Recensione: Spinnerette

Prima di andarli a vedere dal vivo a Londra, parliamo un po’ di quest’album…

Lontano dai Distillers, le sonorità degli Spinnerette si avvicinano molto ai Queens of the Stone Age, complice certamente il maritino di Brody, il che non mi dispiace affatto, perchè, adorandoli tutti e due, sono soltanto felice di questo connubio sonoro.

Brody ha capito, o le e è stato detto, che ha una gran bella voce, così "canta" di più, e canta meglio (anche dal vivo, da quel che sto vedendo in giro dei primi concerti), suonando però un po’ meno la chitarra, e questo invece mi dispiace (non nell’album, ma dal vivo).

E’ un cd ricco, non monotono, dove a volte si ha l’impressione di non ascoltare per nulla la stessa persona che fino a qualche anno fa urlava "Drain the Blood", ma sono uno che incoraggia e ammira i cambiamenti, alla fine se voglio riascoltare quelle cose mi basta, appunto, riascoltarle.

Ghetto Love è un pezzo musicalmente duro, incisivo, con delle ottime chitarre, uno dei migliori dell’album, non a caso il primo video estratto dall’album.

All babes are wolves è una corsa rock moderna, graffiante e divertente.

Cupid ci porta in una dimensione più cupa, con una voce bassa e trascinata.

Geeking è un rock post-moderno con una coda strumentale fatta di intrecci solisti sulla scia degli Strokes.

Baptized by fire è il nuovo video, credo il primo promozionale a tutti gli effetti, un brano sicuramente più facile di altri da ricordare immediatamente.

A spectral suspension è un’altra canzone cupa e graffiante, che parte con una strofa morbida.

Distorting a code è un pezzo molto raffinato, con un bel basso e belle armonie vocali.

In Sex Bomb Brody cambia ancora forma, strumenti acustici mischiati a una ritmica spezzata e una voce che si alterna fra momenti limpidi e acuti e altri più tipici del suo timbro. Una delle canzoni migliori, non a caso, a causa del tempo curioso, trasformata prima dell’uscita dell’album in un brano elettronico.

Driving Song è praticamente un pezzo dei Queens of the Stone Age cantato da Brody.

Rebellious Palpitations ha una base ritmica splendida.

The walking dead è il brano più lungo del cd, forte e corposo, si lascia andare in una trascinante dinamica finale.

Impaler è un pezzo stranissimo, dissonante, suonato in maniera curiosa, un gioiellino di rock post-moderno.

A prescription for mankind è sporco e cattivo quanto basta per essere un grande pezzo di chiusura, supportato poi da una "ghost-coda", ancora più cattiva e sporca, che riprende dopo qualche minuto di pausa dal finale.

Nota di merito va a un pezzo "scartato", che si trova nell’EP di debutto, ovvero Valium Knight, che sembra letteralmente una sorta di "ultimo pezzo dei Distillers", il giusto ponte sonoro fra un progetto ormai lasciato alle spalle e un nuovo coraggioso esperimento.

A me piace.

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Una Risposta

  1. MAiS2

    cazzo ma è vero ke valium nn cè allora ma che cazzata!!

    luglio 6, 2009 alle 12:18 pm

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