Quella voglia di budino

Farò adesso un elenco di roba da mangiare che mi ricorda follemente il periodo elementaresco:

Il porta pranzo.
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In quarta e quinta elementare uscivo da scuola alle 16. Inizialmente mia madre mi iscrisse alla mensa scolastica, ma ho pochi ricordi e tutti orrendi (panini gommosi, pasta insapore…), così poi passò a prepararmi da mangiare ogni giorno.
Dentro il mio porta pranzo, quel che ricordo di più sono le fette di pollo impanato e le frittate con patate. Nello scompartimento in basso c’era spesso insalata, e una volta c’era quella di finocchi, e un mio compagno la guardò stranito perché non aveva mai mangiato dei finocchi nella sua vita, glieli feci assaggiare ed era contento. Fu lo stesso compagno che comprò la mia miniserie a fumetti che disegnai di Hulk in quattro numeri, rigorosamente originali, uno dei pochi fumetti che ho fatto in quel periodo di cui, di conseguenza, non ho traccia né fotocopia.

La girella. Varrebbe anche il tegolino vecchia maniera, ma soprattutto la girella.

Mia abitudine era, anziché aspettare l’intervallo, di aprire in silenzio l’involucro e mettere la girella per intero in bocca, masticandola lentamente per non farmi sentire dalla maestra e creando perciò un enorme pastone che si svuotava poco a poco dalle guance per finire nello stomaco.

Lo Sprint.

Eh. Il Cacao Sprint è il RE dei ricordi di quel periodo. Lo prendevo ogni mattino col latte e aveva regali all’interno che hanno cambiato la mia esistenza, come tutti i mostrini degli Acchiappafantasmi (e coi punti ebbi anche Ray), una serie di giochini calamitati dei Masters of the Universe (che diventarono gli sponsor di alcuni miei fumetti) e i mitici puzzle che tengo ancora gelosamente.

Infine, il budino.
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Mia madre usava fare il budino ogni domenica. Sapevo che mi sarei alzato, e avrei trovato lei davanti questo enorme pentolone, strabordante di cacao e latte, con cui avrebbe riempito piatti e piatti. Così, la mangiata del budino si divideva in due fasi, quella della domenica -caldo e quasi liquido- e quella del lunedì -in frigo per un giorno e quindi quasi solido-
Il tutto accompagnato da pane o brioscine.
E quando capitava di portarmi a scuola il budino, mia madre lo metteva in questi contenitori alimentari arancioni, lo stesso che vedete fotografato su, con dentro lo stesso budino “da frigo” di mia madre, che ha fatto qualche giorno fa e che, oltre al gusto in sé, ha fatto riaffiorare in me tutti questi bei ricordi.

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