Archivio per gennaio, 2010

Dati e Appuntamenti

Domani si parte per il festival di Angouleme.

A parte che sono stanco, con la schiena a pezzi, nervoso, irascibile e insopportabile per un trasloco lampo di cui un giorno, forse, vi racconterò. In ogni caso sto cambiando casa in 3 giorni.

Sarò presente allo stand della Soleil a questi orari, per fare Dédicaces sul libro di Epictete.

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Vendredi 29 Janvier
 
13h-17h : Dédicaces

À 18h, un cocktail sera servi sur le stand

Samedi 30 Janvier

15h-20h : Dédicaces

À 19h, un cocktail sera servi sur le stand

Dimanche 31 Janvier

15h-19h : Dédicaces

Qualche notizia buona poi ce l’ho:

Di Epictete abbiamo esaurito già la prima tiratura, 3000 copie. Siamo in ristampa.

Di Ballata per Fabrizio De Andrè ne abbiamo venduti in libreria 3300 e rotti.

Posso considerarmi veramente soddisfatto di questi risultati… di Pioggia sto ancora attendendo…

Ci vediamo al ritorno.

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Palermo – Bologna

Non ero mai stato a Bologna. Ho sempre avuto una certa curiosità, ma col mio lavoro se non ho una scusa professionale praticamente non mi muovo.

Bologna mi ha lasciato una piacevolissima impressione, anzi, in realtà ne sono invidioso, quindi mi sa che la odio.

Qui a Palermo l’ambiente fumettistico va alla grande, siamo un bel gruppo di autori, eventi, scuola…

Ma Bologna… Bologna, in quel senso, è sempre stata una specie di Mito insieme a Milano, più di Roma. A Bologna c’è la Alessandro Distribuzioni, c’era la Panini, ma ancor prima la Star Comics in epoca Marvel, i Kappa Boys… Milano è una figata, la Disney, la Bonelli… però ha quel che di caotico che mi fa sentire perennemente un turista. Bologna invece è così, nature, una città grande ma non troppo caotica, completa ed equilibrata, almeno questa è la mia impressione di sole 48 ore.

E per il mio lavoro sarebbe davvero perfetta… vicino a tutti, non incasinata ma con grandi possibilità dietro l’angolo…

La prima sera ero al Vag61, un centro sociale pubblico e autogestito, per questa bella serata dedicata a De Andrè con uno dei più bei concerti che abbia visto in questo anno e mezzo che ho vissuto da girovago seguendone diversi, con un’atmosfera gioiosa e travolgente. Anche in questo caso, la differenza coi centri sociali palermitana è evidente, ma bisogna dire (e me ne sono reso conto dopo) che Bologna ha una certa storia al riguardo, e si sente parecchio.

I ragazzi che mi hanno ospitato sono stati tutti gentilissimi, a partire da Luca, che si è occupato del mio viaggio, a finire con Martina, che mi ha ospitato per quella notte.

Ieri ho invece tagliato la città in lungo e per largo, con le mie solite camminate estreme da turista (le cui conseguenze le percepisco solo adesso), e ho rivisto una cara persona che non vedevo dai tempi del liceo, con cui ho passeggiato un po’ in giro.

Infine, la sera, ospite stavolta da Andrea Accardi, siamo andati a cena fuori, ho conosciuto Marco Ficarra e, fra gli altri, ho potuto finalmente passare del tempo "extra fieristico" con Max Brighel, mentre nella seconda parte della serata mi hanno raggiunto Nino e Giulio, con cui abbiamo buttato già le radici di un ulteriore progetto che fiorirà nel mio cervello col puro scopo di farmi impazzire del tutto.

E mi hanno fatto mangiare la lingua.


Oggi sono a Bologna

Il tour di Ballata per De Andrè non si ferma.

Oggi sono a Bologna, al Vag61, dalle ore 18, in via Paolo Fabbri 110, per una giornata dedicata alla memoria del maestro scomparso che quest’anno avrebbe compiuto 70 anni.

70 anni che ricorderemo a Palermo il 17 febbraio in una serata a cui tengo particolarmente.


Discontinuità

Ho troppe cose per la testa. Così, sono mesi che accumulo stress e stanchezza, e perdo colpi, ritardo consegne, sono più disattento.

A volte penso che mi sto facendo terra bruciata in questi mesi di inaffidabilità, ma voglio sperare che questo lavoro non sia così crudele, e che la mia pur sempre sana passione mi farà perdonare qualche errore.

Questo stato d’animo poi non ricade solo sul lavoro, ma anche nei rapporti personali, nelle amicizie… mi sembra di vedere meno tutti, ed è sicuramente così, e molti non afferrano che non è perché me ne sto sbattendo.

In tutto questo, se parte dei miei arretrati provenivano dal periodo cerco casa/trasloco, adesso sto cercando di spostarmi nuovamente, e così la mia testa gira all’impazzata perché almeno avere una casa stabile dovrebbe aiutarmi un minimo.

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Per una notizia buona una equivalente cattiva

Partiamo da quella cattiva.
Spider-Man 4 non si farà.

E’ un dramma.

Evoluzione della trilogia di Sam Raimi: il terzo film, si sa, non è stato assolutamente all’altezza dei primi due. Ed è costato un pacco di soldi. Non che sia andato male, assolutamente, ma la qualità della sceneggiatura era decisamente più bassa.
C’è da dire che se fosse stato nelle mani di qualche altro regista ne sarebbe uscita fuori una porcata solenne, ma, da dichiarazioni successive, si è ben capito che lo script non era proprio definitivo all’inizio delle riprese e che la Sony aveva imposto Venom come villain, mentre Raimi, da buon ragnofilo, preferiva l’uomo sabbia. Così, sommato alla sottotrama del nuovo Goblin, è venuto fuori quel polpettone frettoloso e meno sedimentato degli altri due.

Si sa che Raimi si è negato per molto tempo per dirigerne un altro, proprio a causa di quella situazione, e la Sony gli aveva finalmente concesso quel tipo di libertà creativa che gli permetteva di rifiutare copioni finchè non lo convincessero. Questa nuova linea di prudenza mi lasciava molto sperare in un nuovo capolavoro, e il fatto che gli attiri principali, poco a poco, avessero dato l’ok al progetto mi illudeva ancor di più.

Si sa anche che la Sony insisteva per inserire due villain nel nuovo film, e che Raimi rifiutava continuamente questa possibilità, tanto che lui parlava solo e solo dell’Avvoltoio, e al massimo di una sottotrama legata a Lizard. Proprio l’Avvoltoio mi aveva lasciato ben sperare quando John Malkovic, domenica scorsa a Quelli che il Calcio, aveva dichiarato ufficialmente che era coinvolto nel film e che avrebbe preso la sua parte.

Favoloso.

Invece, la notte stessa, ecco giungere la notizia dell’annullamento (dopo il rinvio) di Spider-Man 4 e di tutto il gruppo Raimi & soci.

Non solo.

La Sony ha fatto fuori Raimi ufficialmente perchè voleva il film pronto per il 2011, mentre Raimi, aspettando la definizione dello script, non avrebbe potuto consegnarlo prima del 2012.

Però questo nuovo film che vorrebbero fare, e che faranno, e che mi fa già incazzare in partenza, uscirà comunque nel 2012, dato che devono mettere insieme una troupe.

E allora: perchè?

Perchè Raimi aveva troppo potere.

Perchè Raimi era ormai più costoso (e tutto il suo gruppo di attori).

Perchè Maguire sembrerebbe ormai troppo vecchio nella parte di Peter Parker (cazzate, ha ancora la faccia di un bambino).

Perchè vogliono fare un REBOOT (termine che sto sinceramente odiando, ormai).

Perchè vorrebbero renderlo più dark come Il Cavaliere Oscuro. E qui mi hanno rotto davvero le palle.

Insomma, non si sa ancora chi prenderà le redini di tutto, ma sappia che è davvero in una situazione MOLTO pericolosa.

Notizia buona: Ivan Reitman dirigerà Ghostbusters 3. Per fortuna è una notizia MOLTO buona, e quasi compensa la fortissima delusione di quella cattiva, ma al momento non riesco a dargli più spazio. Vedere Spider-Man al cinema è stata una delle più grandi emozioni della mia vita, e adoro Sam Raimi per quello che ha fatto, e per il rispetto che ha sempre avuto. Sono davvero… deluso.


11

E’ passato un anno dal mio viaggio a Genova.
E lo sento, davvero.
Mi mancano quelle strade, che solo Faber sapeva descrivere alla perfezione…


Al Buio

Un lavoro che mi ha molto divertito ultimamente è stato quello di realizzare delle illustrazioni per il nuovo spettacolo di Ernesto Maria Ponte, che esordirà oggi all’Agricantus.
Senza svelare troppo, dico solo che la parte che mi vede come collaboratore riguarda la pazzesca storia d’amore fra un cece e una patata. Come finirà?

Ernesto Maria Ponte Al buio. Un monologo

dall’ 8 gennaio al 14 febbraio 2010
tutti i venerdì sabato e domenica alle ore 21.30

di Salvo Rinaudo ed Ernesto Maria Ponte ; musiche originali di Tony Greco (chitarra)

Provate a immaginare la reazione di un uomo dei nostri tempi, corredato di telefonino e ipode, cullato in ogni istante da madre matrigna tecnologia, nel momento in cui dovesse andar via luce…

È quello che ha fatto Ernesto Maria Ponte in questo suo nuovo monologo, mettendo un individuo qualsiasi dinnanzi allo spettro dell’assenza di elettricità, inquietante e demoniaca metafora del consumismo che ci abbandona, delle certezze tecnologiche che vacillano, del mito tecnocratico che svanisce.

Da qui, con la solita forza espressiva, la irresistibile mimica facciale, una sorta di “addio ai monti” rivolto, con lacerante sarcasmo, agli accessori di ogni tipo, concepiti per semplificare la vita di tutti i giorni, ma oramai sempre più condizionanti i gesti quotidiani, da asservire l’uomo al loro uso, e non viceversa. In una schiavitù fatta di nevrosi e atti automatici.

Ne viene fuori, in tal modo, un’analisi impietosa e divertente degli atteggiamenti e delle abitudini di una società con al piede la palla della tecnologia, una radiografia plurilinguistica delle ansie, delle fobie, che stanno alla base del nostro farneticare quotidiano.

Per riscoprire, alla fine, in una sorta di delirio antimoderno, la genuinità delle cose vere, i sentimenti non condizionati dalle malie di una tastiera di computer o di telefonino, nuove e terribili sirene pronte ad avvincere l’Ulisse di turno.

Solo alla fine del monologo, la risposta all’inquietante interrogativo: sarebbe meglio rimanere a sguazzare nel liquido amniotico del consumismo e della più sfrenata tecnologia, oppure starsene al buio, protetti dall’oscurità più fitta, al riparo dalla deriva tecnologica sempre più travolgente?