Libro Nuovo

Rieccomi in corsa

Aspettavo un annuncio ufficiale, ma ancora è prematuro. In ogni caso, sto lavorando su qualcosa di nuovo. E anche su qualcosa di vecchio. E anche su un’altra cosa ancora. E su un altro paio di cose. Insomma, i miei ritmi, già storicamente in multitasking, sono messi parecchio alla prova in questo momento.

Ho ricominciato a lavorare di sera, tanto per dirla tutta, e passo, nell’arco della stessa giornata, dall’insegnamento, al disegnare una tavola per una cosa, lo storyboard per un’altra, le chine per un’altra, il coordinamento coloristi per Magicovento e a lavorare a qualche evento, o suonare da qualche parte. Senza contare altre piccole cose. Oggettivamente, sono nella merda fino al collo. E sto davvero tagliando molte cose.

Tutto questo dovrà cambiare, e, credo, di avere davvero iniziato a rendermi conto di dover rinunciare ad alcune cose. Basta.

Per il resto, sono tornato a scrivere di roba del genere.

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A presto per aggiornamenti.

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Lucca Comics, il ritorno

Sarebbe stata la quinta Lucca Comics di fila senza di me. Mi rendo conto che il Festival aveva perso qualcosa in questi anni, che l’aria si era fatta più cupa, i Padiglioni erano più tristi, la città intera ne risentiva, e così ho deciso, per amore del genere umano, di concedere parte del mio tempo e fare questo sforzo.

Insomma, ci sarò dal giovedì al lunedì, pronto a ricarburare gli animi del mondo del fumetto italiano, disegnando dediche su Dieci Giorni da Beatle, concedendo la mia splendida voce (e la mia risaputa destrezza con l’ukulele) al popolo e, magari, offrendomi come modello per le foto migliori che potreste fare.

Dove mi troverete? In teoria dovrei rispondere “in ogni luogo”, ma dato che sono benevolo, adattandomi alle usanze materiali di questo mondo, dirò che sarò alla Tunuè, Padiglione Napoleone,
stand E101-E102. Più preciso di così.

Volete una mappa del padiglione? Eccola.

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Volete addirittura sapere in che orari trovarmi lì (in tutti gli altri, chiaramente, sarò in ogni luogo)? Ecco.

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Insomma, ciao.


EtnaComics 2013: dal lato dei Comics

La frittata è fatta. Il Festival è finito.

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Come sempre, si inizia già a pensare all’anno prossimo, si rimugina su quello che è andato male più di quello che è andato bene, ci si lamenta internamente di una frase detta e di un errore di stampa che poteva essere corretto… e credo sia proprio questo il motivo per cui EtnaComics, a conti fatti, nonostante tutti i pensieri, cerchi di migliorarsi sempre di più.

Forse noi dello staff Comics siamo particolarmente esigenti, fatto sta che l’entusiasmo generale è molto alto, e voglio un attimo accodarmi alle sole emozioni positive. Di contro, io ho vissuto in un microcosmo a causa della mia (ancora) attuale impossibilità a muovermi. Fondamentalmente, vivevo nella mia Area. Ed essendo andata BENISSIMO non ho un’idea completa della Fiera, non sono mai neanche salito a primo piano, per capirci.

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Il rapporto che esiste fra noi “Comics” in quei giorni è davvero simbiotico, e non perché in gran parte si dorme insieme, ma perché si vive un’esperienza oltre ogni limite, dove il tempo dalla mattina alla notte, e poi all’indomani, è un flusso continuo ed ininterrotto di lavoro, fatica, sudore ed emozione. Tre giorni a EtnaComics con loro equivalgono ad almeno tre anni lavorativi di ufficio con dei colleghi “normali”, e la dimostrazione è che questa emozione, questa passione, riusciamo a trasmetterla a chi ci sta intorno, in primis gli ospiti della Fiera, che non raramente si lasciano andare in commenti e paragoni veramente incredibili. Tutti vogliono tornare e tutti rischiano di venire fagocitati dal nostro entusiasmo.

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Quest’anno, poi, ha significato molto per me sotto altri punti di vista, dato che ero lì anche come autore, presentando ufficialmente Dieci Giorni da Beatle e iniziando a raccogliere commenti, recensioni amatoriali e apprezzamenti di ogni tipo, come l’assolutamente inaspettato premio “Miglior Disegnatore”.

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Ma ho anche dato, come al solito, sfogo al mio lato nerd, giocando a Bang! con Emiliano Sciarra, il suo creatore, cantando Daltanious e Il Grande Mazinga in compagnia di Doug, il cantante originale, o, più in generale, cantando quasi l’intero canzoniere delle sigle di Cartoni anni 80, con il “nostro” Emiliano, Fabio, Maurizio, Pippo e gli ormai amici aggiunti come Fabrizio Mazzotta e Maurizio Merluzzo (ormai parte integrante dello staff, come Fabrizio dal primo anno), e ospiti appassionati, stati al gioco (durato quasi due ore e mezza), come Alessio Puccio e Stefano Vietti.

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Ma torniamo a EtnaComics, e al mio ruolo. Quest’anno mi sono imbarcato nella modellazione di una nuova Area, chiamata Talent Scout, dove era possibile provare a fare colloqui professionali con editori, didattici con disegnatori, ma anche seguire una specie di “corso in tre puntate”, spalmato nei tre giorni, in (buonja) compagnia di Marcello Buonomo della Lavieri Edizioni, sul rapporto fra l’editore e il disegnatore, dal primo colloquio, passando alla realizzazione di un progetto e finendo con la stipulazione di un contratto.

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Ogni giorno quest’area è stata ammassata di giovani ragazzi, in attesa di potere parlare con qualcuno o di ascoltare parole utili (sì, perché poi, alla fine, anche per gli “scartati”, si cercava sempre di spiegare i motivi, che potrebbero non essere solo “bello” o “brutto”). Sicuramente, chi è stato lì tutti e tre i giorni (e lo hanno fatto molti) ha percepito il senso di un cammino importante.

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Ho goduto di uno scambio sincero di passione. Rivedere negli occhi di quei ragazzi quel senso di attesa e di appagatezza mi ha fatto sentire davvero orgoglioso. Credo, sinceramente, di avere gestito una cosa bella, che alcuni ricorderanno con una certa importanza. Il simbolo, in questo senso, è stato un piccolo ragazzo, di quasi tredici anni (quando gli altri erano tutti almeno ventenni), con due occhi vispi e il fuoco sacro dentro di sé, al punto da aver già preso in mano il pennello per inchiostrare. Mentre gli parlavo, per esortarlo ad andare avanti così, quasi mi commuovevo io.

Poi, conoscendo già molti ragazzi, vuoi per la Scuola o per altro, e vederli parlare, e magari uscirne felici, è stata la mia più grande soddisfazione. Più di ogni libro o premio.

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E ringrazio di cuore tutti gli editor e autori che si sono prestati al gioco, tutti senza risparmiarsi (alcuni, addirittura, sono tornati, come Enoch e Vietti, Bottero ha voluto parlare con un gruppo intero per fargli un discorso formativo comune, e Giovanna Casotto, finito l’orario, ha continuato a vedere i ragazzi rimanenti da un’altra parte)

Infine, non me ne voglia nessuno, l’incontro “da ricordare” è stato quello con Robin Wood. Mi ha raccontato tante belle cose, ed è stato bello.

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Ma questi giorni non sarebbero stati gli stessi se non avessi avuto Sabrina accanto. Partita insieme a tutto lo staff, ufficialmente avrebbe dovuto “solo” aiutarmi nelle cose che non potevo fare (scappare a cercare qualcuno, andare a consegnare un book…), e invece si è trasformata in un vero e proprio pezzo dello Staff, capendo quali fossero le mie esigenze, a volte prevedendole, ascoltando, capendo, e aiutandomi al duemila per cento in un’area che l’ultimo giorno chiamavo ormai “la nostra area”.

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Ecco quindi nomi e cognomi del migliore staff del secolo:

Dario Cherubino

Sergio Algozzino

Pippo Burruano

Fabio Butera

Vincenzo Salvo

Giovanna Uttila

Anna Zito

Sabrina Di Vita

Maurizio Clausi

Vincenzo Salvo

Nadia Davì

Gabriella Minissale

e poi, ovviamente, Monia Barbagallo. Speriamo di rimanere sempre così belli. Chiaramente grazie ad Alessio Riolo e Antonio Mannino.

Infine, come ogni anno, c’è stata una lista di tormentoni o momenti topici. Io voglio semplicemente elencarli come fossero dei titoli, difficilmente li capirete, ma servono a me come promemoria:

“Non ci ascolta mai nessuno”, detto però alla rotonda di fronte la stazione.

James O’Barr.

Sabbie mobili che sbarrano la via.

Storpio.

E chiudo con la frase migliore: “Il culturista ha vanificato ogni speranza”.

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Nuovo libro: revisione, prefazioni e postfazioni

Da quel che ho capito, a breve si potrà annunciare titolo, diffondere trailer e cose così.
Nel frattempo, posso dire che il volume sarà disponibile, in anteprima, a EtnaComics, dal 7 al 9 giugno, con tanto di mostra.
Attualmente sto revisionando, per un’ultima volta, i testi, e raccogliendo il materiale aggiuntivo. Fra cui quella che dovrebbe essere una prefazione particolarmente significativa.

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Cosa penso del libro adesso? Bo… Se devo essere sincero, non lo so più. Con questo libro mi sono sbloccato e, contemporaneamente, credo di essere molto cresciuto. Quindi, se quando l’ho scritto pensavo di aver fatto qualcosa di decente, adesso ho perso un po’ quella sensazione. Sono molto contento di alcuni momenti, altri, al solito, vorrei rifarli in toto. In effetti, vorrei davvero rimettere mano su troppe cose. Ma non avrebbe senso farlo.
Così, credo che “mi accontenterò”, cercando di pensare subito a cosa verrà dopo, fermo restando che sarà uno spasso promuovere questo.

Insomma, nella vita si può essere un Kubrick o on Allen. E, seppur amando tutti e due, forse la regola di quest’ultimo, ovvero di finire un film, non rivederlo, e passare subito al successivo, non è così male per come la vedo io.

Dato che i miei post non son quotidiani, aggiungo un disegnetto fatto facendo un esperimento di passaggio dalla pittura ad olio (partendo da uno dei capisaldi della pittura) all’acquarello, in formato 20×15.

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Nuovo Libro: Verso la fine

Prima del lettering, prima delle ultime chine e acquarellate, oggi ho marchiato l’ultima tavola a matita. 80. Ne ho anche aggiunte 6 rispetto alla sceneggiatura iniziale. Purtroppo, per me era giusto così. Come se avessi avuto tempo in più. Come se fratturarmi un osso del piede non avesse reso le cose già abbastanza difficili.

Ho disegnato con la gamba tesa verso l’alto per due settimane, e la schiena curva nel senso opposto. Non è stato facile. E non mi sono riposato mai. Come sempre, però, il pregio di queste maratone è che segnano un periodo ben specifico della mia vita, e avrò dei ricordi molto specifici.

Nel frattempo,  è uscito in edicola un Topolino con una bella storia scritta da Francesco Artibani e disegnata da Giorgio Cavazzano, in cui Topolino va in Sicilia e incontra Topoalbano, chiaramente ispirato al Montalbano di Camilleri, che ha approvato il progetto; quando l’anno scorso Francesco iniziò a scriverne la sceneggiatura, mi chiese una serie di piccole “traduzioni” dall’italiano a un siciliano potabile, così posso fregiarmi di aver potuto contribuire a far pubblicare la mia parola dialettale preferita da sempre (CAMURRIA) sulle pagine del settimanale a fumetti più storico d’Italia.

Francesco, a sorpresa, ha chiamato un personaggio col mio cognome. Non mi assomiglia affatto, ma un po’ mi piace vederlo come mio padre. E dato che è sulle pagine di Topolino che ho iniziato a leggere, e a desiderare di volere fare fumetti, considero questa piccola cosa un grandissimo onore.

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Libro Nuovo: Metà

Fra poco partirà il lancio, l’effettiva comunicazione, e svelerò un po’ tutto.
In effetti, uscirà a Giugno, quindi ci siamo quasi…
E io, a che punto sono?
Beh, da più di tre settimane son partito per la maratona intensiva finale. Ieri ho raggiunto la metà, così, dato che su Facebook posto continuamente foto della lavorazione, volevo raccoglierle in maniera più ufficiale qui.
Buona visione!

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Nuovo Libro: Fasi di Colorazione

Sto procedendo un po’ random, mi è servito per definire tempi, stile e tecniche. Così, sto ultimando le prime 10 fatidiche tavole, dopo di questo potrò fare uno schema più rigoroso, ormai abbastanza chiaro.
Stavolta volevo solo far vedere una sequenza di colorazione.

Tavola a china più base.

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Ecco arrivare le ombre.

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Ed infine, ultime pennellate e poi montaggio al computer.

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End.

Si avvicina Angouleme, e sono davvero ansioso di fare vedere questo nuovo lavoro in giro.