Archivio per giugno, 2009

Quelli che vedrò a Londra…

Fra una quindicina di giorni partirò per Londra a vedere…

…e non intendo quella specie di soldato imperiale lì, ma la signora Brody a sinistra.

E’ il mio regalo di compleanno per Mais, e ovviamente siamo insieme (altrimenti era tipo "ehi, ti ho regalato un viaggio per Londra e il biglietto per gli Spinnerette, sarà bellissimo" e poi partivo solo io).

Ne approfitterò per vedere anche questo…

…e, infine, grazie a Claudia, che sarà lì in quei giorni, ho scoperto che avrò la possibilità di vedere, fra i tanti:


Mais si accontenterà di…

…e insieme saremo felici di vedere:


Ma la vogliamo smettere?

Già che è fastidiosissimo sentire abusato il termine "graphic novel", in questo articolo (la pagina originale, sul sito del Corriere, è QUI) si raggiungono delle notevoli vette di virtuosismo. Mi permetto di commentarlo in rosso, nei passaggi più importanti.

Comic-trailer, i fumetti si guardano sul computer
Ma non è vero! Lo dici tu stesso! TRAILER. Quindi perchè devo guardare il fumetto sul computer? Ne vedrò solo il trailer!

Anche in Italia adesso le graphic novel vengono lanciate online attraverso filmati promozionali.

Un comic-trailer
Un comic-trailer

MILANO – Il giallo, il poliziesco, il kolossal storico. Dramma e commedia, documentari e western. Per tutto questo c’era una volta il trailer cinematografico. Poi venne il booktrailer, il filmato che lancia l’uscita di un libro. Ora, complice la moda delle graphic novel la moda??? la moda del TERMINE, non della graphic novel in sè!!! (i romanzi a fumetti – grazie per averlo tradotto, allora perchè non usi direttamente il termine italiano?), arriva il comic-trailer, dove lo spot diventa disegno animato Sono stati ingaggiati infatti fior fiore di animatori per disegnare apposta intercalazioni fra una vignetta e un’altra. Filmati brevi che condensano un racconto a strisce: zoom indietro, zoom avanti, rotazioni, musica di sottofondo. Era dai tempi di Supergulp!, il programma Rai anni ’70 più volte rieditato in dvd UNA volta, che non si vedevano le strisce sullo schermo già, hai proprio ragione.: quelli erano "i fumetti in tv", questi sono fumetti da notebook, video da cliccare online.

ESEMPI – Oltralpe è da tempo che i montaggi a fumetti pubblicizzano "classici" come Spirou e Blake e Mortimer. In Italia il “prossimamente” a fumetti è cosa recente. Questa estate la Rizzoli Lizard ha lanciato i suoi primi trailer. Suono di piano, sax e spazzole, frasi che scorrono e si inseguono: somiglia ai primi istanti di uno 007 il video di Superspy, 37 dossier raccolti e disegnati da Matt Kindt a partire dalle storie di spie al soldo dei governi europei nella ll guerra mondiale. Montaggio frenetico, suoni di sitar e tamburi, invece, per il lancio di RG, fuori dal sistema: Frederik Peeters presta la matita alle storie di Pierre Dragon, un poliziotto dei Renseignement Géneraux, i servizi di sicurezza francesi, alle prese con trafficanti e terroristi in una Parigi fluttuante nel caldo di luglio.

TRA STORIA E PULP – Nel trailer di Metauro di Michele Petrucci, (Tunuè), la musica ipnotica di Steve Reich introduce il fantasma di Sileno, disertore dell’esercito cartaginese, che si aggira per la città di Fano a duemila anni dalla battaglia del fiume Metauro, lo scontro che scongiurò l’invasione di Roma. Atmosfere alla Tarantino, invece, in Gyakushu!, la trilogia dell’americano Dan Hipp: il terzo volume uscirà dopo l’estate, e il trailer, serratissimo, annuncia lo scontro finale fra il Ladro e i suoi persecutori. Katane e bocche squartate, vendetta e amore in un Medioevo immaginifico. L’editore è ReNoir, che pubblica anche Daisy Kutter, l’ultimo treno, un western annunciato nientemeno che dalla musica de Il buono, il brutto e il cattivo. Mentre Koma, degli svizzeri Wazem e Peeters, spalanca fin dal trailer un mondo sotterraneo fatto di mostri e bambini spazzacamino, a metà fra Hitchcock e Underground. Infine la padovana Beccogiallo, specializzata in cronaca storica, predilige booktrailer che intrecciano vecchi spezzoni televisivi e pagine a fumetti, come nel caso del long-seller Ilaria Alpi, il prezzo della verità, di Marco Rizzo e Francesco Ripoli.

DYLAN DOG – Ma il fumetto non è solo graphic già. i fumetti Bonelli sono solo Novel, vero?: gli appassionati delle serie Bonelli si informano ben prima dell’uscita delle nuove storie, sicché l’editore, pur non commissionando trailer per i propri fumetti, approva alcuni "prossimamente" confezionati dagli autori. Massimo Carnevale, disegnatore, ha realizzato due video per Mater morbi, il Dylan Dog in uscita il prossimo autunno per i testi di Roberto Recchioni. Intanto a New Orleans sono in corso le riprese di Dead of night, la trasposizione hollywoodiana delle avventure del detective dell’incubo, interpretato da Brandon Routh. Prossimamente al cinema e in edicola, dunque. Ma per adesso Dylan Dog è sui nostri notebook.


Genova per loro

Un bellissimo documentario su Genova e le sue prostitute, che affronta l’argomento, per una volta, in maniera meno ipocrita e decisamente più sincera. Consiglio assolutamente di vederlo.

La dichiarazione finale di Fabiola, che conoscerete in queste immagini, è commovente e straziante.
(cliccate sull’immagine per andare al video)


http://www.la7.it/swf/flvplayer.swf?contentURL=/video/reality/reality_genova_per_loro.flv&imgPath=/img/video/320X240/23142.jpg


Sarzana parte 2

Giunte le foto, eccone alcune della Fortezza di Sarzana in tutto il suo splendore.

Ecco un disegno fatto sul luogo:

Il resto delle foto le troverete QUI, a rimpinzare la mia cartella "Sulle orme di De Andrè".

Questi sono Castagnaccio, Farinata e Trofie al pesto con pinoli e salsiccia.
Peccato non avere fatto foto il sabato sera in quell’agriturismo, dannazione…

Ed infine, ecco il gatto che ho disegnato per Valentina, somma fidanzata di Daniele di Comic House:


Ricordiamolo così


Voglio casa così


Thor

Fin dal primo numero di questa nuova serie, Straczynski e Coipel hanno fatto centro.

Quasi ogni mese, è possibile leggere le nuove avventure di Thor sulla testata omonima, partite come una sorta di American Gods di Neil Gaiman, rappresentano, a mio avviso, una delle vette più alte raggiunte recentemente dai comics.

Ogni storia è una gioia per gli occhi e per la mente, con personaggi riuscitissimi, ambientazioni splendide, momenti epici alternati a momenti umoristici.

Stavolta, e ci si augura il più a lungo possibile, Straczynski non dovrà scontrarsi con conflitti d’interessi come fu mentre scriveva Spider Man e dovette avere a che fare con Civil War, Vendicatori divisi e tutto il resto; Thor è invece un personaggio indipendente, che potrebbe anche starsene fuori da certe faccende, potendo così costruirsi una sua storyline che non debba necessariamente avere a che fare con le storie degli altri.

E, infatti, lo si sta notando durante l’invasione degli Skrull.

L’ultima storia – in edicola in questo momento – vede Thor che va a visitare la tomba di Cap, con un colpo di genio come pochi; lì Straczynski ci fa veramente venire i brividi. Leggere per credere.


La terra della natura umana

Mi permetto di tradurre con le mie minime nozioni di inglese (e con l’appoggio di un traduttore on-line) un articolo del Time, giornalucolo inglese poco conosciuto nel resto del mondo, di Beppe Severgnini.
Magari (anzi, probabilmente) c’è già una versione italiana in giro, e me ne scuso, ma ho fatto prima così.

Che cosa dicono gli italiani di Silvio Berlusconi? Facile. La maggior parte pensa: "E’ uno di noi". Ama la sua famiglia, il calcio, i suoi amici, il cibo. E i soldi, naturalmente. Lui esalta la chiesa al mattino, i valori della famiglia nel pomeriggio e di notte si  con le giovani donne di notte. E’ divertente, senza dubbio. A sinistra, la maggior parte dei politici sono noiosi. (…)

Molti italiani continuano a non preoccuparsi del suo conflitto di interessi (non ne ha avuto un paio?) o suoi problemi con la legge (gli imputati sono più simpatici dei pubblici ministeri). Rotture di matrimoni, mezze verità, senza domande? La parola responsabilità non si traduce in italiano. Questa è la terra della natura umana, come una giovane americana ha detto una volta. (…)

Le sue gaffes? La maggioranza degli italiani pensa che Berlusconi parli solo nella sua mente, e non importa se gli stranieri siano perplessi, o peggio. Alcune osservazioni sono imperdonabili, naturalmente. l’abbronzatura di Obama, le barzellette sui campi di concentramento, i commenti sessisti. (…)

Per essere equi, i mass media stranieri a volte esagerano gli incidenti. Come chiamare il Presidente degli Stati Uniti di fronte alla Regina Elisabetta II, dopo la foto ufficiale al G-20 di Londra ( "Mr. Obamaaa! I’m Mr. Berlusconi!").
È stato un bel momento alla Borat – innocuo, e abbastanza divertente.


(guardacaso l’immagine mi è stata cancellata subito e ho dovuto ricaricarla da un’altra parte, vediamo quanto dura…)

Parlare al suo cellulare, mentre Angela Merkel è in attesa per lui presso il vertice della NATO?

E quando ha detto alle vittime del terremoto in Abruzzo di pensare alla loro situazione "come un fine settimana di campeggio" ?
Certo, questa frase non suona bene a uno straniero, ma la maggior parte italiani ha capito che il signor B. stava solo cercando di sdrammatizzare, di minimizzare la situazione, disinnescare la tensione. (…)

Orgoglioso delle sue realizzazioni – prima immobiliari, poi la televisione e il calcio, infine, la politica – pensa di poter dire ciò che gli piace, quando gli piace a chi ama. (Vedi 10 cose da fare a Roma.)

E’ popolare. Una miscela di Juan Perón e Frank Sinatra. (…)

La verità è che Berlusconi non è solo l’Italia del capo di governo, ma l’autobiografia della nazione stessa.
Egli unisce la generosità, l’incoerenza, il talento, la resistenza. Egli promette cose che non fa, e fa cose che non ha mai menzionato. I suoi avversari italiani – anche il migliore, il più onesto e lucido – hanno ragione di preoccuparsi. Non su Berlusconi stesso. Ma sul Berlusconi dentro ogni italiano.


Verde

Questo è un parco, anzi no, non è neanche un parco, è semplicemente una bella distesa di verde all’interno del centro di Parma.

Una distesa di verde pulita e limpida, che mi ha ridato speranza verso un paese che lascia bottiglie di plastica e cartoni della pizza dove può.

A volte sono davvero nazista, e vorrei rinchiudere certa gente in una nazione tutta loro, così in questo modo, dopo un paio di generazioni con tre occhi e sette dita per mano, forse, e dico forse, si renderebbero conto dello schifo che generano.

Oppure si muterebbero in una specie di scarafaggi umani e ci conquisterebbero con la forza acquisita, strisciando da sotto la nostra porta e uccidendoci nel sonno.


Sì, viaggiare

I miei due giorni a Sarzana sono stati un pochetto stancanti.

Atterrato a Pisa, lì c’era Ornella che è gentilmente passata a prendermi, passando così da Viareggio a cercare la Bussola (in realtà a Marina di Pietrasanta, e in realtà non esiste più), storico locale in cui suonò, fra gli altri, un De Andrè per la prima volta davanti ad un pubblico, e continuare così per la Versilia fino a Sarzana, dove mi aspettava il buon Daniele Pignatelli.


La ex-Bussola. Tristezza…

Dopo un riposino veloce siamo andati alla Fortezza che già citavo in precedenza, in cui De Andrè si fece riprendere per quella splendida intervista, un luogo splendido e di pace, non affatto abbandonato ma per nulla inflazionato, dove si respira un’aria meravigliosa.
Le foto le ha in mano Ornella, che tornerà a Roma fra quasi una settimana, quindi intanto ne posto tristemente una catturata dal web.

La Liguria si conferma essere terra ricca di suggestioni, nonostante Genova e Sarzana siano due città molto differenti, ed è stato bello tornarci, mangiare nuovamente la farinata e un sacco di altre cose nuove e buone.

La presentazione è andata molto bene, io ero inchitarrato e particolarmente imbarazzato, ma credo di avere fatto una figura non troppo di merda.


Le foto sono di Francesco Venturini, valente ragazzo che ha anche pensato alla presentazione visiva del fumetto con delle belle animazioni in flash.

L’indomani, Ornella mi ha addirittura prestato la macchina per andare a trovare matilde a Parma, ovvero la bellissima bimba di Alice e Marco che proprio oggi compie due mesi (auguri).
Per loro è stato un miracolo vedermi, ed è vero… non viaggio quasi mai senza un motivo di lavoro, ma questa volta volevo andarci a tutti i costi, potendo così salutare anche Gabriele e Simona (anche loro prossimi ad avere un marmocchio)… insomma sono contento della sfacchinata.


Non sapendo se le rompe mettere il faccino di Matilde online, ecco Alice/Cicerona mentre (insieme a Simona) mi illustrava il centro storico di Parma.

La sera, con Ornella, siamo andati a cena con Armando e Susanna, che già eran passati per la presentazione, ma così è tutta un’altra storia, vedendoci ormai solo e soltanto di sfuggita alle fiere è un’autentica boccata d’aria potere scambiare quattro chiacchere normalmente.


Appuntamenti

Oggi sarò al Mida Wine Bar dalle 19:30/20:00 circa (aperitivo, insomma) a disegnare per il pubblico.
Non chiedetemi cosa, non ho idea, mi hanno invitato e io vado…
Il locale è a Piazzetta Valdesi, a Mondello.
No, non sarò in giacca e cravatta.
E neanche in costume.

DOMANI
sarò a SARZANA, ospite di Comic House per "I Libri per Strada", a parlare di Ballata per Fabrizio De Andrè.



Non è un caso che sia stato richiamato nuovamente in Liguria, ma è un bellissimo caso che sia stato invitato proprio a Sarzana, città che probabilmente a molti dirà ben poco, ma per un appassionato di De Andrè vuol dire molto.

Anzitutto, lì è stato registrato uno dei suoi rari concerti reperibili in video, del tour de L’Indiano, con un "giovane" Mauro Pagani, appena acquistato come tuttofare.

Infine, lì è stata girata una mirabile sequenza di Faber che cammina su questo bellissimo castello in uno speciale bellissimo, parlato in prima persona, che sarebbe una specie di intervista ma che per me è un autentico gioiellino.

Io, con la mia solita indecenza, mi permetterò presuontuosamente di parlare di De Andrè a un pubblico che ne saprà certamente più di me, e, incurante, mi lascerò anche andare al mio minimo repertorio deandrèiano di 4-5 pezzi.

In effetti un bel ripasso ci starebbe…


Ehi, ho fatto un video!

Ieri un mio "allievo (che brutto termine, eh…)" della Scuola del Fumetto mi faceva i complimenti per i disegni sull’ultimo numero di XL, quelli sul cd allegato e quelli nel video.

Video???

C’è un video nel cd?

E’ circa un mese che aspetto mi venga spedito questo fantomatico video, ed eccomelo sottomano senza saperlo.

Leggo che l’elaborazione grafica (e l’animazione) è di tale Fabrizio Bonaga, che ha fatto un lavoro davvero sorprendente sui miei disegni, anche perchè, all’oscuro di tutta la lavorazione, non gli ho mai neanche passato file a livelli aperti.

Fabrizio, non ti conosco, ma ti ringrazio.

La sensazione sgradevole si averlo scoperto in questo modo è stata quindi, per fortuna, sopita da un prodotto dignitoso, fatto con poco ma credo decente, anzi a me piace, e magari mi sarebbe piaciuto anche vederlo senza entrarci nulla.

Eccolo qui:


Il ritorno di Futurama!!!

Dopo che la Fox aveva cancellato la serie non nutrivo, ahimè. grandi speranze di vedere nuovi episodi di Futurama.

E invece Internet ha fatto il suo gioco, e grazie a un rimpallo di sequenze su YouTube e la ristampa in DVD degli episodi originali (un po’ come era accaduto ai Griffin) sono usciti ben 4 film per il mercato dell’home video, inediti e bellissimi (il primo è un capolavoro, meritava di andare al cinema e si prestava alle grandi sale più del film dei Simpson) che hanno avuto un ottimo riscontro, tanto da convincere la Fox, sotto spinta di Comedy Central, a rimettere in moto la macchina programmando ben 26 nuovissimi episodi.

Insomma, non vedo l’ora escano queste nuove storie di una grande saga un po’ bistrattata che, personalmente, amo davvero tanto.


Commodore 64 Theme Iphone/Ipod Touch

Nei giorni scorsi ho trovato il modo di sbloccare il mio IpodTouch.

La prima rivelazione è stata quella di riuscire a usare questo piccolo gioiello come un hard disk esterno (a differenza dell’Iphone che viene visto fin da subito così).

Il primo smaneggiamento su cui mi sono impegnato è stato quello di crearmi un tema del tutto personale, scoprendo fra l’altro che il procedimento per farlo è davvero molto semplice (a differenza di un cellulare).

Ecco quindi il mio meraviglioso C64 Theme, che presto metterò in condivisione.


Schermata principale


Schermata di StandBy


Schermata di caricamento

Oltre questi screen shot, nasconde altre iconette e altre sorpresine…


Pioggia d'estate alla Feltrinelli: Resoconto

Andata molto bene, è stato un incontro seguito e anche straordinariamente lungo.

Voglio ringraziare di cuore Maurizio Clausi, che ha accolto il mio invito di chiaccherare un po’ con me del libro e degli anni che racconto; in alcuni passaggi è stato commovente e mi ha fatto molto piacere.

Maurizio è una presenza importante nel territorio fumettistico palermitano, e non per il suo lavoro in sè di letterista, o di grafico, o di webmaster (il sito di Rat-Man è suo), ma perchè ha davvero lasciato il segno spargendosi a macchia d’olio praticamente in ogni passaggio dell’evoluzione fumettistica cittadina degli ultimi venti anni, curando fanzine, autoproducendo, seguendo, scrivendo…

Qui siamo in atteggiamenti affettuosi, anche se lui sembra non gradire.

Aggiungo un video fatto ieri pomeriggio girato e caricato su YouTube da mio zio Mario 🙂


Pioggia d'estate alla FELTRINELLI

Domani sarò alla Feltrinelli di Palermo a presentare il mio albo, in compagnia di Maurizio Clausi, di tanti giocattoli (exogini in testa) e del bel pacchetto di proiezioni che mi segue a ruota (vecchie pubblicità, sigle di trasmissione televisive, di cartoni e di telefim).

Insomma, ci divertiremo! A domani!!!


REVIVAL!

Per fare felici quelli come me che non fanno altro che catalogare stronzate del passato, la Algida ha deciso di tirar fuori dal cilindro una "collana" di riproposte.

Così, d’improvviso, ecco spuntare, in mezzo alle pubblicità dei nuovissimi Magnum e cose del genere, il mitico TWISTER!!!

Adesso se rivedo, e riassaggio, la Pantera Rosa, Il Winner Taco ed il Piedone posso schiattare in pace.

Peccato che i gelati non si possano conservare…


Frasi equivoche

Dato che concorro periodicamente al premio per la miglior gaffe (e qualche anno l’ho anche vinto), eccone una fresca fresca: due giorni fa al liceo artistico stavamo facendo la "festicciola di fine anno" (per il corso di fumetto), avevo portato bibite, biscotti e patatine, distribuendo da bere durante l’ultima lezione e lasciando il pacco di patatine come "gran finale".

Quando una ragazza ha finito la sua tavola io mi sono dunque avvicinato a lei, col pacco in mano (e anche questo, detto così, è abbastanza equivoco), esclamando "adesso potrai usufruire del potere della patata".

Meno male che c’era Mais che mi ha fatto notare immediatamente la frase allucinante che avevo partorito.

Altro che Rocco Siffredi.


Ultimo Inuyasha

Nel 2001 inizia la corsa di Inuyasha in Italia. Ancora prima avevo acquistato i primi numeri dell’edizione americana della Viz Comics, in comic-book.

La Takahashi è da sempre nel mio cuore, autrice del mio manga preferito, che è Maison Ikkoku, oltre che tassello fondamentale nella storia del fumetto del sol levante (Lamù non si può dimenticare).

Ranma fu un colpaccio al cuore, una saga dall’idea iniziale geniale che si è rivelata a lungo andare ripetitiva e scontata, e con un finale pessimo come pochi.

In Inuyasha si stava per ricadere nella stessa solfa, molte volte mi sono annoiato a leggere un numero, lo ammetto, e l’amore iniziale per questa storia infarcita di figure leggendarie e mostri stranissimi oscillava pericolosamente.
Purtroppo, la legge del mercato fa la padrona quando una serie diventa un successo, e nei manga questa legge diventa molto pericolosa, perchè a differenza di una serie americana o italiana, che sappiamo benissimo potrebbe durare all’infinito, diventa intollerabile quando uno schema viene ripetuto in una saga che invece dovrebbe crescere, evolversi e portare ad un finale.

Così, in quest’altalenanza, mettevo da parte i numeri, e li leggevo tre o quattro alla volta, ma quando li leggevo alla fine era un piacere, perchè la "principessa del manga" racconta dannatamente bene, e ha regalato ottimi momenti (diluiti però in migliaia di pagine).

Questo mese è in edicola, finalmente, l’ultimo numero della storia, e la Takahashi rimedia agli errori di Ranma con un finale lungo e dettagliato, di ampio respiro e dedicato, soprattutto, allo risoluzione dei rapporti fra i personaggi.

Solo in Maison Ikkoku aveva osato farlo, e anche se di Naraku non ne potevo più, e che mi ero rotto di leggere potenziamenti su potenziamenti della spada di Inuyasha, e che il finale non poteva essere altrimenti che questo, senza alcun colpo di scena rispetto alle previsioni di qualunque lettore… beh, mi è piaciuto.

Poggio quindi questo numero 67 sopra gli altri, e mi accorgo anche di non comprare più nessun manga regolare (a parte quelli con uscite irregolari, tipo Nana e Berserk), ed è una sensazione curiosa, perchè ogni mese sbircio nella sezione manga quando acquisto qualcosa, ma non ho più lo stimolo per comprare nulla, ma qui ci sarebbe da fare sul calo di idee e la perdità di naturalezza che ha subito il manga negli ultimi quindici anni buoni.

Insomma, il mio primo manga risale al 1992, epoca Granata Press, ed era quel capolavoro di Devilman di Go Nagai, e adesso sto qui, a guardare una libreria che si riempe invece di serie americane, e a rendermi conto che è dura lasciarsi alle spalle un’abitudine che durava ininterrottamente da diciassette anni.

Qualcuno gongolerà per questo. 😀


XL: in edicola ORA

E’ con una certa soddisfazione (e un bel sospiro di sollievo) che mi ritrovo nella copertina della sezione fumetti del numero di XL di questo mese (e ovviamente con qualche pagina anche nella suddetta sezione, altrimenti…).

E’ da quando vidi il primo numero che adocchiavo con trepidazione quelle pagine in fondo, e ho iniziato a rompere le balle alla loro redazione fin da subito.

Alla fine sono riuscito a intrufolarmi in questo numero dalla "porta sul retro", cioè grazie al sodalizio con un bel progetto musicale che mi aveva visto produrre alcune illustrazioni un po’ di tempo fa.

Il gruppo in questione è quello dei Joy Cut.

Questo mese hanno organizzato un gran bel lancio promozionale, REGALANDO il loro cd senza costi maggiorati (quindi sempre e solo 2,50 €) e con un intelligente spirito ecologico.

Purtroppo, nota dolente solo per il sottoscritto, le illustrazioni sono state stampate da file pessimi, il cui risultato è una deformazione totale dei colori originali, con dei simpatici pixel grossi quanto una casa che accompagnano il mio segno già di per sè tremolante.

Che peccato, chissà quando mi ricapita…

Almeno c’è la cover che è stampata bene (e certo, l’avevo fatta apposta e spedita personalmente…), che è un minimo di consolazione… anche se non troppo, lo ammetto…

Ecco alcune delle mie illustrazioni in versione "originale", tutte le altre potete vederle QUI.


Vorrei infine ringraziare il Caro Max Brighel, che ha supervisionato tutte le illustrazioni.


PencilSong: Master Fade e Paris Combo Danse des Esprits

Chiedo venia ma avevo dimenticato gli ultimi due mesi di aggiornare la rubrica dedicata alla bella operazione del Mucchio Selvaggio di portare a fumetti alcune canzoni.

Due numeri fa si sono cimentati Luca Vanzella e Luca Genovese

…e il mese scorso Liri Trevisanello e Andrea Longhi.


Bellezze di Sicilia (1)

Oggi, tornando da Messina, con Mais ci siamo fermati a S. Marco D’Alunzio, un posto veramente magnifico che consiglio a tutti.

E’ stato veramente un gran colpo di culo, perchè sì ci era stato consigliato a priori come paese di montagna, ma abbiamo beccato anche una festa di paese in stile medioevale.

Meglio di così…


Fiera del fumetto (anzi, dei comics) a Palermo?

C’è davvero una fiera del fumetto a Palermo? E com’è che nessuno di noi in città che lavora nel settore (io neanche mi ci metto… ma Claudio Stassi, che in questi giorni è al fianco di Mike Mignola? Emiliano Santalucia, che ha lavorato sui Masters of the Universe? Enza Fontana, che è stata disegnatrice fra le altre cose di John Doe? Lelio Bonaccorso, che ha appena sfornato il bel libro su Peppino Impastato scritto dal compare trapanese Marco Rizzo? Marco Failla, che lavora al suo secondo numero di Huntik, per la Raimbow? Roberto Di Salvo, che sta lavorando per la Marvel Comics? Giuseppe Franzella, che lavora da anni per la Sergio Bonelli?), o neanche la Scuola, o neanche un editore, è coinvolta nell’evento?

E com’è che il nome, difatti, ricorda solo il cosplay? E com’è, infine, che c’è un bel premio per il miglior cosplay e niente che riguardi i fumetti?

Semplice, siccome ho avuto problemi con qualcuno di loro, hanno deciso di boicottare in maniera premeditata questo settore, e allora mi chiedo soltanto: perchè scrivere "comics"?

Perchè così attirano più gente, no?

Sia chiaro, non è un ragionamento del tipo "dobbiamo esserci per forza", è semplicemente una riflessione sul fatto che i soldi sono spesi in ben altro modo (con ospiti legati a tutto tranne che al mondo del fumetto), e che avere la fortuna di potere risparmiare chiedendo "in casa" sarebbe stata una mossa saggia, ed economica, e almeno avrebbero fatto finta che gli interessava qualcosa.

Che si voglia fare qualcosa legato al Cosplay (unico vero motivo di questa manifestazione), dopo avere iniziato io, ben venga, è divertente, ma che si debba usare a sproposito la parola "comics" mi fa veramente incazzare.

Già, perchè in questo fatidico evento che tapezza Palermo non c’è NIENTE legato al fumetto che possa giustificare la parola "comics" su quella locandina (proprio perchè non è esattamente la priorità dell’evento, e, sia chiara, la presenza vantata di UNA fumetteria non è che migliori le cose), e mi fa incazzare perchè questa gente non si rende conto che se qualche appassionato di fumetto deciderà di spendere 8 euro rimarrà deluso, e deciderà di boicottare non solo l’evento in futuro, ma anche qualsiasi altro evento che avrebbe potuto essere più serio.

Ma no, non penso gli freghi qualcosa, e che si rendano conto della gravità della loro ingenuità, importa solo la facciata, di scriverlo, di fare finta di fare le cose in grande, quando poi non c’è nulla dietro.

Mi intristisce profondamente perchè sono troppo onesto, e perchè, e mi duole dirlo, a Palermo ancora una volta le cose si riescono a fare solo in un modo.

PS: grazie alla solita sfilza di anonimi immaturi, atti solo lanciare offese (e che quindi non contribuiscono molto positivamente all’evento), mi trovo costretto a disabilitare i commenti su questo post. Ringrazio invece chi ha almeno instaurato un dialogo.