La principessa e il ranocchio

Che gioia averlo visto.
Tecnicamente, gli animatori sembrano un po’ arrugginiti, o forse è gente nuova che non ha molta esperienza (dato l’ENORME distacco con l’ultimo film in 2d della Disney), ma, sinceramente, per quanto mi riguarda questo può essere SOLO un lato positivo, non solo perchè si sono concentrati maggiormente sulla storia, ma anche perchè c’è un simpatico effetto retrò che sembra lo faccia datare intorno agli anni ’80, CG a parte, che per fortuna è molto poca ed è, più o meno, ben dosata.

E’ proprio la storia la chiave vincente di questo film (non dovrebbe esserlo di TUTTI i film?), ingrediente che la Disney aveva totalmente dimenticato nelle sue ultime opere (Atlantis in primis, o Mucche alla riscossa…), convincendoli che la causa fosse da imputare al successo imperante della Pixar col computer, e portandoli a realizzare opere a dir poco indegne come Dinosauri e Chicken Little, senza accorgersi che la Pixar un po’ di attenzione alla trama l’ha sempre data (e sono ironico dicendo "un po’"). Non a caso, la produzione è ormai affidata a John Lasseter.

L’elemento musical funziona dopo tanto tempo (diamine, sono passati 17 anni da Aladdin), senza esserci canzoni raffazzonate messe lì solo perchè ci devono stare, e il fatto che se ne sia occupato Randy Newman è una controprova di questa nuova attenzione mirata non alla formula ma all’ingrediente.

Inutile dire che andare a recuperare dei registi come Ron Clements e John Musker (Basil, La Sirenetta, Aladdin, Hercules e -ahimè – Il Pianeta del tesoro – che non è malaccio ma non regge minimamente il confronto), che hanno letteralmente sdoganato questa formula con La Sirenetta, ha portato gli studios ad andare sul sicuro senza grosse forzature.

E per quanto ci si possa sforzare per affezione (e ovvia qualità) a considerare dei buoni film Hercules, Tarzan, Pocahontas o Mulan (e il sempre dimenticato, ma fantastico, Le follie dell’Imperatore), il tempo ha fatto la sua parte, ed è innegabile che la Disney non avrebbe mai dovuto cambiare rotta nei suoi lungometraggi principali, lo dimostra il fatto che iconograficamente è difficile trovare qualcuno di quei protagonisti in giro quanto altri vecchi di decenni, che continuano invece a mietere successi, o quanto alcune fortune recenti (rispetto a loro) come, appunto, La Sirenetta o La Bella e la Bestia.

Questo film può dunque essere due cose: un miracolo o una paraculata.

Se è una paraculata, è dannatamente ben fatta, perchè mi ha emozionato "come i vecchi tempi", e non avrà futuro, perchè difficilmente riusciranno a fare due paraculate di fila senza far sentire puzza di bruciato. Quindi, sarebbe comunque un miracolo di paraculata.

In una parola: BELLO. Andatelo a vedere.

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Una Risposta

  1. anonimo

    perm e è un miracolo, quando ho visto il trailer per poco mi mettevo a piangere. L’ho visto due volte al cinema, e la seconda mi ha emozionato ancora di più, attendo con asia il DVD. ç_ç quanto mi mancavano!

    Anna/patronus 😉

    gennaio 25, 2010 alle 6:58 pm

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