Archivio per febbraio, 2013

Come prima

Non mi sono mai fermato, ma non ero più lo stesso… Se mi guardo indietro vedo un anno di crisi, un altro anno per cercare di uscire da quella crisi, l’inizio di una risalita, la ricaduta più bassa e poi eccomi qui.
Mi accorgo che tutto ė come prima perché mi alzo la mattina e accendo subito il computer. Questo piccolo gesto mi mancava da quasi tre anni, e adesso ho ripreso a farlo, così come non fermarmi la sera. In questo momento sono un treno in corsa che non riesco a fermare, certo, ho acquisito una certa disciplina, ma ė davvero inebriante passare una giornata come oggi, ininterrottamente a lavorare, noncurante dei dolori al collo. Era proprio quello che facevo in tempo, e questi dolori mi mancavano.

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Angouleme, postumi.

Questa sezione non era proprio prevista, ma dopo tre giorni di febbre e tosse, prima di arrivare alle fatidiche riflessioni, pare sia necessario…

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Angouleme, ritorno.

Ed eccomi qui, a sfruttare la tecnologia mentre sono di scalo a Roma per iniziare a scrivere il fatidico post riassuntivo di un viaggio, come sempre, molto bello.

Inutile entrare troppo in dettagli noiosi, ma sono molto contento. Era davvero tanto che mancavo da li, e dall’ambiente fumetto in generale. Certo, Etnacomics mi ha mantenuto in vita, ma li non faccio la vita dell’autore, il che comporta di dover impiegare tutto il mio tempo in altre mansioni.

Qui ero “solo” Sergio Algozzino, ed è stato consolante vedere che il tempo perduto, se me la gioco bene, ė facilmente recuperabile, anzi forse, paradossalmente, quello che ho comunque continuato a fare lentamente, ma fuori dai riflettori, ha decisamente giovato in quanto a qualità tecnica e, soprattutto, nella mia attuale determinazione.

Se ripenso a tutte le mie Angouleme, mi ritrovo davvero immagini di tre vite diverse, ma in mezzo a tante cose diverse, ci sono alcune costanti inossidabili, che possono più o meno riassumerei in:

– Marco, che praticamente c’era in quasi tutte le edizioni che ho frequentato, e con cui ho finalmente passato un bel po’ di tempo come non ci eravamo permessi negli ultimi tempi.

– Guillaume e Barbara, con cui invece il rapporto ė cresciuto, dalla timidezza iniziale a una profonda amicizia. Inutile dire che Guillaume ė stato fondamentale in molti scambi avvenuti in questi giorni, questo perché un’altra costante ė chiaramente…

– …la mia incapacità di imparare per davvero una lingua. Ma credo di essere arrivato a un punto di svolta, e se davvero l’anno prossimo mi ritroverò nuovamente oltralpe, dovrò decisamente rimediare…

– I biscotti più burrosi dell’universo, di cui ho fatto una certa scorta.

– Il kebab migliore mai mangiato.

Passiamo invece ai momenti migliori:

– L’incontro con Lewis Trondheim e le discussioni assurde avute sulla Sicilia.
– I trailer di Guillaume.
– La sorpresa del tappeto di riso sotto il kebab, con Marco.

Per il resto, lascio a un successivo post una serie di considerazioni generali, in fondo sono dieci anni che vedo questo Festival e posso permettermi di provare a fare un certo punto della situazione.

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Angouleme, durante.

Due giorni. Son qui da due giorni e mi sono accorto di una serie di cose:

1) ė tutto uguale
2) ė tutto diverso
3) le persone che contano si ricordano ancora di me
4) sto facendo un buon lavoro
5) piove
6) i dolci sono più violenti di quello che ricordassi
7) l’ipad mi sta salvando la vita in numerose situazioni
8) continuo a non parlare un cazzo di francese

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