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Io e Francesco Di Giacomo: da piccolo Fan a stampella umana

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Ho incontrato Francesco Di Giacomo per la prima volta nel 1998, a Palermo, durante il tour acustico del Banco del Mutuo Soccorso. Era già il mio gruppo preferito italiano di rock progressive. Mi portavo ancora i registratori a cassetta dietro, e, oltre il concerto, ho immortalato la nostra prima discussione. Per cercare di colpirlo, mi feci fare un autografo sulle mutande. Che conservo ancora. Poco tempo dopo andai a sentirli al concerto del primo maggio, a Roma, e, grazie al padre di un mio amico, riuscii a vederlo dietro le quinte, incontrandoli nuovamente. Rodolfo Maltese e Francesco erano quelli più increduli e affettuosi. Mi dissero che da lì a un paio di mesi avrebbero suonato ad Alcamo, e Vittorio Nocenzi mi donò il suo Pass privato, con cui potevo andare ovunque, anche sopra il palco, volendo, chiedendomi di riportarglielo la prossima volta che ci saremmo visti.

Poco prima che suonarono ad Alcamo, Rodolfo mi chiamò per ricordarmi del concerto. Francesco non lo avrebbe mai fatto, tollerava a malapena i cellulari e solo ultimamente si era rassegnato all’idea che doveva usarli. Ad Alcamo riconsegnai il Pass a Vittorio, stupito che avessi mantenuto la promessa. Francesco e Rodolfo furono, come sempre, deliziosi.

Poi passò qualche anno, e tornarono, proprio loro due, a Palermo, all’Agricantus, dove, per fortuna, sono abbastanza di casa. Andai quindi a prenderli all’aeroporto, con la mia amica Francesca. Da quel momento scattò la fase 2 del nostro rapporto, quella più confidenziale, quella in cui più volte ho avuto l’onore di girare in auto con lui, di parlare di musica, di politica, di umanità. A volte parlava solo lui, ma non lo faceva con atteggiamento egotista, ed era un piacere ascoltarlo. Quando iniziai a lavorare su Ballata per Fabrizio De Andrè si affezionò molto a me, al punto di parlare di me a diversi suoi amici, lui amava molto Fabrizio e cantava spesso Bocca di Rosa.

Una volta mi disse di aver visto il mio fumetto a puntate su l’Unità e che era molto fiero di questo. Ma era già da un po’ che gli facevo la Corte per fare qualcosa insieme, per avere qualche sua parola scritta apposta per me. Già dai tempi di Mono, per la Tunuè, iniziò la seduzione, ma lui era impantanato con mille concerti e impegni vari. Con Dieci Giorni da Beatle era troppo naturale, per me, pensare a lui, con cui ho parlato a lungo dei Beatles, che lui adorava e portava in giro con un bellissimo progetto acustico tutto dedicato alle loro canzoni.

Se penso a lui non penso, quindi, solo alle canzoni del Banco, ma a Eleanor Rigby o Here, There and Everywhere. E penso a Mogol, altro argomento di belle discussioni. E a Bocca di Rosa. E poi penso alla sua risata, alla sua incredibile umanità e gentilezza. Per un periodo ebbe dei problemi ad una gamba, subì una operazione, e camminava a stento, così, per un concerto, fui letteralmente la sua stampella umana, aiutandolo a salire o scendere le scale. E poi parlò di me, in platea, e io mi sentivo felice.

L’anno scorso ci siamo sentiti spessissimo per la Prefazione, e gli mandavo il materiale, poco a poco, per posta o per Fax, dato che non amava le e-mail. E amava le lettere scritte a mano. L’ultima volta che ci siamo visti fu due anni fa, al teatro Dante, per un bellissimo concerto del Banco insieme alle Orme. E mi viene da ridere, perché oltre a Francesca, con noi c’era anche un altro Francesco, che si occupava fra l’altro dell’organizzazione, e, mentre si tagliava una torta nei camerini, lo chiamai, convinto di avere loro due accanto, dicendo “Francesco, scusaci…”, ma in realtà ero solo, e sembrava che parlassi al plurale come un cretino. L’ultima volta che invece abbiamo discusso è stata a dicembre. Una telefonata qualsiasi, per sapere come stava, che faceva. E lui mi diceva ancora quanto gli fosse piaciuto il libro, e io gli chiedevo a cosa stesse lavorando.

Anche se il rapporto, negli anni, si era notevolmente trasformato, non ho mai smesso di essere un suo fan, ma posso vantarmi di essere stato anche qualcosa di più.

E posso vantarmi di queste parole, che lui scrisse per me:

Imagine, che sia un giorno che ti va bene, e già va bene. Imagine poi che ci sia anche il sole, e anche questo va bene.
Imagine che squilli il telefono, e questo non va bene, non va bene se stai pensando, lavorando, sognando… ma aspetta, dipende.
Imagine che chi ti chiama dall’altra parte dica «vuoi venire in paradiso? Oh! Capiamoci, non per sempre, solo per un po’». Lì per lì rimani tramortito, sottoschiaffo, felicemente rimbecillito, e non fai nessun calcolo, non valuti quello che ti sta succedendo o che potrebbe succedere, e non metti in conto che il caso, la vita, il destino o come vuoi che si chiami, tesse comunque la sua trama e ti mette in condizioni di non poter scegliere, anche se apparentemente ti sembra di scegliere, ma alla fine pensi e Imagine che una gran botta di culo
non si rifiuta certo, e qui scatta la trappola. Sei convinto che le tue ossa e la tua testa possano resistere benissimo a certe accelerazioni, e pensi di essere
abbastanza attrezzato per affrontare una giornata di cento ore o un mese lungo un anno, dormendo qua e là ogni tanto.
Ma se non è ora, quando?
E allora si parte, si va, come un maratoneta, ma la gara è lunga e la mazzata che ti arriva sulla milza è ben oltre tutte le supposizioni che hai cercato di Imagine. Sei convinto di poter sostenere qualsiasi confronto con il successo, anche se temporaneo, ed è proprio questa durata a termine il punto di rottura che prima ti avvolge e poi ti sconvolge, perché quando tutto si acquieta e le luci si spengono, il respiro torna normale, il giorno di ventiquattr’ore, le parole meno ansiose, arrivano i primi fantasmi, gli interrogativi, gli «e adesso?».
Già.
Adesso Sergio è veramente ad alto rischio, perché deve mettere in moto tutte le sue endorfine, a dispetto della sua serenità, per trasmettere tutto questo sulle sue tavole, la regia delle immagini, il segno, il colore giusto, raccontare un’epoca, un percorso che prevede anche dei cambi nel costume in cinquant’anni. Il viaggio «all’inferno e ritorno» di Jimmie Nicol nel sostituire Ringo Starr nel tour mondiale dei Beatles.
Sapevo che era nelle sue possibilità sorprenderci, e c’è riuscito lasciando ancora spazio a tutto l’Imagine possibile.


Parole

Perché non scrivo più molto sul Blog?

Non ho neanche “festeggiato” i suoi 8 anni. E non sono pochi.

In realtà, definire quest’anno è veramente difficile. Almeno è stato diverso. Ci sono tante cose da fare, e gran parte delle mie parole vanno a finire, e mi sento molto triste a dirlo, su Facebook.

Così, più passa il tempo, più mi sento in difetto, e meno scrivo. Però penso un SACCO di post che vorrei scrivere. Almeno una volta al giorno. E poi però non ho il tempo di scriverlo. O magari la voglia. Diciamo che è difficile trovare il momento in cui abbia sia il tempo che la voglia.

Soprattutto, mi sento responsabile di dovere scrivere qualcosa di interessante da leggere. Ed in realtà non dovrebbe affatto essere così. O no?

Cosa sono i blog adesso? 8 anni fa mi sentivo quasi un pioniere (anche perché in realtà ce n’erano stati altri prima, su altre piattaforme), e scrivevo solo per me. Per assurdo, essendocene molti meno in giro, mi trovai seguito e commentato da diverse persone. Ora, per chi scrivo? Non più per me stesso, altrimenti scriverei sempre, ma neanche per gli altri, altrimenti mi impegnerei a scrivere più spesso. Forse dovrei semplicemente chiuderlo. O forse dovrei semplicemente rilassarmi,


Un paio di Altroquandi fa

Ricordo la mia timidezza e una passione sfrenata per il fumetto. Potrei riassumere così la mia infanzia.

Quando entrai la prima volta da Altroquando, nell’ormai lontano 1992, fu come la mia prima Lucca Comics. Io, che pensavo quasi di essere l’unico a cercare e leggere certe storie, mi trovai improvvisamente catapultato in un luogo pieno di scaffali e fumetti, come mai ne avevo visti, così tanti, così diversi.

Ero così preso dai turchi che non ricordo affatto chi ci fosse alla cassa. Dino? Salvatore?

Io però abitavo lontano, in via Sampolo, avevo quindici anni e non ero abituato a prendere Autobus o a fare grandi tragitti a piedi, così da Altroquando mi ci feci portare nuovamente da mio padre, cercando di contagiarlo col mio entusiasmo alla parola “arretrati”. La prima volta che andai, acquistai Orange Road numero 1, appena uscito; la seconda Mangazine 1, preso proprio da quegli scaffali che mi eccitavano tanto. E mi fu data anche la prima cartolina di Altroquando, disegnata da Maurizio Clausi. Io la guardavo e pensavo “wow”, e desideravo poterne fare una io.

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Per ricordarmi qualcuno alla cassa devo aspettare la volta successiva, e lì sì che c’era Salvatore. Silenzioso io, silenzioso lui, credo di avere detto soltanto “buonasera”.

Salvatore mi faceva un po’ paura all’inizio, lo ammetto. Poi, nelle epiche volte in cui mi incamminavo fin laggiù, cominciai a conoscere qualche altro lettore, qualche altro appassionato e, soprattutto, qualche altro aspirante fumettista. In questo modo, dichiarai le mie intenzioni, ma, come al mio solito, mi sentivo comunque un emarginato, perché mi sembrava già di essere arrivato troppo tardi e di non riuscire a far parte di quella cerchia.

Ricordo di avere sentito lì, per la prima volta, la parola “Preview”, e venni a conoscenza che un mucchio di persone ordinavano albi e volumi che io neanche avevo idea.

Salto temporale. Siamo nel 2003. Ricordo di avere raccolto, grazie al mio entusiasmo, tutti quelli che conoscevo, direttamente o per sentito dire, che gravitavano intorno al fumetto, di avere organizzato una cena a casa di Claudio Stassi, a Barcarello. Io mi guardavo intorno e vedevo Giuseppe Lo Bocchiaro, Emiliano Santalucia, Daniela Ragusa, Fabio Butera, Maurizio, non so quanti altri (nessuna foto, ahimè, al riguardo) e poi Salvatore. Il fatto che lui fosse lì mi rendeva orgoglioso, sentivo di avere una Star alla cena che avevo fortemente voluto, e in cui mangiammo una pizza discutibile, ma in cui furono gettati i semi per molte delle cose che vennero dopo.

Altro salto temporale. Ricordo uno scambio di mail con Salvatore dove capivo che lui ce l’aveva un po’ con me. Io pensavo “ma che cazzo vuole questo?”, mi sentivo in pericolo, in realtà, non capivo poi cosa avessi fatto, e, a dire la verità, non ricordo assolutamente il motivo di quella discussione, fatto sta che andai in negozio, uscimmo, ci prendemmo qualcosa da bere in un locale lì vicino, sedendoci e parlando con calma, e iniziai a capire alcune cose, in primis che lui “ci teneva”. A me, forse, ma in generale a molte cose.

Da quel momento le cose cambiarono, e, anche se io ero ancora un turista sporadico, ero sempre accolto da lui o da Dino con un affetto evidente, e fu più facile anche rimanere un po’ a parlare.

Salto temporale, indietro. Feci il disegno della cartolina per i dieci anni di Altroquando. Avevo appena iniziato a lavorare per Panini, e quelle richiesta mi sembrava un risultato di cui vantarmi per l’eternità. Per inciso, quella cartolina mi piace ancora. E ne feci anche un’altra, e mi sentivo troppo forte.

PROVAFIR

Salto temporale. Salvatore mi chiamò per un progettino di piccole monografie su alcuni fumettisti palermitani. Io fui “il numero 1”. Questo mi ha sempre fatto sentire ancora più che troppo forte. Mi piaceva sentire che avevo la sua stima.

Salto. Mostra di Piccoli Brividi. Mostra del Gruppo Trinacria. Eventi fondamentali nella mia formazione, artistica e personale.

Salto. Salvatore mi fa vedere un mucchio di fumetti molto vecchi fatti a Palermo. Alcuni albi erano davvero incredibili. Facemmo un blog, con l’intento di mantenere viva la storia del fumetto fatto a Palermo. Poi le produzioni e gli autori diventarono sempre di più, e perdemmo di vista la cosa. Il blog, però, è ancora attivo, ed è visitabile QUI.

Ricordo, poi, di aver trovato ogni tanto, dentro gli albi, qualche stampa di foto che lui amava ritoccare.

C’è gente che ha conosciuto amori lì dentro, gente che si è anche fatta le foto del matrimonio. Altroquando, oggettivamente, non è un posto normale.

Ma, frequentandolo da più di venti anni, diventa come un amico a cui non dici mai che gli vuoi bene, e lo lasci sottinteso.

Oggi, al funerale di Salvatore, non c’era  una persona che non possa raccontare e riempire pagine con avventure personali vissute lì dentro, come sto facendo io.

Come mi è capitato di dire “pubblicamente”, l’altro salto temporale importante è stata una serata musicale al Malaussene, in cui, per la prima volta, raccoglievo solo ed esclusivamente canzoni importanti nella mia vita e ne parlavo un po’. Salvatore era lì, con Filippo. E, a fine serata, mi fece i complimenti. Io ero molto felice che lui mi avesse visto, e ascoltato. Ed ero ancora più felice che avessimo gusti musicali affini, perché quasi tutto quello che avevo cantato per lui significava qualcosa, soprattutto una canzone di John Lennon, “God”, che davvero ha molto da dire.

È una canzone sull’indipendenza, sul non accettare un ruolo imposto, sulla libertà di scelta, forse sull’anarchia, ma non nel senso di fottersene di tutto, ma di conoscere per poi fare delle scelte senza essere pecoroni.

Salvatore, per me, era questo, e anche altro, ed ecco la canzone presa proprio da quella serata.


Richard Matheson e il Terrore dietro l’angolo

Adesso tutti quanti a condividere su Facebook il suo profilo. Sapevo che mi avrebbe dato dannatamente fastidio.

Già, perché fino a ieri, il suo nome era quasi sempre seguito da un’espressione vaga e interdetta. E mi ero stufato di dire “quello di Io sono Leggenda”, che poi a tutti veniva in mente solo quella merdaccia fumante che è il film con Will Smith. Anche i suoi libri, in Italia, ebbero lo stesso destino: conosciuto bene solo “dai veri puri”, necessitavano spesso di una fascetta o un richiamo al film degenerato.

Ma io di Richard parlo da molti anni a Scuola del Fumetto e, piuttosto brevemente, cercherò di fare un sunto del perché sia stato uno dei più importanti innovatori della narrativa moderna, senza copiare e incollare nulla da Wikipedia, che magari fa figo ma non è quello che mi interessa. E si dovrà comunque parlare di Io sono Leggenda. Ma il libro.

Esisteva un tempo in cui la narrativa Horror era intesa come qualcosa di esotico: Dracula, Frankenstein, Il Castello di otranto, Il Vampiro, Carmilla… erano tutti romanzi che trasportavano in luoghi e situazioni diverse dalla realtà che ci circondava (chiamasi: Horror gotici).

Matheson, più di tutti, ebbe l’intuizione di spostare l’attenzione sul vicino di casa, sul piccolo paese di provincia, su situazioni potenzialmente vivibili dai lettori stessi. Non è un caso che chi poi è diventato famoso per questo, un certo Stephen King, non abbia fatto altro che dire continuamente che Matheson è stato a dir poco fondamentale per la sua formazione di scrittore. Niente più castelli o costumi strani: case e camicie.

Il lavoro di Matheson, comunque, è decisamente più complesso di un semplice ridimensionamento dell’ambientazione orrorifica, o del thriller in generale. Inoltre, l’attività che effettivamente lo portò a campare fu quella di sceneggiatore per il piccolo schermo (anche il cinema, eh, ma soprattutto il piccolo schermo), il che ci porta a fare diversi discorsi paralleli, difatti l’influenza di Matheson è ben fitta un po’ ovunque, solo che non si sa molto.

Partiamo proprio dal fatidico Io sono Leggenda: è un piccolo racconto, uscito negli anni 50, quando ancora i Vampiri erano eleganti, usavano il mantello e si bruciavano alla luce del sole. In questo raccontino Matheson svilisce tutti i luoghi comuni tipici del vampirismo, cercando anche di dargli una radice scientifica (elemento comune dei suoi romanzi, per premere sul tasto della credibilità), e costruisce un affresco claustrofobico, apocalittico, fantastico ma terribilmente realistico: il protagonista non è un colonnello della Difesa, non è uno scienziato da premio Nobel, non è l’erede di chissà quale incredibile casata, no. È un uomo abbastanza normale, che però si ritrova ad essere l’ultimo uomo sulla terra, circondato da terribili bestie (più o meno, vampiri) da cui deve difendersi vita natural durante, costringendolo a trovare rimedi e soluzioni per la sopravvivenza, tutte cose tangibili, da semplice persona “intelligente”, quale è (mi pare il minimo).

Ma è la situazione a fare da padrona in Io sono Leggenda, l’atmosfera. Per tutta la fase iniziale, noi abbiamo a che fare solo con quest’uomo e i suoi problemi, che diventano anche i nostri, perché vive in una casa normale, e ci costringe e guardarci intorno, mentre lo leggiamo sul nostro letto, o sul divano, a immaginare possibili soluzioni nel caso in cui questa tragedia accadesse a noi. Immedesimazione totale.

Il filo di Io sono Leggenda, poi, è molto lungo è particolare: George Romero si ispirò ad esso per creare i suoi Zombie, che “vivono” sullo stesso stesso concetto base: uomo chiuso in casa, fuori un sacco di Zombie, sopravvivenza.

Più in generale, essendo autore che saltella dai libri alle pellicole, la sua influenza nel cinema di genere è stata a dir poco devastante, magari non sui film di Vampiri, ma su tutto il modo moderno di scrivere Horror e Thriller.

E anche L’Eternauta pare seguire lo stesso filone: pioggia radioattiva, uomini chiusi in casa, sopravvivenza.

Di Io sono Leggenda esistono tre versioni cinematografiche: la prima, con Vincent Price (L’ultimo uomo sulla terra… i lettori di Dylan Dog ricordano qualcosa?), fu girata addirittura a Cinecittà, e vanta la sceneggiatura dello stesso Matheson. È un film oscuro, difficile da far godere appieno per qualche appassionato di Horror moderno (ovvero quello sbagliato). Il secondo si chiama Luci Bianche sul Pianeta Terra, è a colori, è un po’ più kitsch, ma non è affatto male. Il terzo non esiste.

(copertina bellissima, eh?)

Fatto sta che questa visione post-moderna del Vampiro, fu così innovativa che non la cagarono di striscio in quel tipo di narrativa, continuando a propinarci vampiri mantellosi fino all’altro ieri (romanzi gotici e Ann Rice a parte, tutto il resto è fuffa).

Ma Matheson ha anche scritto Duel, un racconto pazzesco in cui un autista si ritrova inseguito da un camion che lo vuole buttare fuori strada. E uno si chiede: ma come può andare avanti un racconto del genere? Ebbene sì, va avanti fino alla fine. E il bello è che il camion non è nessuna “macchina infernale”. Dentro c’è qualcuno, non un demone, ma un essere umano. Perché vuole ucciderlo? Non importa. E Spielberg, di Duel, ne fa il suo primo lungometraggio, con sceneggiatura di Matheson. Un piccolo capolavoro.

Ma Matheson ha anche scritto La casa D’Inferno, da cui è tratto Dopo la Vita (da non confondere con un altro film omonimo), e anche in questo caso è giusto parlare del film, perché la sceneggiatura è sempre sua. E questo film è uno dei più incredibili a tema Spiritismo che esista. Chiaramente un appassionato di Horror moderni lo considererebbe fuffa, ma un appassionato di film Horror moderni è solo fuffa, e questo film è fottutamente pauroso. Anche qui, Matheson traduce la classica storia di una casa infestata a modo suo, con personaggi molto realistici e, soprattutto, spiegazioni fortemente scientifiche in un periodo in cui lo Spiritismo era molto in voga un po’ per tutti.

Sullo stesso tema direi che vale la pena leggere Io sono Helen Driscoll (titolo italiano terribilmente spoileroso), anche qui la chiave di credibilità di quella che, tecnicamente, sarebbe considerata solo una storia di fantasmi, è veramente molto alta. In questo caso il film non va visto.

Ma Matheson ha anche scritto una serie di episodi di Ai Confini della Realtà. Basta il nome di questa serie per ricordarci che il suo filo porta a X-Files.

Ma Matheson ha scritto anche Tre millimetri al Giorno, una storia pazzesca di fantascienza.

Ma Matheson ha scritto anche un gioiellino dal titolo La Preda, da cui è tratta una versione televisiva a bassissimo costo ma che è un vero e proprio must dell’iconografia Horror (che ha portato poi a tutto il filone de La Bambola Assassina e cose del genere)

Ma Matheson ha scritto anche una marea di raccontini brevi un più geniale dell’altro.

E Matheson ha scritto per la TV uno degli episodi più mitici, belli e maturi dello Star Trek Classico, quello col Kirk Doppio. Poesia pura.

State condividendo la sua foto e il suo profilo su Facebook? Bene. Leggetevi anche qualcosa di suo (da un po’ di anni la Fanucci si è presa la briga di ristampare tutto, in edizioni decorose), e ne sarete felici. Chi già lo conosce, invece, lo ama già sicuramente.


Propositi dell’anno, in ritardo

Come di consueto, a metà anno mi ritrovo a rileggere i propositi del fine anno precedente. Questo mi ha fatto rendere conto di NON aver scritto dei buoni propositi per quest’anno (incredibile), così recupero in corner e me li faccio adesso, per poterli controllare a fine anno (almeno):

– Promuovere bene Dieci Giorni da Beatle

– Scrivere e iniziare il Libro Nuovo (sì, ce n’è già un altro…)

– Dimagrire 8-10 chili

– Andare a Lucca Comics

– Trovare un ingaggio incredibile

– Uscire con un EP di inediti (o magari 3 o 4 Video)

– Tagliare i rami secchi, sono diventato davvero rincoglionito, dimentico le cose, troppe cose da fare, troppe cose per la testa.

Ci vediamo a dicembre.

 


Bibliografia completa

Ho fatto un elenco di tutti i miei lavori che ruotano intorno al fumetto, e al disegno in generale, partendo dalle pubblicazioni amatoriali, ma solo, e sempre, roba pubblicata.

Perché l’ho fatto? Megalomania? Insicurezza cronica (così da dimostrare a me stesso di aver fatto qualcosa in questi anni)? Pura e semplice deformazione professionale da archivista?

Bo.

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Allo stato attuale, eccolo:

1997:
Tuttoquanto n. 101, maggio 1997, Helix Media Editore, copertina
Area 51 (inserto de Il Mediterraneo) n. 2, 27-09-1997, Xiomenos (8 tavole)
Area 51 (inserto de Il Mediterraneo) n. 4, 11-10-1997, K’Matrix (4 tavole)
Area 51 (inserto de Il Mediterraneo) n. 5, 18-10-1997, K’Matrix (4 tavole)
Area 51 (inserto de Il Mediterraneo) n. 6, 25-10-1997, La Sindrome di Moebius (2 tavole)
Area 51 (inserto de Il Mediterraneo) n. 7, 1-11-1997, Dietro le quinte della mostra (1 tavola)
Area 51 (inserto de Il Mediterraneo) n. 10, 22-11-1997, Kern (8 tavole)

1998:
Area 51 (inserto de Il Mediterraneo) n. 16, 3-01-1998, copertina

1999:
6864 ore al 2000, Catalogo Affiche, ottobre 1999, 8 tavole

2000:
Fandango n. 7, Panini Comics, luglio 2000, Foolys ep. 1 (4 tavole)
Hobby Planet n. 1, MBE, marzo 2000, Foolys ep. 2 (4 tavole)
Hobby Planet n. 1, MBE, maggio 2000, Foolys ep. 3 (3 tavole + illustrazioni)
Hobby Planet n. 1, MBE, agosto 2000, Foolys ep. 4 (4 tavole)
Il Commissario Montalbano CD-ROM, Il Cane di Terracotta, Sellerio Editore, 2000, colorazione
Niño n. 3, dicembre 2000, illustrazioni

2001:
Ninos Ferrato, Il gatto dalle lunghe zampe, Lo Sciacallo Elettronico, ottobre 2001, 8 tavole
Palermo-Dubrovnik andata e ritorno, Catalogo Affiche, settembre 2001, 2 illustrazioni
Il Commissario Montalbano CD-ROM, Il Ladro di Merendine, Sellerio Editore, 2001, colorazione

2002:
Il Commissario Montalbano CD-ROM, La voce del Violino, Sellerio Editore, 2002, colorazione
Piccoli brividi n. 1, Panini Comics, giugno 2002, (9 tavole + illustrazioni)
Piccoli brividi n. 2, Panini Comics, novembre 2002 (9 tavole + illustrazioni)
Fumettagenda 2002, Luca Bonanno Editore, Foolys ep. 3

2003:
Piccoli Brividi, Panini Comics, edizione spagnola, 3 numeri contententi i 6 numeri prodotti per l’Italia (20 tavole e illustrazioni inedite)
Fumettagenda 2003, Luca Bonanno Editore, Foolys ep. 4
Monster Allergy n. 4, Buena Vista Comics, ottobre 2003, colore + illustrazione
Monster Allergy n. 5, Buena Vista Comics, novembre 2003, colore
Monster Allergy n. 6, Buena Vista Comics, dicembre 2003, colore
Cartolina Natale Panini Comics, dicembre 2003

2004:
No comment 2004, Luca Bonanno Editore, Foolys ep. 5 (4 tavole)
Chiaroscuro n. 1, Sergio Algozzino, Altroquando, dicembre 2004, illustrazioni inedite + Foolys ep. 6 (4 tavole)
Il Primitivo Magazine n. 1, Il Primitivo Editore, novembre 2004, The sweet dinosaur (3 tavole)
Ratman Color Special n. 2, Topin the wonder mouse, ottobre 2004, colore
Monster Allergy n. 8, Buena Vista Comics, febbraio 2004, colore
Monster Allergy n. 9, Buena Vista Comics, marzo 2004, colore
Monster Allergy n. 10, Buena Vista Comics, aprile 2004, colore
Monster Allergy n. 11, Buena Vista Comics, maggio 2004, colore + illustrazioni
Monster Allergy n. 12, Buena Vista Comics, giugno 2004, colore
Monster Allergy n. 14, Buena Vista Comics, agosto 2004, colore
Monster Allergy n. 18, Buena Vista Comics, dicembre 2004, colore

2005:
Il Primitivo Magazine n. 2, Il Primitivo Editore, novembre 2005, The sweet dinosaur (3 tavole) + Giovanni (5 tavole)
Gioco di china, Catalogo Palermo-Salonicco, 2005, Foolys ep. 5
Margini n. 2, Navarra Edizioniottobre 2005, illustrazioni
Tutt’a un Tratto, Tunuè, maggio 2005, saggio
Monster Allergy n. 20, Buena Vista Comics, febbraio 2005, colore
Monster Allergy n. 23, Buena Vista Comics, maggio 2005, colore
Monster Allergy n. 26, Buena Vista Comics, agosto 2005, colore
Monster Allergy n. 29, Buena Vista Comics, novembre 2005, colore + 1 tavola
Avatar n. 0, Cronache di Topolinia, novembre 2005, cover
Avatar n. 1, Cronache di Topolinia, novembre 2005, cover
Avatar n. 2, Cronache di Topolinia, dicembre 2005, cover
Tea Sisters n. 1, Il codice del Drago, Piemme, 2005, supervisione

2006:
Monster Allergy, illustrazioni per Card Game
Monster Allergy, illustrazioni per English Book
Leggere Hugo Pratt, Tunuè, ottobre 2006, illustrazione
Il Piccolo Missionario n. 931, maggio 2006, Banda PM, 10 tavole
Avatar n. 3, Cronache di Topolinia, marzo 2006, cover
Avatar n. 4, Cronache di Topolinia, aprile 2006, cover
Avalonia special n.2, Cronache di Topolinia, aprile 2006, cover
Avatar n. 5, Cronache di Topolinia, ottobre 2006, cover
Avatar n. 6, Cronache di Topolinia, novembre 2006, cover
Mono n. 1, Tunuè, novembre 2006, supervisione e 1 tavola
Geronimo Stilton, Grandi Storie, L’isola del tesoro, 2006, 5 illustrazioni

2007:
Avatar special n. 1, Cronache di Topolinia, marzo 2007, cover
Resistenze, Beccogiallo, giugno 2007, 4 tavole
Mikido, Soleil Edition, 2007, disegni e colore
Mono n. 2, Tunuè, aprile 2007, supervisione e 1 tavola
Mono n. 3, Tunuè, novembre 2007, supervisione
Pluie d’été, Les Humanoides Associés, 2007, volume
Lanfeust Mag n. 100, Soleil Edition, luglio 2007, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 101, Soleil Edition, agosto 2007, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 102, Soleil Edition, settembre 2007, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 103, Soleil Edition, ottobre 2007, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 104, Soleil Edition, novembre 2007, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 105, Soleil Edition, dicembre 2007, Epictete, strip
Il signor Vattelapesca, Spettacolo teatrale di Sergio Vespertino, Animazioni

2008:
Il Piccolo Missionario n. 954, aprile 2008, Banda PM, 10 tavole
Avatar special n. 2, Cronache di Topolinia, giugno 2008, cover
X-campus, Panini Comics, 2008, colore e supervisione del colore
Zero Tolleranza, Beccogiallo, giugno 2008, 3 tavole
***Ballata per Fabrizio De Andrè, Beccogiallo, dicembre 2008, volume***
Mono n. 4, Tunuè, giugno 2008, supervisione
Mono n. 5, Tunuè, novembre 2008, supervisione
***Pioggia d’estate, 001 edizioni, ottobre 2008, volume***
X-treme Tuning n. 1, Enrico Barbieri Editore, marzo 2008, colore
X-treme Tuning n. 2, Enrico Barbieri Editore, maggio 2008, colore
Lanfeust Mag n. 106, Soleil Edition, gennaio 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 107, Soleil Edition, febbraio 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 108, Soleil Edition, marzo 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 109, Soleil Edition, aprile 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 110, Soleil Edition, maggio 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 111, Soleil Edition, giugno 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 112, Soleil Edition, luglio 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 113, Soleil Edition, agosto 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 114, Soleil Edition, settembre 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 115, Soleil Edition, ottobre 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 116, Soleil Edition, novembre 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 117, Soleil Edition, dicembre 2008, Epictete, strip
V for Fumetto, ProGlo, 2008, volume collettivo
Crime suspen stories n. 1, 001 edizioni, 2008, colore cover
Frontline combact n. 1, 001 edizioni, 2008, colore cover
Piracy n. 1, 001 edizioni, 2008, colore cover
The Haunt of Fear n. 1, 001 edizioni, 2008, colore cover
Weird Fantasy n. 1, 001 edizioni, 2008, colore cover
Ministero, 001 edizioni, 2008, colore cover

2009:
Il mucchio selvaggio n. 656, marzo 2009, The musical box, 2 tavole
***Comix Show, 001 edizioni, ottobre 2009, volume***
Joy Cut, PillowCase, 2009, illustrazioni per il videoclip Mister Man e booklet del cd
Akkura, Brucerò la Vucciria col mio piano in fiamme, Dario Flaccovio Editore, novembre 2009, cover
Epictete, Soleil Edition, novembre 2009, volume
Lupo Alberto n. 291, settembre 2009, colore di un episodio
Dinofroz world magazine n. 1, GP Publishing, marzo 2009, supervisione
Dinofroz world magazine n. 2, GP Publishing, maggio 2009, supervisione
Dinofroz world magazine n. 3, GP Publishing, luglio 2009, supervisione
Dinofroz world magazine n. 4, GP Publishing, ottobre 2009, supervisione
Dinofroz world magazine n. 5, GP Publishing, dicembre 2009, supervisione
Il messaggero dei ragazzi n. 913, febbraio 2009, Meg, supervisione colore
Lanfeust Mag n. 118, Soleil Edition, gennaio 2009, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 119, Soleil Edition, febbraio 2009, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 120, Soleil Edition, marzo 2009, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 121, Soleil Edition, aprile 2009, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 122, Soleil Edition, maggio 2009, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 123, Soleil Edition, giugno 2009, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 124, Soleil Edition, luglio 2009, Epictete, strip
Crime suspen stories n. 2, 001 edizioni, 2009, colore cover
Frontline combact n. 2, 001 edizioni, 2009, colore cover+
Piracy n. 2, 001 edizioni, 2009, colore cover
The Haunt of Fear n. 2, 001 edizioni, 2009, colore cover
Weird Fantasy n. 2, 001 edizioni, 2009, colore cover
Il collezionista di sogni, 001 edizioni, 2009, colore cover
Storia triste, 001 edizioni, 2009, colore cover

2010:
Young Strange, Panini Comics, 2010, colore
Lanfeust Mag n. 129, Soleil Edition, marzo 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 130, Soleil Edition, aprile 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 131, Soleil Edition, maggio 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 132, Soleil Edition, giugno 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 133, Soleil Edition, luglio 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 134, Soleil Edition, agosto 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 135, Soleil Edition, settembre 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 136, Soleil Edition, ottobre 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 137, Soleil Edition, novembre 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 138, Soleil Edition, dicembre 2010, L’Étranger, strip
Dinofroz combact magazine n. 1, GP Publishing, febbraio 2010, supervisione
Dinofroz combact magazine n. 1, GP Publishing, aprile 2010, supervisione
Alice nel paese delle Meraviglie, Teatro Massimo di Palermo, ottobre 2010, supervisione delle animazioni realizzate dai ragazzi del Liceo Artistico Eustachio Catalano di Palermo.
Al Buio, Spettacolo teatrale di Ernesto Maria Ponte, 2010, illustrazioni per una scena
Alvan Major n. 3, 001 edizioni, 2010, colore cover
Barbara n. 1, 001 edizioni, 2010, colore cover

2011:
Lanfeust Mag n. 139, Soleil Edition, gennaio 2011, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 140, Soleil Edition, febbraio 2011, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 141, Soleil Edition, marzo 2011, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 142, Soleil Edition, aprile 2011, L’Étranger, strip
Calendario 2012, Prezzemolo & Vitale, illustrazioni
Crime suspen stories n. 3, 001 Edizioni, 2011, colore cover
Weird Fantasy n. 3, 001 edizioni, 2011, colore cover
Nuovo mondo, 001 edizioni, 2011, colore cover

2012:
Ballata per Fabrizio De Andrè, Beccogiallo, febbraio 2012, ristampa a colori
Cecio Felicio e Agata Patata, edizioni Arianna, febbraio 2012, illustrazioni
Hellzarockin’, Tunuè, marzo 2012, episodio su Ozzy Osbourne
Italia da fumetto, Tunuè, marzo 2012, colore cover
Casa Rio, Kemeco, illustrazioni per il sito
Rio Azzurro Bum Bum, Kemeco, etichetta

2013:
Musica Nuda, Blue Note Records, gennaio 2013, cover
La Vita SiCura, Regione Siciliana, Assessorato alla salute, 3 corti animati, animazioni e musica
Barbara n. 3, 001 edizioni, 2013, colore cover
***Dieci Giorni da Beatle, Tunuè, giugno 2013, volume***

Spider-Gek:
da Uomo Ragno n. 386, Panini Comics, marzo 2004, 1 volta al mese (eccezionalmente 2)

Altre edizioni estere:
Piccoli Brividi, Panini Comics, edizione francese, 2003.
Zack, dal n. 198, gennaio 2010, Epictete.
Monster Allergy, edizione francese della Soleil Edition
Monster Allergy, 1a edizione tedesca Carlsen, 2a edizione tedesca Egmont


Nuovo Libro: Verso la fine

Prima del lettering, prima delle ultime chine e acquarellate, oggi ho marchiato l’ultima tavola a matita. 80. Ne ho anche aggiunte 6 rispetto alla sceneggiatura iniziale. Purtroppo, per me era giusto così. Come se avessi avuto tempo in più. Come se fratturarmi un osso del piede non avesse reso le cose già abbastanza difficili.

Ho disegnato con la gamba tesa verso l’alto per due settimane, e la schiena curva nel senso opposto. Non è stato facile. E non mi sono riposato mai. Come sempre, però, il pregio di queste maratone è che segnano un periodo ben specifico della mia vita, e avrò dei ricordi molto specifici.

Nel frattempo,  è uscito in edicola un Topolino con una bella storia scritta da Francesco Artibani e disegnata da Giorgio Cavazzano, in cui Topolino va in Sicilia e incontra Topoalbano, chiaramente ispirato al Montalbano di Camilleri, che ha approvato il progetto; quando l’anno scorso Francesco iniziò a scriverne la sceneggiatura, mi chiese una serie di piccole “traduzioni” dall’italiano a un siciliano potabile, così posso fregiarmi di aver potuto contribuire a far pubblicare la mia parola dialettale preferita da sempre (CAMURRIA) sulle pagine del settimanale a fumetti più storico d’Italia.

Francesco, a sorpresa, ha chiamato un personaggio col mio cognome. Non mi assomiglia affatto, ma un po’ mi piace vederlo come mio padre. E dato che è sulle pagine di Topolino che ho iniziato a leggere, e a desiderare di volere fare fumetti, considero questa piccola cosa un grandissimo onore.

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