One Pound Gospel

Sarebbe stato un disonore lasciare una storia a metà: è questo quello che avrà pensato la Takahashi dopo tanti anni in cui questa miniserie era rimasta a un punto fermo.

Anzi, a dirla tutta, non è che abbia mai spiccato nella sua produzione: i primi tre numeri di One Pound Gospel sono sempre stati lì, nella mia libreria. All'uscita del quarto, ho riletto i primi tre, accorgendomi di non ricordarmi assolutamente nulla tranne che il concetto base di questa storia.

Fino al terzo volume, gli episodi sono a cicli autoconclusivi, che non evolvono nulla e non approfondiscono per niente due protagonisti molto stereotipati e piatti nella loro caratterizzazione, soprattutto suor Angela, che si riduce spesso e volentieri a una macchiettina di fondo.

Il quarto volume ingrana subito la marcia, portandoci prima su un territorio pericolosamente simile a quello di Maison Ikkoku, per poi, per fortuna, procedere su un'altra strada, comunque un attimino più convincente.

Il finale, per fortuna, è godibile, così come il pretesto per arrivarci, quindi recupera bene il tono medio della serie, con alcuni momenti ben riusciti, che, come sempre, mi farebbero sperare in un ritorno dell'autrice alle storie romantiche. O forse è meglio che ci sia solo Maison Ikkoku, per non avere troppe delusioni.

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6 Risposte

  1. anonimo

    si avvicinano le giornate delle scampagnate, quale ottimo finale per dare un po' di valore a quella carta tanto deturpata dalla stampa?
    : )

     eheheh

    Claudio

    marzo 7, 2010 alle 5:27 pm

  2. anonimo

    mmmmgnù, a me One Pound Gospel piace tantissimamente sin da quando ero piccola ç_ç
    mi dispiace solo che il finale si legga percependo il (probabile) sentimento dell'autrice, riassumibile con un "e finiamo 'sta storia"

    GiuliA

    marzo 9, 2010 alle 9:35 pm

  3. anonimo

    Ciao Sergi! A me l'ultimo volume è sembrato troppo sbrigativo… nel senso sembra proprio che l'abbia fatto per togliersi la miniserie di dosso… come hai detto tu nei primi 3 non si evolve molto. Avrei preferito 1 numero introduttivo, 1 di svago con le storie autoconclusive, 1 di inizio di sviluppo della trama, e 1 di conclusione…
    Insomma, o ne faceva altri 2, o se la giocava nel modo che ho descritto, ma così mi sembra tutto frettoloso… Sigh mi ero divertita molto al tempo con OPG

    Besos!
    Seila

    marzo 11, 2010 alle 10:53 am

  4. anonimo

    Ah, esiste un drama di OPG!! E' carino 😀 se non altro Hatanaka è comico e chi interpreta Suor Angela è gnocca XDD

    (purtroppo il canale da cui l'ho visto io con tutti gli episodi non c'è più, ti rimedio questo se sei curioso)

    Seila

    marzo 11, 2010 alle 11:31 am

  5. anonimo

    Se vuoi divertirti, scaricati il tv drama dal vero in 11 episodi di Attack no. 1!!! E non usare «un attimino» come fanno i milanesi in associazione a distanze fisiche o a qualità: si usa solo per indicare un lasso di tempo. Puoi aspettarmi un attimino sotto casa, casomai, ma non puoi spostare la macchina un attimino o aspettarti che quel fumetto sia un attimino più bello… 🙂

    marzo 29, 2010 alle 7:48 pm

  6. foolys

    provo un attimino a vederlo:Dgrazie 🙂

    marzo 30, 2010 alle 2:37 am

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