Archivio per marzo, 2010

Caravan

Caravan va avanti.

Quando è uscito il primo numero, dieci mesi fa, su molti blog se ne è parlato, poi il – relativo – silenzio, giustificato dal fatto che, probabilmente, si sta aspettando il finale per fare una sorta di resoconto.

Purtroppo, sento il dovere di rompere questa regola e farmi avanti.

Caravan mi sta piacendo un sacco.

Ogni numero è un piccolo gioiello, da una parte la trama principale che, inesorabilmente, va avanti in puro stile "PrimaSerieDi Lost" – intrigando ma senza ancora spiegare nulla – dall'altra ci si concentra volta per volta su un personaggio o una situazione, facendoci scoprire mille sfaccettature dietro ogni volto che fa parte di quella carovana.

Più facile a dirsi che a farsi. Al primo numero ci si complimentava del fatto che per la prima volta in una serie Bonelli non c'era un protagonista fisso ma un gruppo di persone, da lì a caratterizzarle per benino ce ne vuole. Medda ci stupisce numero dopo numero, cambiando registro e tono a seconda del personaggio coinvolto in quell'episodio, e riuscendoci, a mio avviso, quasi sempre perfettamente, con molta grazia e moderatezza.

Già col numero 4 avevo dovuto rompere il mio silenzio mandandogli un messaggio privato: La Storia di Carrie è uno splendido affresco di "vera" vita musicale come raramente mi era capitato di leggere in precedenza (forse solo in Questa è la Stanza, di Gipi).

Questo ultimo episodio in edicola, Punto di Rottura, si fregia poi dei disegni di Emiliano Mammucari, straordinario copertinista della serie, disegnatore dalla sensibilità acutissima, dal talento estremo, con un segno splendido accoppiato a una incredibile cura per la composizione generale della vignetta (chiamasi: raccontare veramente a fumetti).

Sarà per l'accoppiata testi/disegni, ma in questo numero si raggiunge un picco di intensità altissimo: i personaggi, che ormai abbiamo imparato a conoscere, sono credibili al punto di commuovermi più volte.

Come sempre, il dispiacere sta nel fatto che in quanto "targata Bonelli" non sia seguita da un certo tipo di pubblico schizzinoso, e che finita la serie potrebbe essere dimenticata nel giro di qualche anno.
Per formulare meglio il concetto, meriterebbe di essere "sempre disponibile", ovvero il grande pregio della libreria, magari in volume, fatta apposta per chi non ama prendere in mano un fascicoletto brossurato e pieghevole senza sapere che, spesso e volentieri, ci si nasconde dentro una storia di spessore maggiore di un bel volume da libreria.

Proprio come una citazione di questo stesso numero:

Don't judge a book by its cover.

Con la differenza che le copertine, in questo caso, sono altrettanto splendide.


Presentazione Comix Show


  
Sabato 27 marzo 2010
ore 17.30   
Altroquando  
Corso Vittorio Emanuele, 143 
Palermo


Windows 7, Thunderbird e varie altre minchiate

Mi sembra di vivere in una In the Rock continua: ne finisce una e ne penso altre due. Ma le serate vanno così bene che vengo perennemente trascinato dall'entusiasmo della gente che le segue, che mi dà la forza di andare avanti.
La musica, in questo momento, mi sta salvando dallo stress.
C'è stato un periodo, tanti anni fa, in cui pensavo che scrivere canzoni fosse più terapeutico di fare fumetti, che sì erano la strada che volevo percorrere, ma che non mi permettevano uno sfogo se, ad esempio, ero incazzato per qualche motivo.
Poi, col tempo, sono riuscito a canalizzare le emozioni su carta, vedi da Pioggia d'estate in poi, e ho messo da parte la scrittura in musica.

Adesso rieccomi preda di una foga musicale, che vorrei sfruttare nel tempo che mi rimane fra una lezione a scuola, un lavoro qui, un disegno là, una colorazione giù, una supervisione su.
Insomma, può essere che mi vedrete in giro, nel prossimo futuro, a suonare roba originale. Chissà.

Per il resto, ho dovuto installare Windows 7 per via di una RAM che altrimenti non sarebbe stata sfruttata al massimo. Non mi trovo bene in tutto, anche se alcune cose sono interessanti… ma mi abituerò.

E uso Thunderbird, al posto di Incredimail che mi aveva rotto i maroni da molto tempo ma non avevo mai trovato il modo (o avuto il tempo per trovarlo) di trasferire le sue email in un altro client di posta elettronica. Sembra che adesso sia tutto nel nuovo sistema, e sembra che stia riuscendo a rimettere in sesto diverse cose lasciate in sospeso.

Mi sono anche iscritto a un torneo di Risiko.

Ho iniziato a provare in un trio acustico.

E magari domani inizio anche a disegnare qualcosa per qualche nuovo progetto…


Le coppie del secolo

Non una, ma ben DUE unioni che mi fanno a dir poco impazzire, dato che amo incondizionatamente le varie parti in causa.

Josh Homme (Queens of the Stone Age)/ Brody Dalle (Distillers, Spinnerette).

Amanda Palmer (Dresden Dolls)/Neil Gaiman (Sandman)

Che figli verranno fuori? Già Brody e Josh si sono dati da fare… come crescerà?


Intervista: Comix Show

In effetti, non linko mai le interviste che mi fanno, lo trovo un po' megalomane. Questa però riguarda Comix Show, e siccome mi accorgo ultimamente che se ne è parlato davvero poco… ne approfitto così..

Hai fatto uscire recentemente il tuo “Comix Show”. Quanto c’è di autobiografico nel protagonista della storia?
C'è meno di quel che ci si aspetta… il fatto che Andrea sia un fumettista lo riconduce immediatamente a me, e quindi è facile pensare che io mi sia ispirato direttamente a qualcosa che mi è accaduto. In realtà, Andrea è un po' tutti noi fumettisti, magari non avrò una ragazza di nome Laura, e la mia casa non assomiglia alla sua, ma abbiamo certamente gli stessi problemi da risolvere, e tutte le varie disgrazie che gli accadono mentre cerca di fare una storia sono quasi all'ordine del giorno per un disegnatore di fumetti.

Se volete leggere il resto, fate un salto QUI.


Il mio primo premio

Epictete è stato premiato come miglior fumetto all'ottava edizione de La Nuit du Livre.

Non so dirvi molto di più al riguardo, purtroppo la mia barriera linguistica mi impedisce di capire realmente molte sfumature che stanno dietro a questo avvenimento, ma di certo ne sono felice. Questo volume è veramente un piccolo gioiello editoriale, e non lo dico perchè l'ho disegnato, e meritava un riconoscimento del genere.

Guillaume, come sono andato? 😀

Se volete approfondimenti (in francese) potete andare QUI e QUI.


Granito

Di questo sono fatte le mie mani ultimamente, almeno in faccende musicali.

E' veramente deprimente, ma è passato un sacco di tempo da quando ho imbracciato una chitarra "sul serio", e mi sono accorto oggi pomeriggio di non sapere più suonare neanche le mie canzoni, e non solo perchè non me le ricordo, ma anche quando lo faccio le suono da far schifo, e non è che stiamo parlando di chissà quali difficoltà tecniche.

Insomma, mi devo decisamente rimettere in moto, anche perchè nella nuova casa sto ritrovando la forza per pensare di rimettere su una band di pezzi originali. Vedremo…

Nel frattempo, beccatevi la prossima serata by In The Rock, ovvero:


One Pound Gospel

Sarebbe stato un disonore lasciare una storia a metà: è questo quello che avrà pensato la Takahashi dopo tanti anni in cui questa miniserie era rimasta a un punto fermo.

Anzi, a dirla tutta, non è che abbia mai spiccato nella sua produzione: i primi tre numeri di One Pound Gospel sono sempre stati lì, nella mia libreria. All'uscita del quarto, ho riletto i primi tre, accorgendomi di non ricordarmi assolutamente nulla tranne che il concetto base di questa storia.

Fino al terzo volume, gli episodi sono a cicli autoconclusivi, che non evolvono nulla e non approfondiscono per niente due protagonisti molto stereotipati e piatti nella loro caratterizzazione, soprattutto suor Angela, che si riduce spesso e volentieri a una macchiettina di fondo.

Il quarto volume ingrana subito la marcia, portandoci prima su un territorio pericolosamente simile a quello di Maison Ikkoku, per poi, per fortuna, procedere su un'altra strada, comunque un attimino più convincente.

Il finale, per fortuna, è godibile, così come il pretesto per arrivarci, quindi recupera bene il tono medio della serie, con alcuni momenti ben riusciti, che, come sempre, mi farebbero sperare in un ritorno dell'autrice alle storie romantiche. O forse è meglio che ci sia solo Maison Ikkoku, per non avere troppe delusioni.


L'inutilità!

Marco mi segnala questa roba, e io DEVO farvela vedere.


Convinzioni di un povero ragazzino siciliano

E' facile distinguere una parola in dialetto da una in italiano.

E' molto più difficile distinguere un modo di dire (o una parola, un verbo) dialettale, ma espresso in italiano…
Ho scoperto "da grande" molte cose…

1) che gli "scorpioni" sono invece i gechi.

2) che il verbo "ammaccare" non si usa quando si vuole intendere "schiacciare". Ho ancora impressa nella memoria l'espressione basita di una Katja Centomo negli uffici della Red Whale mentre le dicevo "adesso ammacca ctrl+z".

3) che si dice "già che ci siamo" e non "a che ci siamo".

4) che non si dice "da quando sono piccolo", a meno che non voglia intendere di avere ancora 3 o 4 anni.

5) che non tutti rispondono al citofono con "pronto?" (mentre molti miei personaggi dei fumetti lo hanno fatto).

6) che non si dice "andiamo a mare" ma "andiamo al mare".

7) che non si dice "domani andavo a fare un picnic a Monte Pellegrino" (questa è addirittura una doppietta).

8) (la mia preferita) che non ha senso dire "sto tornando" quando in realtà stai aprendo la porta per uscire.


Grillons

Un video molto carino, ideato e disegnato da Guillaume. Io ho solo messo insieme i disegni per far finta che sia un'animazione.


Le migliori bufale che ci ha regalato Internet

Ci sono molte canzoni in giro per la rete attribuite erroneamente alle persone sbagliate. Tutto nasce coi primi programmi di file sharing, in cui si decideva di cambiare il nome di una canzone o per fare qualche scherzone o per diffondere più rapidamente un proprio brano (che se facevi finta che era dei Beatles era a cavallo). Esiste anche un terzo motivo per cui accadono queste cose: l’ignoranza.

Alcuni di questi fake sono rimasti nel tempo, e, nonostante sia molto facile trovarne la smentita (basta fare qualche semplice ricerca), ci si imbatte spesso e volentieri in qualcuno che ci è caduto in pieno.

Ecco qualche esempio:

Bob Marley NON è il cantante di Don’t Worry be Happy, anche se YouTube ci dice del contrario.

Per la cronaca, il vero interprete (che è anche un genio della musica) è Bobby McFerrin, e quando uscì il brano in questione il caro Marley non era dei nostri già da qualche annetto.

Serj Tankian NON è il cantante di una versione apocrifa del tema di Zelda. 

Fabrizio De Andrè NON è il cantante di Robin Hood!!!

Gli Squallor NON hanno rifatto Teorema.

Per inciso, l’autore di questa parodia è Tony Tamarro. Esiste anche una canzone dei Gem Boy attribuita agli Squallor.

Segnalatemi pure altre bestialate di questo tipo (ce ne sono a pacchi).

Chiaramente, il post dovrà chiudersi con la bufala per antonomasia, quella che ci accompagna da decenni, ovvero:
Piero Pelù NON è il cantante di Jeeg Robot d’Acciaio. La vera voce, spero molti lo sappiate ormai, è quella di Roberto Fogu, in arte Fogus, di cui metto anche una bella foto.