Archivio per luglio, 2012

7 Anni

Un tempo c’era questo:

Il mio caro, vecchio, Diario. Ne ho tenuto uno alle scuola medie, ahimè, perso. Nel 1993 ho iniziato un nuovo corso, durato in maniera continuativa fino al 1999. Gli anni più memorabili sono sicuramente 1993/1994/1995, descritti in maniera piuttosto maniacale e iperdettagliata.

Dopo, ho avuto una piccola parentesi DOS, col mio primo 286 per un po’ di giornate, ma non è andata per le lunghe.

Poi ci fu il mio primo blog, su MSN, con pochissimi post, tutti abbastanza squallidi e forzati.

Infine, eccoci qua, fino all’anno scorso sulle pagine di Splinder, e adesso su WordPress, comunque lo stesso Blog da 7 anni.

Ho scritto 1115 Post (questo è il 1116), e sicuramente, causa Social Network, la periodicità negli ultimi anni è andata a scemare. In realtà, all’inizio questo Blog era davvero un mezzo quasi privato, non dico come il Diario cartaceo, ma potevo sicuramente lasciarmi andare un po’ di più rispetto a quel che faccio da un po’ di anni. Nel primo corso del Blog ho partorito almeno un paio di Post che hanno direttamente ispirato altrettanti episodi di Pioggia D’Estate, quello che rimane sempre, a tutt’oggi, il mio lavoro più personale.

Ultimamente scrivo più Post nella mia testa che fisicamente, e ancora non ho trovato una soluzione per far confluire quelle parole in modo utile. In ogni caso, Auguri caro, vecchio, Blog, e anche se è passata da qualche giorno, lo faccio con la 200a Canzone del Giorno, un bel disco a cui sono molto affezionato.


Telefono (a) Casa

Se c’è un’invenzione dell’uomo a cui sono davvero affezionato, più del computer, è il telefono. Ma non il cellulare, intendo invece il benedetto telefono FISSO, quell’affare che sta in casa e che ormai si usa sempre meno. Anzi, se devo dirla tutta, sarei ancora più affezionato alle cabine telefoniche, alle lunghe attese, ai gettoni e alle schede telefoniche, alla gente dentro che faceva gesti inconsulti per farti capire che starà ancora un bel po’ e che puoi andare a farti un giro nel frattempo.

Amo il telefono, amo stare al telefono, soprattutto quando disegno, o quando sto facendo qualcosa che non comporta sforzi particolari del cervello, ed è una piccola mania che non demorde, anzi, fino all’altra sera, mentre lavoravo, sono stato ben due ore e quaranta al telefono con un mio amico “storico” di telefono, ovvero Salvo, che ovviamente vedo anche in carne ed ossa, ma con cui c’è un continuo rapporto di questo tipo.
Quello che mi dispiace, è che sempre di più sembra sia visto come uno strumento ortodosso, quasi pauroso per le nuove generazioni, difatti ogni qual volta qualcuno mi scrive e la cosa si fa per le lunghe, magari anche per consigli tecnici e cose del genere, appena nomino l’idea di sentirci per telefono (cosa assolutamente normale per gli scambi di informazioni fino a più di dieci anni fa) sembra quasi alla stessa stregua della peggiore frase a sfondo sessuale che possa essere concepita da essere umano, e spesso fuggono.
Sembra quasi che l’idea di “sentirsi per voce” sia diventato un passaggio in più, un qualcosa totalmente sostituito dallo scrivere un sms o un email, che tanto piace anche a me, ma non potrà mai sostituire la bellezza dello scambio diretto ed immediato.


RECENSIONE: The Amazing Spiderman (SPOILER A NON FINIRE)

Eh, stavolta non mi contengo.

Ammetto di essere andato al cinema parecchio prevenuto, di avere sopportato malamente la lavorazione tutta di questo film scellerato, voluto dalla Sony per risparmiare soldi rispetto ai vecchi cachet di Raimi e soci, e facendolo uscire in tempo per evitare che la Marvel potesse riprendersi i diritti cinematografici (e magari sperare in un film decente), e già i trailer facevano tintinnare parecchio il mio senso di ragno-lettore.

Nonostante tutto, nel momento in cui il mio culo ha poggiato sulla poltrona del cinema, sono stato colto da una falsa speranza, una pia illusione che avrei potuto sorprendermi un tantinello rispetto allo standard che mi ero immaginato. Ecco. Dannazione a me.

Partiamo subito da un argomento: il 3D di questo film è assolutamente ignobile, peggio del peggiore che avessi visto. Quindi: se proprio volete buttare dei soldi, vedetelo in 2D. Detto questo, passiamo al resto.

Trama: Peter Parker sta coi suoi zii, è un mezzo fesso, ma non troppo, è famoso perché scatta belle fotografie ma non si fa MINIMAMENTE CENNO alla sua passione per la scienza, primo elemento di mia incazzatura. Ti SEMBRA che lo sia SOLO perché ti ricordi il primo film (o i fumetti), ma ti giuro che qui non se ne parla proprio.

Trova una valigetta appartenuta a suo padre, dove all’interno ci sono delle formule segretissime su cui stava lavorando insieme a Curtis Connors. Tanto è deficiente il Peter Parker di questa schifo-dimensione che deve prendere dei libri per cercare di decifrare quello che c’è scritto.

Si imbuca così a uno stage presso la Oscorp, proprio con Curt Connors come relatore (tralasciamo il modo in cui si imbuca, please), e scopre che Gwen Stacy, la figona della classe, è nientepopodimenoche l’assistente del dottore. Si intrufola in maniera assolutamente ridicola in stanze segretissime, si porta dietro un ragno e viene morso.

Scopre più o meno subito di avere riflessi sovraumani e se ne bulla immediatamente il giorno dopo a scuola. Ora, che venga saltata la parte in cui fa il lottatore di wrestling mi è anche parsa una buona cosa, nell’idea di un reboot. Fa un po’ il cazzone, i suoi zii si preoccupano per lui, lui se ne fotte, esce incazzato da casa, suo zio Ben lo segue e incappa in un malvivente che Peter aveva beccato tre secondi prima in un negozietto e che, ovviamente, aveva lasciato andare.

Risultato: come sempre, zio Ben muore per un colpo di pistola.

Differenza clamorosa che mi fa incazzare: in questo modo, non solo Peter è cosciente del fatto che zio Ben è morto per colpa sua, ma lo è anche zia May, dato che quel poveraccio era uscito da casa per inseguire lo snaturato nipote.
Ma non preoccupatevi, questa differenza non avrà alcuna ripercussione, perché in questo film zia May è più idiota del nipote, e di parecchio, direi, e da questo momento in poi passerà al ruolo di comparsa.

Peter, che nonostante il senso di colpa per lo zio se ne fotte e si dimentica le tre commissioni che gli dà sua zia nel corso della pellicola, inizia una crociata stile Judo Boy contro tutti i criminali che assomigliano al tizio che ha ucciso suo zio, e che ha, a quanto pare, non un occhio solo, bensì un tatuaggio a forma di stella sul polso sinistro. Ricordate bene questo dettaglio, perché fra un po’ CE NE FOTTEREMO ALTAMENTE.

Lo stronzissimo capitano di polizia che detesta ‘sto tizio che picchia i criminali, TADAN, si scopre essere il padre della figona che lo ha addirittura invitato a cena. Lui, sempre spavaldo verso la cinepresa per far felici le adolescenti decerebrate, si comporta di merda col padre di lei, se la limona sul terrazzo e le dice pure che è Spiderman. Lei, probabilmente, si bagna.

Nel frattempo, va a cercare Curt Connors per avere notizie del padre scomparso, e, per farsi bello, gli spiattella la formula che non capisce, che pare essere la chiave per la rigenerazione cellulare tanto agognata da Connors. Così, Connors, dopo una serie di cazzate, si inietta questo benedetto siero e si trasforma in Lizard, però con la faccia da uomo.

Ecco, piccola incazzatura da ragno-fan: ho atteso 20 anni per vedere Lizard in un film, e mmò me lo fate con la faccia da uomo. Vabbè.

Connors va a cercare un tizio che lavora per Osborn e che si è fottuto il suo siero, fa un po’ di bordello, arriva Spiderman, lo picchia, e tutti e due si dimenticano del tizio che lavora per Osborn in un’auto appesa su un ponte. Ma non sono particolari importanti.

Peter capisce che Lizard (che non si chiama mai Lizard) è Curt Connors, così si sente colpevole per avergli rivelato la formula che lo ha trasformato in quel modo e rivela questa cosa, ovviamente, alla figona (che mi rifiuto di chiamare Gwen, se non si è capito). Anche questo, pare un dettaglio importante, ma verrà dimenticato presto.

Si picchieranno diverse volte, Lizard cercherà di infettare l’intera città con una specie di ventilatore molto potente, Gwen arriverà alla Oscorp per fare un antidoto, Peter invece, nonostante sia munito di ragnatele (che si è costruito non si sa come, dato che è un deficiente che non capisce un cazzo di scienza), faticherà non poco per arrivare allo stesso palazzo, manco fosse in Cina, e si farà aiutare, stremato, da una intera squadra di operai delle gru che, efficientissimi, dopo aver visto Spiderman in difficoltà, dopo circa tre secondi sono già sulle gru ad aiutarlo facendo… un percorso con le gru, con quella che definisco la sequenza più patetica dell’intera storia dei film di supereroi, più della sequenza finale del vecchio film dei Fantastici 4 (e intendo quello degli anni 90). Vedere per credere.

Finalmente questa specie di Spiderman giunge a destinazione, si picchia con Lizard, giunge in suo soccorso il padre-capitano-di-polizia della figona (a cui si era smascherato durante il faticosissimo tragitto) che lo aiuta, sostituisce il siero-virus con l’antidoto nel ventilatore gigante, Lizard torna Connors, e il padre della figona muore colpito e contuso, non prima di fare promettere a Peter che deve lasciare stare sua figlia. Oh, God.

Peter quindi, approfittando della cosa, si risparmia funerali e affini, e quando Gwen lo viene a cercare lui la evita. Alla fine del film però fa capire che se ne fotterà delle promesse. Ovviamente, Gwen ha dimenticato che Peter è direttamente responsabile della morte del padre, e gli va dietro uguale, quando invece poteva essere MOLTO più interessante se fosse stata LEI ad allontanare lui, come diretta conseguenza di tutto questo.

Ma in questo film ci si dimentica tutto, anche dell’assassino di zio Ben, che rimane così, libero come una rosa. Non potevo crederci, pensando, anzi sperando, che gli fosse dedicato un occhiello finale. Invece no. Nulla. Semplicemente, Peter se ne fotte, così come zia May se ne fotte che è colpa del nipote se Ben è morto, così come Gwen (l’ho detto!) se ne fotte che è colpa di Peter se suo padre è morto.

E sono numerose altre le cazzate che mi fanno incazzare di questo film, ma un grazie dobbiamo dirlo anche all’adattamento italiano, che ci ha regalato una frase da premio Oscar Trash, quando il capitano Stacy parla con la figlia e dice: il tuo BOYFRIEND ha mille maschere. OH-MIO-DIO.


Uomo Ragno Mensile???????????????????

Pur continuando a sentirmi un “lettore giovane”, nonostante la mia ultraventennale collezione ragnesca, da questo mese L’Uomo Ragno torna ad essere mensile, come era nei primi numeri.
In realtà, per me che ho iniziato a comprarlo dal numero 77, l’Uomo Ragno è SEMPRE stato quindicinale. Certo, ai tempi non compravo diecimila testate in cui lui militava, e dovevo accontentarmi di quei due unici numeri al mese, più qualche Starmagazine o magari lo speciale una tantum, e se c’era un episodio dei Fantastici Quattro con lui era un evento, ma, nonostante la mole spaventosa di pagine da leggere attualmente, mi farà comunque una certa impressione l’idea, anzi devo dire che sono particolarmente sconvolto. In realtà un po’ mi infastidisce: perché non accorpare in appendice le storie che stanno mettendo su Spider Man Universe e quindi lasciarmi la testata principale quindicinale? Uff, immagino sia una questine di numeri.
E comunque sì, per me rimarrà sempre L’Uomo Ragno, che fra qualche anno avrà un effetto stile Nembo Kid.