Questo matrimonio nun s'addafà

Suonare a un matrimonio. Di solito gli sposi richiedono pezzi soft, ma un paio di volte mi è capitato di trovare coppie con richieste esplicitamente rock, e ieri era uno di questi casi.

Inizialmente, ci è arrivata la richiesta di alcuni gruppi specifici: Muse, Coldplay, Lenny Kravitz, Green Day, Robbie Williams, Doors (e fino a qui era tutto un "wow"), U2, James Blunt (e qui un po' mi ammosciavo), Ligabue (aia), Vasco Rossi (arg). Tutto sommato, nella media, proposte divertenti. Butto giù un elenco di quelle che potrei fare di ognuno, e loro tirano fuori questa scaletta:

Certe notti
Hai un momento, Dio
Ho perso le parole
Again
Angels
Albachiara
Quanti anni hai 
Rewind 
Eternity
Feel
Feeling Good      *
You're Beautiful          
Goodbye My Lover       
The scientist
In my place

Prima dei dolci:

With Or Without You     *
Piccola stella senza cielo
Una vita da mediano
One     *
Beautiful Day

Dopo i dolci
Tra palco e realtà
Sunday Bloody Sunday
Gli spari sopra
Light My Fire     *
Starlight     *
Can't take my eyes off you     *
Minority     *
Love me Two Times     *
Alabama Song     *
Wake Me Up When September Ends     *
Jesus Of Suburbia
Where The Streets Have No Name

Già la media, che sulla carta favoriva certi gruppi a me più congeniali, si era decisamente ribaltata, con una stragrande maggioranza di pezzi di Ligabue (che alla fine non è il peggio) e Vasco (che inizia ad avvicinarcisi). Amen. Quelli con l'asterisco sono gli unici pezzi che non avevao bisogno di studiare. E se vi sembra assurda l'idea di dovere studiare un pezzo da cantare, anche se conosciuto (perchè li conosco tutti, altrimenti neanche li mettevo nelle proposte), purtroppo quando ci si ritrova a suonarli ci si accorge di non sapere affatto la scansione delle parole, o il motivo della strofa, o, soprattutto, di non avere la minima idea di come faccia la variazione.
Insomma, dovevo studiare ben 22 pezzi.

Siccome sono scemo, schiavo dell'effetto "vabbè, tanto lo conosco", ho sottovalutato io stesso la mole di lavoro da fare. Ieri avevamo fissato la prova generale (l'unica) alle 11 di mattina. Io avevo puntato la sveglia alle 9 e 30, per ascoltarmi un po' i brani. Mi arriva un sms di Danilo: dove siete? Erano le 11 e 5.

Salto dal letto, mi stampo i testi, corro, e arrivo al box con quasi un'ora di ritardo e nessun pezzo ascoltato. Da lì, una mezza prova in cui ho arrancato nella memoria, con difficoltà notevoli, e a volte buchi musicali giganteschi. Prometto solennemente di lavorare tutto il pomeriggio ai brani, prima di vederci alle 18 alla sala ricevimenti.
Per fortuna, in fase di rimescolamento scaletta, salta via qualche brano, nello specifico:

Goodbye My Lover          
The scientist    (peccato)
Sunday Bloody Sunday
Alabama Song    (dannazione)
Jesus Of Suburbia
Where The Streets Have No Name

Ahimè, Vasco e Ligabue son sempre lì. Soprattutto Vasco.

Studio tutto il pomeriggio. Mi accorgo che passano le ore, e che se mi fossi svegliato alle 9 e 30 non ce l'avrei comunque fatta. La mia testa è in confusione. Alcuni pezzi sono insopportabili, come Rewind.

Esco da casa con venti minuti di ritardo dall'appuntamento, mi accorgo di non avere un cavo di alimentazione per le casse, chiamo Danilo, mi dice che non ne hanno neanche loro, così faccio dietro front e torno indietro, per andarlo a prendere al box. Ritorno alla sala ricevimenti, montiamo, e mi accorgo di non avere la mia borsa dei cavi. Ovviamente è al box. Torno DINUOVO indietro per prenderla. Al mio ritorno, dopo 5 minuti iniziano ad arrivare gli invitati. Ce l'ho fatta.

Attacchiamo a suonare. Dato che non c'erano gli sposi, partiamo con una serie di brani fuori scaletta. Al loro arrivo suoniamo qualcosa dalla loro selezione, poi si entra in sala.

Fra il primo e il secondo suoniamo tre canzoni.

Avremmo dovuto continuare prima dei dolci. Avremmo.

Inizia a piovere. Corriamo fuori per coprire tutto con ombrelloni e teli. La pioggia diventa burrasca. Rimaniamo bloccati in 5 (noi più l'organizzatore) sotto l'ombrellone con gli strumenti e l'attrezzatura. Oltre la pioggia carica anche il vento. Ci dividiamo coraggiosamente fra due ombrelloni, ma l'effetto non cambia moltissimo. A 10 metri da noi c'è la sala, ma c'è un muro di pioggia violentissima. Passiamo almeno mezz'ora lì sotto. A un certo punto ci ingegniamo con un altro ombrellone portatile e proviamo a fare dei viaggi verso le auto con la strumentazione, non senza difficoltà. Dopo un'oretta buona riusciamo ad accedere alla sala, bagnati fradici. Io avevo tenuto con me la chitarra acustica, per suonicchiare qualcosa senza amplificazioni. Notiamo un pianoforte, e Peppe, chitarrista, si inventa come pianista. Suoniamo roba assurda, fattibile con quell'improponibile duo che siamo diventati, in più dobbiamo fare i conti con gli amici ubriachi degli sposi che ci chiedono "Maledetta Primavera" o, ovviamente, Vasco. Smette un attimo di piovere, portiamo le ultime cose in auto e fuggiamo via. Sotto casa, fatico (come sempre) a trovare posteggio, che (come sempre) trovo lontano. Si rimette a piovere.

Per chiudere, dalla fatidica scaletta abbiamo suonato soltanto:

Ho perso le parole
Angels
Feeling Good      *
In my place
With Or Without You     *
Starlight     *
Love me Two Times     *

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