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2013

Anno strano, anno ricco, anno pieno, anno bello, anno distruttivo, anno triste, anno allegro.

Il 2013 è stato, dunque, a conti fatti, un buon anno. Buono in senso assoluto? No. E allora buono in che senso? Nel senso che mi sono dato da fare, che ho fatto il possibile per cambiare certe cose di me e della mia vita, magari non riuscendoci sempre bene, ma ci ho provato degnamente.

Solo guardando dal punto di vista professionale, tante, troppe le cose fatte: è uscito il libro nuovo, e sono stato un po’ in giro a parlarne, son tornato ad Angouleme e a Lucca, la squadra di Etna Comics è sempre più solida e ho anche co-organizzato l’Etna Comics OFF, ho molte cose nuove da fare, ho insegnato tanto, ho dedicato molto tempo a Magicovento, ho suonato il giusto e ne sto comunque dimenticando parecchie altre.

Mi sono anche rotto il piede, rimanendo fermo quasi sei mesi, ho avuto problemi alle orecchie, ho bucato tre ruote e cambiato tre gommisti, ma sono anche stato ben due volte a Torino da mio fratello, reduce proprio ieri da quasi una settimana con la famiglia al completo.

Alcune amicizie sono sparite, altre affievolite, altre rinnovate, altre rimaste costanti, altre cresciute, sta a voi che leggete capire in che eventuale categoria potete considerarvi.

Non vado ancora più nell’intimo che mi vergogno.

Ed eccomi al solito confronto coi propositi che mi ero dato quest’anno, prima di lanciare quelli nuovi:

– Promuovere bene Dieci Giorni da Beatle

Ci ho provato, ma si deve continuare.

– Scrivere e iniziare il Libro Nuovo (sì, ce n’è già un altro…)

Mi riferivo ad altro, ma vado comunque avanti su altre strade.

– Dimagrire 8-10 chili

Giuro che l’ho fatto. Solo che poi, per motivi vari, li ho ripreso tutti, e con gli interessi.

– Andare a Lucca Comics

Fatto.

– Trovare un ingaggio incredibile

Che cavolo intendevo? Comunque un paio di belle cose ci sono.

– Uscire con un EP di inediti (o magari 3 o 4 Video)

Patate. Però ho fatto un cortometraggio e una nuova canzone di fine anno collettiva, eccola:

 

– Tagliare i rami secchi, sono diventato davvero rincoglionito, dimentico le cose, troppe cose da fare, troppe cose per la testa.

Non ce l’ho fatta.

Bene.

Ecco i propositi per il 2014:

– Tagliare i rami secchi, sono diventato davvero rincoglionito, dimentico le cose, troppe cose da fare, troppe cose per la testa. Ma stavolta sul serio. Sono stanco. Ho bisogno di una pausa.

– Tornare a fare qualche serata in acustico, e pare sia già sulla buona strada.

– Dimagrire.

– Tornare al mio progetto inedito.

– Disegnare di più.

Buon 2014.

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10 Giorni da Beatle

Ed eccoci qua. Con un libro finito fra le mani (si fa per dire, ancora), e una copertina definitiva da mostrarvi:

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Quasi un anno. Ma ok. Neanche me ne sono accorto, quasi. Di più, è diventato pesante lavorare con una gamba azzoppata. Già, questo perché ormai quasi tre mesi fa ho avuto un incidente sportivo e, pur non essendo qualcosa di gravissimo, mi ritrovo ancora con le stampelle. E disegnare così non è il massimo, come non lo è andare a lezione o, soprattutto, dover dipendere da tutti per ogni sciocchezza.

Ma non è un post di stress, questo.

Volevo farvi vedere la cover (ed eccola, lassù), e volevo anche dire che presenterò il libro ufficialmente durante la TERZA edizione di Etna Comics (mamma mia quanto tempo…), il Festival catanese in cui ho infuso gran parte delle mie capacità e idee organizzative, facendo parte di uno staff clamoroso e appassionato che lo ha reso già uno degli appuntamenti più importanti del settore.

E quest’anno, oltre che presentare la mia ultima fatica, ho avuto l’appoggio totale per inaugurare una nuova area, tutta votata alla didattica e ai giovani fumettisti, che si chiamerà Area Talent Scout, dove sarà possibile ricevere consigli da parte di autori ed editori.

Se volete dare un occhio a tutto il programma, eccolo QUI.

Ecco il mio manifesto alternativo:

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E se volete guardare il trailer del mio libro, eccolo qui.


Tutt’a un Tratto… Bonelli

Sergio Bonelli ci ha lasciati già da troppo tempo. Tanto se ne è, giustamente, parlato, e ognuno ha tirato fuori un ricordo personale su di lui e con lui. Per come sono fatto, non ho voluto partecipare alla lotta del miglior aneddoto, anche perché di certo chi possiede davvero il più bello difficilmente lo scriverà in qualche blog, e lo faccio adesso, in un momento meno equivoco.
Ammetto di pensarci spesso. Difficile descrivere come una persona, che poi effettivamente non frequenti, possa avere tale influenza nella tua vita, ma nel nostro mondo, dove tutti conoscono tutti, il cerchio è così stretto che è molto facile provare affetto per qualcuno che non conosci bene ma che ha influenzato tanto il tuo modo di essere.
Ho incontrato Bonelli solo tre volte, e l’ho sentito per telefono solo un altro paio di volte. Nulla a che vedere con chi ha avuto DAVVERO la fortuna di lavorare per lui, e di potersi confrontare con lui quasi quotidianamente.
In ogni caso, serbo un ricordo molto prezioso.
Anni fa uscì scrissi e uscì Tutt’a un Tratto, per le edizioni Tunuè, saggio sul disegno nel fumetto, argomento trattato raramente.
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Bonelli lesse il libro, e gli piacque così tanto che di sua spontanea volontà decise di dedicare un’intero editoriale di Tex a tal proposito. Eccolo qui:

Fu una emozione grandissima per me… il signor nessuno “recensito” da Bonelli in persona! Alzai la cornetta, chiamai in redazione, e me lo feci passare per ringraziarlo. Fu una telefonata molto piacevole, e mi chiese se di lì a poco sarei passato da Milano, perché avrebbe avuto piacere di incontrarmi.
Bonelli aveva il piacere di incontrarmi.
Ok…
Per un caso fortuito, mi ritrovai davvero a Milano nel giro di poco, e chiamai in redazione per prendere un appuntamento, e lui, gentilissimo, continuava a dirmi che gli avrebbe fatto molto piacere.
Ora. Sarà perché parlo di Tex con un certo rispetto… ma che Bonelli apprezzasse un mio libro mi faceva DAVVERO impressione.
Non ero mai stato alla Bonelli, e fui mandato ai piani alti, mi misero ad attendere in una saletta, e attesi.
Poi arrivò lui, io ero emozionato come un bambino, e se ci ripenso adesso ricordo perfettamente quell’emozione.
Iniziò a parlare, tanto per cambiare, del mio libro, facendomi tanti complimenti, e io ero lì che pensavo “ma guarda te, sto parlando con Bonelli e LUI parla di un MIO lavoro, è una situazione totalmente folle!”
Esaurito l’argomento, iniziammo a parlare del fumetto in generale. Apprezzava, da quel che aveva letto, che fossi molto appassionato, e mi ha raccontato almeno due o tre aneddoti che conservo con grande cura.
Mi ha dedicato un’oretta buona, e poi è tornato al suo lavoro. Era già un po’ stanco, ma non al punto di privarlo della voglia di fare. Con me è stato molto intelligente, arguto e simpatico. Prima di andar via, mi disse che aveva scritto un altro editoriale sul mio libro, e mi fece avere una versione stampata in anteprima del nuovo testo, che lessi con grande gioia davanti a lui. Conservo ancora quella versione stampata.

Ci salutammo, e via.
La volta successiva lo rividi lì in redazione, e, successivamente, a Lucca. Ma furono incontri da poco, e il mio timore reverenziale mi fermò un bel po’. Dubito mi avesse effettivamente riconosciuto, avrei dovuto dire “sono quello del libro tal dei tali”, ma non sono tipo per questo genere di cose, così mi limitai a salutarlo e a scambiare due parole cordiali.


Banda Larga – Recensione

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Banda Larga è il sesto album del duo Musica Nuda.
Ne parlo solo perchè ne ho disegnato la copertina? No, direi che ne parlo perchè mi piacciono, altrimenti non avrei disegnato la copertina.
Festeggiano dieci anni di attività con quello che può essere considerato, a tutti gli effetti, una sorta di Greatest Hits del loro cammino artistico.
Ne è passata di acqua sotto i ponti dalla Eleanor Rigby che apriva il loro primo album, un album (come il secondo) di cover straconosciute, riarrangiate a modo loro, solo voce e contrabbasso, a volte in maniera briosa, la cui chiave vincente non era solo la bravura tecnica, ma l’approccio, il modo di fare (anche sul palco), e, proprio come i Beatles, i cui primi album avevano un certo numero di cover, eccoli adesso a trattare solo un paio di pezzi già editi, e sicuramente, pur essendoci un Paolo Conte di mezzo, non sono più nazional-popolari come lo erano all’inizio.

Così, se nel frattempo avevano anche inciso un album di musica sacra, ci ritroviamo qui ad ascoltare un po’ di tutto di quel che avevano fatto, con una dose massiccia di pezzi inediti, con lo stesso approccio, ma con un’intera orchestra al loro servizio; già, perchè Banda Larga vuol dire anche quello, e se ho disegnato loro due sopra una moltitudine di strumenti musicali ci sarà un motivo.

Si lasciano aiutare da molti amici, che gli scrivono canzoni apposta o che gliele cedono, il tutto condito da intermezzi strumentali in cui Ferruccio fa da padrone, spesso anche compositivamente.

Petra invece ci mostra un po’ tutte le sue possibilità vocali, lasciando solo vagamente immaginare quante altre ne potrebbe avere. Fa di tutto, e lo fa benissimo. E io, che li ho visti molto spesso dal vivo, non l’ho sentita sbagliare MAI, mai una dannata volta. Ma tutto questo tecnicismo non è freddo e scostante. Io ODIO le cantanti tecniche, specie se sono italiane. Petra invece canta in maniera suadente, esprime benissimo parole ed emozioni, e, soprattutto, ha una grandissima carica ironica, che fa un po’ rima con Carica Erotica, uno dei brani più belli dell’album.

Ma è un album da ascoltare per intero più di una volta. Come detto, ne è passata di acqua sotto i ponti, e dopo dieci anni si sono potuti permettere quello che probabilmente avrebbero già fatto nel 2004.

Si passa dalla potenza strabiliante, quasi elettrica, di Game of taking Chances, alla dolcezza, già dal titolo, di Luna Suadente (credo il mio pezzo preferito), dalla ricchezza orchestrale di Libera alla semplicità, in puro stile Musica Nuda, di Tu, la prima volta di tutto (non sconosciuta ai fan); ma c’è anche il ritmo ansioso di Qui tra poco pioverà a l’atmosfera scherzosa di Le cose, altro mio brano prediletto.

Come dicevo, è una sorta di Greatest Hits artistico, proprio perchè c’è un po’ di tutto di quel che hanno fatto, con delle nuove promesse e una serie di nuove strade aperte.

Manca solo, in effetti, la voce di Ferruccio.





1. Preludio (Aria c’è) 0:49
2. Aria C’è 3:07
3. Des Ronds Dans L’eau 2:42
4. Preludio (Qui tra poco pioverà) 1:17
5. Qui Tra Poco Pioverà 3:30
6. Game of Taking Chances 2:51
7. Libera 3:45
8. Preludio (Um outro Olhar) 1:00
9. Um outro Olhar 4:16
10. Spina dorsale con Joe Barbieri 3:55
11. Luele 1:10
12. Carica Erotica 3:31
13. Preludio (Lirico lirica) 1:17
14. Lirico Lirica 3:22
15. Le Cose 3:47
16. Japan 0:58
17. Luna Suadente 3:02
18. Preludio (Tu, la prima volta di tutto) 1:10
19. Tu, La Prima Volta Di Tutto 2:25
20. Les tam-tam du Paradis 4:29
21. I Ricordi Della Sera 2:25


Trasloco: Giorno 8 + Prima Notte

Attivato il sistema Tv+Hi-Fi+Lettori DVD+Giradischi+Playstation, ho iniziato a sentire casa nuova più mia nel momento in cui ho pranzato guardando una puntata di 24.
E dato che sapevo che avrei anche passato la prima notte lì, mi sono portato dietro Kyoko, che essendo la gatta più buona del mondo ha subito mangiato e cagato senza sembrare troppo spaesata.
Il pomeriggio ho sistemato un po’ di scatole (ovvero quello che c’era dentro) in compagnia di Valeria, con cui ho anche inaugurato il primo Thè con biscottini. E ancora non è finita…