sogni

Brian May il piromane

Ero nella mia stanza, si parlava del più e del meno con qualcuno che non ricordo. Tutto a un tratto, dietro di me, incombe l’altissima figura di Brian May. Non sapendo cosa dire, lui adocchia il mio ukulele e inizia a farmi vedere cosa ci si può davvero.
Anzitutto, lo suona tirando le corde (tutte insieme) in un modo difficile da descrivere; poi lo suona, oltre che dal davanti, anche dal retro, dove scopro esserci una apertura per suonare le corde al contrario. A parte che è impossibile suonare le stesse sei corde da un lato e dall’altro, senza poi un’altra mano che le carezzi, ma va bene, praticamente era diventato una specie di arpa. Infine, mi dimostra una cosa figherrima: accende il fornello più grande della cucina e ci appoggia sopra l’ukulele, dimostrandomi che, anche in mezzo alle fiamme, non brucerà mai. Io mi preoccupo tantissimo, ma lui, con una gestualità tipica da illusionista dei poveri, tira fuori lo strumento perfettamente integro e senza una macchia.
Birbante.

Annunci

Sogni indipendenti

Della rarità con cui ricordo i sogni già ne ho parlato. Stanotte, quindi, ha segnato un avvenimento eccezionale, in cui non solo ricordo ben DUE sogni, ma tutti e due i sogni in questione sono anche slegati da ansie e paturnie quotidiane.

Così, ho sognato di essere a mare e avvistare le balene. Inizialmente era molto semplice, spuntavano ogni tanto e basta. Poi si è trasformato in una specie di episodio apocalittico post 11 settembre, in cui una balena si andava a schiantare contro un palazzo e crollavano almeno due o tre edifici insieme.

L’altro è stato un po’ più lungo, ma decisamente meno drammatico, o forse no. Camminavo con amici in so quale luogo e regione. Passavamo davanti la villa (immaginaria) di due miei cari amici musicisti, che fra l’altro non stanno più insieme, e io, vedendo una torta appena sfornata nel giardino, parto con un pippone del tipo “guardate che poesia, se odorassimo quella torta sarebbe un momento magico etc…”. Ovviamente nel sogno sapevo di essere già stato in quella villa e quindi conoscevo perfettamente il modo di potere scavalcare senza bussare e disturbarli, anche perché era tarda notte. Facendo un po’ di casino, svegliamo tutti all’interno, forse suona anche un allarme, e quindi parte anzitutto la brutta figura con loro due (che sono musicisti di un certo calibro), e poi il classico equivoco alla Takahashi in cui sembrava che stavamo rubando, alimentato poi da un gran numero di parenti dei musicisti che, casualmente, dormivano lì quella notte.
Parte quindi il processo in casa che si risolve comunque abbastanza velocemente, ma, gran sorpresa, dopo le varie perquisizioni subite scopro di non avere più i soldi nel portafoglio, così scatta l’equivoco opposto, in cui sono IO a dubitare di qualcuno di loro, che si offendono tantissimo all’idea di essere visti come ladri, e io devo quindi zittirmi e andarmene un po’ triste per il torto subito. Nel frattempo, chiederò mille volte scusa al padrone di casa e, mentre parlo con lui, trovo i soldi dentro la tasca dei miei pantaloni, ed evito di comunicarlo ai parenti inferociti.


Sogni

Sono famoso per non ricordare più i miei sogni da anni. Più o meno quindici.
Ricordo soltanto quelli a sfondo ansioso, lineari, del tipo: ci sarà l’evento Tal dei Tali, sogno che verrà poca gente.
Raramente ho avuto memoria di sogni di altra categoria, e chiaramente ne ho perso comunque le tracce.
Decido quindi di aprire una nuova categoria nel blog, nel caso in cui salti fuori fra un anno o due un sogno che mi piacerebbe ricordare.
Oggi no. Era uno di quelli a carattere ansioso.