Archivio per agosto, 2012

Libro Nuovo: correnti e ostacoli.

Per scrivere ci vuole certamente una buona concentrazione. Tendenzialmente, non voglio essere troppo disturbato, e devo essere io a trovare le pause fra una frase e un’altra.
Di solito sto un po’ a riflettere cazzeggiando su Facebook, guardo qualche video condiviso, commento qualche fesserie, nel frattempo ripenso alle ultime pagine scritte (rilette prima di passare alla fase cazzeggio) e appena trovo l’aggancio giusto inizio a buttare giù i primi testi.
Le prime vignette sono sempre abbastanza lente, e poi, se tutto va bene, mi lascio trascinare dalla corrente ed entro in uno stato ispirato e prolifico.
Poi, puntualmente, dovrei mangiare o fare altro.
In pratica non riesco a scrivere moltissimo al giorno, dovrei davvero pensare di andarmene a stare una settimana in qualche caverna, e così, forse, potrei chiudere la storia abbattendo notevolmente i tempi.
In ogni caso, ho appena raggiunto pagina 50. Quanto diamine verrà lunga la prima stesura? Sicuramente non le 64 pagine pronosticate…

Di altro, posso dire di avere scritto qualche dialogo di cui vado già particolarmente fiero, e che mi sembra davvero di scrivere qualcosa di buono…

…e che forse mi vedrete a Lucca, se trovo i biglietti giusti!

Nel frattempo, in quanto operatore, mi troverete a ETNACOMICS.

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Libro Nuovo: Tesori Nascosti

La scrittura continua. Come procedo? Ho sempre fatto direttamente uno storyboard finto, cioè solo la griglia della tavola, decidendo così il ritmo delle vignette, e scrivendoci il testo dentro. Sicuramente alla fine dovrò tagliare e rielaborare il tutto, ma intanto vediamo quante pagine riesco a produrre.
Attualmente sono a pagina 24. Un cazzo. Però quando riesco a scrivere 4 o 5 pagine in un giorno mi considero soddisfatto. Spero di accelerare….

Invece, riguardo l’argomento “segreto” del libro, sto facendo delle scoperte interessanti, tutto dovuto al fatto che il bello del personaggio in questione è che è assolutamente infimo nel contesto, più grande, in cui è inserito.

Al posto di scegliere qualcuno di cui si sa vita morte e miracoli (o è facile saperlo con un po’ di ricerca), sto davvero creando un mondo intorno a lui, raccogliendo pezzi, unendo le parti e, soprattutto, inventando un mare di roba. Ed è fantastico, perché sembrerà una biografia, ma, anche se in parte potrebbe davvero esserla, non lo è affatto.

E cosa c’entra Raimondo Vianello?


Sergio Toppi: Arte e Modestia.

Quando succedono queste cose faccio sempre la stessa premessa, cioè che il mondo del fumetto è molto piccolo e ci si conosce tutti, e che quindi la scomparsa di “qualcuno di noi” si fa davvero sentire come una scossa potente e devastante, anche se con quel qualcuno non si aveva un rapporto diretto. Ma Sergio Toppi, ahimè, era usato sempre come esempio nelle mie lezioni di fumetto come ultimo autore della prima gloriosa scuola di fumetto italiano che comprendeva calibri di un Hugo Pratt, di un Jacovitti, di un Battaglia.

E lo usavo anche come esempio per un altro motivo: Toppi era TOPPI, e se ne fregava però del fatto di essere TOPPI, approcciandosi, fino alla fine, al mondo del fumetto come un artigiano, anzi direi come un vero fumettista, perché il fumettista, prima che artista, è un autore al servizio di un sistema editoriale.

Negli States, i GRANDI autori si riconoscono, e si conoscono, grazie al fumetto main-stream, supereroistico in genere, tranne poche eccezioni. E sappiamo bene quanto sia un obiettivo anche da parte di numerosi altri disegnatori al mondo.
In Italia molti disegnatori di fumetti, e aspiranti tali, aspirano invece ad essere artistoidi, poco inclini a quello che in tutto il resto del mondo sarebbe il normale atteggiamento di un fumettista, e più interessati alla recensione su Repubblica e al godimento di essa che all’apparire su un numero di Tex, pur vendendo poi 100 copie del proprio fumetto.

Toppi era TOPPI, ricordiamolo. Era l’autore de IL COLLEZIONISTA e di SHARAZ-DE, ma era anche quello che ha lavorato per tutta la vita per Il Giornalino, disegnando qualsiasi cosa passasse per la baracca, ed era quello che a un certo punto della sua carriera decise anche di confrontarsi con qualche personaggio della Bonelli.

Era un autore grandioso e modesto allo stesso tempo, e ogni volta che lo “conoscevano” i ragazzi la reazione era sempre, unanimemente, la stessa: “FANTASTICOOO!!!”.

Ricordo, all’uscita della miniserie 1602 per la Marvel, di cui lui realizzò le copertine, di avere letto su Deviantart un commento di un ragazzello americano che diceva “belle le copertine di sto ragazzo italiano”.

Questo perché negli states un po’ se ne sbattono della storia del fumetto al di fuori dei loro confini, ma direi che è ancora più grave dover far sempre “conoscere” Toppi (o Battaglia, o Tacconi, o Micheluzzi) a una nuova classe di aspiranti fumettisti. Di chi è la colpa? Questo comunque è un altro discorso.

Toppi era, e sempre sarà, di grande insegnamento per questo motivo, ma era anche l’ultimo a ricordarci, attivamente, quale dovrebbe essere davvero l’atteggiamento e il ruolo di un fumettista.

Adesso, ahimè, dovrò parlarne a lezione con una piccola variabile, che non cambierà il risultato, ma che mi fa intristire moltissimo.


Sergio Toppi…

Con la morte di Sergio Toppi è finita del tutto un’era. Più avanti mi andrà di scrivere perché, al momento vi lascio solo a questa immagine.


Libro Nuovo, giorno 16.

Giorno 16 per modo di dire, dato che avrei iniziato il 3 agosto per poi ricominciare ieri…

Questa volta ho le idee chiare. O almeno così sembra.
Pioggia D’Estate era pura autofiction, un sacco di testo e didascalie.
Comix Show cercava di slegarsi da quelle didascalie ma è rimasto, ugualmente, apparentemente autobiografico (anche se non lo è del tutto).
Ballata per De Andrè uscì fuori da quello schema, ma era una linea dritta, una specie di peace teatrale.

Questo libro nuovo rimetterà in gioco le mie tanto amate didascalie, ma non in maniera continuativa. Però ci saranno e ne sono contento.

Ieri ho scritto un po’, e sul più bello ho dovuto mollare. Per uno come me, come dicevo ieri, che scrive solo libri di “panza” (oddio, se potessi farne uno al mese lo farei), scrivere comporta tutte quelle fisime che solitamente prendo in giro per i disegnatori in erba, cioè che dovrebbe esserci la giornata intera dedicata, una certa situazione atmosferica e ambientale e tutta una serie di altre cazzate che, almeno a inizio scrittura, dato che devo ragionare, mi impongo.

Ecco, ieri ero arrivato ad un punto in cui stavo andando da solo e TAC, dovevo uscire.

Ma, almeno, dovevo uscire per un motivo legato al libro, ovvero andare a recuperare un po’ di materiale sul personaggio in questione a casa di un amico espertisssssssssimo dell’argomento.

Ora. Volete tirare a indovinare? Di chi sto raccontando?

Su, su, vediamo se ci azzeccate. Soprattutto, vediamo se tirate fuori, involontariamente, stimoli per prossimi libri! Ahaha.


Libro Nuovo_1

Non ho iniziato oggi, ma quasi.
Per uno come me, che scrive solo “di panza”, iniziare un libro nuovo è sempre una sorpresa, piena di tranelli e ostacoli improvvisi.
Inutile fare la tragedia su quanto mi senta fuori forma, in fondo il mio ultimo libro a fumetti risale a un bel po’ di tempo fa, ma so che, in qualche modo, ritroverò quei meccanismi.

Di che parla? Parla di musica (“e quando mai”), ma quello che sembra l’argomento principale, come sempre nei miei libri, è un pretesto per parlare di altro.

Parlerò quindi delle fortune improvvise della vita, quelle che capitano una volta su un milione, e non a tutti. Parlerò dell’entusiasmo che scaturisce da quella fortuna e, successivamente, di come possa trasformarsi in una dannazione.

Meglio una vita piatta, ma tranquilla, o i famosi “15 minuti di celebrità” professati da Andy Warhol? E se quei 15 minuti ti trasportassero dentro qualcosa che ti eri permesso soltanto di sognare, perdendola subito dopo?

Ecco, questi sono gli interrogativi che mi interessa approfondire, sfruttando un episodio realmente accaduto, di una persona realmente esistita oltre che, tengo a specificare, viva e vegeta.

E no, non parlerò di una vincita al SuperEnalotto.