Archivio per luglio, 2011

6 anni di BLOG

Sono passati ben sei anni dall'apertura del mio blog. Le cose sono cambiate molto, e quest'anno ho scritto veramente poco, ma non l'ho mai abbandonato e il mio pensiero va spesso a queste pagine, anche quando non ci scrivo.

Così, per dare un senso a questo post, dato che siamo a metà anno, vediamo un po' a che punto sono dei buoni propositi di inizio anno:

– Mettermi al lavoro su almeno un libro nuovo: no, mi spiace

– Riuscire a farmelo approvare: vedi su

– Scrivere di più sul blog: rispetto all'anno scorso sicuramente sì, ma ancora ne ho di strada…

– Perdere peso: sono a dieta e ho perso già 6 kg.

– Continuare a parlare di certe cose con alcune persone, come ho fatto ultimamente: l'ho fatto.

– Riuscire a portare in giro il Plastic Ono Band Project: lo spero.

– Esordire col mio gruppo di inediti: fatto.

– Fottermene di alcune persone: fatto.

– Cagare di più di alcune persone: fatto.

– Tornare ad essere puntuale: ci sto lavorando.

– ALMENO programmare il mio viaggio in Giappone: i tristi eventi che lo hanno invaso mi hanno, ahimè, bloccato in questo punto.

6 su 11 al momento è una buona media. Vediamo fra altri sei mesi…

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Roger Taylor a Palermo

Quasi 20 anni fa.
Non ho ancora cambiato parametri temporali.
Quasi 20 anni fa pensavo che qualcosa di duraturo e molto saldo fosse nel limite dei dieci anni, parlavo con gli amici e quelli che conoscevo da cinque o sei anni erano 'veri' amici. Adesso con alcuni di loro ci si conosce da venti anni o più e non capisco come si possa arrivare a tale lasso di tempo. Come quello passato dal concerto di Royer Taylor del 25 gennaio 1995 a Palermo.

Neanche devo controllarla questa data. La so a memoria e basta.

Daniele quel giorno festeggiava 18 anni. Ragazzo fortunato. Ma con Daniele quel giorno non ricordo di essermi visto. A dir la verità non ricordo molto al di fuori di Roger Taylor. Quasi neanche il concerto.
Passeggiavo in bici per via ammiraglio Rizzo quando vidi alla mia destra il manifesto del concerto. Quasi cadevo dalla bici dalla sorpresa. Niente siti web ad informarmi per tempo. L'indomani corsi a prendere il mio biglietto, che era in ottava o nona fila, al teatro Metropolitan.

Già conoscevo Daniele, e Filippo era uno dei miei 'vecchi' amici. Insieme a loro, e insieme a Francesco e Massimo, avevamo questa grande passione in comune. È con loro che ho iniziato a cantare (molto molto male) le prime canzoni dei Queen. Eravamo ambiziosi e molto presi. Nonostante tutto, a quel concerto andai da solo. Non avevo neanche pensato che avrei potuto andarci con qualcuno.
Neanche con la mia ragazza.

Due vite fa stavo con Alice, lei riuscì ad entrare perchè suo padre, al tempo, era il fonico del teatro.
Il fonico del teatro del concerto di Royer Taylor. E non ho neanche pensato di sfruttare questa cosa. Non era il mio primo concerto… Ma era ROGER FOTTUTO TAYLOR, e il mio cervello proprio non connetteva.
Io, appassionato della musica dei Queen da ben CINQUE anni, ovvero quel periodo che consideravo giusto per essere vicino all'eternità, non pensavo proprio. Avrei visto Roger. E basta.
Il concerto fu sensazionale – e come, altrimenti -, comprai la maglietta, feci delle foto e registrai anche l'audio. Conobbi della gente – dopo – per scambiare le suddette registrazioni, con un paio mi vidi anche per un pò.
Penso spesso a quel concerto, all'emozione quando Roger spuntò fuori cantando canzoni che non conoscevo (erano del suo album solista di cui, ovviamente, fino a quel momento non ero a conoscenza), alternandole a molte dei Queen, ma io godetti come un caimano in calore per ogni nota pronunciata dalla sua ugola. Ricordo bene le canzoni perchè le ho riascoltate spesso in quella cassetta consumata, ma sul momento capii molto poco, a parte Tenement Funster, la mia/sua canzone preferita che coi Queen non è mai stata fatta live e che quindi dedussi fece apposta per me.

Un'emozione unica e impalpabile, ma per me straordinariamente materiale, che mi premeva sulle tempie e mi inebriava come una sbronza che non avevo mai provato.
L'indomani lui fece tappa a Catania, ma io ero troppo piccolino per pensare di andare a tutti e due i concerti. L'ho già detto: non ragionavo.
E magari avrei potuto parlargli pure un pochetto se mi giocavo la carta di Pino, il padre di Alice.
Ma niente di tutto questo.

Però ero lì.


Io secchione?

Oggi sono stato al Museo di Storia Naturale qui a Londra.
Mi ha ricordato che l'unico mestiere che abbia mai sognato di fare da piccolo, oltre che il fumettista, era il paleontologo. E avevo comprato libri e libri sull'argomento, coi soldi della mia paghetta. Ed erano libri seri, non per bambini, con illustrazioni pittoriche e tanto testo. Non dico che erano testi scientifici, ma sicuramente non erano troppo semplicistici. In ogni caso, gran parte della mia cultura sull'argomento proviene da quel periodo, e alla fine mantengo ancora ben salde nella memoria molte informazioni utili se volessi fare il figo.

Oppure: ho avuto per qualche anno una grande passione per la chimica. E anche lì i miei soldini, anzichè andare a finire in giocattoli, furono investiti per attrezzatura a tema. Ma mica il Piccolo Chimico. Anche lì facevo sul serio, andai due o tre volte con mio padre in un posto che vendeva VERI rifornimenti del genere, e acquistai provette, ampolle e via dicendo. Il massimo della mia sperimentazione si limitava perlopiù alla produzione di acqua distillata, ma mi affascinava il concetto generale.
Presi il libro di chimica di mio fratello, che andava già al liceo, e me lo studiai tutto.

Ancora più indietro: imparai a leggere molto prima della media, idem per la matematica. Entrai alle elementari già in grado di fare addizioni, moltiplicazioni e divisioni a due cifre, così, quando la maestra lasciava i compiti, io mi annoiavo a farli e mi inventavo operazioni più complicate.

Credo sia stato allora che ho iniziato ad estraniarmi un po' dalla scuola. Mi è sempre piaciuta, ma, in effetti, era più una scusa per vedere i compagni che per studiare.

Non mi piaceva però passare per secchione, così abbassavo volutamente il mio impegno, e mantenevo una media standard nè troppo bassa nè troppo alta.

Al liceo avevo sviluppato diverse tecniche per ogni materia:

ITALIANO: mi facevo interrogare all'inizio di ogni quadrimestre, prendevo un 7 e così ero certo che non sarei stato più interrogato per il resto del periodo, dato che la mia professoressa tendeva a cercare di far recuperare, e fine quadrimestre, quelli che erano andati peggio. In questo modo non ho mai studiato I Promessi Sposi e praticamente la Divina Commedia.

MATEMATICA: la professoressa aveva l'abitudine di chiedere a qualcuno di rispiegare la lezione. Io mi ero abbonato, e così non mi interrogava MAI. E io non facevo i compiti a casa. Alla fine del liceo mi ha gentilmente chiesto di portare la sua materia agli esami. Non potevo deluderla. E così studiai tutto il programma in due mesi.

ALTRE MATERIE: in genere, leggevo la lezione da imparare 15 minuti prima delle ore in questione. Ho una buona memoria e funzionava abbastanza bene anche questa tecnica.

ESAMI DI MATURITA': a quel punto dovevo lasciare il segno, così fui l'unico della classe a prendere il massimo dei voti, causando l'incazzatura dei veri secchioni della classe, quelli che per quattro anni si erano sempre dati da fare.

GRAMMATICA: ecco, lì ho avuto per tanti anni un bel po' di lacune. Rileggo oggi i miei diari del liceo, del primo anno, ed ero veramente terribile. Questo perchè non avevo mai letto molto, a parte fumetti. A 15 anni ebbi la mia esplosione grammaticale, direttamente proporzionale ai molti libri lettida lì in poi, per un periodo comunque circoscritto al liceo. Poi ho ricominciato a leggere solo fumetti. E ormai mi concedo, se sono fortunato, un libro di narrativa l'anno. Anche se leggo un mucchio di libri informativi, specie sulla musica.

Una cosa tira l'altra: non posso leggere qualcosa, o guardare un film, senza dover interrompermi un attimo per andarmi a leggere notizie sullo scrittore, sulle sue influenze, sui suoi lavori precedenti e così via. E' diventata una mania ossessiva, e con Internet tutto questo è diventato non solo più facile, ma anche più soddisfacente e veloce, e da una notizia si passa sempre ad un'altra e poi ad un'altra…

Avevo gli occhialoni, il mio idolo era Linus (dato che, per chi non lo sapesse, porta gli occhiali) e, a conti fatti, ero più secchione di quanto non volessi sembrare.