mi son fatto fare autografi, i prezzi erano davvero proibitivi, o sarà che per me è difficile digerire 25 pound per una firma…

Con Claudia siamo stati in viaggio in parallelo, e non ci siam beccati mai, peccato, mentre abbiam scoperto all’ultimo momento (ovvero sull’aereo) che c’erano anche Giuseppe, Enza e Davide.

La sera, purtroppo, tutto si spegneva ed era dura trovare qualcosa da fare, ma in effetti la mia schiena, che per adesso è malandata, è stata davvero messa a dura prova e forse è stato meglio così.


See you later

Io e Mais andiamo a Londra.
Il web resisterà anche senza di me.