Archivio per giugno, 2011

L'affarone della mia vita

Pensavo che il più grande affare della mia vita fosse stato (ri)comprare per 2 euro i numeri di Ultimates da 1 a 6, trovati su un banchetto a Piazza Marina.

E invece…

Entro in un negozietto di dischi a Camden Town. Per prima cosa noto esposto Il The Complete Works dei Queen, box storico su cui sbavo circa mezz'ora. Poi Ornella, presente insieme a Vicky, mi fa vedere che vendevano anche il mitici Box of Tricks, cofanetto uscito dopo la morte di Freddie con un sacco di cose belle. Ecco una foto del box al completo:

– VHS del Live at the Raimbow, mai editata in nessun'altra versione ufficiale.
– CD con una selezione delle versioni extended dei 12"
– spillettina
– toppa
– maglietta
– poster enorme con le varie copertine
– booklet fotografico

Quello del negozio non era in buono stato. Il box era molto rovinato, probabilmente è stato dentro un garage per venti anni in preda all'umidità, è aperto, scollato… inoltre, nell'etichetta col prezzo era ben sottolineato il fatto che mancassero la maglietta e il booklet.

Lo faccio tirare fuori dalla vetrina per guardarlo. Le condizioni sono proprio pessime. Ma quel CD mi chiama a gran voce. E il prezzo è veramente ridicolo: 28 sterline.

28 sterline per un cofanetto malandato non vanno molto bene, ma per un cd raro che non trovo neanche su Ebay, e che alla fine costa quasi quanto un cd nuovo, magari vanno bene.

Lo faccio rimettere a posto.

Ci penso un po'. Fuori piove a dirotto. Rimaniamo dentro al negozio. Lo voglio rivedere.

OK, lo prendo.

Cerchiamo di contrattatre. Riesco a strappargli un solo pound in meno.

Esco la carta di credito. Valutiamo insieme al negoziante quanto male sia comunque fatto questo box, è proprio strana la chiusura, e poi c'è una maniglietta che non capiamo a cosa serva, con due strati di cartone incassati l'un l'altro. Sto per pagare. Lui lo sta per richiudere.

Smuove il fondo.

Lo alza.

L'immagine di una maglietta e di un booklet si forma davanti ai nostri occhi. C'era un doppiofondo.

Alzo gli occhi e guardo il negoziante. La sua faccia non ha prezzo. Io mantengo un'espressione di bronzo.
Mi chiede almeno di tornare a quel pound in più.
Non batto ciglio e acconstento.

Dentro di me un'esplosione atomica.

Esco dal negozio.


Gene Colan

E anche lui ci ha lasciato.
Sono tanti gli artisti del fumetto che ci abbandonano, ma con Colan avevo un rapporto diverso, essendo uno dei disegnatori che più mi ha affascinato e influenzato nel classico periodo di formazione in cui si passa da semplice lettore al provare ad essere qualcosa di più.

Ne ho sempre parlato come il più grande artista della Silver Age di cui si parla in assoluto di meno, un fuoriclasse che ci ha regalato le tavole più oscure e tenebrose del periodo (e non solo), e non mi riferisco solo al suo straordinario e (giustamente) osannafissimo ciclo su Tomb of Dracula, ma anche a tutte le sue altre produzioni, da Daredevil a Capitan America, sempre contraddistinte da un'avvolgente predominanza di ombre e da un uso della telecamera con scorci arditi.
Non dimenticherò mai l'impatto che ebbe su di me un suo episodio di Capitan America pubblicato su Starmagazine Oro 1…

Appena uscito dalla scuola media, quando i miei ritmi lavorativi consistevano in 10 pagine al giorno direttamente a penna, mi buttai in un'opera colossale della durata di una settimana, la copia di una pagina di Tomb of Dracula, che colorai con le matite acquarellabili.

Tanti sono i ricordi legati alle sue storie, e a quando mi trovavo davanti qualche pagina inedita del Maestro, magari in qualche vecchio episodio del periodo Horror, fino a quando ho iniziato ad acquistare qualche tavola originale, dove ovviamente il suo nome era in cima alla lista; ho inseguito per molto tempo una sua opera (che potessi acquistare a un prezzo ragionevole per le mie tasche), riuscendo a realizzare questo piccolo desiderio qualche anno fa, con una bellissima tavola acquarellata comprata direttamente, ho scoperto al momento del pagamento, da lui stesso.
In realtà era sua moglie a gestire quel'account, ma appena capito non ho potuto non mandargli una lettera molto personale in cui spiegavo tutto il mio amore per la sua arte.
Lui è stato molto carino e mi ha risposto, fra l'altro era quasi Natale e ci siam fatti gli auguri. Un piccolo contatto che mi ha reso molto felice.

Sapevo già che lui era malato, e che vendeva le tavole anche per ripagarsi un po' le spese delle cure.

Questa notizia mi mette davvero molta tristezza. So che molti condivideranno. Per fortuna ci ha lasciato molte meravigliose pagine con cui ricordarlo…


Amiens

Città splendida, ho avuto il piacere di visitarla come ospite per il Festival della BD che organizzano da ben sedici anni.
Alla ribalta col mio inglese dilettantesco, mi sono quasi sentito un Dio di quella lingua nel momento in cui i quattro francesi che hanno provato, per gentilezza, a parlarmi in quella lingua erano anche più negati di me.
Tutto questo a causa del fatto che Guillaume doveva essere al mio fianco e invece alla fine, per un contrattempo, è rimasto a casuccia, lasciandomi solo nel delirio linguistico.

Anzi no. Non ero affatto solo, e questo viaggio è stato piacevole per tanti motivi. Era già stato organizzato da qualche tempo, e mi ero organizzato con Mais che proprio in quei giorni compie gli anni (un po' come quell'altra volta che fui invitato a Vasto e lei venne con me, compleanno in trasferta parte prima insomma), il tutto coincidente col concerto/reunion dei System of a Down del 2 giugno a Milano. Insomma, già era complicato.

A complicare le cose ulteriormente, e di una percentuale del trecento per cento, si aggiunge che Mais da un mesetto si è trasferita a Londra, assunta dalla PlayFish. Sì, quella di Pet Society. Così lei ha dovuto fare un giro peggiore del mio, con tanto di ritardo clamoroso dell'aereo di ritorno.

Tornando ad Amiens, ero lì per Epictete, l'organizzazione è stata a dir poco impietosamente splendida: 84 (e dico 84) autori invitati tutti trattati divinamente, per un Festival fatto con amore e passione senza nessuna intrusione di gadget e affini, solo fumetto, solo autori e visitatori. In una cornice, poi, che è veramente impressionante, con la cattedrale più grande della Francia, con la navata più grande del mondo. E non si limita ad esser bella solo per la cattedrale. Un posto che, probabilmente, prosciugherebbe il mio conto in banca in una settimana, un mix architettonico/artistico/paesaggistico di Venezia, Londra, Parigi e qualche bella campagna, con tanto di canali, ponticelli, castori che nuotano alla velocità della luce, cibo fantastico (w i Macaron) e MOSTRA DI BLACKSAD. Da brivido.

Di mio, ho cercato di rendere al meglio le mie dediche, non potendo comunicare bene coi lettori almeno rilasciavo intere strip inedite.