Archivio per marzo, 2013

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Buona Pasqua 2013

Pasqua 2013

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Fantasmi, Sante e Monache a Palermo.

In questi giorni c’è stato un gran parlare di un avvenimento mistico e meraviglioso: nel cuore del Capo, uno dei più antichi quartieri, e mercati, palermitani, è apparsa improvvisamente, in cima al campanile della chiesa di Santa Maria della Mercede, la figura di una monaca. Questa apparizione straordinaria si ripete da giorni, e i curiosi si sono trasformati in un vero e proprio pubblico in delirio. C’è chi l’ha riconosciuta come Santa Rita, chi come Santa Maria della Mercedes, il prete della chiesa ha addirittura rivelato che potrebbe trattarsi di Satana, fatto sta che, puntualmente, al calar della sera, boicottando qualsiasi regola del settore, Santa Rita o chiunque sia appare agli occhi di tutti, pronta a farsi fotografare, immortalata in video e servizi televisivi, sempre immobile, fra l’altro. Un fantasma piuttosto egocentrico e fotogenico, direi.

 

 

Sia chiaro, parlo, mi interesso, e leggo, di spiritismo da più tempo di quanto frequenti i miei più vecchi amici. Il che mi ha reso davvero facile l’ovvia conclusione che fosse un’illusione ottica.

Ma ho osservato l’evento incuriosito, leggendo tutti gli articoli e vedendo tutti i video che ho trovato in giro, sapendo bene quale fosse la soluzione dell’enigma, ma scegliendo di non proferir parola.

Perché? Semplice. In un’epoca dove i libri scolastici saranno sostituiti da Tablet, dove le nostre madri padroneggiano computer e Facebook, era semplicemente emozionante vedere tutta questa gente accalcata esattamente come sarebbe accaduto dieci, venti, trenta, cento o duecento anni fa. Ho studiato, più che l’avvenimento in sé, le parole degli intervistati, la fiducia che riponevano nella visione che avevano davanti ai loro occhi, e la passione con cui esponevano le loro teorie.

Ho cercato di immedesimarmi nei loro pensieri, un misto di speranza e terrore, ed è stato bello.

Poi, improvvisamente, dopo solo un paio di giorni, la tecnologia ha distrutto la magia, con un bel video che, con tanto di grafici, fermo immagine e selezioni delle zone interessate, mostra a tutti come la fatidica monaca sia effettivamente un gioco ottico composto di ombre, un faro posto lateralmente e il muro scrostato.

 

 

Sinceramente, avrei voluto osservare un altro po’ di caos. Già fremevo all’idea di carovane da varie parti dell’Italia, di aerei stracolmi di vecchiette, di troupe televisive da altre regioni. Magari avrei potuto tirarci su un commercio, vendere maglietta con l’effige di Santa Rita, medaglioni, braccialetti.

Avrei potuto essere ricco.

E invece no. Dannata tecnologia. Non si può più sognare in pace.


Tutt’a un Tratto… Bonelli

Sergio Bonelli ci ha lasciati già da troppo tempo. Tanto se ne è, giustamente, parlato, e ognuno ha tirato fuori un ricordo personale su di lui e con lui. Per come sono fatto, non ho voluto partecipare alla lotta del miglior aneddoto, anche perché di certo chi possiede davvero il più bello difficilmente lo scriverà in qualche blog, e lo faccio adesso, in un momento meno equivoco.
Ammetto di pensarci spesso. Difficile descrivere come una persona, che poi effettivamente non frequenti, possa avere tale influenza nella tua vita, ma nel nostro mondo, dove tutti conoscono tutti, il cerchio è così stretto che è molto facile provare affetto per qualcuno che non conosci bene ma che ha influenzato tanto il tuo modo di essere.
Ho incontrato Bonelli solo tre volte, e l’ho sentito per telefono solo un altro paio di volte. Nulla a che vedere con chi ha avuto DAVVERO la fortuna di lavorare per lui, e di potersi confrontare con lui quasi quotidianamente.
In ogni caso, serbo un ricordo molto prezioso.
Anni fa uscì scrissi e uscì Tutt’a un Tratto, per le edizioni Tunuè, saggio sul disegno nel fumetto, argomento trattato raramente.
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Bonelli lesse il libro, e gli piacque così tanto che di sua spontanea volontà decise di dedicare un’intero editoriale di Tex a tal proposito. Eccolo qui:

Fu una emozione grandissima per me… il signor nessuno “recensito” da Bonelli in persona! Alzai la cornetta, chiamai in redazione, e me lo feci passare per ringraziarlo. Fu una telefonata molto piacevole, e mi chiese se di lì a poco sarei passato da Milano, perché avrebbe avuto piacere di incontrarmi.
Bonelli aveva il piacere di incontrarmi.
Ok…
Per un caso fortuito, mi ritrovai davvero a Milano nel giro di poco, e chiamai in redazione per prendere un appuntamento, e lui, gentilissimo, continuava a dirmi che gli avrebbe fatto molto piacere.
Ora. Sarà perché parlo di Tex con un certo rispetto… ma che Bonelli apprezzasse un mio libro mi faceva DAVVERO impressione.
Non ero mai stato alla Bonelli, e fui mandato ai piani alti, mi misero ad attendere in una saletta, e attesi.
Poi arrivò lui, io ero emozionato come un bambino, e se ci ripenso adesso ricordo perfettamente quell’emozione.
Iniziò a parlare, tanto per cambiare, del mio libro, facendomi tanti complimenti, e io ero lì che pensavo “ma guarda te, sto parlando con Bonelli e LUI parla di un MIO lavoro, è una situazione totalmente folle!”
Esaurito l’argomento, iniziammo a parlare del fumetto in generale. Apprezzava, da quel che aveva letto, che fossi molto appassionato, e mi ha raccontato almeno due o tre aneddoti che conservo con grande cura.
Mi ha dedicato un’oretta buona, e poi è tornato al suo lavoro. Era già un po’ stanco, ma non al punto di privarlo della voglia di fare. Con me è stato molto intelligente, arguto e simpatico. Prima di andar via, mi disse che aveva scritto un altro editoriale sul mio libro, e mi fece avere una versione stampata in anteprima del nuovo testo, che lessi con grande gioia davanti a lui. Conservo ancora quella versione stampata.

Ci salutammo, e via.
La volta successiva lo rividi lì in redazione, e, successivamente, a Lucca. Ma furono incontri da poco, e il mio timore reverenziale mi fermò un bel po’. Dubito mi avesse effettivamente riconosciuto, avrei dovuto dire “sono quello del libro tal dei tali”, ma non sono tipo per questo genere di cose, così mi limitai a salutarlo e a scambiare due parole cordiali.


Libro Nuovo: Metà

Fra poco partirà il lancio, l’effettiva comunicazione, e svelerò un po’ tutto.
In effetti, uscirà a Giugno, quindi ci siamo quasi…
E io, a che punto sono?
Beh, da più di tre settimane son partito per la maratona intensiva finale. Ieri ho raggiunto la metà, così, dato che su Facebook posto continuamente foto della lavorazione, volevo raccoglierle in maniera più ufficiale qui.
Buona visione!

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Da piccolo volevo fare il pompiere

No, non è vero.
Ho sempre voluto fare il fumettista. Se penso a me da piccolo, penso solo alla mia scrivania e ai fogli di carta a quadretti.
Ho avuto però una fase da paleontologo e una da chimico; quando uscì Jurassic Park smisi di voler fare il primo, infastidito da un’improvvisa passione di massa per l’argomento, e abbandonai il secondo quando capii che non riuscivo ad andare oltre l’acqua distillata.

Alle scuole medie iniziai a maturare l’idea del musicista, un po’ più insistente a partire dal liceo, e più in là del professore di storia dell’arte.
Ma, nel frattempo, ero sempre calato sulla scrivania a disegnare, magari su fogli bianchi.
Fumettista lo sono, con la musica un po’ ci lavoro (ed è un ingrediente fondamentale dei miei fumetti), come professore insegno a Scuola del Fumetto. Che mi manca? La storia dell’arte. Difficilmente potrò insegnarla a scuola, ma forse, finalmente, potrò sfogare questo mio grande amore in qualche modo.
A presto per ulteriori, eventuali, notizie.

Nel frattempo, corro come un matto per finire l’ultimo libro. Qui non ho aggiornato molto al riguardo, ma sono a uno stadio piuttosto avanzato. Mi riprometto, con una scusa che già so, di fare un post apposito.

Già che ci siamo, dato che anche questa qui era passata inosservata, beccatevi la mia intervista al TG3.


Banda Larga – Recensione

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Banda Larga è il sesto album del duo Musica Nuda.
Ne parlo solo perchè ne ho disegnato la copertina? No, direi che ne parlo perchè mi piacciono, altrimenti non avrei disegnato la copertina.
Festeggiano dieci anni di attività con quello che può essere considerato, a tutti gli effetti, una sorta di Greatest Hits del loro cammino artistico.
Ne è passata di acqua sotto i ponti dalla Eleanor Rigby che apriva il loro primo album, un album (come il secondo) di cover straconosciute, riarrangiate a modo loro, solo voce e contrabbasso, a volte in maniera briosa, la cui chiave vincente non era solo la bravura tecnica, ma l’approccio, il modo di fare (anche sul palco), e, proprio come i Beatles, i cui primi album avevano un certo numero di cover, eccoli adesso a trattare solo un paio di pezzi già editi, e sicuramente, pur essendoci un Paolo Conte di mezzo, non sono più nazional-popolari come lo erano all’inizio.

Così, se nel frattempo avevano anche inciso un album di musica sacra, ci ritroviamo qui ad ascoltare un po’ di tutto di quel che avevano fatto, con una dose massiccia di pezzi inediti, con lo stesso approccio, ma con un’intera orchestra al loro servizio; già, perchè Banda Larga vuol dire anche quello, e se ho disegnato loro due sopra una moltitudine di strumenti musicali ci sarà un motivo.

Si lasciano aiutare da molti amici, che gli scrivono canzoni apposta o che gliele cedono, il tutto condito da intermezzi strumentali in cui Ferruccio fa da padrone, spesso anche compositivamente.

Petra invece ci mostra un po’ tutte le sue possibilità vocali, lasciando solo vagamente immaginare quante altre ne potrebbe avere. Fa di tutto, e lo fa benissimo. E io, che li ho visti molto spesso dal vivo, non l’ho sentita sbagliare MAI, mai una dannata volta. Ma tutto questo tecnicismo non è freddo e scostante. Io ODIO le cantanti tecniche, specie se sono italiane. Petra invece canta in maniera suadente, esprime benissimo parole ed emozioni, e, soprattutto, ha una grandissima carica ironica, che fa un po’ rima con Carica Erotica, uno dei brani più belli dell’album.

Ma è un album da ascoltare per intero più di una volta. Come detto, ne è passata di acqua sotto i ponti, e dopo dieci anni si sono potuti permettere quello che probabilmente avrebbero già fatto nel 2004.

Si passa dalla potenza strabiliante, quasi elettrica, di Game of taking Chances, alla dolcezza, già dal titolo, di Luna Suadente (credo il mio pezzo preferito), dalla ricchezza orchestrale di Libera alla semplicità, in puro stile Musica Nuda, di Tu, la prima volta di tutto (non sconosciuta ai fan); ma c’è anche il ritmo ansioso di Qui tra poco pioverà a l’atmosfera scherzosa di Le cose, altro mio brano prediletto.

Come dicevo, è una sorta di Greatest Hits artistico, proprio perchè c’è un po’ di tutto di quel che hanno fatto, con delle nuove promesse e una serie di nuove strade aperte.

Manca solo, in effetti, la voce di Ferruccio.





1. Preludio (Aria c’è) 0:49
2. Aria C’è 3:07
3. Des Ronds Dans L’eau 2:42
4. Preludio (Qui tra poco pioverà) 1:17
5. Qui Tra Poco Pioverà 3:30
6. Game of Taking Chances 2:51
7. Libera 3:45
8. Preludio (Um outro Olhar) 1:00
9. Um outro Olhar 4:16
10. Spina dorsale con Joe Barbieri 3:55
11. Luele 1:10
12. Carica Erotica 3:31
13. Preludio (Lirico lirica) 1:17
14. Lirico Lirica 3:22
15. Le Cose 3:47
16. Japan 0:58
17. Luna Suadente 3:02
18. Preludio (Tu, la prima volta di tutto) 1:10
19. Tu, La Prima Volta Di Tutto 2:25
20. Les tam-tam du Paradis 4:29
21. I Ricordi Della Sera 2:25