Archivio per settembre, 2011

Sergio Bonelli

Mi sembra tutto stupido al momento, le parole che potrei usare, i disegni che potrei fare. E' un dramma, il punto di non-ritorno, il giorno in cui tutto cambierà.

Ps: è stato un martirio anche solo scegliere la foto…

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La Casa 2

Vediamo. Dove ero arrivato? Ah ok.

Continuando la storia del portone, il risvolto divertente fu che, dopo una settimana, la cassettina della serratura riapparve magicamente. E da quel momento non fu più toccata. Mistero della fede.

Ma i problemi grossi stavano per arrivare. Si fece settembre, e iniziò quasi subito uno dei peggiori inverni della storia palermitana, con violenti nubifragi. Lì ho cominciato a scoprire di avere numerose infiltrazioni di acqua, sparse in diversi punti della casa. Tanto per complicare le cose, una notte scordai la finestrella del bagno aperta, e tornando a casa trovai, letteralmente, bagno e cucina allagati.

Le macchie sul soffitto iniziavano ad allargarsi a vista d'occhio. Inizialmente, il nucleo principale fu nel corridoio. Dopo solo qualche giorno iniziò a formarsi tanta di quella muffa che entrando in casa l'odore ti inebriava immediatamente. Iniziai a parlarne col padrone di casa, che snobbò apertamente la notizia. Feci una prima "lavata", ma nel giro di un altro mese non solo si era riformata negli stessi punti, ma si era decisamente ingrandita a vista d'occhio, iniziando a colmare zone in cucina, nel bagno e nel soggiorno.

Da lì a poco arrivò anche in camera da letto. Nel frattempo, il tempo peggiorava. L'omino mi mandò in casa una specie di architetto che doveva controllare lo stato delle cose, e si scoprì che il problema, ovviamente, veniva dal tetto, dato che il mio appartamento era all'ultimo piano. Peccato non abbia foto della condizione del tetto, perchè sarebbe stato molto divertente farle vedere.

Il padrone dei miei maroni, sminuiva la cosa, dicendo che era normale, anzi cercando di dare la colpa a me, buttandola sulle stufe a gas e cose del genere. Il punto era che fare i lavori per sistemare tutto sarebbero costati un putiferio, e lui non aveva assolutamente voglia di farlo. In seguito, scoprii anche, parlando col capo condominio, che lui non aveva neanche parlato del problema alle riunioni che seguirono.

La muffa iniziava ad infiltrarsi negli armadi, sui vestiti, sugli strumenti musicali, l'umidità mi ha piegato libri, fumetti, tavole disegnate. C'era più freddo in casa che fuori, e quando facevo la pipì sembrava di essere sulla neve, con tanto di fumo incluso. La muffa nella stanza di letto era sempre di più. Mais se la trovò addirittura sui tutori per le mani. E iniziò ad avere problemi di respirazione. E il padrone della mia minchia se ne fotteva allegramente. Iniziammo a litigare (col padrone del cazzo), che voleva ancora posticipare la cosa. Iniziai a cercare un'altra casa. Ed eravamo "solo" a fine novembre.

Trovai una casa, traslocai a fine gennaio, ed eccomi qui. Ma da quei due mesi da novembre a gennaio mi sembrarono, e mi sembrano ancora, il periodo più lungo e stressante della mia esistenza. I miei nervi sono saltati del tutto. Non ce l'ho fatta. Non ho retto. Si iniziarono a chiamare avvocati, lettere, perizie, tutta una trafila il cui solo pensiero mi fa ancora stare male. E le sue parole, la sua deficienza e la sua maleducazione, sommate ad alcuni altri problemi personali paralleli, erano la ciliegina definitiva che mi serviva per farmi sbroccare del tutto. Il giorno della consegna delle chiavi che poi non volle (dato che voleva farmi firmare un foglio in cui avrei dovuto pagare altri due affitti), quindi senza consegna, rimarrà sempre nella mia memoria. Come la notte in cui litigai con Mais, totalmente fuori di testa (io).

Da lì, recupero ancora i cocci di quello che è stato, a seguire, un anno buio e penoso.

Devo ringraziare, con TUTTO il cuore, due persone che mi hanno dato un supporto fondamentale: Lavinia, per le parti legali, e Leandra, per la perizia. Ma, soprattutto, per l'amicizia.


20 anni di Spidey_2

Non ho ancora trovato il modo di andare a comprare i fumetti arretrati, ma so che decisamente il numero di Spider Man con la mia tavola celebrativa dei MIEI 20 anni da lettore è reperibile. Così, come promesso, ecco la tavola nella sua interezza (e nel suo rimontaggio per il web):



La Casa 1

Ed è proprio parafrasando il film di Sam Raimi che voglio parlare di un argomento tabù.

Fino a un anno e mezzo fa stavo in una casa in via Paolo Emiliano Giudici. Ne ho parlato solo una volta, QUI, durante il trasloco.

Questa casa è stata fonte di disgrazia, e ormai posso provare a parlarne.

Soprannominata "La Casa dell'Umido", il tempo che ho trascorso lì mi sembra un'infinità, invece sono stati appena appena sei mesi. La zona non era male, borgata popolare dove trovi di tutto a prezzi convenientissimi, e anche se nel mio palazzo c'era gente allucinante, tutto sommato era anche abbastanza tranquilla.

L'esperienza più trash è stata quando hanno montato esattamente sotto casa mia, che faceva angolo con l'altra strada, un enorme palco, attrezzatissimo, con un service assurdo, per un Festival di musica partenopea/popolare che è durato tre giorni.

La casa non era neanche male, con un salone magnifico, spazioso e luminosissimo, e una cucina bella grande e iperattrezzata. Dire che il padrone di casa, invece, era un buzzurro è dir poco.

Il primo segnale di stranezza è accaduto dopo qualche giorno: il portone del palazzo era sempre socchiuso, a qualsiasi ora, il che era abbastanza seccante. L'apriportone del citofono non funzionava, supponevo quindi che fosse lasciato aperto per evitare di scendere ad aprire gli eventuali ospiti volta per volta. Così, mi sono preso la briga di chiamare il rappresentante di condominio, un altro personaggione, che a sua volta ha chiamato un tecnico. Alla sua venuta, scendo per andare a supervisionare la riparazione e ci accorgiamo che in realtà il cavo dell'apriportone era stato strappato intenzionalmente.
Il cavo viene rimesso a posto, e il portone poteva finalmente stare chiuso.
L'indomani mattina esco insieme a Mais, e troviamo, letteralmente, la cassettina del portone con la serratura strappata via. Anzi, meglio dire sparita. Ci inquietiamo non poco, questo significava chiaramente che quel portone sarebbe dovuto stare aperto.
Ci incamminiamo verso l'auto, la apro, ci accomodiamo, inserisco la chiave nella toppa dell'accensione e… non si accende.

Mi inquieto tantissimo.
Il meccanico scoprirà poi che era semplicemente la batteria scarica, ma questa coincidenza fu il primo motivo di stress legato a quella casa.

Il resto nel seguito…


EtnaComics 2011: RESOCONTO

20000 visitatori. Numero più numero meno, si aspettano conteggi più precisi. In ogni caso, è un inizio TRAVOLGENTE.

Orgoglioso di averne fatto parte, io e Fabio siamo giunti alla viglia del primo giorno, iniziando a sistemare le nostre aree (Performance e Workshop), e facendo la conoscenza di altra gente del numerosissimo staff. Anna era già li dall'inizio settimana.

Inutile dire che i miei obiettivi, le mie aspettative e le mie speranze sono state centrate tutte in pieno: il fumetto era al centro di questa manifestazione, con una ventina di ospiti del panorama internazionale di tutto rispetto, potendo così poterla chiamare per davvero FIERA DEL FUMETTO.

Gli spazi erano organizzati benissimo, e anche se il flusso di gente è stato enorme, non si è mai risentito nei corridoi, che erano larghi e spaziosi. Le tre aree dei fumettisti (Firme, Performance e Workshop) hanno lavorato in sintonia perfetta, senza accavallarsi fra di loro, con un'area Workshop ben attrezzata e, soprattutto, riparata dal caos ma perfettamente di passaggio. La mia area invece, insieme a quella delle firme, era quella che dava più spettacolo, con gli artisti sempre all'opera, almeno tre o quattro alla volta. Così comoda che ci tornavano spesso anche al di fuori dell'orario stabilito.

I rapporti umani con gli ospiti sono stati fantastici, sono tutti molto felici e, per assurdo, ci ringraziano spesso pure loro.

Ho disegnato un macello, dato che alla fine chiedevano anche a me, il che ha raddoppiato il mio lavoro, ma è stato un vero piacere.

Yoshiko Watanabe ha conquistato tutti con la sua energia e allegria, concendendo le sue forze fino al limite umano, pur di fare un ultimo disegno a qualcuno che glielo chiedeva. Impossibile dimenticare un giorno in cui, stanca, aveva staccato di far disegni alle tredici, e alla fine, uno tira l'altro, è rimasta a farne altri fino alle tre e mezza del pomeriggio…

La Sala Conferenza, territorio (gestito benissimo) di Anna, ha proposto incontri variegati e interessanti, dai classici incontri coi fumettisti alla presentazione dell'ultimo film dello Studio Ghibli. Io ho moderato la conferenza con Yoshiko e quella con Vince Tempera, Luigi Albertelli e Silvio Pozzoli, che praticamente si moderavano da soli essendo estremamente disinvolti e sicuri delle discussioni da fare. Il loro concerto è stato BELLISSIMO, emozionante e commovente, specie quando cantava il buon Pozzoli, che con la sua voce aumentava il livello emozionale di un buon gradino. Shooting Star su tutte.

Ecco la prima parte della conferenza con Yoshiko, a seguire troverete le altre:

Ecco invece una parte del concerto:

C'era caldo, ma non dico nulla di nuovo. In ogni caso, è ovvio che una prima edizione può solo andare a crescere e migliorare. In tutto.

Non ho avuto modo e tempo di seguire le altre sezioni della fiera, i games a primo piano o il cosplay, ma so che è andato tutto molto bene.

Per vedere foto più complete, dato che qui ho messo più o meno solo quello che mi ha riguardato, basta andare sul sito di Palermo Fumetto, che ha fatto un reportage minuzioso e capillare.

Impossibile documentare invece le ore passate a raccontare barzellette sporchissime con Maurizio Rosenzweig e Matteo Scalera, o i cinquanta centesimi di Simone Bianchi. Roba nostra, mettiamola così. Ci sono stati momenti esilaranti che mai ho avuto, con così tanta intensità e frequenza, a una fiera.

La riflessione finale, parlando un po' con tutti, è che se ha funzionato tutto così bene è perchè è stato un incontro perfetto e sinergico di competenze, professionalità e un investimento economico cruciale e ragionato. E possiamo solo andare a crescere.


Dove mi troverete ad EtnaComics


EtnaComics

I fumetti hanno fatto parte di tutta la mia vita. Da quando ho memoria. Li ho letti, amati, sognati, ammirati, studiati, scritti, disegnati, colorati, letterati, supervisionati, pubblicati, odiati, venduti, seguiti, interrotti, ripresi e ancora amati.

Più di dieci anni fa partivo per la mia prima visita a una Fiera del Fumetto, una Expocartoon.

Quasi dieci anni fa organizzavo la prima mostra a fumetti, sognando di trasformarla un giorno in qualcosa di più grosso.

Questo fine settimana ci sarà la prima edizione di EtnaComics, per cui ho l'onore di collaborare.

E' un investimento per la nostra terra, ma, soprattutto, un traguardo importante, che raggiungerò insieme a molti amici, collaboratori e operatori del settore con cui ho passato anni della mia vita, condividendo una passione comune.

Il programma è vastissimo, gli ospiti tantissimi (basta dare un'occhiata al sito, gli ospiti potete trovarli qui), e ognuno potrà sicuramente trovare diversi appuntamenti legati al proprio gusto.

Ecco quindi un breve elenco degli eventi che "personalmente" vi segnalo:

– La Mostra di DYLAN DOG, con tavole originali di Fabio Celoni e Luigi Siniscalchi (entrambi presenti in fiera e a tutti gli eventi correlati).

– La Mostra sui Giocattoli anni '80 gestita da Fabio Gianlazzaro.

– I Workshop dei fumettisti (qui un elenco ancora provvisorio http://www.etnacomics.com/?q=node/81)

…e, dulcis in fundo:

– IL MEGACONCERTO DI VINCE TEMPERA, insieme a Luigi Albertarelli. Le sigle di GOLDRAKE, CAPITAN HARLOCK, ANNA DAI CAPELLI ROSSI, HELLO SPANK, REMì (e molte altre) vi dicono qualcosa? Si capisce che non vedo l'ora?