Io secchione?

Oggi sono stato al Museo di Storia Naturale qui a Londra.
Mi ha ricordato che l'unico mestiere che abbia mai sognato di fare da piccolo, oltre che il fumettista, era il paleontologo. E avevo comprato libri e libri sull'argomento, coi soldi della mia paghetta. Ed erano libri seri, non per bambini, con illustrazioni pittoriche e tanto testo. Non dico che erano testi scientifici, ma sicuramente non erano troppo semplicistici. In ogni caso, gran parte della mia cultura sull'argomento proviene da quel periodo, e alla fine mantengo ancora ben salde nella memoria molte informazioni utili se volessi fare il figo.

Oppure: ho avuto per qualche anno una grande passione per la chimica. E anche lì i miei soldini, anzichè andare a finire in giocattoli, furono investiti per attrezzatura a tema. Ma mica il Piccolo Chimico. Anche lì facevo sul serio, andai due o tre volte con mio padre in un posto che vendeva VERI rifornimenti del genere, e acquistai provette, ampolle e via dicendo. Il massimo della mia sperimentazione si limitava perlopiù alla produzione di acqua distillata, ma mi affascinava il concetto generale.
Presi il libro di chimica di mio fratello, che andava già al liceo, e me lo studiai tutto.

Ancora più indietro: imparai a leggere molto prima della media, idem per la matematica. Entrai alle elementari già in grado di fare addizioni, moltiplicazioni e divisioni a due cifre, così, quando la maestra lasciava i compiti, io mi annoiavo a farli e mi inventavo operazioni più complicate.

Credo sia stato allora che ho iniziato ad estraniarmi un po' dalla scuola. Mi è sempre piaciuta, ma, in effetti, era più una scusa per vedere i compagni che per studiare.

Non mi piaceva però passare per secchione, così abbassavo volutamente il mio impegno, e mantenevo una media standard nè troppo bassa nè troppo alta.

Al liceo avevo sviluppato diverse tecniche per ogni materia:

ITALIANO: mi facevo interrogare all'inizio di ogni quadrimestre, prendevo un 7 e così ero certo che non sarei stato più interrogato per il resto del periodo, dato che la mia professoressa tendeva a cercare di far recuperare, e fine quadrimestre, quelli che erano andati peggio. In questo modo non ho mai studiato I Promessi Sposi e praticamente la Divina Commedia.

MATEMATICA: la professoressa aveva l'abitudine di chiedere a qualcuno di rispiegare la lezione. Io mi ero abbonato, e così non mi interrogava MAI. E io non facevo i compiti a casa. Alla fine del liceo mi ha gentilmente chiesto di portare la sua materia agli esami. Non potevo deluderla. E così studiai tutto il programma in due mesi.

ALTRE MATERIE: in genere, leggevo la lezione da imparare 15 minuti prima delle ore in questione. Ho una buona memoria e funzionava abbastanza bene anche questa tecnica.

ESAMI DI MATURITA': a quel punto dovevo lasciare il segno, così fui l'unico della classe a prendere il massimo dei voti, causando l'incazzatura dei veri secchioni della classe, quelli che per quattro anni si erano sempre dati da fare.

GRAMMATICA: ecco, lì ho avuto per tanti anni un bel po' di lacune. Rileggo oggi i miei diari del liceo, del primo anno, ed ero veramente terribile. Questo perchè non avevo mai letto molto, a parte fumetti. A 15 anni ebbi la mia esplosione grammaticale, direttamente proporzionale ai molti libri lettida lì in poi, per un periodo comunque circoscritto al liceo. Poi ho ricominciato a leggere solo fumetti. E ormai mi concedo, se sono fortunato, un libro di narrativa l'anno. Anche se leggo un mucchio di libri informativi, specie sulla musica.

Una cosa tira l'altra: non posso leggere qualcosa, o guardare un film, senza dover interrompermi un attimo per andarmi a leggere notizie sullo scrittore, sulle sue influenze, sui suoi lavori precedenti e così via. E' diventata una mania ossessiva, e con Internet tutto questo è diventato non solo più facile, ma anche più soddisfacente e veloce, e da una notizia si passa sempre ad un'altra e poi ad un'altra…

Avevo gli occhialoni, il mio idolo era Linus (dato che, per chi non lo sapesse, porta gli occhiali) e, a conti fatti, ero più secchione di quanto non volessi sembrare.

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Una Risposta

  1. anonimo

    ahahahah sei un grande Sergio! goditi Londra e salutami i supermercati 😥

    giulio

    luglio 5, 2011 alle 12:01 am

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