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Laboratorio Didattico n°1: Alessandro Barbucci

Nella splendida cornice di un paesaggio di campagna nei dintorni di Terrasini, ho organizzato il primo di quelli che -spero- saranno una serie di stage didattici tenuti da grandi nomi del fumetto.

La prima persona a cui ho voluto chiedere se era disponibile per qualcosa del genere è stato Alessandro Barbucci, che subito si è mostrato disponibile. Ma non quanto poi effettivamente lo sia stato. Ovvero, almeno, il doppio!

Alessandro si è prodigato in due giorni di informazioni di tutti i tipi, da consigli tecnici diretti ed immediati a riflessioni sul mestiere che, sedimentate, saranno molto utili più avanti. Due giorni con due classi diverse, da 15 persone l'uno, con uno schema uguale, ma senza ripetere mai le stesse cose, arricchendo ogni giornata di qualcosa di speciale.

Una esperienza grandiosa ed eccitante, anche per me che la vedevo "dall'esterno".

Inoltre, a conferma della sua incredibile umanità e disponibilità, Ale è rimasto tutti e due i giorni ben oltre i tempi stabiliti, senza mai affrettare gli scambi con nessuno.

Di mio, ho scelto una situazione bucolica, con tanto di buffet del luogo, per rendere l'atmosfera meno fredda rispetto alle 4 pareti di un'aula scolastica, lasciando, mi auguro, un ricordo speciale nella memoria di tutti quelli che hanno partecipato.


Da Kinart, L'angolo che scotta: Il disegnatore di riferimento è NECESSARIO

Prima di leggere un qualsiasi articolo di questa sezione invito a leggere l’Introduzione apposita (in pratica le precauzioni per l’uso) QUI.

Bentornati in questa visitatissima e polemica rubrica :)

Un argomento che torna spesso a galla quando mi rapporto alle mie classi, o quando mi si chiede "come iniziare", è la difficoltà di accettare un VERO cammino formativo nel mondo del disegno, che comporta dunque alcuni passaggi che possono sembrare noiosi, ma che sono assolutamente indispensabili.

Sapete, è come quando suoni il pianoforte da autodidatta, e sei bravissimo, e poi, coi tuoi limiti, pur essendo bravo, non sai leggere la musica, e allora devi iniziare a studiare da zero, e ti fanno fare le scale armoniche, e tu pensi "diamine, ma io so suonare Chopin, che cacchio mi fanno fare le scale?".

Ecco.

Fare fumetti è un’attività che, psicologicamente, sembra molto facile: il motivo è che tutti, nessuno escluso, disegniamo fin da quando siamo bambini, e perciò è difficile accettare l’idea di ricominciare da zero, demolendo quelle fondamenta che abbiamo costruito in tanti anni.

L’idea perciò di prendere un disegnatore di riferimento, e di "seguirlo", quasi "copiarlo", fa storcere il naso a moltissimi.

Ora vi spiegherò il perchè è necessario passare da questa fase.

Anzitutto, da che mondo è mondo, OGNI dannato artista ha studiato gli autori prima di lui. Vogliamo che il fumetto abbia dignità? Accettate il fatto che DOVETE conoscere la roba che è stata fatta in questi (pochi) anni. Pochi? SI! Diamine, la pittura è leggermente più antica del fumetto, quindi perchè uno stronzo di pittore dovrebbe avere una cultura che va dalle pitture vascolari greche all’arte contemporanea, e un aspirante fumettista non deve avere la minima idea di chi sia, ad esempio, Will Eisner, Moebius, Winsor McCay o Uderzo (senza chiamarlo "il disegnatore di Asterix", vorrei ben vedere se chiamassimo Giotto "quello che disegnava le pecore", o Picasso "quello delle teste quadrate").

Dato che – talenti estremi esclusi – non è possibile avere coscienza di TUTTO quello che dovete disegnare in un fumetto (e per tutto intendo sedie, mobili, uomini, donne, bambini, vecchi, magri, grassi, alti, bassi, animali, cani, gatti, cavalli, coccodrilli, polo sud, alaska, cina, vasi, lampadari, tappeti persiani, pub, scene di notte, mare, onde, pesci e potrei andare all’infinito…), ovvero, non è possibile avere "uno stile che sappia fare davvero tutto e ALLO STESSO MODO", perchè quello che credete sia il vostro stile avrà SEMPRE qualche lacuna, e appena arriverete a quella lacuna (ovvero quasi in ogni tavola, se volete fare fumetti) vi verrà DIVERSA, e perciò NON COERENTE, ovvero vi verrà fuori una tavola NON PROFESSIONALE.

La soluzione è quindi prendere un disegnatore come riferimento, un disegnatore che può essere simile al vostro gusto ma anche diametralmente opposto (e, didatticamente, potrebbe anche avere più senso, perchè riuscirebbe ad abbattere TUTTE le vostre convinzioni), in questo modo, mettendovelo davanti, disegnando NEL SUO STILE, non copiandolo ma CAPENDOLO, a quel punto appena avrete da disegnare una sedia vedrete come la disegna lui (come LA SINTETIZZA), appena avrete da disegnare una vecchia vedrete come la disegna lui, appena avrete da disegnare un bambino vedrete come lo disegna lui, e via dicendo, in questo modo acquisirete il concetto di COERENZA, che è la chiave della PROFESSIONALITA’.

Poi, DOPO che avrete disegnato per UN SACCO DI TEMPO seguendo la vostra guida, il vostro santo, il vostro DIO, vi accorgerete che vi distaccherete, senza volerlo, da lui.

Fare fumetti è come la matematica, imparando una formula a memoria non diventi uno scienziato, ma SE LA CAPISCI a quel punto ti fai UNA FORMULA TUA che porta alla stessa soluzione.

Ecco. Le formule sono quelle che voi chiamate STILI.

Il vostro stile non nasce dal nulla, nasce dopo ANNI di studio. Il vostro disegnatore di riferimento non si abbandona in un mese, neanche in sei mesi. Mettetevelo bene in testa.

E mettetevi bene in testa che non "intacca la vostra creatività" o "il vostro istinto".

Se DAVVERO avete quella creatività vi assicuro che non la perderete, la metterete da parte per fare un sano allenamento, e dopo un po’ potrete ritirarla fuori nella bellezza del Dolby Sorround 5.1, mentre prima eravate semplicemente una graziosa coppia di casse stereo.

E non fatemi tirare fuori gli esempi con gli artisti che inizialmente COPIAVANO altri artisti.

Questo è il mondo, se si vuol lavorare.

Chiudo con una bella frase di Robert Crumb presa da un topi che avevo aperto tempo fa, leggetelo bene, e ricordate che quelle parole sono dette da uno degli artisti più SOVVERSIVI del mondo del fumetto. E se non sapete chi è, beh, lavoro in più per me :) (però siete sempre in tempo per recuperare, siete SEMPRE in tempo per recuperare, RICORDATEVELO!!!)

"Raccontare una storia è una cosa pazzesca. Non vuol dire soltanto disegnare un affare sul muro. Si tratta di un medium con imperativi e bisogni particolari. Tra di noi, parliamo molto dei grandi del passato che ci hanno ispirato, degli illustratori che ammiriamo. Tutto gira intorno al disegno e alla tradizione dell’illustrazione. All’interno del mondo del fumetto, nessuno arrossirebbe all’idea di essere stato influenzato da qualcuno. C’è questa fierezza di appartenere a una tradizione. È l’idea stessa di tradizione che è forte tra di noi. E la trovo sana. Nessun bisogno di distruggere checchessia. Non ci vergogniamo di prendere in prestito una tecnica o un arnese già usati da un altro artista; ognuno di noi ha gli stessi problemi da risolvere: disegnare una figura, mettere le ombre, tratteggiare, usare un pennello, usare un pennino. È la ricchezza della nostra tradizione." (R. Crumb)


Iniziate a preparare il costume!

Carnevale a Fumetti si ripresenta puntuale come ogni anno (la 4 edizione!!!), in un nuovo locale (il Bier Garten) per accogliere le numerosissime presenze dell’anno scorso (oltre 600 persone!!!) e con un programma rinnovato, aprendo le porte fin dalle 16:00 per tutti quelli che vogliono esibirsi e partecipare al Contest con più di 20 premi in palio…

…per poi divertirsi tutti insieme la sera!

22 Febbraio, l’unico, vero, Carnevale a Palermo!

Per vedere le foto dell’anno scorso basta andare qui:
http://picasaweb.google.it/kinartgallery

Diffondete e accorrete!


Accorrete!!!


Online: Andrea Accardi

Andrea è un disegnatore eccezionale e una splendida persona.
Ci siam conosciuti a Palermo ai tempi di 20mila Righe, una buona decina d’anni fa insomma, ed è sempre stato curioso catalogare tutte le cose che abbiamo in comune e che mi portavano ad avere sempre fra le mani pubblicazioni con suoi interventi fin dai tempi della Granata Press.
Proprio alcune sue illustrazioncine su Mangazine, ispirate al Devilman di Go Nagai, sono state spesso al centro di nostre discussioni concitate dedicate al grande maestro giapponese; non riuscivo quindi a credere ai miei occhi quando ho letto la prima volta John Doe 50, con un’intera sequenza tributo proprio a quel grandioso manga, una sequenza che, come subito dissi ad Andrea, nessun altro al mondo avrebbe potuto "rifare" così bene: non era una semplice imposizione di sceneggiatura, lui la sentiva sul serio, e questo si percepisce terribilmente.
Andrea poi lavora tantissimo, e zitto zitto, nonostante la sua parallela attività di letterista, sforna ogni anno qualcosa di nuovo, e da Progenie d’Inferno all’ultima edizione di Matteo ed Enrico è cresciuto esponenzialmente giungendo a livelli artistici a mio avviso altissimi.
Io che sono un maniaco della composizione all’interno della vignetta, del peso di ogni singola linea rispetto ad un’altra, trovo in Andrea un’armonia come pochissime volte riesco a trovare a fumetti, se non in artisti tipo Alex Toth, per intenderci.
Insomma, e non lo dico per il bel rapporto che abbiamo, Andrea è uno straordinario fumettista, mostruosamente modesto, grande professionista che se ne frega dei complimenti e va avanti continuando a letterare in parallelo, lezione di etica e umiltà per molti "grandi artisti".

Ieri abbiamo pubblicato su Kinart la prima parte di un suo Tutorial dedicato proprio al John Doe n°50, ricco di schizzi e bozzetti. Fateci un salto e non ve ne pentirete.
Inoltre, è anche possibile leggere una sua vecchia intervista fatta nel 2003 QUI.


Concina su Kinart

Ho aperto una discussione sulla Lettera di Bruno Concina su Kinart, e diversi utenti hanno espresso la loro opinione.
La potete trovare QUI.


La storia di Kinart

Semmai a qualcuno interessasse nel senso stretto del termine, ecco un pò di storia…
In principio fu il GruppoTrinacria.

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Siamo nel 2003, iniziavo a lavorare per Panini Comics, su Piccoli Brividi. Il 2003 per noi palermitani non era proprio la stessa cosa che a Roma o Milano…per noi sembra un tempo davvero remoto; ognuno stava un pò per i fatti suoi, ci si conosceva ma a frequentarsi neanche a parlarne, se non in piccoli nuclei di due o tre persone.

Di eclatante ricordo solo le "fiere" a Termini Imerese e la mostra "Rudimenti" con Claudio Stassi, Alessandro Bianco, Salvo Crisà e Piero Giammalva, da Affiche.
In ogni caso. Lavorare per Piccoli brividi fu una autentica manna dal cielo, ed io che non ho mai avuto pretese di tenermi tutto per me ho iniziato a "reclutare" chi mi sembrava dovesse meritarsi la fortuna che stavo avendo.

Così "chiamai" Marco Failla, Emiliano Santalucia, Cecilia Giumento, Enza Fontana, Manlio Mattaliano, Marco Sonseri, mi riagganciai con Claudio e recuperai il libro di Diego Cajelli, Scrivere Fumetti, per Giovanni Di Gregorio, illustratore e scrittore con estro geniale che non aveva mai scritto una sceneggiatura per fumetti ma che con la scusa scrisse 4 storie, che vennero approvate in blocco.
E di questo gruppo, mi spiace, ma me ne vanto, perchè da quel momento "qualcosa è cambiato".
La cosa bella è che io ero il più piccolo, e gente tecnicamente superiore, vedi Marco ed Emiliano, mi guardavano giustamente in maniera strana, in fondo ero una specie di supervisore di qualcuno che ne sapeva più di me…ma siccome sono bravo ad organizzare le cose credo di avere recuperato subito…

Così, un giorno mandai una mail per fare un vero e proprio gruppo di supporto multimediale, sfruttando il divagare delle email.
E nacque il GruppoTrinacria, gruppo fondatore io, Claudio, Cecilia, Giovanni, Manlio e Quirino Calderone, che prese le redini dei codici html e montò su tutte le sezioni. Io disegnai solo quell’orribile Trinacria e scrissi (ironicamente, sia chiaro) il Manifesto.

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Perchè GruppoTrinacria? Perchè da noi non c’erano scuole del fumetto, non c’erano editori, non c’erano punti di riferimento…perchè se anche a Bari magari non c’era una Scuola sapevi che bastava prendere il treno per andare a Napoli. Da noi era tutto più lontano, decisamente isolati e isolani.
Iniziammo subito a creare un polo con Messina, grazie, soprattutto, a Michela De Domenico, con l’apporto di altri validissimi elementi e aspiranti fumettisti, fra i quali Giovanni Ruello, Mais2 e Rice.
Inziammo con una mostra, poi un’altra, un laboratorio, un piccolo evento etc…

Se volete vedere qualche foto del periodo basta andare QUI.

Non a caso, nacquero Gli Isolani, strip che abbiamo portato avanti online per un anno e mezzo, creata graficamente da Francesco Abrigani e da una serie di idee partorite da noi GruppoFondatore in una trasferta a Messina.

Dopo un paio di anni di attività ci si stava un pò disperdendo, il sito era fermo, le email più rare, io avevo iniziato a lavorare asssiduamente ed era difficile tenere su vivo il morale.

In ogni caso, l’effetto si stava espandendo, ci si vedeva spesso con tutti, le collaborazioni fioccavano, e si iniziava a buttare giù quella che poi sarebbe diventata la Scuola del Fumetto, grazie ad un corso gestito dalla Grafimated, con l’entrata in scena di Salvo Di Marco, dalla quale sono usciti autori come Roberto Di Salvo, Rossana Baldanza, Aurelio Mazzara o Gianluca Gugliotta.

Si decise così con Quirino di fare un bel restyling, e nacque il nuovo GruppoTrinacria.

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Il sito, ben più complesso, stavolta era gestito da Quirino e da Giovanni Reina, che si occupava della programmazione.

Ma il nome GruppoTrinacria iniziava a starci stretto, non sembrava qualcosa legato ai fumetti, e soprattutto ormai ci eravamo messi al passo col resto dell’Italia…io sono un autodidatta, tengo sempre molto a precisare il cammino che ho fatto e la gente a cui ho rotto le palle per saper fare quel che so, così ho sempre considerato una causa – una regola – quella di aiutare l’eventuale aspirante fumettista, quello che magari non può permettersi una scuola, o che non ha il coraggio di fare una data domanda solo perchè la considera stupida.

E qui ci fu l’idea dei Tutorial…

In ogni caso, facemmo un sondaggio per decidere il nuovo nome, ed uscì fuori Kinart, votato alla stragrande maggioranza da tutti.
La proposta iniziale di quel nome fu di Mais2.

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Io facevo i disegnini, Quirino li impostava graficamente, Giovanni sistemava il tutto.
Iniziammo a circondarci di collaboratori che ci aiutassero nella moderazione delle varie sezioni del Forum sempre più visitato, nomino almeno Fracartina, Cecilia e Rossana per questo.

Dopo un paio di mesi la prima versione di Kinart iniziò a fare le bizze, saltò il primo host, poi il secondo, poi il terzo…ci siamo trasferiti mille volte, Giovanni iniziava a lavorare come programmatore a Roma e non riusciva più a seguirlo assiduamente, idem per Quirino fra Maschere e l’università…

Dopo 6 mesi di inattività assoluta mi piangeva troppo il cuore pensando a tutti gli utenti "abbandonati", quello che si fa con KInart, ripeto, io la vedo come una vera e propria causa…

Così, insieme a Mais2, nel giro di 24 ore abbiamo montato su il nuovo forum, io ho ricaricato tutti i Tutorial fatti fino a quel momento sul BLOG che tutti conoscete, e siamo ripartiti in quarta, recuperando prima gradualmente e poi sempre più facilmente tutto il tempo perso.

Tutto questo grazie anche, e soprattutto, ai nuovi collaboratori che mi aiutano nella gestione di questa follia, ovvero, in ordine sparso, Massimo Dall’Oglio, Elena Cavaliere, Paolo Raffaelli (presente fin dal primo Kinart), Lucia Novello, Ketty Formaggio, Antonio Recupero e, non ultima, Connie Daidone, che oltre ad essere colorista ci fa letterarmente da provider.

Grazie alla loro passione sono nate nuove sezioni (vedi ad esempio quella dei VIDEO gestita da Ketty), idee per nuovi tutorial, e principalmente un aiuto valido e professionale per essere il più veloci nelle risposte da dare a chi chiede un consiglio o espone un dilemma, piccolo o grande che sia.

Ma non solo. C’è tanta altra gente che ci ha fornito suggerimenti e nuove idee, grazie alla quale continueremo ad evolverci.

Mais2 nel frattempo, oltre alla sua attività di moderatrice, si è occupata di tutto quel che concerne la grafica, disegnando ogni singola iconetta.

Io quindi ormai non faccio più nulla.
Ok, non è vero.
Però è bello lavorare in gruppo.

E prossimamente ne vedrete delle belle…