4 conti su Dario

Io, che lo amo davvero molto, mi sto ritrovando a fare 4 conticini sulla filmografia di Dario Argento.

    * L'uccello dalle piume di cristallo (1970)
Grandioso.

    * Il gatto a nove code (1971)
Bello, ma della trilogia degli animali è quello che mi ha appassionato sempre di meno.

    * Quattro mosche di velluto grigio (1971)
Personalmente lo trovo stupendo.

    * La porta sul buio (1973) – (Serie TV di quattro film Argento dirige Il tram e Testimone oculare)
I suoi due episodi sono bellissimi, si conoscono molto poco (e anche gli altri due valgono tanto, eh).

    * Le cinque giornate (1973)
Parentesi storica con Adriano Celentano.

    * Profondo rosso (1975)
La summa delle opere precedenti. Bellissimo.

    * Suspiria (1977)
Capolavoro.

    * Inferno (1980)
Potrebbe essere il miglior film di Argento, non fosse per il finale pacchiano. Ma la regia, l'atmosfera, la tensione e le idee di questo film sono fra le migliori,

    * Tenebre (1982)
Conosciuto meno di altri, vale invece tantissimo.

    * Phenomena (1985)
Sarà un'americanata, ma l'ho visto 30000 volte.

    * Opera (1987)
Mi piace.

    * Due occhi diabolici (1990)
Primo segno di squilibrio. Ma anche Romero non dà il massimo…

    * Trauma (1993)
Calo della qualità degli attori, ma l'idea l'ho sempre trovata geniale.

    * La sindrome di Stendhal (1996)
Nonostante tutto, sono riuscito ad accettarlo.

    * Il fantasma dell'opera (1998)
Siamo in discesa.

    * Non ho sonno (2001)
Risalita.

    * Il cartaio (2004)
Pessimo, a dir poco.

    * Jenifer – Istinto assassino (2005) – (episodio della serie TV Masters of Horror)
Bello.

    * Pelts – Istinto animale (2006) – (episodio della serie TV Masters of Horror)
Molto bello. Ma parliamo di un episodio in cui più che lo sviluppo conta il lato efferato.

    * La terza madre (2007)
SCHIFOSO.

    * Giallo (2009)
Ancora non visto.

Ok, bene. Mi consola sapere che la roba brutta non ha ancora raggiunto il numero di quella buona (e neanche di quella buonissima). Però ci stiamo avvicinando pericolosamente a una media che, Masters of Horror a parte (che in Italia non ha visto quasi nessuno), lo vedono scendere pericolosamente a partire direi da Trauma, con errori sempre più visibili prima nella cura degli attori, poi della sceneggiatura e infine, addirittura, nella stessa regia.

Dario, io te vogghio bene assaje, ma Dracula è Dracula, e io ho molta paura…

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