Archivio per settembre, 2010

Come si misura una carriera?

E' curioso. Noi fumettisti ci occupiamo di comunicazione, e a volte ci sfuggono certi passaggi ovvi, che ci rinchiudono dentro una cupola di vetro, o, ancor peggio, ci fanno rinchiudere il pubblico allo stesso modo.

Entrare a contatto con la gente è il primo obbligo. Spesso si fa in maniera sbagliata, dato che non basta "parlare con le persone", o intrattenerle, per capirle. A volte ci si dovrebbe stare proprio zitti, e ascoltare. Io lo faccio spesso. Ascolto, entro in empatia, e colgo molti indizi interessanti.

Il passo successivo è quello di conoscere quello che facciamo. Facciamo fumetti. Cosa comporta fare fumetti? Anche questo è un passaggio equivoco, si tende a sopravvalutare il tutto per via di un mondo intero che non ci capisce come vorremmo. Questo vittimismo porta a perdere il senso originario, e semplice, del fumetto, che è quello di raccontare una storia, intrattenere qualcuno e, magari, se ce la si fa, farlo anche riflettere su qualcosa. Ma il farlo riflettere, anche quello, deve essere preso con le pinze. Anche una storia di Topolino può farmi riflettere. E non è elegante, brossurata, e piazzata in libreria sotto il nome "Graphic Novel".

Così andiamo al terzo obbligo, ovvero quello di non giudicare dalle apparenze. Se un giornalista ignorante prende più in considerazione una "Graphic Novel" non possiamo, forse, farci niente, ma che siamo a noi a ricadere in questo errore proprio non va bene.

Così, come si misura la carriera di un fumettista? Chi fa tutti gli errori sopra citati, penserà che un fumettista importante sia solo qualcuno che ha raggiunto il grande pubblico con un grande successo. In effetti, potrebbe essere una giusta affermazione (senza il "solo"). Ma come si valuta un successo? Potrebbe essere una porcheria che, inspiegabilmente, supera molti altri capovavori raffinati, come potrebbe essere davvero una meraviglia. Ma non è questo che conta. Shultz è diventato famoso grazie ai Peanuts, e sono sia un grande successo di pubblico che un vero capolavoro del mondo del fumetto. Ma Shultz li ha disegnati per tutta la vita.
Pensiamo a quel genio di Bill Watterson: 10 anni di Calvin e Hobbes, 10 anni di meraviglie grafiche e narrative, ma il suo successo non è minimamente comparabile a quello dei Peanuts. Ci sono fumetti strepitosi, di strepitosi autori, che magari oltre quel volume non vanno, nonostante vendite e critiche incredibilmente positive.
Ovvero: se io vendo un milione di copie con un volume, e poi non faccio più un cazzo, vale davvero di più di qualcuno che vende 1000 copie a fumetto ma che lavora per tutta la vita con questo ritmo? La risposta è : NO.

Il bello del fumetto è sempre stato di essere un mezzo piuttosto meritocratico, e per il pubblico ancora lo è. Se io fossi il figlio di un editore, per quanta pubblicità possa farmi, se il mio fumetto fa cagare i lettori lo disprezzeranno. E se ho fatto un volume stupendo e il mio fumetto successivo è bruttissimo nessuno lo comprerà. Il nostro mercato è piccolo, ristretto, quindi un passaparola del genere potrebbe davvero uccidermi la carriera, o almeno la sorte di quel fumetto.

Così, quando sentirete qualcuno giudicare un fumettista non in base alla costanza con cui ha lavorato nel tempo (non importa se con lavori eccellenti o mediocri) ma semplicemente in base a due o tre cose, sappiate che è un incompetente.

E' un buon modo per scovarli, e, di conseguenza, ignorarli.

Perchè faccio questa riflessione? Non l'ho ancora detto, ma, in effetti, sono ben 10 anni che lavoro ininterrottamente e professionalmente nel mondo del fumetto (ovvero da quando sono retribuito). E mi riesco a pagare un affito con questo. E' dura. Potrei fare almeno altri dieci mestieri più facili e pagati migliori di questo, perchè di certo non ho mai siglato un capolavoro tale da vendere un milione di copie. Ma sopravvivo. E devo ficcarmelo in testa, per ricominciare a lavorare bene e fare un altro resoconto del genere fra altri 10 anni.



Good Company

Con questa formazione rinnovata, stiamo davvero suonando molto in giro. Mi diverte, e la gente si diverte.
Così, ho perso tempo a far questo:

…che, per chi non ce l'avesse presente, è la nostra versione di questa:

Le prossime date sono:

Già che c'ero, ho anche dato una ripulita (e aggiornata) al myspace del gruppo, QUI.


Crumiri, ragazzini o bebè?

E' un lunga storia, boys and girls, mettetevi comodi 🙂

Abbiamo un uomo, grande, con un carattere molto difficile, tanto che praticamente ogni forum dove va a finire litiga con qualcuno, o anche più di qualcuno.

Si fa quindi un bel sito, che potrebbe essere un bel sito se non fosse che lo usa per scrivere le fesserie che ormai ha capito che se scrive da altre parti lo porterebbero solo all'essere sfanculiato, come sempre. A casa sua, invece, crede di essere più furbo.

Più o meno la scena è questa: litigo con qualcuno, prendo le botte. Litigo con un altro, prendo altre botte. Mi metto allora nella mia stanza e dico "coglione", così quello che mi potrebbe prendere a botte entra in casa mia e lo denuncio. Sono un figo della madonna. Sono un veramente un bebè molto figo.

Il signor Giorgio Messina ce l'ha con Claudio Stassi da tempi immemori per questioni che manco ricordo, so solo che lui, per preconcetto, ce l'ha con tutti gli autori palermitani che non gli abbiano scritto forse lettere di solidarietà, per tranquillizzarlo che non penso sia fascista o cose del genere.

Il signor Giorgio Messina è uno molto pieno di sè: la prima volta che l'ho incontrato, diciamo 15 anni fa, facendogli vedere i miei miseri disegni un po' ispirato a Sal Buscema, disse "bene, perchè io SONO J. M. De Matteis".

Il signor Giorgio Messina ha deciso di schierarsi contro gli "Stati Generali" indetti da Claudio Stassi, ma non come ha fatto un certo Roberto Recchioni, che ha detto "non ci sto ma vi spiego i miei motivi e poi mi faccio i cazzi miei", ma semplicemente remando contro per puro piacere goliardico. Sì, perchè il signor Giorgio Messina è un simpaticone, che tutti vorrebbero avere come amicone nel proprio stanzone.

Cosa sono gli Stati Generali? Come scrivo su Kinart, molto velocemente:

In due parole, si è fatto cenno, o si è parlato più approfonditamente, di situazioni che spesso e volentieri vedono giovani (e non solo) fumettisti scontrarsi con situazioni economicamente ridicole o a volte inesistenti, a volte anche senza veri e propri contratti.

Claudio Stassi, nel mentre, si è fatto promotore di un'iniziativa quale un incontro fra autori durante la prossima fiera di Lucca per cercare di fare il punto su una situazioni del genere, appoggiato da Luca Boschi, fermo restando che, a detta dello stesso Claudio, è ovviamente improponibile pensare che un semplice incontro possa cambiare le carte in gioco. Ma, e questo non può essere negato, da qualcosa sarebbe pur bene iniziare., principlamente per far capire a qualche eventuale giovane che un contratto deve sempre esserci, sta a noi rifiutare o accettare, quindi, come dire, ognuno è responsabile di quello di cui poi si lamenterà in seguito.

Diciamo che, di fondo, per quanto io stesso possa non essere così ottimista, di certo trovo sbagliato "dare addosso" a un'operazione che comunque di fondo non fa del male a nessuno, e soprattutto è assurdo criticare in partenza i suoi esiti quando ancora non è avvenuta.

Il signor Giorgio Messina è titolare di un'associazione, tale Cagliostro Press, che dice di fare fumetti per piacere, e dato che lo fa per piacere immagino sia questo il ragionamento che lo porta a farli fare per piacere anche a chi ci lavora. C'è un suo autore, ad esempio, che non ha ancora ricevuto un contratto, e che ha detto che il signor Giorgio Messina gli chiedeva di spedirgliene altri per prenderli a modello. Ma credo sia sempre perchè il signor Giorgio Messina sia un simpaticone.

Il signor Giorgio Messina, comunque, è anche un cicerone lodevole, lui lo fa per promuovere i giovani fumettisti. Difatti, chi non ha un albo Cagliostro in casa?

Il signor Giorgio Messina, dato che non può prender parte alle discussioni su Comicus, ha deciso di provare a vedere cosa succedeva su Kinart.

Ketty Formaggio, all'inizio del post in questione, ha osato nominare la sua Associazione quando si parlava di pagamenti nulli, così lui ha deciso che Ketty lo stava diffamando (ahah) e ha iniziato ad argomentare in tal senso. Dato che Ketty non gli dava conto e ragione, la sua reazione è stata:

1) Mettere Ketty nella sua (lunga) lista nera, iniziando a dedicare anche a lei editoriali e trovandole anche un simpatico appellativo (perchè ricordiamoci sempre che Giorgio Messina è un burlone).

2) Scrivere in privato a me e chiedermi di obbligare Ketty a chiedergli scusa, altrimenti denunciava ME, dato che sono il fondatore del forum.

Ma vi spiego meglio, incollandovi parole già messe su Kinart:

il signor Giorgio Messina mi scrive dicendo che dovrei intervenire in quanto "fondatore del forum" rispetto alla discussione sui pagamenti che è in corso su un altro topic di questo forum, dato che sono il "responsabile legale di quello che viene detto là sopra".

mi aveva scritto due giorni fa chiedendomi che "anche se tardivamente, intervenissi, come amministratore del forum in oggetto, per tutelare il buon nome della Cagliostro E-Press."

vorrei far notare (dato che per lui sembra non sia chiaro) che anche Ketty ha scritto "amministratore" sotto il suo nome.

in ogni caso, questa era stata la mia risposta al signor Messina (che se vuole può mettere per intero le sua mail, io non lo farò per questioni di privacy):

"ciao Giorgius!
come va?
guarda… non vado su kinart da almeno tre mesi buoni, se non quattro, ho problemi non con quel sito ma di natura personale che mi hanno portato ad allontanarmi da tutto questo, e non solo, senza entrare nei dettagli.

Ketty è l'amministratrice effettiva quanto me di Kinart, non è una sottomessa, lo sta letteralmente portando avanti lei in questa mia assenza, quindi non devo nè rimproverarla nè portarla all'ordine, dato che, appunto, siamo allo "stesso livello", e se le hai già scritto mi sembra più giusto che risolviate fra di voi, senza chiamare in causa terze persone, o la natura del sito stesso. Non so, sarebbe come se nel tuo sito rispondesse Bottero al posto tuo, o che per una polemica l'intero Fumetto d'autore venga messo in discussione.
Siamo adulti e vaccinati.

Grazie comunque dell'aggiornamento.

Buon lavoro, e buone vacanze…"

di tutta risposta, il signor Messina mi ha scritto che "Prende atto che io permetto alla mia amica di diffamarlo e si comporterà di conseguenza."

è una minaccia? chissà, dato che mi dice anche di essere il responsabile legale di kinart.

in ogni caso, ho risposto così:
"Dovresti solo prendere atto che è una discussione fra di voi, e che la tua sensibilità è paro a zero. Trovi sempre del marcio in tutto, deve essere davvero difficile. Sei pregato di non scrivermi più se litighi con qualcuno. Ciao. "

e la sua molto sensibile risposta è stata quella di farmi notare che potrebbe, praticamente, denunciarmi in quanto fondatore del forum.

Ovviamente il signor Giorgio Messina ha continuato lo stesso a perseverare, però iniziando a fare attacchi "laterali" sul suo bel sito. Tipo, ad esempio, scrivere dopo mesi e mesi una recensione di Comix Show, dicendo che è un fumetto di merda.

Io ho scritto un mesetto fa a Luca Boschi e Claudio Stassi a proposito della riunione lucchese, quello che ho scritto per intero potete trovarlo QUI.

Tagliando qualcosa, il sunto è questo:

Il motivo per cui non vado a Lucca è proprio lo stesso per cui voi state organizzando questa tavola rotonda, è che mi ha portato a una brutta dose di disgusto nei confronti di un ambiente che non vedo più come sano per la mia salute.

Ci tengo però a fare un paio di considerazioni (…)

chi parteciperà alla Tavola Rotonda? Autori? Certamente. Editori? Certamente.

Ma le considerazioni che verranno fatte quanto andranno oltre le mura lucchesi e i siti (o le riviste) specializzati di fumetto? Perchè me lo chiedo? Perchè penso che si sarà sempre un ragazzino appena uscito da una scuola del fumetto, o anche senza scuola, che avrà il piacere, e di sua spontanea volontà, di farsi pubblicare gratis, o pagato molto poco, fregandosene di tutte le cose belle che verranno dette e stabilite. (…)

Non è difficile notare (anche se è un dato che passa un po' troppo inosservato) come l'età media dei fumettisti in Italia sia molto bassa. Professionisti a parte, ogni anno esordiscono centinaia di giovani fumettisti, a volte bravissimi, che dopo due o tre anni, appena si rendono conto che non possono andare avanti "aggratis" spariscono dalla scena, al soldo di un lavoro più solido.

Bene. Nella mia prima frase scrivo: un ambiente che non vedo più come sano per la mia salute.

Ora, non voglio fare la vittima, ma se sommate le lettere private che avevo mandato al simpaticone più questa, penso che chiunque con un minimo di cervello dovrebbe intuire il mio attuale disagio, che va ben oltre il fumetto, e tutte queste inutili polemiche, con gente tristissima che pare non avere altro da fare dalla mattina alla sera, mi trasmettono la tristezza.

In ogni caso. Su Kinart, quando la discussione è tornata ad essere intelligente, parlando di esperienza personali, ho fatto un lungo elenco di editori con cui ho lavorato, tenendo per la fine le disavventure, ma basta leggere il post per intero per avere un'idea meno falsata di quello che ho scritto:

(…)
1999: Storia breve di 5 pagine su Fandango, della Panini. Avrei dovuto essere pagato 500000 lire, ma ero felice e sentivo che se glilo avessi ricordato avrei minato il mio futuro da professionista. Così ecco i miei primi soldi non ricevuti, per colpa mia.

dal 2000: Piccoli Brividi, sempre Panini Comics. Pagato bene, tantissimo lavoro. Le tavole erano pagate tipo 105 euro, il colore 50, altro non ricordo. Periodo veramente florido, pagamenti precisi e puntuali.

dal 2002: Monster Allergy, principalmente come colorista, a volte illustratore. Ma è un progetto in cui ho creduto e la redazione sa bene quanto mi davo da fare. Pagamenti anche lì standard, 50 o 60 euro il colore.

nel frattempo, la piccola strip di Spider Gek, sulle pagine dell'Uomo Ragno, va avanti da quel periodo, 50 euro a strip per tutto (sceneggiatura/disegno/colore)

inizio a lavorare per Soleil, in Francia. con Epictete, scritto da Guillaume Bianco, per il Lanfeust Mag, un mensile contenitore. Credo che una strip mi veniva pagato per il disegno e il colore 70 euro. (…)

in parallelo, inizio il mio volume per gli Humanoidi, quello che in Italia si chiama Pioggia d'estate. mi dovevano dare 5000 euro, me ne han saldate due terzi, il resto è andato a puttane, insieme al secondo volume fatto per loro (comix show), che non mi hanno mai pagato, nonostante l'avessi concluso. motivo: bancarotta, cambio di azionisti, cambio della direzione, successiva cancellazione delle testate o volumi superflui.

in Italia, ho voluto pubblicare questi due volumi con 001, senza anticipi, per il piacere di pubblicarli, solo con la percentuale sulle vendite. Ma di mia scelta, sia chiaro. 001 so che dà degli anticipi ai volumi che produce, in tutti e due i casi sono andato a rompergli i coglioni quando già aveva fatto il piano editoriale di tutto l'anno, e ho scelto di tasca mia di chiudere quel capitolo vedendo almeno i miei due volumi pubblicati in italia. che la distribuzione abbia avuto dei problemi, invece, non so a chi darne la colpa.

ho fatto un altro volume per Soleil, aiutando Paolo Campinoti ai disegni e facendo il colore. pagato molto bene, tipo 90 euro il colore e 90 per la mia parte di disegno.

sempre Soleil, ha fatto il volume di Epictete, abbiamo avuto un anticipo decente, nonostante le strip fossero già state pubblicate da loro! il fatto che noi le abbiamo ridisegnate non conta, non era previsto…

Ballata per De Andrè, con Beccogiallo. (…)  l'anticipo che mi avevano offerto non avrebbe giustificato un volume, ma io avevo VOGLIA di fare quel volume, e me lo sono accollato. Fermo restando che l'anticipo era più alto del normale. Qui non mi piace parlare di cifre perchè, giustamente, sono conti loro e non devo essere io a farglieli dietro le spalle.

So solo che, nonostante l'anticipo, dato che il volume è andato discretamente, 3000 e rotti copie, ho ricevuto già un altro saldo da loro sui diritti di vendita. Inoltre è un libro che mi ha fatto fare il giro dell'italia in lungo e in largo, spesso anche retribuito per questo, e sono soldi che, come dire, considero "parte" del lavoro per il libro. Oltre che un'esperienza gratificante.

Tunuè. Mono. La rivista andava bene, loro ci credono. (…) Per i pagamenti sui diritti ogni volta ci si confonde un po', ma se dovesse mancare qualche pagamento sarebbe solo mancanza mia che non lo faccio notare.

Nel frattempo, ho avuto una serie di esperienza disastrose, lavori fatti e non pagati, gente sparita. I più eclatanti sono una serie di fumetti per il comune di Padula, disegnati da me e da altri 4 disegnatori, che non sono mai stati pagati (tempo perso:4 mesi). E il colore di ben due numeri di una serie da edicola chiamata Xtreme Tuning, di cui sia il secondo e il terzo numero non sono stati pagati, di cui solo il terzo non pubblicato (mentre il secondo mi capita ogni tanto di trovarlo ancora in edicola).

ps: col colore ho sempre lavorato bene, Xcampus, Young Strange, tutti lavori in cui non solo avevo il pagamento del colore ma anche, come in Xcampus, quello della supervisione.

Ora, dato che su Kinart abbiamo resettato la discussione, parlando di cose serie (o prendendo esempi di altre associazioni, come quella di Salvatore Taormina, che paga decentemente chi lavora per lui), sul suo sito decide di prendere solo pezzi di quello che avete letto per commentarle. Ovviamente la sua tecnica è sempre decontestualizzare il tutto, perchè è un simpaticone:

"Interviene Sergio Algozzino: «Ci sarà sempre un ragazzino che avrà il piacere, e di sua spontanea volontà, di farsi pubblicare gratis, o pagato molto poco, fregandosene di tutte le cose belle che verranno dette e stabilite». L'autore palermitano, curiosamente, condanna lo stesso modo con cui lui stesso ha pubblicato i suoi ultimi libri per BeccoGiallo e 001 Edizioni.

Allora… sig… io per 001 ho un buon pagamento a percentuale. Come si può vedere su, ho fatto un lungo elenco di editori con cui ho lavorato (o lavoro) e da quando sono un "professionista" ho SEMPRE lavorato pagato. Ho inoltre evitato di citare tutti gli altri lavori (innumerevoli) che ho fatto non degni di nota, ma sempre e solo pagati. I due volumi che ho pubblicato "regalandoli" alla 001 non li ho "fatti apposta" per la 001, dovevano essere pagati dagli Humano, ahimè non è stato così; ho provato per due anni a venderli ad altri editori ma, giustamente, era un prodotto troppo francese per alcuni, troppo strano per altri. E dopo la grande delusione avuta, non tolleravo di averli più in casa, e volevo, almeno, che qualcuno li leggesse, dato che erano belli pronti. Ho preso la decisione di cederli solo col pagamento dei diritti, è vero, ma come avevo scritto, HO FATTO IO FRETTA A SCUZZARELLA PER PUBBLICARMI QUANDO LUI AVEVA GIà CHIUSO IL SUO PROGRAMMA ANNUALE, SE AVESSI ASPETTATO UN ALTRO ANNO AVREI AVUTO IL MIO BELL'ANTICIPO, PAGATO. Ma mi serviva per andare avanti, per chiudere un capitolo. Detta come la dice lui è un po' troppo semplice. Beccogiallo non mi ha pagato "molto poco", mai detto, anzi, ma basta leggere la mia frase bene, quindi…

Attorno agli Stati Generali del Fumetto, la tavola rotonda degli autori organizzata da Claudio Stassi e moderata da Luca Boschi (evento che si svolgerà durante la prossima edizione di Lucca Comics&Games), si stanno radunando tutti i più improbabili maître à penser del fumetto italiano. Il risultato a volte è che vale tutto e il contrario di tutto con involontarie comiche contraddizioni.

Così succede che venga ospitato questo intervento di Sergio Algozzino sul blog di Luca Boschi:

«Il motivo per cui non vado a Lucca è proprio lo stesso per cui voi state organizzando questa tavola rotonda, è che mi ha portato a una brutta dose di disgusto nei confronti di un ambiente che non vedo più come sano per la mia salute.

(insomma, questa parte l'avete già letta su, quindi la taglio) BLABLABLA

Ballata per De Andrè, con Beccogiallo. con me Guido e Federico sono sempre stati molto gentili e precisi. Sapevo fin dal primo momento che l'anticipo che mi avevano offerto non avrebbe giustificato un volume, ma io avevo VOGLIA di fare quel volume, e me lo sono accollato. Fermo restando che l'anticipo era più alto del normale. Qui non mi piace parlare di cifre perchè, giustamente, sono conti loro e non devo essere io a farglieli dietro le spalle».

Algozzino c'è o ci fa? Si vede di più se ci va o se non ci va agli Stati Generali? Riceve più pacche sulle spalle se critica o non critica chi si comporta come lui? E' un crumiro o un ragazzino?

Una sola cosa, al momento, è certa. Per una certa frangia di autori, quello che non dovrebbero fare i "ragazzini", per loro è sicura eccezione. E chissà che non ci scappi pure di eliminare la fastidiosa concorrenza dei "ragazzini", che la torta editoriale da dividersi è sempre più piccola… perchè a pensare male è vero che si fa peccato, ma spessissimo ci si prende pure.

Rimanete sintonizzati su Fumetto d'Autore per continuare a seguire l'evolversi degli Stati Generali del Fumetto. Lucca è ancora lontana e c'è a disposizione molto tempo da parte di alcuni autori per continuare a dire tutto e il contrario di tutto con ulteriori e involontari effetti comici.
 

Probabilmente al signor Giorgio Messina sfuggono davvero molti passaggi delle cose che ho scritto.

Soprattutto, gli sfugge che non sono stato io a indire la suddetta riunione, che io stesso sono pieno di dubbi e perplessità, e che ho solo espresso un disagio, e un opinione. Quindi, se fra le mie esperienze c'è qualcosa che va "contro l'idea degli Stati Generali"… beh… non è a me che deve andare a controllare, credendo di avere scoperto l'acqua calda mettendo insieme delle contraddizioni.

Io, a differenza sua, ho sempre lavorato a testa bassa e continuo a farlo. Ma capisco anche che quando il tuo giardino è poco rigoglioso, e ne vedi molti altri in giro più fioriti, pensi che lanciare qualche sassolino dall'altra parte della staccionata possa essere una tecnica efficace.

Con questo post, annuncio il mio allontanamento definitivo da questa inutile discussione. Sarò curioso di sapere come andrà a Lucca, ma al momento devo dedicare il mio tempo a ben altro, e non perderlo in idiozie che ci leggiamo solo fra di noi, per avere o no ragione. Ma poi: con chi?


Straniero

Tanto perchè qualcosa comunque continuo a farla… vado avanti con la serializzazione de Lo Straniero, la mia nuova serie per il Lanfeust Mag, della Soleil. Questa è una piccola illustrazione per una rubrica, il Cafoutch, appunto, che ogni mese cambia testata, disegnata volta per volta dai diversi autori della rivista.