Archivio per settembre, 2009

Tenere testa

Inizio a perdere colpi, a non riuscire a tener testa a tutte le cose che faccio.
Probabilmente, anzi sicuramente, mi lascio trascinare in troppe cose superflue. Non riesco più a leggere quello che compro, non rispondo subito alle mail, e dimentico spesso poi di farlo, lascio aperto Msn o Skype, la gente mi scrive, non rispondo perchè magari sono da un’altra parte, lo dimentico e poi passo magari per quello che snobba le persone.

Soluzione:
1) Farò un elenco di quello che sto facendo, ed escluderò tutto quello che sarà professionalmente irrilevante.
2) Aprirò i programmi di messaggeria istantanea solo quando mi servirà, scrivetemi quindi per mail o chiamatemi al telefono.

Certo, il trasloco non mi ha aiutato, ma gli ultimi tre/quattro mesi sono stati un didastro da questo punto di vista, spero che adesso, che mi sono più o meno sistemato, potrò rimettere in sesto la mia affidabilità.


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Bohemian Rhapsody svelata

Ho una notevole collezione dei Queen, che comprende, oltre l’ovvia discografia, molti pezzi rari, incisioni curiose, outakes, versioni alternative… insomma, tutte quelle cose "tipiche" di una collezione.

Ricordo, che consideravo rarissima, prima dell’uscita di Made in Heaven, la Too Much love will kill you cantata da Freddie Mercury in forma di demo, o un suo vecchio concerto con gli Ibex, nel 1969.

Grazie a Internet, lo scambio di rarità è all’ordine del giorno, basta solo sapere cercare e inserire i titoli giusti e ci si trova con il Live at the BBC o con le demo di canzoni mai finite (da sempre, il mio materiale preferito), tutta roba, ripeto, che all’epoca si acquistava in forma di bootleg e che si ascoltava sul classico lettore cd.

Bene.

Ultimamente hanno iniziato a girare alcuni brani nella versione "multitrack master", ovvero le tracce separate (non mixate!) della canzone originale, in forma di cartella contenente diversi file audio (uno per traccia).
Questa è la nuova frontiera delle rarità, dove un lettore cd è diventato letteralmente arcaico, e dove si necessita, per godersi appieno il materiale, di un programma tipo Cubase che ti permetta di sistemare le tracce separate insieme e poterle quindi ascoltare una alla volta, o un pezzo di quella insieme a quell’altra, o abbassare il volume di quell’altra ancora.

Insomma: è come essere negli studi di registrazione e smanettare col mixer.

Fra i brani usciti fuori c’è Bohemian Rhapsody.

No, dico… BOHEMIAN RHAPSODY!

Aspetta, lo ripeto: BOHEMIAN RHAPSODY!

Non potete immaginare l’emozione di trovarmi davanti questa meraviglia, di potere ascoltare ogni traccia singolarmente, o di metterla insieme a un’altra, di ascoltare "i fuori scena", perchè bisogna specificare che le tracce originali sono sempre piene di scarti, di almeno due tracce di voce in cui "prendere" la definitiva (e in Bohemian ci sono 4 tracce di voce solista!), che sono senza "effetti", quindi nude e crude, potendo sentire rumori, chiacchere, respiri, levette che si alzano e si abbassano e non vi dico quanta altra roba.

Un gioco che può andare avanti all’infinito, che non smetterei mai di fare, provando all’infinito ogni volta una combinazione nuova, quella voce col basso, quella batteria col piano, quella parte del coro (perchè sì, mio Dio, c’è anche il coro diviso in sezioni!!!), il tutto fino allo sfinimento delle mie orecchie.

Tanto per intenderci, qui sotto c’è il video di qualcuno che gioca con le tracce il questione.

Infine, per informazione, ho avuto il piacere di ascoltare così anche Superstition di Stevie Wonder.


Incontro con Marco Ficarra e Andrea Plazzi

la Feltrinelli Libri e Musica

venerdì 25 Settembre, ore 18.00

l’autore MARCO FICARRA presenta

STALAG XB, Becco Giallo

interviene ANDREA PLAZZI

L’8 Settembre 1943, alla firma dell’armistizio con le forze alleate, i militari alleati sono allo sbando. 750.000 soldati vengono deportati nei campi di concentramento tedeschi come “internati militari”, senza essere riconosciuti prigionieri di guerra per poter essere impiegati ne campi di lavoro forzato. A partire dalla corrispondenza dal lager, Marco Ficarra ricostruisce l’odissea di suo zio Gioacchino Virga, internato militare n. 82958, dalla cattura in Grecia all’ostinato rifiuto di aderire alla Repubblica Sociale Italiana, per restituire alla storia – quella personale e quella universale – un frammento di verità estrema e disumana.

Di mio zio Gioacchino sentii parlare da bambino, poi più nulla. Non conoscevo la storia della sua detenzione.

Marco Ficarra, architetto, ha condotto approfonditi studi sulla storia edilizia ed urbanistica della città e si interessa ai problemi del recupero del patrimonio artistico e culturale; collabora attivamente con associazioni culturali partecipando a convegni e curando l’organizzazione di incontri e visite nel centro storico di Palermo.

Andrea Plazzi è laureato in Matematica e si è occupato di computer graphics sviluppando software di base per la modellazione 3D. Si occupa di fumetti dal 1977. Ha organizzato mostre, collaborato a riviste nazionali e di settore (Fumo di China, Scuola di Fumetto, IF, Hamelin), coordinato progetti editoriali e tradotto fumetti dall’inglese e dal francese, in particolare comic book americani e romanzi a fumetti. Dal 1996 al 2001, con l’etichetta PuntoZero pubblica titoli di saggistica cinematografica e volumi a fumetti, tra cui i romanzi di Will Eisner, di cui per Kappa Edizioni cura e traduce Gli Archivi di Spirit. Dal 1997 cura la testata Rat-Man e le altre pubblicazioni di Leo Ortolani per Marvel Italia/Panini Comics. Ha collaborato alle serie di volumi I Classici del Fumetto, I Classici del Fumetto – Serie Oro di Repubblica e Dark Side della Gazzetta dello Sport. Traduce saggi di divulgazione scientifica, costume, cinema e attualità politica per gli editori Sperling & Kupfer e Frassinelli. Insegna elementi di editoria, traduzione e fumetto presso master, Scuole di Traduzione e corsi di formazione professionale.


Quando si dice una sana presa per il culo

Molte band detestano cantare in playback, abitudine fortemente italiana per risparmiare su quattro fonici.
Ricordo un Freddie Mercury poco convinto al Festival di Sanremo del 1984, con Radio Ga-Ga, o un Elio che sorrideva e sbagliava apposta durante una serie di Terre dei Cachi post-Sanremo.

Questa volta tocca ai Muse, che pur di sfuggire alla noia di far finta di suonare a "Quelli che…", decidono di scambiarsi i ruoli, sotto gli occhi di una SImona Ventura ignara e disinformata che alla fine va a fare domande a Dom, il batterista-cantante-improvvisato, convinta che sia effettivamente il cantante dei Muse.

Inutile dire che, essendo al corrente del gioco (come tutti i fan dei Muse a primo sguardo), è divertentissimo vederli, a partire da un memorabile Matthew alla batteria, o in generale tutti e tre assolutamente improvvisati nei ruoli che fanno finta di essere, con assoli che non esistono, accordi presi male, colpi di batteria fuori tempo e via dicendo.


Piccole soddisfazioni

Può capitarmi di leggere una bella recensione di un mio fumetto, o di sentire belle parole.
La mia fortuna è di non essere un grande fumettista, di quelli importanti, così se qualcuno si preoccupa di scrivere qualcosa su di me generalmente lo farà sinceramente, senza obblighi redazionali.
Così, ho collezionato una serie di piccole recensioni che mi stanno molto a cuore, che mi hanno colpito e commosso.
Quando poi, e questo accade molto più raramente, vengo contattato solo per ricevere dei complimenti mi sembra sempre tutto molto strano.

Un episodio curioso è stato reincontrare un amico del liceo che mi ha detto di avere ricevuto per il suo compleanno Pioggia d’estate, albo in cui lui è anche presente, regalatogli da qualcuno che non aveva la minima idea nè che io fossi di Palermo nè che conoscessi il festeggiato.

Ma stasera trovo su Facebook questo messaggio:

Ciao Sergio!!!
Mi permetto di darti del tu anche se non ci conosciamo. In questi giorni mi hanno regalato il tuo "Ballata per Fabrizio De Andrè". Non sai quanto mi è piaciuto. Bello l’uso che fai della linea, evocativo il b/n. Ma geniale anche l’idea di far ricordare De Andrè dai personaggi delle sue canzoni. Ti contatto esclusivamente per questo, complimentarmi con te. Confesso che non ho mai pensato che il fumetto potesse essere considerato una forma d’arte. Lo vedevo come una forma d’intrattenimento, nient’altro. Grazie anche a te, sto cambiando, anzi, ho cambiato idea. Ed infatti sono corso (metaforicamente perchè l’ho ordinato su internet) a comprare il tuo "Pioggia d’estate": spero mi arrivi presto.
In bocca al lupo per i tuoi progetti

Non è la parte del "geniale" che mi lusinga, poco lo è il mio fumetto alla fine, ma quel che viene dopo, ovvero l’idea che anche solo per un giorno sono servito a convincere qualcuno che i fumetti possono essere "qualcosa di più". E che questo sia stato percepito attraverso qualcosa che ho fatto io… mi emoziona non poco.


http://backend.deviantart.com/embed/view.swf
Woman without Hat by ~FoOLyS on deviantART


La scena più erotica del mondo

Ad anni di distanza, continuo a pensare che questa sequenza, nel mio caso vista la prima volta di soppiatto, a 12 anni, seduto a tavola per cena, sia la più sensuale che mente umana abbia mai concepito.

E che sarebbe bello rivedere Sherilyn Fenn in qualche altro serial…


Making Home

In questi giorni la mia casa inizia a prendere forma.

Contemporaneamente, ho ricominciato a lavorare, a colorare e a pensare e lavorare a nuovi progetti.

Incredibilmente, dopo un assestamento iniziale durato un paio di settimane buone, sono giunto al punto in cui riesco a fare coincidere il lavoro con la sistemazione della casa, stupendomi di riuscire a finire una tavola, cambiare una presa, aggiustare una sedia e un letto e vedermi la sera con gli amici tutto nella stessa giornata.

In più, ho finalmente Internet e un numero di telefono fisso.

L’avventura è appena iniziata…