Angouleme, ritorno.

Ed eccomi qui, a sfruttare la tecnologia mentre sono di scalo a Roma per iniziare a scrivere il fatidico post riassuntivo di un viaggio, come sempre, molto bello.

Inutile entrare troppo in dettagli noiosi, ma sono molto contento. Era davvero tanto che mancavo da li, e dall’ambiente fumetto in generale. Certo, Etnacomics mi ha mantenuto in vita, ma li non faccio la vita dell’autore, il che comporta di dover impiegare tutto il mio tempo in altre mansioni.

Qui ero “solo” Sergio Algozzino, ed è stato consolante vedere che il tempo perduto, se me la gioco bene, ė facilmente recuperabile, anzi forse, paradossalmente, quello che ho comunque continuato a fare lentamente, ma fuori dai riflettori, ha decisamente giovato in quanto a qualità tecnica e, soprattutto, nella mia attuale determinazione.

Se ripenso a tutte le mie Angouleme, mi ritrovo davvero immagini di tre vite diverse, ma in mezzo a tante cose diverse, ci sono alcune costanti inossidabili, che possono più o meno riassumerei in:

– Marco, che praticamente c’era in quasi tutte le edizioni che ho frequentato, e con cui ho finalmente passato un bel po’ di tempo come non ci eravamo permessi negli ultimi tempi.

– Guillaume e Barbara, con cui invece il rapporto ė cresciuto, dalla timidezza iniziale a una profonda amicizia. Inutile dire che Guillaume ė stato fondamentale in molti scambi avvenuti in questi giorni, questo perché un’altra costante ė chiaramente…

– …la mia incapacità di imparare per davvero una lingua. Ma credo di essere arrivato a un punto di svolta, e se davvero l’anno prossimo mi ritroverò nuovamente oltralpe, dovrò decisamente rimediare…

– I biscotti più burrosi dell’universo, di cui ho fatto una certa scorta.

– Il kebab migliore mai mangiato.

Passiamo invece ai momenti migliori:

– L’incontro con Lewis Trondheim e le discussioni assurde avute sulla Sicilia.
– I trailer di Guillaume.
– La sorpresa del tappeto di riso sotto il kebab, con Marco.

Per il resto, lascio a un successivo post una serie di considerazioni generali, in fondo sono dieci anni che vedo questo Festival e posso permettermi di provare a fare un certo punto della situazione.

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Una Risposta

  1. Kebab su uno strato di riso? Argomenta un po’… 🙂

    febbraio 5, 2013 alle 8:40 am

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