Archivio per ottobre, 2012

Nuovo Libro: RI-scrivere

Capita. Ho lasciato riposare un po’ la stesura, l’ho riletta un’ultima volta, il giorno prima di quello che doveva essere il primo giorno di disegno, e ho notato di essere ancora particolarmente soddisfatto della seconda e terza parte, ma non della prima. Come se fosse niente.
Così, ho riflettuto un po’. Oggi ho riscritto. Poi dovrò rileggere però.

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Il mio primo Queen

Estate del 1993, 18 giugno. In casa, avevo già il Greatest Hits I e II, Wembley 86 e Innuendo, retaggio di mio fratello. Li avevo divorati abbastanza, e avevo bisogno di carne fresca.

Come regalo di promozione, andai a comprare da Track Dischi, in via XX Settembre (ormai scomparso), l’LP di A Night at the Opera. Perché non il CD? Perché l’LP, ai tempi, costava meno del CD, non i vinili ristampati snob che vedete adesso da Feltrinelli. Che valgono anche meno degli originali. Ma vabbè.
Dicevo.

Lo comprai 15000 lire, devo avere anche lo scontrino nella mia scatola da “Sepolti in casa”.
Mi accompagnò Filippo, e la scelta del disco in questione, in una discografia particolarmente vasta, fu motivata da:
1) Ho sempre preferito il Greatest Hits I al II.
2) C’erano molti brani che non conoscevo.
3) C’era Bohemian Rhapsody.
4) Freddie, Brian, Roger e John mi piacevano molto di più coi capelli lunghi.

Subito dopo, andammo a trovare una nostra compagna di scuole elementari. Mai stato in casa sua, così adesso ricordo ancora il salone dove ci accolse, e la mia attesa di far girare quel disco appena comprato, momentaneamente riposto dentro un sacchetto di plastica.

Tornai a casa. Ricordo mio padre alla porta. Mio fratello non c’era. Chiusi la porta della mia stanza, e misi lo stereo a palla, o quello che mi sembrava il concetto di “a palla” all’epoca.

I miei ricordi, sostanzialmente, si concentrano su tre canzoni:

Death on Two Legs.
Un colpo dritto al cuore. Una canzone cattivissima, ma melodicamente accattivamente, molto rock ma pienissima di cori. Un inizio sconvolgente. Ero estasiato.

Seaside Rendezvous.
COSA era questo brano? Neanche conoscevo i termini Vaudeville o Dixieland. Ma mi piacque da impazzire.

The Prophet’s Song, nello specifico la sezione centrale.
Tutti quei cori, quasi spettrali. In più, non c’era il testo di quella parte, il che contribuì ad accrescerne il mistero.

Dopo averlo finito di ascoltare, ricordo un grande senso di soddisfazione. Non sapevo ancora che avevo avuto una certa fortuna ad iniziare la mia collezione con quel disco. Un po’ come aver iniziato con Revolver dei Beatles.

Aneddoto finale: non ho più quel vinile. Lo scambiai con una cassetta audio che, ai tempi, mi pareva piuttosto allettante, un bootleg dal titolo “Queen Coverin'”, con una raccolta di cover eseguite dai Queen nei vari live. In effetti, ai tempi, era materiale piuttosto raro, adesso non vale niente, ma non rimpiango troppo quella scelta, motivata dalla voglia di ascoltare canzoni nuove, e ormai, di A Night at the Opera, avevo già il CD. Chiaramente mi dispiace, ma, ai tempi, andava così, e ogni CD, ogni LP era una vera sorpresa, altro che scaricare una discografia completa via Torrent.