La Voce secondo me. E anche secondo Battisti.

Per cantare bene ci vogliono grandi emozioni. Non sono un tecnico, non saprei spiegare "come" canto, men che meno dare lezioni (di cui avrei bisogno io, invece), e sono quindi succube degli agenti atmosferici, delle incognite e, soprattutto, degli stati d'animo.
Se sono molto carico, in genere, canto molto bene, anche se ho una voce pessima quel giorno. Se invece sono assuefatto, privo di uno slancio energetico, finisce che sento la voce tirata, che non modulo bene, che non so fare le note medie, che mi lascio prendere dalle paranoie più disparate.

Il fatto di non avere un controllo assoluto su questo strumento mi lascia sempre questa sensazione di "allarme".

Detesto quando qualcuno, ascoltando qualche gruppo storico, pronuncia frasi del tipo "eh, ma il cantante ormai è una merda" o "è terribile, non ci arriva più". Ci sono cantanti rock che hanno retto il tempo benissimo, altri che, poverini, sarà per i troppi concerti, sarà per la stessa energia che viene a mancare, non riescono più a gestire le note di un tempo. Ma, ovviamente, con grande professionalità, ed esperienza, cantano lo stesso.

I casi più eclatanti riguardano quelli che in maniera molto evidente cantavano canzoni di un certa difficoltà. Un esempio su tutti è Robert Plant: grande cantante dei Led Zeppelin, voce paurosa, col tempo ha subito un calo, dovuto all'età, ma anche a un'operazione alla gola… insomma, ci sono tante variabili impazzite nel gestire una voce che l'ascoltatore non prende in considerazione e che a volte tendono a far uscire fuori commenti come quelli detti sopra.

Un chitarrista più passa il tempo più può affinare la sua tecnica, migliorare. Un cantante rock spesso e volentieri no, con le dovute eccezioni.

Una bestia, ad esempio, è Bruce Dickinson, il cantante degli Iron Maiden, che continua ad avere una possenza vocale non da poco, o il gigantesco Paul McCartney, che dopo decenni a sgolarsi in tutte le vesti possibili è ancora lì sul palco a cantare note pazzesche.

Altro problema tipico è nel palcoscenico, per chi non sente bene la sua voce. Le Spie, i monitor che stanno all'interno del palco e che fanno sentire ai vari musicisti "solo" il loro strumento, a volte non bastano per un cantante, anche se adesso ormai questo discorso quasi non vale più per i grandi gruppi, ma quando si è in un locale, o in un piccolo club, a volte può essere un alto grado di difficoltà quello di non percepire bene la propria voce, finendo per stonare o, specialmente, far perdere mordente alla voce.

Ad esempio, una cantante che in studio è sempre stata ottima e che dal vivo ha sempre avuto un mucchio di problemi è Dolores O' Riordan, la cantante dei Cranberries, di cui ho sentito spesso commenti pessimi sulle sue esecuzioni live, tanto da mettere in dubbio le sue capacità, quando invece basterebbe ascoltare il loro MTV Unplugged, con suoni puliti, e quindi con una coscienza migliore della propria voce che finisce per dare risultati eccellenti.

Tutto questo, ben inteso, riguarda il mondo rock, pieno di cantanti che magari non hanno studiato a fondo la tecnica e che quindi si trovano ad avere problematiche simili.

Così, io sono convinto che ci vuole solo una buona dose di coraggio per essere un buon cantante rock, bisogna esporsi, cercare di non vergognarsi, e tirare fuori quello che senti dentro, perchè se lo lasci a metà si finisce solo per vergognarsi ancora di più. Ci sono molte "brutte voci" che lo dimostrano, magari tecnicamente orrende, ma perfette per quello che stanno cantando.

Facendo molti passi indietro, pensate che addirittura il buon vecchio Lucio Battisti era continuamente rimproverato di "non sapere cantare" e di avere "una brutta voce".

Questo bel filmato è per me esemplare in tal senso, facendo vedere quello che per me è uno spaccato ideologico che si ripropone continuamente, evolvendosi in maniera diversa, e attaccando volta per volta vari tipi di voce o di situazioni musicali.

Buon ascolto.

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6 Risposte

  1. anonimo

    in un certo senso, vale lo stesso per un musicista che magari tecnicamente non eccelso, ma che riesce a comporre melodie che maestri di musica non riuscirebbero mai a fare.io preferisco sempre chi canta con i sentimenti…….;)

    aprile 12, 2010 alle 5:29 pm

  2. anonimo

    Concordo pienamente con l'articolista.La voce deve dare un colore alle parole e questo può farlo solo chi canta con il cuore che si sente le cose che canta.Come ricordava Mara Cubeddu che fu insieme a Mina le uniche donne che fecero un duetto con l' immenso Lucio Battisti, la Cubeddu in occasione dell'incisione di Due Mondi ha detto : " A Lucio non interessava una performance tecnicamente perfetta spaccando la nota, ma dava estremamente valore all'interpretazione.Ecco l'iterpretazione di cui Battiisti fu unico nel suo genere con quella voce a volte sussurrata,  sfumando le frasi per gridare a volte gli incisi delle sue canzoni. La sua voce era ( purtorppo era ) una tavolozza di colori che magistralmente mescolava.Cosa ce ne facciamo di una voce anche se potente alla Baglioni ad esempio ? Poco perchè i tratti che lui esegue spesso sono tutti uguali… che monotonia…

    aprile 13, 2010 alle 12:25 pm

  3. foolys

    che bei commenti!!!!! chi siete? 😉 mi farebbe piacere saperlo!

    aprile 13, 2010 alle 9:31 pm

  4. anonimo

    Sono Fabrizio e come avrai capito un fan ma proprio fan del più grande di tutti :Lucio Battisti.Ciao

    aprile 14, 2010 alle 12:44 pm

  5. foolys

    caro Fabrizio, ti ringrazio ancora epr l'intervento.Se ti va, qualche tempo fa, scrissi un altro pezzo su Battisti, eccolo qui:http://foolys.splinder.com/post/14361452/Battisti+come+i+Beatlespenso che potresti essere d'accordo anche su quello…

    aprile 14, 2010 alle 1:39 pm

  6. anonimo

    Perfetto.Aritcolo molto intelligente e obbiettivo e misurato.Bravo.Io posso solo aggiungere visto che ho letto diversi libri su Battisti e perso diversi anni a documentarmi che Lucio ha sempre cercato innovazione in modo quasi maniacale.Sicuramente avrai provato anche tu ad ascoltare più volte una canzone di Battisti ed accorgerti ogni volta che c'è un suono nuovo una sfumatura musicale nuova… è impresssionante ma è così.Considera che nella sua epoca ha scritto brani musicali per i maggiori protagonisti dell'epoca.Lui è sempre stato in continua ricerca del suono giusto dell'appoggio giusto.Penso che non abbia più di tanto calcato le scene perchè il pubblico è strano spesso distratto o ignorante di fronte ad un opera d'arte se ce l'ha davanti agli occhi, alla fine non l'apprezza come dovrebbe.La creazione in studio è molto più complessa di un concerto dal vivo perchè in quelle occasione i decibel, gli ulri  e i filtri nascondono tutto, mentre in studiio Lucio quando voleva quel suono di chitarra o quel particolare rullaggio di tamburo doveva essere quello !!!CiaoFabrizio

    aprile 21, 2010 alle 4:23 pm

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