Archivio per ottobre, 2009

Ci si vede a Lucca, per più motivi!

Quest’anno Lucca Comics si prospetta più caotica del solito.

Anzitutto, esco con Comix Show, l’ho detto e lo ripeto, dato che non fa mai male…
Mi troverete perciò allo stand della 001 Edizioni quasi totalmente, vi aspetto col mio solito carico di giocattoli.

Ma i miei impegni non finiscono qui: ad esempio, sono stato invitato a partecipare a un happening di 101 vignette (una a testa), credo il venerdì mattina. Lo scoprirò domani.

Il sabato pomeriggio, alle 19:00, c’è il raduno di Kinart, fatevi vedere amici e aspiranti disegnatori!

Infine, ultimo ma non ultimo, il venerdì pomeriggio ho organizzato una sessione di fumettisti/musicisti, che si esibiranno sul palco di Lucca Comics dalle 16:15 alle 17:15, questo l’elenco dei confermati:

Sergio Badino (Walt Disney Italia, Tunuè…): voce/armonica
Antonio Dessì (Stratelibri): voce
Riccardo Secchi (Walt Disney Italia, Sergio Bonelli…): chitarra elettrica
Alex Crippa (Delcourt, Renoir…): batteria
Matteo Casali (Casterman, DC Comics…): voce
Fulvio Gatto (Vittorio pavesio)
Antonio Sualzo Vincenti (Rizzoli): Sax
Renato Genovese (direttore di Lucca Comics and Games): batteria
Francesco Abrignani (Walt Disney Italia): batteria
Bruno Olivieri (Panini Comics, Il Giornalino…): chitarra elettrica
Sergio Algozzino (Soleil Edition, 001 Edizioni…): voce
Giuseppe De Luca (Star Comics): chitarra elettrica
Giorgio Salati (Walt Disney Italia): voce e chitarra elettrica

Insomma, una grande festa! Accorrete!!!


Sabato SARZANA e Domenica IN THE ROCK

Domani avrò l’onore di tornare a Sarzana per l’inaugurazione di una piazza a nome di Fabrizio De Andrè.
Devo ringraziare Daniele Pignatelli di Comic House e l’ARCI di Sarzana per avermi invitato, non solo per poter assistere a questo evento, ma anche perchè potrò finalmente avvicinare Dori Ghezzi.
Insomma, sono un tantinello emozionato.

Domenica, invece, immediatamente dopo il mio ritorno, canto/presento alla terza edizione di In The Rock, evento che sta sempre più ingigantendosi, stavolta a tema anni 70, con ben 30 musicisti palermitani, e, come sempre, a INGRESSO LIBERO.

Insomma, non oso immaginare che tipo di straccio sarò domanica sera.


COMIX SHOW (2)

Ecco un altro po’ di anteprime del mio "nuovo" libro.






COMIX SHOW

Ce l’abbiamo fatta!
Non mi pare neanche vero, ma questo albo vedrà davvero la luce, a meno che la tipografia non esploda, e non lo escluderei, conoscendo il destino che gli è stato riservato fino ad adesso.

Chi se lo ricorda? Non affannatevi a rispondere, quasi me lo ero dimenticato io… Per chi volesse rispolverare la genesi di questo libro basta cliccare sull’etichetta Comix Show, in fondo a questo stesso post.

Questa "terza graphic novel di Sergio Algozzino" in realtà non è che la mia seconda storia per gli Humano, solo che poi gli Humano hanno dichiarato semi-bancarrotta, o quel che è, e le mie 90 tavole furono più o meno gettate nel cesso, insieme a innumerevoli altre tavole di molti altri autori. Solo che io avevo fatto una storia intera. Ma vabbè…

Ho quindi una sensazione strana al riguardo di questo volume, per me è vecchio, quasi una ristampa, ma non lo aveva mai letto nessuno, e ci tenevo tanto che fosse pubblicato, per chiudere un cerchio, per esorcizzare un pessimo periodo.

Così, ecco qui le avventure di Andrea, un disegnatore di fumetti (anzi, un fumettista) in preda a una folle scadenza, ovvero la norma per qualsiasi fumettista, che lo porterà ad affrontare disavventure di tutti i tipi, sia riguardanti il lavoro, sia la vita privata, la casa, gli amici…

E’ un fumetto umoristico? Che ne so, un po’ fa ridere, forse, ma il mio intento è lo stesso di Pioggia d’estate: raccontare qualcosa con un po’ di umorismo e un po’ di malinconia, come la vita di tutti i giorni.

La 001 Edizioni mi aiuta nell’impresa, dato che abbiamo deciso di pubblicarlo improvvisamente, e usciremo quindi in anteprima a una Lucca Comics 2009 che già si anticipa essere molto impegnativa per il sottoscritto.

Ma ne riparleremo.

Spero solo che vi piacerà almeno un pochino.


Bruno

Con delle locandine così, come non si può già amare?


BOH


Ma se non aveva così tanti problemi ad andare in tribunale allora perchè non ci andava prima?


Pouff Totoro

Giulia mi sconvolge, e mi regala, per la casa, questa meraviglia.

Ovviamente, se vi dovesse interessare una cosa del genere, potrete chiedere direttamente alla creatrice.


Post-24 Ore

E anche questa è andata.
Ho finito alle 6 di mattina, un record (per me), ma forse il vero record è che è la mia quarta 24ore completa, non lo so, chissà…

Stavolta ero davvero stanco, forse causa trasloco, o l’enorme mole di lavoro che sorreggo attualmente, o la mancanza totale di idee, o più semplicemente la vecchiaia che avanza, bu, so solo che, come sempre, lo scoglio di tavola 17/18 è quello peggiore.

In ogni caso l’ho chiusa ugualmente, non sarà un granchè, neanche lontanamente all’altezza di Carpaccio, forse vado a 24ore alterne (neanche la seconda mi aveva soddisfatto), confido perciò in quella dell’anno prossimo, che non vedo già l’ora di fare.

La gente intorno a me era quasi totalmente diversa, con Claudione in Spagna, Roberto e Marco a lavorare, Lelio in Calabria, ero l’unico "docente" partecipante della Scuola, molti ragazzi dell’ex primo anno, alcuni del nuovo primo anno (benvenuta Connie) e alcuni del prossimo primo anno (chi sarà mai???); molti amici sono passati a trovarci e alcuni (Pietro e Avello) hanno finito in extremis.

Ecco una foto e una tavola della nottata, chissà se posterò il resto della storia… (conoscendomi, alla fin fine, SI’).


La mia terza 24ore prima della quarta

Dato che domani parteciperò alla mia quarta 24ore (cosa è una 24ore? Una follia in cui bisogna disegnare una storia di 24 pagine in un giorno), e mi dimentico sempre di spedire le mie storie al sito ufficiale, ecco spiattellata per voi quella che ho fatto l’anno scorso, ovvero la più bella che abbia mai fatto (e che difficilmente supererò questa volta).

Ecco a voi… Carpaccio!






Muse: The Resistance

Quinto album in studio per il terzetto inglese, che compone quasi una specie di Greatest Hits senza però riutilizzare vecchi brani e trasportandosi in avanti.

Mi spiego.

The Resistance è un grande album di una grande band, con brani corposi e sorprendenti, con scelte musicali sempre diverse e allo stesso tempo sempre nello stile dei Muse.

I loro detrattori si dividono generalmente in due gruppi: quelli che continuano (dopo dieci anni) a dire che sono la brutta copia dei Radiohead, e quelli che li trovano troppo pomposi, strazianti, presuntuosi.
E’ vero che Showbiz (il primo album dei Muse) era fortemente debitore nei suoni e nelle armonie del gruppo capitanato da Thom Yorke (come è anche vero che c’era lo stesso produttore, John Leckie, il che aiuta molto), ma già da Origin of Simmetry il caro Matthew Bellamy decide di riprendere in mano il controllo del sound, riportandolo alla loro vera matrice, e iniziando a distaccarsi fortemente da una band che, di contro, stava intraprendendo contemporaneamente una strada diametralmente opposta.
E’ vero che i Muse siano pomposi, strazianti e a tratti presuntuosi, in effetti lo dicono spesso molti detrattori dei Queen, e forse è per questo che mi piacciono, ma è quel tipo di pomposità sempre dentro un’armonia, sempre dentro una canzone, mai fine a sè stessa. In fondo, negli anni 70, in epoca di Prog Rock, la chiave era proprio l’arricchimento sonoro, la ricerca di nuove strutture, ma sempre all’interno di una logica musicale.
Ecco perchè mi fanno cagare quasi sempre i Dream Theater e amo alla follia i Genesis di Peter Gabriel, ecco perchè trovo Fragile degli Yes un capolavoro e Relayer (come tutto quello che hanno fatto dopo) un inutile masturbamento egocentrico.

E’ anche vero che qui Bellamy esagera e arriva al limite, proponendo non una citazione di musica classica (tipico) ma bensì un intero notturno di Chopin all’interno di una canzone, ma nell’ampio registro proposto non sfigura, anzi.

Ma torniamo al discorso del Greatest Hits.

L’album parte in quarta, col singolo Uprising, un pezzone tipico per le orecchie di chi già li conosce, simile al sound proposto in Black holes and revelations, e l’album continua con Resistance, altro brano veloce e ritmato, non troppo distante da quello che già conoscevamo.
Undisclosed Desires è quasi un brano R&B moderno, almeno nel suono; con United States of Eurasia le cose si fanno più complicate, potrebbe sembrare uscito da Absolution, ma c’è un forte omaggio e (ovvio) richiamo ai Queen con una sequenza di cori notevole, per poi sfociare nel Notturno sopra citato.
Guiding Light è un loro classico lentone, mentre il chitarrone di Unnatural Selection ricorda tantissimo i classici cazzeggi di Matthew nel periodo di Origin of Simmetry.
Dopo la parentesi di MK Ultra, si arriva a I Belong to You-Mon Cœur S’ouvre à ta Voix, pezzo praticamente prog, pieno di suoni, di cambi di atmosfere e si inizia a sentire una forte presenza di influenza classica, che sfocia definitivamente nella suite, divisa in tre parti, Exogenesis, e registrata con una vera orchestra.
Qui Bellamy sembra avere esaudito i desideri di una vita, e torna alle melodie strazianti di Origin of Simmetry, con quei suoni pieni e trascinati, solo che stavolta non sono tastiere a supportarlo, bensì veri violini e veri ottoni.
Infine, la sequenza finale di Exogenesis ricorda terribilmente i Radiohead, e certe trovate melodiche di Showbiz.

Insomma, in questo album ci sono tutti i Muse, tutto quello che hanno fatto e tutto quello che amano, e, nonostante tutto, anzichè sembrare ripetitivo è un ulteriore evoluzione.

Intanto è un album coraggiosissimo, difficile all’ascolto per chi se li trova invece, magari, su Mtv e si fa un’idea diversa, e poi ogni brano ha una sorpresa, una nuova trovata, una nuova soluzione, un nuovo modo (per loro) di suonare la chitarra o di costruire una linea di basso, e quando arriva il deja vu non è mai fastidioso, sembra quasi di essere andati a vedere una rock opera a teatro, l’opera dei Muse, una delle più grandi rock band del pianeta.