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Le migliori bufale che ci ha regalato Internet

Ci sono molte canzoni in giro per la rete attribuite erroneamente alle persone sbagliate. Tutto nasce coi primi programmi di file sharing, in cui si decideva di cambiare il nome di una canzone o per fare qualche scherzone o per diffondere più rapidamente un proprio brano (che se facevi finta che era dei Beatles era a cavallo). Esiste anche un terzo motivo per cui accadono queste cose: l’ignoranza.

Alcuni di questi fake sono rimasti nel tempo, e, nonostante sia molto facile trovarne la smentita (basta fare qualche semplice ricerca), ci si imbatte spesso e volentieri in qualcuno che ci è caduto in pieno.

Ecco qualche esempio:

Bob Marley NON è il cantante di Don’t Worry be Happy, anche se YouTube ci dice del contrario.

Per la cronaca, il vero interprete (che è anche un genio della musica) è Bobby McFerrin, e quando uscì il brano in questione il caro Marley non era dei nostri già da qualche annetto.

Serj Tankian NON è il cantante di una versione apocrifa del tema di Zelda. 

Fabrizio De Andrè NON è il cantante di Robin Hood!!!

Gli Squallor NON hanno rifatto Teorema.

Per inciso, l’autore di questa parodia è Tony Tamarro. Esiste anche una canzone dei Gem Boy attribuita agli Squallor.

Segnalatemi pure altre bestialate di questo tipo (ce ne sono a pacchi).

Chiaramente, il post dovrà chiudersi con la bufala per antonomasia, quella che ci accompagna da decenni, ovvero:
Piero Pelù NON è il cantante di Jeeg Robot d’Acciaio. La vera voce, spero molti lo sappiate ormai, è quella di Roberto Fogu, in arte Fogus, di cui metto anche una bella foto.


Come Nico Fidenco

Uno dei miei cantanti preferiti di sigle di cartoni animati è decisamente Nico Fidenco, per via del pathos che instilla in ogni parola.
Quello che segue è un omaggio molto cretino al cantautore romano.

A richiesta, posso eseguire Bem e Don Chuck.


Superkid


Cartunia (10)

Basta, ricomincio periodicamente a postare video di sigle di cartoni dimenticati da Dio, e che fanno urlare sempre qualcosa del tipo "ooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo".

Questo lo amavo particolarmente, ed è rimasto (ibernato) nei cuori di un mucchio di persone, una serie Disney che è stata letteralmente messa da parte come non fosse mai esistita.

Per capirci, ho dovuto caricare io il video su Youtube, dato che l’unica versione italiana che c’era aveva tutta l’intro delle vecchie videoccassette…


Ken il Guerriero

Intravidi la prima volta Ken su Odeon Tv mentre andavo in quarta o quinta elementare, praticamente 19 anni fa, ma i miei non mi permettevano di guardarlo (come Rocky Joe), così dovetti aspettare le scuole medie per rifarmi.

All’epoca lo trasmettevano invece a Video 3, mitico canale che mi ha fatto scoprire e rivedere diversi anime, ed era ogni giorno (domenica compresa) alle 19:00.

Alle 18:30 c’era invece Maison Ikkoku, che ho scoperto proprio nei 5 minuti di attesa prima di Ken.

Dopo, in epoca di liceo, lo fecero almeno due volte per intero su Italia 7.

Ken è un’opera mitica per la mia generazione, una storia colossale ed epica come poche, piena di stronzate sì, ma tutto si perdona quando c’è dietro un pathos e un’energia senza limiti.

Ieri è uscito il film di Ken al cinema, che in realtà è solo un tassello di un’operazione ammirevole di ripescaggio del personaggio con una serie di OAV e di film (dopo questo altri due), dunque anzitutto non aspettatevi un film riassunto della serie televisiva, ma solo una parte della saga (nello specifico, quella di Sauzer).

Anzi, a dirla tutta, questo film non sarebbe neanche un film su Ken ma su Raoul.

Il film nel complesso è medio, è stata più l’emozione di vederlo sul grande schermo (pochi eletti, dato che lo hanno distribuito neanche per una sala a regione); tecnicamente altalenante, alterna primi piani dettagliatissimi e molto curati a piani medi e campi lunghi di livello televisivo (o peggio), racconta una parte della storia molto coinvolgente, quella che racchiude anche Shu, e il duello fra Ken e Sauzer non è affatto male, ma interseca una sottotrama banale e inutile fra Raoul e un personaggio femminile creato ad hoc, interessante perchè fa riferimenti alla terra dei Demoni, ma sviluppata cercando di inserire elementi umani al carattere di Raoul che invece non dovrebbe avere, non in questo modo.

Poi, purtroppo i disegni in alcune sequenze erano così pessimi che con Pietro non potevamo trattenerci dalle risate, ma è stata una visione gradevole e certamente mi sono emozionato in diversi punti per via della situazione, però ripeto, dal punto di vista pratico il film è quel che è, non tiene neanche lontanamente il confronto col vecchio lungometraggio, che era fra l’altro davvero a sè stante.

Però, nella speranza facciano gli altri due, andatevelo a vedere, Ken è sempre Ken.

E ora beccatevi la sigla italiana che non si fa mai sdegnare:


Cartoon Fest

Era da Carnevale che non mi buttavo a organizzare quelche piccolo evento a tema fumettistico.
Stavolta tocca ad una giornata tutta all’insegna dei cartoni animati, con una ricchissima selezione di sigle e spezzoni di cartoni animati anni ’80, ’90.
E’ stato un lavoraccio, metà del lavoro lo ha fatto tutto Pietro, aiutandomi a selezionare i cartoni e a tagliare le sequenza, lo ringrazio moltissimo, e ci auguriamo dunque che veniate in molti (con l’ormai solito stop a 150 persone) e che vi divertiate, penso che abbiamo fatto un buon lavoro e sarebbe un peccato non sfruttarlo al massimo!
Inoltre, dopo cena ci sarà la solita sessione di disegni aggratis per i passanti e porteremo anche un pò di giochi da tavolo.
Accorrete!


Cartunia (9)

Altro cartone dimenticato da Dio, questa sigla (in video) l’ho cercata per molto molto tempo…