Ma la vogliamo smettere?

Già che è fastidiosissimo sentire abusato il termine "graphic novel", in questo articolo (la pagina originale, sul sito del Corriere, è QUI) si raggiungono delle notevoli vette di virtuosismo. Mi permetto di commentarlo in rosso, nei passaggi più importanti.

Comic-trailer, i fumetti si guardano sul computer
Ma non è vero! Lo dici tu stesso! TRAILER. Quindi perchè devo guardare il fumetto sul computer? Ne vedrò solo il trailer!

Anche in Italia adesso le graphic novel vengono lanciate online attraverso filmati promozionali.

Un comic-trailer
Un comic-trailer

MILANO – Il giallo, il poliziesco, il kolossal storico. Dramma e commedia, documentari e western. Per tutto questo c’era una volta il trailer cinematografico. Poi venne il booktrailer, il filmato che lancia l’uscita di un libro. Ora, complice la moda delle graphic novel la moda??? la moda del TERMINE, non della graphic novel in sè!!! (i romanzi a fumetti – grazie per averlo tradotto, allora perchè non usi direttamente il termine italiano?), arriva il comic-trailer, dove lo spot diventa disegno animato Sono stati ingaggiati infatti fior fiore di animatori per disegnare apposta intercalazioni fra una vignetta e un’altra. Filmati brevi che condensano un racconto a strisce: zoom indietro, zoom avanti, rotazioni, musica di sottofondo. Era dai tempi di Supergulp!, il programma Rai anni ’70 più volte rieditato in dvd UNA volta, che non si vedevano le strisce sullo schermo già, hai proprio ragione.: quelli erano "i fumetti in tv", questi sono fumetti da notebook, video da cliccare online.

ESEMPI – Oltralpe è da tempo che i montaggi a fumetti pubblicizzano "classici" come Spirou e Blake e Mortimer. In Italia il “prossimamente” a fumetti è cosa recente. Questa estate la Rizzoli Lizard ha lanciato i suoi primi trailer. Suono di piano, sax e spazzole, frasi che scorrono e si inseguono: somiglia ai primi istanti di uno 007 il video di Superspy, 37 dossier raccolti e disegnati da Matt Kindt a partire dalle storie di spie al soldo dei governi europei nella ll guerra mondiale. Montaggio frenetico, suoni di sitar e tamburi, invece, per il lancio di RG, fuori dal sistema: Frederik Peeters presta la matita alle storie di Pierre Dragon, un poliziotto dei Renseignement Géneraux, i servizi di sicurezza francesi, alle prese con trafficanti e terroristi in una Parigi fluttuante nel caldo di luglio.

TRA STORIA E PULP – Nel trailer di Metauro di Michele Petrucci, (Tunuè), la musica ipnotica di Steve Reich introduce il fantasma di Sileno, disertore dell’esercito cartaginese, che si aggira per la città di Fano a duemila anni dalla battaglia del fiume Metauro, lo scontro che scongiurò l’invasione di Roma. Atmosfere alla Tarantino, invece, in Gyakushu!, la trilogia dell’americano Dan Hipp: il terzo volume uscirà dopo l’estate, e il trailer, serratissimo, annuncia lo scontro finale fra il Ladro e i suoi persecutori. Katane e bocche squartate, vendetta e amore in un Medioevo immaginifico. L’editore è ReNoir, che pubblica anche Daisy Kutter, l’ultimo treno, un western annunciato nientemeno che dalla musica de Il buono, il brutto e il cattivo. Mentre Koma, degli svizzeri Wazem e Peeters, spalanca fin dal trailer un mondo sotterraneo fatto di mostri e bambini spazzacamino, a metà fra Hitchcock e Underground. Infine la padovana Beccogiallo, specializzata in cronaca storica, predilige booktrailer che intrecciano vecchi spezzoni televisivi e pagine a fumetti, come nel caso del long-seller Ilaria Alpi, il prezzo della verità, di Marco Rizzo e Francesco Ripoli.

DYLAN DOG – Ma il fumetto non è solo graphic già. i fumetti Bonelli sono solo Novel, vero?: gli appassionati delle serie Bonelli si informano ben prima dell’uscita delle nuove storie, sicché l’editore, pur non commissionando trailer per i propri fumetti, approva alcuni "prossimamente" confezionati dagli autori. Massimo Carnevale, disegnatore, ha realizzato due video per Mater morbi, il Dylan Dog in uscita il prossimo autunno per i testi di Roberto Recchioni. Intanto a New Orleans sono in corso le riprese di Dead of night, la trasposizione hollywoodiana delle avventure del detective dell’incubo, interpretato da Brandon Routh. Prossimamente al cinema e in edicola, dunque. Ma per adesso Dylan Dog è sui nostri notebook.

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2 Risposte

  1. anonimo

    Io ormai sono diventato intransigente e frontale: NON uso più l’espressione “graphic novel” 🙂

    A parte questo, il tizio è simpatico: è riuscito a fare un articolo su degli spot pubblicitari senza sapere di cosa stava parlando e pensando di parlare di qualcosa di nuovo.
    Cazzo, manco le scimmie davanti al monolito. :asd:

    [emo]

    luglio 1, 2009 alle 5:24 pm

  2. foolys

    haha, sì, esattamente!

    luglio 1, 2009 alle 5:27 pm

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