Archivio per giugno, 2013

Richard Matheson e il Terrore dietro l’angolo

Adesso tutti quanti a condividere su Facebook il suo profilo. Sapevo che mi avrebbe dato dannatamente fastidio.

Già, perché fino a ieri, il suo nome era quasi sempre seguito da un’espressione vaga e interdetta. E mi ero stufato di dire “quello di Io sono Leggenda”, che poi a tutti veniva in mente solo quella merdaccia fumante che è il film con Will Smith. Anche i suoi libri, in Italia, ebbero lo stesso destino: conosciuto bene solo “dai veri puri”, necessitavano spesso di una fascetta o un richiamo al film degenerato.

Ma io di Richard parlo da molti anni a Scuola del Fumetto e, piuttosto brevemente, cercherò di fare un sunto del perché sia stato uno dei più importanti innovatori della narrativa moderna, senza copiare e incollare nulla da Wikipedia, che magari fa figo ma non è quello che mi interessa. E si dovrà comunque parlare di Io sono Leggenda. Ma il libro.

Esisteva un tempo in cui la narrativa Horror era intesa come qualcosa di esotico: Dracula, Frankenstein, Il Castello di otranto, Il Vampiro, Carmilla… erano tutti romanzi che trasportavano in luoghi e situazioni diverse dalla realtà che ci circondava (chiamasi: Horror gotici).

Matheson, più di tutti, ebbe l’intuizione di spostare l’attenzione sul vicino di casa, sul piccolo paese di provincia, su situazioni potenzialmente vivibili dai lettori stessi. Non è un caso che chi poi è diventato famoso per questo, un certo Stephen King, non abbia fatto altro che dire continuamente che Matheson è stato a dir poco fondamentale per la sua formazione di scrittore. Niente più castelli o costumi strani: case e camicie.

Il lavoro di Matheson, comunque, è decisamente più complesso di un semplice ridimensionamento dell’ambientazione orrorifica, o del thriller in generale. Inoltre, l’attività che effettivamente lo portò a campare fu quella di sceneggiatore per il piccolo schermo (anche il cinema, eh, ma soprattutto il piccolo schermo), il che ci porta a fare diversi discorsi paralleli, difatti l’influenza di Matheson è ben fitta un po’ ovunque, solo che non si sa molto.

Partiamo proprio dal fatidico Io sono Leggenda: è un piccolo racconto, uscito negli anni 50, quando ancora i Vampiri erano eleganti, usavano il mantello e si bruciavano alla luce del sole. In questo raccontino Matheson svilisce tutti i luoghi comuni tipici del vampirismo, cercando anche di dargli una radice scientifica (elemento comune dei suoi romanzi, per premere sul tasto della credibilità), e costruisce un affresco claustrofobico, apocalittico, fantastico ma terribilmente realistico: il protagonista non è un colonnello della Difesa, non è uno scienziato da premio Nobel, non è l’erede di chissà quale incredibile casata, no. È un uomo abbastanza normale, che però si ritrova ad essere l’ultimo uomo sulla terra, circondato da terribili bestie (più o meno, vampiri) da cui deve difendersi vita natural durante, costringendolo a trovare rimedi e soluzioni per la sopravvivenza, tutte cose tangibili, da semplice persona “intelligente”, quale è (mi pare il minimo).

Ma è la situazione a fare da padrona in Io sono Leggenda, l’atmosfera. Per tutta la fase iniziale, noi abbiamo a che fare solo con quest’uomo e i suoi problemi, che diventano anche i nostri, perché vive in una casa normale, e ci costringe e guardarci intorno, mentre lo leggiamo sul nostro letto, o sul divano, a immaginare possibili soluzioni nel caso in cui questa tragedia accadesse a noi. Immedesimazione totale.

Il filo di Io sono Leggenda, poi, è molto lungo è particolare: George Romero si ispirò ad esso per creare i suoi Zombie, che “vivono” sullo stesso stesso concetto base: uomo chiuso in casa, fuori un sacco di Zombie, sopravvivenza.

Più in generale, essendo autore che saltella dai libri alle pellicole, la sua influenza nel cinema di genere è stata a dir poco devastante, magari non sui film di Vampiri, ma su tutto il modo moderno di scrivere Horror e Thriller.

E anche L’Eternauta pare seguire lo stesso filone: pioggia radioattiva, uomini chiusi in casa, sopravvivenza.

Di Io sono Leggenda esistono tre versioni cinematografiche: la prima, con Vincent Price (L’ultimo uomo sulla terra… i lettori di Dylan Dog ricordano qualcosa?), fu girata addirittura a Cinecittà, e vanta la sceneggiatura dello stesso Matheson. È un film oscuro, difficile da far godere appieno per qualche appassionato di Horror moderno (ovvero quello sbagliato). Il secondo si chiama Luci Bianche sul Pianeta Terra, è a colori, è un po’ più kitsch, ma non è affatto male. Il terzo non esiste.

(copertina bellissima, eh?)

Fatto sta che questa visione post-moderna del Vampiro, fu così innovativa che non la cagarono di striscio in quel tipo di narrativa, continuando a propinarci vampiri mantellosi fino all’altro ieri (romanzi gotici e Ann Rice a parte, tutto il resto è fuffa).

Ma Matheson ha anche scritto Duel, un racconto pazzesco in cui un autista si ritrova inseguito da un camion che lo vuole buttare fuori strada. E uno si chiede: ma come può andare avanti un racconto del genere? Ebbene sì, va avanti fino alla fine. E il bello è che il camion non è nessuna “macchina infernale”. Dentro c’è qualcuno, non un demone, ma un essere umano. Perché vuole ucciderlo? Non importa. E Spielberg, di Duel, ne fa il suo primo lungometraggio, con sceneggiatura di Matheson. Un piccolo capolavoro.

Ma Matheson ha anche scritto La casa D’Inferno, da cui è tratto Dopo la Vita (da non confondere con un altro film omonimo), e anche in questo caso è giusto parlare del film, perché la sceneggiatura è sempre sua. E questo film è uno dei più incredibili a tema Spiritismo che esista. Chiaramente un appassionato di Horror moderni lo considererebbe fuffa, ma un appassionato di film Horror moderni è solo fuffa, e questo film è fottutamente pauroso. Anche qui, Matheson traduce la classica storia di una casa infestata a modo suo, con personaggi molto realistici e, soprattutto, spiegazioni fortemente scientifiche in un periodo in cui lo Spiritismo era molto in voga un po’ per tutti.

Sullo stesso tema direi che vale la pena leggere Io sono Helen Driscoll (titolo italiano terribilmente spoileroso), anche qui la chiave di credibilità di quella che, tecnicamente, sarebbe considerata solo una storia di fantasmi, è veramente molto alta. In questo caso il film non va visto.

Ma Matheson ha anche scritto una serie di episodi di Ai Confini della Realtà. Basta il nome di questa serie per ricordarci che il suo filo porta a X-Files.

Ma Matheson ha scritto anche Tre millimetri al Giorno, una storia pazzesca di fantascienza.

Ma Matheson ha scritto anche un gioiellino dal titolo La Preda, da cui è tratta una versione televisiva a bassissimo costo ma che è un vero e proprio must dell’iconografia Horror (che ha portato poi a tutto il filone de La Bambola Assassina e cose del genere)

Ma Matheson ha scritto anche una marea di raccontini brevi un più geniale dell’altro.

E Matheson ha scritto per la TV uno degli episodi più mitici, belli e maturi dello Star Trek Classico, quello col Kirk Doppio. Poesia pura.

State condividendo la sua foto e il suo profilo su Facebook? Bene. Leggetevi anche qualcosa di suo (da un po’ di anni la Fanucci si è presa la briga di ristampare tutto, in edizioni decorose), e ne sarete felici. Chi già lo conosce, invece, lo ama già sicuramente.

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Propositi dell’anno, in ritardo

Come di consueto, a metà anno mi ritrovo a rileggere i propositi del fine anno precedente. Questo mi ha fatto rendere conto di NON aver scritto dei buoni propositi per quest’anno (incredibile), così recupero in corner e me li faccio adesso, per poterli controllare a fine anno (almeno):

– Promuovere bene Dieci Giorni da Beatle

– Scrivere e iniziare il Libro Nuovo (sì, ce n’è già un altro…)

– Dimagrire 8-10 chili

– Andare a Lucca Comics

– Trovare un ingaggio incredibile

– Uscire con un EP di inediti (o magari 3 o 4 Video)

– Tagliare i rami secchi, sono diventato davvero rincoglionito, dimentico le cose, troppe cose da fare, troppe cose per la testa.

Ci vediamo a dicembre.

 


Star Trek II: L’ira del Sottoscritto (Spoiler a manetta, eh)

Lo sapevo. Sapevo che se ero uscito dal cinema già incazzato dormirci su avrebbe solo amplificato la sensazione.

Non mi dilungherò in introduzioni, perché sono sicuro che un sacco di gente abbia già scritto le stesse cose (grazie a Dio).

Il problema principale di questo film (in mezzo ad altri che comunque elencherò) è che è scritto MALE. Cosa si intende per scritto male? Ecco qui alcuni esempi (sarebbe da farci la radiocronaca minuto per minuto):

MINCHIATONA NUMERO 1:

Il Capitano Kirk combina un bordello, A Kirk viene tolto il posto di Capitano. Litiga ferocemente con Spock (che si è cantato il bordello di Kirk), con una sequenza che lascia intendere che non vorrà più lavorare con lui, una di quelle classiche scene che pensi verranno risolte almeno dopo la metà del film. Dopo 5 secondi, Kirk viene reintegrato come Primo Ufficiale al Comando di Pike. Dopo 7 secondi Pike muore e Kirk riprende il comando dell’Enterprise, rivolendo Spock come Primo Ufficiale.

Perché?

C’era bisogno dunque di togliere la nave a Kirk? NON HA SENSO!!!

VERSIONE SCRITTA BENE:

Kirk combina un bordello, salvando la vita di Spock ma fottendosene di un trilione di regole della Federazione (che è anche tipico di Kirk, eh). Kirk si prende un cazziatone pauroso. Pike muore e lui parte a vendicarlo. Fine. Non c’era bisogno del resto. Quando si mettono in gioco elementi importanti come un litigio o una retrocessione, ci si aspetta vengano risolti alla fine del film, che Kirk riprenda la sua nave dopo una dura battaglia, magari la stessa battaglia con cui farà pace con Spock. No. Qui accade tutto in mezz’ora, e in più, dopo 2 secondi e mezzo, Kirk fa capire che era meglio non avere Spock come Primo Ufficiale perché, nuovamente, non ci si trova bene. Insomma, abbiamo preso per il culo gli spettatori, azzerando quello che era stato detto prima. Ovvero: IL FILM POTEVA BENISSIMO COMINCIARE A PARTIRE DALL’ATTENTATO.

MINCHIATONA NUMERO 2:

Khan viene catturato da Kirk. Dice a Kirk che l’Ammiraglio è una persona cattiva e che vuole fare la guerra. L’Ammiraglio cerca di convincere Kirk che è Khan il doppiogiochista. Dopo 3 secondi, vuole sparare sull’Enterprise, rivelando di essere lui il cattivo. Kirk libera Khan e attaccano l’Ammiraglio. Poi lo Spock vero dice a quello nuovo che Khan potrebbe essere un doppiogiochista. Khan uccide l’Ammiraglio. Alla fine tutti contro Khan.

VERSIONE SCRITTA BENE:

Khan viene catturato da Kirk. Dice a Kirk che l’Ammiraglio è una persona cattiva e che vuole fare la guerra. L’Ammiraglio cerca di convincere Kirk che è Khan il doppiogiochista. Dopo 3 secondi, vuole sparare sull’Enterprise, rivelando di essere lui il cattivo. Kirk libera Khan e attaccano l’Ammiraglio. Poi lo Spock vero dice a quello nuovo che Khan potrebbe essere un doppiogiochista. Khan uccide l’Ammiraglio. Alla fine tutti contro Khan.

FORSE così avrebbe avuto più senso? FORSE  per come ce lo hanno fatto vedereì, se ci riflettete bene, Khan è solo una vittima dell’Ammiraglio, che lo ha:

1) svegliato

2) costretto a progettare armi

3) rotto i coglioni

4) minacciato di morte

E grazie al cazzo che Khan vuole uccidere tutti. Quindi, in quanto vittima del sistema, Kirk avrebbe dovuto stare dalla sua parte. Invece no. Kirk non sta da nessuna parte. Si lascia solo trasportare dalla ridicola trama.

E, tecnicamente, a parte farsi vedere e accontentare “noi della vecchia guardia”: A CHE MINCHIA SERVE  la sequenza Spock vecchio/Spock nuovo? Provate a toglierla. A nulla.

MINCHIATONA NUMERO 3:

Aprire un missile misterioso. Per farlo, prendiamo una tizia infiltrata in maniera sospetta e la mandiamo su un pianetello insieme a McCoy a risolvere il problema. Lui deve eseguire una complicatissima manovra da chirurgo per giustificare il fatto che il Medico di Bordo sia stato coinvolto nell’operazione. Fallisce, il missile si arma, la tizia bona apre uno sportello laterale, estrae tutto il blocco in preda alla disperazione e sono tutti salvi.

VERSIONE SCRITTA BENE:

Ora, questa fa davvero ridere. E se hai visto almeno due puntate in fila di Star Trek capisci quanto sia inverosimile. Magari fa ridere come sequenza, magari il pubblico gggiovine non si renderà conto della bestemmia, ma è inammissibile che in qualcosa con su scritto STAR TREK un missile venga disarmato in quel modo. E non ho altro da dire. Sulla sequenza. Sulla tizia invece sì. Perché, se non fosse stata BONA, NESSUNO avrebbe giustificato che l’avrebbero mandata, fidandosi di lei, a disarmare il missile. Non ha senso LOGICO. E il bello è che lo stesso Spock a suggerirla. Cioè, questa qui si spaccia per un’altra, viene trovata a fare analisi con un Tricorder sui missili… e la mandano a lavorarci su. Molto logico.

Fra l’altro, appena si è parlato di “contenuto misterioso” non ho potuto fare a meno di pensare al mitico Star Crash, e ai soldati dentro ai missili. Ci sono anche andato vicino.

MINCHIATONA NUMERO 4:

Questa è stata abusata, ma davvero ridere, ovvero la sequenza del bikini. Dico solo che mi ha fatto pensare a questo (andate a minuto 34:56):

È il secondo film trash che mi viene in mente guardando il film. Cosa vorrà mai dire?

MINCHIATONA NUMERO 5:

Kirk, dopo avere buttato a calci in culo Scotty per caricarsi dei missili che dopo 3 secondi decide di non usare più, chiama Scotty col NORMALISSIMO COMUNICATORE dallo Spazio Klingon alla Terra. No. No. No. No e no. Ah, dimenticavo, è un universo parallelo, fottiamocene delle regole base. A questo punto non parliamo neanche di curvatura, ok?

MINCHIATONA NUMERO 6:

Lo scontro finale fra la nave buona e la nave cattiva (ovviamente grossa e nera) avviene… IN ORBITA TERRESTRE. E nessuno accorre. Nulla. In quell’epoca, anche un bambino col suo binocolo avrà visto tutto. Ma non importa.

MINCHIATONA NUMERO 7:

Riprendere per intero, inquadrature comprese, la sequenza dell’Ira di Khan, capovolgendola, è solo un simpatico compiacimento per strizzare l’occhietto “ai vecchi fan”. A me ha solo dato molto fastidio. Poi, spiegatemi come hanno tirato fuori il corpo di Kirk pieno di radiazioni e lo hanno portato in infermeria. Almeno Spock, nel vecchio film, aveva avuto l’accortezza di essere con la tuta (e comunque c’è un intervallo temporale ben superiore, ma qui, come già detto, accade tutto in 3 secondi). Soprattutto… usare un espediente già scritto per commuovere è il chiaro esempio della povertà narrativa di questo film.

A conti fatti, la maniera raffazzonata con cui è stata composta questa sceneggiatura, è abbastanza chiara in un unico dialogo, che cercherò di ricostruire a memoria:

Kirk dà il comando a Sulu e gli chiede di minacciare Khan. McCoy dice “Ma Kirk, è come se gli avessi passato la peggiore mano a Poker e gli avessi chiesto di bluffare, Sulu non ha questo carisma”.

Poi Sulu si siede, e minaccia Khan come un fichissimo. McCoy assiste alla scena e dice una cosa tipo “Sulu, mi ricordi di non metterla mai in discussione”.

VERSIONE SCRITTA BENE:

“Sulu, mi ricordi di non sfidarla mai a Poker”.

Ecco.


Maurizio Clausi

Esistono tristi casualità. E per uno come me che si sente terribilmente in colpa per ogni minima minchiata, è capitata proprio la cosa giusta per non farmi dormire stanotte.

Per errori vari, in cui per fortuna non c’entro nulla, due nomi sono saltati dal programma stampato di EtnaComics di quest’anno: Maurizio Clausi e Anna Zito. Il bello è che il primo fu avvertito di questa sparizione, e la seconda la ha scoperto direttamente in Fiera. Questo avvenimento non è stato preso benissimo da queste due persone, che per la riuscita dell’evento, gestendo in toto la Sala Conferenze, si smazzano non poco.

Ecco, nonostante tutte le specifiche del mondo, nel mio post precedente, causa la stanchezza, che però non mi giustifica, all’ora di fare un elenco ho fatto saltare il nome di Maurizio. Che fra l’altro è ben presente nelle foto e, soprattutto, nei ricordi e nelle situazioni che descrivevo.

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Maurizio, oltre ad essere un amico, è una delle persone più informate e competenti nel mondo del fumetto che io conosca. E gli voglio molto bene.

È colui che ho chiamato per sfogarmi e parlare dopo la morte di Sergio Toppi e Moebius, l’unico con cui sapevo avrei avuto un confronto costruttivo.

È la persona a cui chiedo sempre di leggere i miei libri prima di mandarli in stampa, per avere un aiuto sulle varie correzioni, e, soprattutto, per sapere cosa ne pensa.

Perché Maurizio SA.

Ora… ho assistito quest’anno al momento in cui gli fu detto che il suo nome non c’era nel programma… e sono stato molto male per lui, scrivendogli anche l’indomani mattino…

Ieri sera ero cotto. Stamattina mi sono svegliato, ho preso l’Ipad, ho riletto il post, cosa che faccio sempre, mi sono accorto del grave danno, ho corretto, ho acceso il PC, e mi sono trovato una mail di Maurizio in cui mi segnalava la cosa.

Esattamente come avevo iniziato il post: la frittata era ormai fatta.

Sinceramente, mi sento abbastanza una merda per questo. Provo almeno, pubblicamente, a fare ammenda.

EtnaComics non sarebbe la stessa senza Maurizio. E io stesso non potrei fare o sapere molte cose senza lui. E sarà sempre la persona a cui chiederò consigli e pareri prima di andare in stampa e che chiamerò se vorrò fare una discussione bella e intelligente sui fumetti.

Poi, per quelle sceme, c’è Fabio. Ma quello è un altro discorso.

Grazie Maurizio per tutto. E scusa.


EtnaComics 2013: dal lato dei Comics

La frittata è fatta. Il Festival è finito.

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Come sempre, si inizia già a pensare all’anno prossimo, si rimugina su quello che è andato male più di quello che è andato bene, ci si lamenta internamente di una frase detta e di un errore di stampa che poteva essere corretto… e credo sia proprio questo il motivo per cui EtnaComics, a conti fatti, nonostante tutti i pensieri, cerchi di migliorarsi sempre di più.

Forse noi dello staff Comics siamo particolarmente esigenti, fatto sta che l’entusiasmo generale è molto alto, e voglio un attimo accodarmi alle sole emozioni positive. Di contro, io ho vissuto in un microcosmo a causa della mia (ancora) attuale impossibilità a muovermi. Fondamentalmente, vivevo nella mia Area. Ed essendo andata BENISSIMO non ho un’idea completa della Fiera, non sono mai neanche salito a primo piano, per capirci.

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Il rapporto che esiste fra noi “Comics” in quei giorni è davvero simbiotico, e non perché in gran parte si dorme insieme, ma perché si vive un’esperienza oltre ogni limite, dove il tempo dalla mattina alla notte, e poi all’indomani, è un flusso continuo ed ininterrotto di lavoro, fatica, sudore ed emozione. Tre giorni a EtnaComics con loro equivalgono ad almeno tre anni lavorativi di ufficio con dei colleghi “normali”, e la dimostrazione è che questa emozione, questa passione, riusciamo a trasmetterla a chi ci sta intorno, in primis gli ospiti della Fiera, che non raramente si lasciano andare in commenti e paragoni veramente incredibili. Tutti vogliono tornare e tutti rischiano di venire fagocitati dal nostro entusiasmo.

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Quest’anno, poi, ha significato molto per me sotto altri punti di vista, dato che ero lì anche come autore, presentando ufficialmente Dieci Giorni da Beatle e iniziando a raccogliere commenti, recensioni amatoriali e apprezzamenti di ogni tipo, come l’assolutamente inaspettato premio “Miglior Disegnatore”.

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Ma ho anche dato, come al solito, sfogo al mio lato nerd, giocando a Bang! con Emiliano Sciarra, il suo creatore, cantando Daltanious e Il Grande Mazinga in compagnia di Doug, il cantante originale, o, più in generale, cantando quasi l’intero canzoniere delle sigle di Cartoni anni 80, con il “nostro” Emiliano, Fabio, Maurizio, Pippo e gli ormai amici aggiunti come Fabrizio Mazzotta e Maurizio Merluzzo (ormai parte integrante dello staff, come Fabrizio dal primo anno), e ospiti appassionati, stati al gioco (durato quasi due ore e mezza), come Alessio Puccio e Stefano Vietti.

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Ma torniamo a EtnaComics, e al mio ruolo. Quest’anno mi sono imbarcato nella modellazione di una nuova Area, chiamata Talent Scout, dove era possibile provare a fare colloqui professionali con editori, didattici con disegnatori, ma anche seguire una specie di “corso in tre puntate”, spalmato nei tre giorni, in (buonja) compagnia di Marcello Buonomo della Lavieri Edizioni, sul rapporto fra l’editore e il disegnatore, dal primo colloquio, passando alla realizzazione di un progetto e finendo con la stipulazione di un contratto.

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Ogni giorno quest’area è stata ammassata di giovani ragazzi, in attesa di potere parlare con qualcuno o di ascoltare parole utili (sì, perché poi, alla fine, anche per gli “scartati”, si cercava sempre di spiegare i motivi, che potrebbero non essere solo “bello” o “brutto”). Sicuramente, chi è stato lì tutti e tre i giorni (e lo hanno fatto molti) ha percepito il senso di un cammino importante.

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Ho goduto di uno scambio sincero di passione. Rivedere negli occhi di quei ragazzi quel senso di attesa e di appagatezza mi ha fatto sentire davvero orgoglioso. Credo, sinceramente, di avere gestito una cosa bella, che alcuni ricorderanno con una certa importanza. Il simbolo, in questo senso, è stato un piccolo ragazzo, di quasi tredici anni (quando gli altri erano tutti almeno ventenni), con due occhi vispi e il fuoco sacro dentro di sé, al punto da aver già preso in mano il pennello per inchiostrare. Mentre gli parlavo, per esortarlo ad andare avanti così, quasi mi commuovevo io.

Poi, conoscendo già molti ragazzi, vuoi per la Scuola o per altro, e vederli parlare, e magari uscirne felici, è stata la mia più grande soddisfazione. Più di ogni libro o premio.

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E ringrazio di cuore tutti gli editor e autori che si sono prestati al gioco, tutti senza risparmiarsi (alcuni, addirittura, sono tornati, come Enoch e Vietti, Bottero ha voluto parlare con un gruppo intero per fargli un discorso formativo comune, e Giovanna Casotto, finito l’orario, ha continuato a vedere i ragazzi rimanenti da un’altra parte)

Infine, non me ne voglia nessuno, l’incontro “da ricordare” è stato quello con Robin Wood. Mi ha raccontato tante belle cose, ed è stato bello.

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Ma questi giorni non sarebbero stati gli stessi se non avessi avuto Sabrina accanto. Partita insieme a tutto lo staff, ufficialmente avrebbe dovuto “solo” aiutarmi nelle cose che non potevo fare (scappare a cercare qualcuno, andare a consegnare un book…), e invece si è trasformata in un vero e proprio pezzo dello Staff, capendo quali fossero le mie esigenze, a volte prevedendole, ascoltando, capendo, e aiutandomi al duemila per cento in un’area che l’ultimo giorno chiamavo ormai “la nostra area”.

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Ecco quindi nomi e cognomi del migliore staff del secolo:

Dario Cherubino

Sergio Algozzino

Pippo Burruano

Fabio Butera

Vincenzo Salvo

Giovanna Uttila

Anna Zito

Sabrina Di Vita

Maurizio Clausi

Vincenzo Salvo

Nadia Davì

Gabriella Minissale

e poi, ovviamente, Monia Barbagallo. Speriamo di rimanere sempre così belli. Chiaramente grazie ad Alessio Riolo e Antonio Mannino.

Infine, come ogni anno, c’è stata una lista di tormentoni o momenti topici. Io voglio semplicemente elencarli come fossero dei titoli, difficilmente li capirete, ma servono a me come promemoria:

“Non ci ascolta mai nessuno”, detto però alla rotonda di fronte la stazione.

James O’Barr.

Sabbie mobili che sbarrano la via.

Storpio.

E chiudo con la frase migliore: “Il culturista ha vanificato ogni speranza”.

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Bibliografia completa

Ho fatto un elenco di tutti i miei lavori che ruotano intorno al fumetto, e al disegno in generale, partendo dalle pubblicazioni amatoriali, ma solo, e sempre, roba pubblicata.

Perché l’ho fatto? Megalomania? Insicurezza cronica (così da dimostrare a me stesso di aver fatto qualcosa in questi anni)? Pura e semplice deformazione professionale da archivista?

Bo.

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Allo stato attuale, eccolo:

1997:
Tuttoquanto n. 101, maggio 1997, Helix Media Editore, copertina
Area 51 (inserto de Il Mediterraneo) n. 2, 27-09-1997, Xiomenos (8 tavole)
Area 51 (inserto de Il Mediterraneo) n. 4, 11-10-1997, K’Matrix (4 tavole)
Area 51 (inserto de Il Mediterraneo) n. 5, 18-10-1997, K’Matrix (4 tavole)
Area 51 (inserto de Il Mediterraneo) n. 6, 25-10-1997, La Sindrome di Moebius (2 tavole)
Area 51 (inserto de Il Mediterraneo) n. 7, 1-11-1997, Dietro le quinte della mostra (1 tavola)
Area 51 (inserto de Il Mediterraneo) n. 10, 22-11-1997, Kern (8 tavole)

1998:
Area 51 (inserto de Il Mediterraneo) n. 16, 3-01-1998, copertina

1999:
6864 ore al 2000, Catalogo Affiche, ottobre 1999, 8 tavole

2000:
Fandango n. 7, Panini Comics, luglio 2000, Foolys ep. 1 (4 tavole)
Hobby Planet n. 1, MBE, marzo 2000, Foolys ep. 2 (4 tavole)
Hobby Planet n. 1, MBE, maggio 2000, Foolys ep. 3 (3 tavole + illustrazioni)
Hobby Planet n. 1, MBE, agosto 2000, Foolys ep. 4 (4 tavole)
Il Commissario Montalbano CD-ROM, Il Cane di Terracotta, Sellerio Editore, 2000, colorazione
Niño n. 3, dicembre 2000, illustrazioni

2001:
Ninos Ferrato, Il gatto dalle lunghe zampe, Lo Sciacallo Elettronico, ottobre 2001, 8 tavole
Palermo-Dubrovnik andata e ritorno, Catalogo Affiche, settembre 2001, 2 illustrazioni
Il Commissario Montalbano CD-ROM, Il Ladro di Merendine, Sellerio Editore, 2001, colorazione

2002:
Il Commissario Montalbano CD-ROM, La voce del Violino, Sellerio Editore, 2002, colorazione
Piccoli brividi n. 1, Panini Comics, giugno 2002, (9 tavole + illustrazioni)
Piccoli brividi n. 2, Panini Comics, novembre 2002 (9 tavole + illustrazioni)
Fumettagenda 2002, Luca Bonanno Editore, Foolys ep. 3

2003:
Piccoli Brividi, Panini Comics, edizione spagnola, 3 numeri contententi i 6 numeri prodotti per l’Italia (20 tavole e illustrazioni inedite)
Fumettagenda 2003, Luca Bonanno Editore, Foolys ep. 4
Monster Allergy n. 4, Buena Vista Comics, ottobre 2003, colore + illustrazione
Monster Allergy n. 5, Buena Vista Comics, novembre 2003, colore
Monster Allergy n. 6, Buena Vista Comics, dicembre 2003, colore
Cartolina Natale Panini Comics, dicembre 2003

2004:
No comment 2004, Luca Bonanno Editore, Foolys ep. 5 (4 tavole)
Chiaroscuro n. 1, Sergio Algozzino, Altroquando, dicembre 2004, illustrazioni inedite + Foolys ep. 6 (4 tavole)
Il Primitivo Magazine n. 1, Il Primitivo Editore, novembre 2004, The sweet dinosaur (3 tavole)
Ratman Color Special n. 2, Topin the wonder mouse, ottobre 2004, colore
Monster Allergy n. 8, Buena Vista Comics, febbraio 2004, colore
Monster Allergy n. 9, Buena Vista Comics, marzo 2004, colore
Monster Allergy n. 10, Buena Vista Comics, aprile 2004, colore
Monster Allergy n. 11, Buena Vista Comics, maggio 2004, colore + illustrazioni
Monster Allergy n. 12, Buena Vista Comics, giugno 2004, colore
Monster Allergy n. 14, Buena Vista Comics, agosto 2004, colore
Monster Allergy n. 18, Buena Vista Comics, dicembre 2004, colore

2005:
Il Primitivo Magazine n. 2, Il Primitivo Editore, novembre 2005, The sweet dinosaur (3 tavole) + Giovanni (5 tavole)
Gioco di china, Catalogo Palermo-Salonicco, 2005, Foolys ep. 5
Margini n. 2, Navarra Edizioniottobre 2005, illustrazioni
Tutt’a un Tratto, Tunuè, maggio 2005, saggio
Monster Allergy n. 20, Buena Vista Comics, febbraio 2005, colore
Monster Allergy n. 23, Buena Vista Comics, maggio 2005, colore
Monster Allergy n. 26, Buena Vista Comics, agosto 2005, colore
Monster Allergy n. 29, Buena Vista Comics, novembre 2005, colore + 1 tavola
Avatar n. 0, Cronache di Topolinia, novembre 2005, cover
Avatar n. 1, Cronache di Topolinia, novembre 2005, cover
Avatar n. 2, Cronache di Topolinia, dicembre 2005, cover
Tea Sisters n. 1, Il codice del Drago, Piemme, 2005, supervisione

2006:
Monster Allergy, illustrazioni per Card Game
Monster Allergy, illustrazioni per English Book
Leggere Hugo Pratt, Tunuè, ottobre 2006, illustrazione
Il Piccolo Missionario n. 931, maggio 2006, Banda PM, 10 tavole
Avatar n. 3, Cronache di Topolinia, marzo 2006, cover
Avatar n. 4, Cronache di Topolinia, aprile 2006, cover
Avalonia special n.2, Cronache di Topolinia, aprile 2006, cover
Avatar n. 5, Cronache di Topolinia, ottobre 2006, cover
Avatar n. 6, Cronache di Topolinia, novembre 2006, cover
Mono n. 1, Tunuè, novembre 2006, supervisione e 1 tavola
Geronimo Stilton, Grandi Storie, L’isola del tesoro, 2006, 5 illustrazioni

2007:
Avatar special n. 1, Cronache di Topolinia, marzo 2007, cover
Resistenze, Beccogiallo, giugno 2007, 4 tavole
Mikido, Soleil Edition, 2007, disegni e colore
Mono n. 2, Tunuè, aprile 2007, supervisione e 1 tavola
Mono n. 3, Tunuè, novembre 2007, supervisione
Pluie d’été, Les Humanoides Associés, 2007, volume
Lanfeust Mag n. 100, Soleil Edition, luglio 2007, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 101, Soleil Edition, agosto 2007, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 102, Soleil Edition, settembre 2007, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 103, Soleil Edition, ottobre 2007, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 104, Soleil Edition, novembre 2007, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 105, Soleil Edition, dicembre 2007, Epictete, strip
Il signor Vattelapesca, Spettacolo teatrale di Sergio Vespertino, Animazioni

2008:
Il Piccolo Missionario n. 954, aprile 2008, Banda PM, 10 tavole
Avatar special n. 2, Cronache di Topolinia, giugno 2008, cover
X-campus, Panini Comics, 2008, colore e supervisione del colore
Zero Tolleranza, Beccogiallo, giugno 2008, 3 tavole
***Ballata per Fabrizio De Andrè, Beccogiallo, dicembre 2008, volume***
Mono n. 4, Tunuè, giugno 2008, supervisione
Mono n. 5, Tunuè, novembre 2008, supervisione
***Pioggia d’estate, 001 edizioni, ottobre 2008, volume***
X-treme Tuning n. 1, Enrico Barbieri Editore, marzo 2008, colore
X-treme Tuning n. 2, Enrico Barbieri Editore, maggio 2008, colore
Lanfeust Mag n. 106, Soleil Edition, gennaio 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 107, Soleil Edition, febbraio 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 108, Soleil Edition, marzo 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 109, Soleil Edition, aprile 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 110, Soleil Edition, maggio 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 111, Soleil Edition, giugno 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 112, Soleil Edition, luglio 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 113, Soleil Edition, agosto 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 114, Soleil Edition, settembre 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 115, Soleil Edition, ottobre 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 116, Soleil Edition, novembre 2008, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 117, Soleil Edition, dicembre 2008, Epictete, strip
V for Fumetto, ProGlo, 2008, volume collettivo
Crime suspen stories n. 1, 001 edizioni, 2008, colore cover
Frontline combact n. 1, 001 edizioni, 2008, colore cover
Piracy n. 1, 001 edizioni, 2008, colore cover
The Haunt of Fear n. 1, 001 edizioni, 2008, colore cover
Weird Fantasy n. 1, 001 edizioni, 2008, colore cover
Ministero, 001 edizioni, 2008, colore cover

2009:
Il mucchio selvaggio n. 656, marzo 2009, The musical box, 2 tavole
***Comix Show, 001 edizioni, ottobre 2009, volume***
Joy Cut, PillowCase, 2009, illustrazioni per il videoclip Mister Man e booklet del cd
Akkura, Brucerò la Vucciria col mio piano in fiamme, Dario Flaccovio Editore, novembre 2009, cover
Epictete, Soleil Edition, novembre 2009, volume
Lupo Alberto n. 291, settembre 2009, colore di un episodio
Dinofroz world magazine n. 1, GP Publishing, marzo 2009, supervisione
Dinofroz world magazine n. 2, GP Publishing, maggio 2009, supervisione
Dinofroz world magazine n. 3, GP Publishing, luglio 2009, supervisione
Dinofroz world magazine n. 4, GP Publishing, ottobre 2009, supervisione
Dinofroz world magazine n. 5, GP Publishing, dicembre 2009, supervisione
Il messaggero dei ragazzi n. 913, febbraio 2009, Meg, supervisione colore
Lanfeust Mag n. 118, Soleil Edition, gennaio 2009, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 119, Soleil Edition, febbraio 2009, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 120, Soleil Edition, marzo 2009, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 121, Soleil Edition, aprile 2009, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 122, Soleil Edition, maggio 2009, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 123, Soleil Edition, giugno 2009, Epictete, strip
Lanfeust Mag n. 124, Soleil Edition, luglio 2009, Epictete, strip
Crime suspen stories n. 2, 001 edizioni, 2009, colore cover
Frontline combact n. 2, 001 edizioni, 2009, colore cover+
Piracy n. 2, 001 edizioni, 2009, colore cover
The Haunt of Fear n. 2, 001 edizioni, 2009, colore cover
Weird Fantasy n. 2, 001 edizioni, 2009, colore cover
Il collezionista di sogni, 001 edizioni, 2009, colore cover
Storia triste, 001 edizioni, 2009, colore cover

2010:
Young Strange, Panini Comics, 2010, colore
Lanfeust Mag n. 129, Soleil Edition, marzo 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 130, Soleil Edition, aprile 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 131, Soleil Edition, maggio 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 132, Soleil Edition, giugno 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 133, Soleil Edition, luglio 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 134, Soleil Edition, agosto 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 135, Soleil Edition, settembre 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 136, Soleil Edition, ottobre 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 137, Soleil Edition, novembre 2010, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 138, Soleil Edition, dicembre 2010, L’Étranger, strip
Dinofroz combact magazine n. 1, GP Publishing, febbraio 2010, supervisione
Dinofroz combact magazine n. 1, GP Publishing, aprile 2010, supervisione
Alice nel paese delle Meraviglie, Teatro Massimo di Palermo, ottobre 2010, supervisione delle animazioni realizzate dai ragazzi del Liceo Artistico Eustachio Catalano di Palermo.
Al Buio, Spettacolo teatrale di Ernesto Maria Ponte, 2010, illustrazioni per una scena
Alvan Major n. 3, 001 edizioni, 2010, colore cover
Barbara n. 1, 001 edizioni, 2010, colore cover

2011:
Lanfeust Mag n. 139, Soleil Edition, gennaio 2011, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 140, Soleil Edition, febbraio 2011, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 141, Soleil Edition, marzo 2011, L’Étranger, strip
Lanfeust Mag n. 142, Soleil Edition, aprile 2011, L’Étranger, strip
Calendario 2012, Prezzemolo & Vitale, illustrazioni
Crime suspen stories n. 3, 001 Edizioni, 2011, colore cover
Weird Fantasy n. 3, 001 edizioni, 2011, colore cover
Nuovo mondo, 001 edizioni, 2011, colore cover

2012:
Ballata per Fabrizio De Andrè, Beccogiallo, febbraio 2012, ristampa a colori
Cecio Felicio e Agata Patata, edizioni Arianna, febbraio 2012, illustrazioni
Hellzarockin’, Tunuè, marzo 2012, episodio su Ozzy Osbourne
Italia da fumetto, Tunuè, marzo 2012, colore cover
Casa Rio, Kemeco, illustrazioni per il sito
Rio Azzurro Bum Bum, Kemeco, etichetta

2013:
Musica Nuda, Blue Note Records, gennaio 2013, cover
La Vita SiCura, Regione Siciliana, Assessorato alla salute, 3 corti animati, animazioni e musica
Barbara n. 3, 001 edizioni, 2013, colore cover
***Dieci Giorni da Beatle, Tunuè, giugno 2013, volume***

Spider-Gek:
da Uomo Ragno n. 386, Panini Comics, marzo 2004, 1 volta al mese (eccezionalmente 2)

Altre edizioni estere:
Piccoli Brividi, Panini Comics, edizione francese, 2003.
Zack, dal n. 198, gennaio 2010, Epictete.
Monster Allergy, edizione francese della Soleil Edition
Monster Allergy, 1a edizione tedesca Carlsen, 2a edizione tedesca Egmont