London: diario di viaggio

Che viaggio.
Ho visto e fatto un’infinità di cose, ma non quante ne avrei volute, questo perchè a Londra quasi tutto chiude entro le 18 e ci constringeva a fare le corse durante il pomeriggio.
Siamo stati da molte parti, sei giorni sono tanti e niente, così non abbiamo visto cose classiche del tipo "cambio della guardia" e "St. Paul", ma non ci siamo sprecati affatto fra musei e quartieri vari, più diverse variazioni sul tema come la Film e Comicon, We Will Rock You e il concerto degli Spinnerette.

I contro, si sanno, sono gli alti costi dei trasporti londinesi (2 pound un biglietto metro o bus, 6 pound un abbonamento giornaliero a una zona, 7 e rotti a tutte le zone), in questo ci ha aiutati un po’ la Oister card, e la scarsa attitudine al mangiare sano, o comunque la mancanza di una vera e propria cucina tipica, il che ci costringeva spesso ad accontentarci del classico tramezzino o hot-dog da strada.
In ogni caso abbiamo mangiato tanto, probabilmente male, stando attenti almeno a non spendere troppo, perchè anche il cibo può farsi pagare molto lì.
Il cambio però, per fortuna, è abbastanza vantaggioso per adesso.

I pro sono tantissimi: sempre parlando di spese, i mercati sono la maledizione in questo senso, si vorrebbe comprare tutto non solo perchè costa poco ma anche perchè è bello. Ed è un bello che qui costerebbe davvero caro. I musei sono a ingresso libero, e ti permetti di andare a vedere quando e come vuoi Leonardo, Michelangelo, Caravaggio, Fidia, le mummie egizie, statue cinesi e chi più ne ha più ne metta (il British e la Mational Gallery, in questo, fanno da padroni), più altri musei fighissimi come il museo della scienza.
E la città è una meraviglia, con una straordinaria coerenza urbanistica da quartiere a quartiere, tanto da farmi morire invidia, case e palazzi stupefacenti, piccoli gioielli sparsi un po’ dappertutto.

Il concerto è stato bellissimo, e anche il musical di We Will Rock You, una grande emozione, uno spettacolo veramente impressionante.

La Film e Comicon è stata molto divertente, proprio come immaginavo una fiera di questo tipo, con gli attori che fanno autografi, con le conferenze piene di nerd come me che ridono a ogni cazzata dica l’attore che ti piace, ma non ho fatto nè foto con attori nè mi son fatto fare autografi, i prezzi erano davvero proibitivi, o sarà che per me è difficile digerire 25 pound per una firma…

Con Claudia siamo stati in viaggio in parallelo, e non ci siam beccati mai, peccato, mentre abbiam scoperto all’ultimo momento (ovvero sull’aereo) che c’erano anche Giuseppe, Enza e Davide.

La sera, purtroppo, tutto si spegneva ed era dura trovare qualcosa da fare, ma in effetti la mia schiena, che per adesso è malandata, è stata davvero messa a dura prova e forse è stato meglio così.

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4 Risposte

  1. anonimo

    Schiena, piedi e ehm…pancino… sono stati messi a dura prova nel mio caso.
    ^^;;;;

    Tra colazioni tipiche all’inglese, tramezzini (anche noi abbiam vissuto di schifezze), frappuccini caramellati, caffè all’americana che riuscivi a bere solo dopo 7 ore da quanto erano bollenti, cibo indiano e donuts… ho messo a dura prova il mio intestino. Mò me vado a fare una cura di Enterogermina, che qui sennò non se ne esce…
    😀
    Cmq Bakula è stato il più caro, se lo mena che gli mollo 25 pound x un autografo! Ecchecavolo!
    Nerd sì, scema no.
    😛

    luglio 22, 2009 alle 9:00 am

  2. foolys

    e si pagava anche per la sua conferenza! lo sapevi? poi era messo lontano dai colleghi di enterprise… mi sapeva tanto di Galaxy Quest, hehe 😀

    luglio 22, 2009 alle 10:15 am

  3. anonimo

    Ciao, sono Cinzia, l’amica di Claudia, mi è dispiaciuto che non ci siamo incontrati. Anche noi, però, non ci siamo fermate un attimo… i miei piedi sono emigrati verso lidi più tranquilli e il mio intestino è indeciso se tornare o no 🙂

    luglio 22, 2009 alle 3:01 pm

  4. anonimo

    Twilight e Bakula erano a pagamento, ma è normale, dato che erano i nomi di punta, gli altri aggratis, infatti noi ci siam viste Mikeletto a sbafo…
    Tuttavia tengo a precisarti che queste convention hanno prezzi relativamente bassi, rispetto ad una nostra italiana. Per una foto con Brent Spiner (Data), alla Sticcon ho sborsato 50 euro.
    L’autografo era compreso nell’ingresso della Conv… (che umani, ahò!) che costava 70 o 80 euro, non ricordo bene…
    Non per niente il tizio che organizza la Sticcon lo chiamiamo *Il Ferenghi*… lo è nel corpo e nell’anima!
    😛
    Gli inglesi che organizzano più in grande, e meglio, possono permettersi prezzi più bassi. ^^;
    Ci è andata bene, lasciatelo dire, abbiam speso poco.
    Claudia

    luglio 22, 2009 alle 5:58 pm

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