Archivio per gennaio, 2011

Niente Angouleme – Vai col ritmo

Se c'è una cosa che non ho fatto negli ultimi tempi è stata proprio disegnare, a parte le classiche strip mensili per Soleil o Uomo Ragno, il che mi ha reso lento, insicuro e quasi totalmente impedito.
Sto recuperando un po' di tavole da fare per progetti vari, e sono ancora incastrato su una sola di queste da giorni. Mi sento uno scemo, completamente fuori forma, ma confido che dovrebbe migliorare. Mi auguro.
L'anno scorso niente Lucca e quest'anno manco Angouleme, a completare la doppietta, meglio, in effetti, sperare di ritrovare al più presto un buon ritmo…


Accademia del Manga

L'utilizzo della parola Manga fra gli addetti del mio settore è ancora qualcosa di cui vergognarsi.
Se è ormai accettata una "Scuola internazionale di Comics", il cui scopo comunque non è certo traghettare gli alunni oltreoceano (e basta), l'idea di una scuola del fumetto che inserisca "Manga" nella sua denominazione potrà sembrare a molti strana, o magari una trovata "furba" per attirare semplicemente "facili iscritti".

Il punto è che, generalmente, le furbate puzzano lontano un miglio e appena ti avvicini la puzza non può che essere insopportabile.

L'Accademia europea del Manga può permettersi un nome del genere perchè, in effetti, le sue finalità sono davvero sincere, e anche se non condivisibili da tutti è innegabile che sia una struttura a dir poco impressionante.
Soprattutto, se voleva sfruttare un po' di ragazzotti appassionati di fumetti con occhioni giganti non l'avrebbero organizzata come è organizzata, e avrebbero pensato a qualcosa un tantinello più semplice, tipo affittare una grossa casa e ficcarci dentro quattro tavoli da disegno.

No, dietro questa struttura c'è invece una finalità, e un (grosso) investimento con un intento didattico ben preciso: prendere dei ragazzi interessati, metterli insieme 24 ore su 24, farli studiare e lavorare praticamente tutto il giorno e mettergli a disposizioni aule e materiali, facendogli così passare l'anno di approfondimento più intenso della loro vita.

A muovere le redini del tutto c'è Nicola Ronci, in aula i ragazzi sono invece seguiti quasi tutto l'anno da Giusy Oliva, alternata da Ilaria Gelli, e da un pacco di professionisti vari. Giusy, ovvero Fanchan, la conoscevo da tempo, ma alla fine i nostri rapporti erano sempre stati telematici, o quei tre secondi di incroci a Lucca. E' brava e si fa un sacco di paranoie se riuscirà a far bene quello che deve fare, preoccupandosi della sua esperienza, ma ha la testa giusta per insegnare e i ragazzi la adorano.

Entrando lì dentro non si può che rimanere impressionati dall'organizzazione: dire su carta che c'è il dormitorio dei ragazzi, la sala intrattenimento con tanto di Playstation, lo spazio per le cene e per la colazione, le cuoche che preparano manicaretti, macchinette per caffè, acqua e cioccolata a libero uso e delle splendide e spaziose aule non rende proprio giustizia al tutto. Senza dimenticare che non si è in città, bensì in mezzo alle campagne toscane, al di fuori da qualsiasi distrazione esterna.

Ho insegnato lì una settimana e ho respirato un'atmosfera che mi mancava da tempo. Inoltre, a livello didattico, è davvero entusiasmante frequentare una classe tutto il giorno, vedere come hanno legato, come siano attenti, seguirli "sul serio", capirne le sfumature e le evoluzioni. Quello che importa di un sistema del genere non è solo il programma didattico, ma il lato umano, che in un mestiere comunicativo come il nostro ha una sua importanza.

In fondo, è quello che ho iniziato a fare con gli stage didattici che ho organizzato (Alessandro Barbucci e Barbara Canepa, intanto), ovvero decontestualizzare l'ambiente scolastico e cercare un'altra strada.

E ho potuto realizzare uno dei miei desideri, ovvero fare una vera e propria lezione en plein air in stile Attimo Fuggente, decidendo la domenica, in accordo con tutti, di scalare una collinetta che si vede da quelle finestre e andare a chiaccherare di regole di mercato e differenze stilistiche là sopra.


Primo viaggio

Passato Capodanno, e passata la prima (e la replica) dello splendido spettacolo dove abbiamo suonato Plastic Ono Band di John Lennon, ci sono state un paio di serate e adesso sono qui a chiudere la valigie e a farmi la barba per andare una bella settimana a Pisa ad insegnare all'Accademia del Manga, una scuola di fumetto con una struttura esaltante (ed originale) nel territorio italiano, ovvero un vero e proprio Campus, con tanto di alloggi per gli studenti e professori.

Insomma, manga o no, vado a parlare di fumetto, storytelling per essere precisi, più uno stage finale sulle differenze fra fumetto orientale ed occidentale.

Sono molto curioso di questa esperienza, che mi butterà in questa settimana quasi e mezzo a capofitto "solo" nel mondo del fumetto, senza distrazioni musicali, e magari riuscirò anche a gettare qualche seme per qualche futuro lavoro…

Dovrei anche avere una connessione, quindi chissà che non riesca a fare qualche resoconto in diretta.