Archivio per febbraio, 2009

E io da cosa ero vestito?


Carnevale a Fumetti 2009: I Vincitori!

Con una giuria composta da Giuseppe Franzella, Emiliano Santalucia, Salvo Di Marco e Alfredo Chianchiano, ecco i meravigliosi vincitori della ormai tristemente passata edizione di Carnevale a Fumetti.

1° Premio: Optimus Prime!
2° Premio: Capitan Harlock
3° Premio: Cloud
Premio originalità: Pac Man e Fantasmino
Premio SImpatia: JoyPad PS (erano in due)

1° Premio Gruppo: Mago di Oz
2° Premio Gruppo: Uruseyatsura
3° Premio Gruppo: Alice (nella foto senza due personaggi)
Premio Trash: Omino Bianco
Premio Billy Ballo: Tiger


Carnevale a Fumetti

Pazzesco! Sto caricando le foto man mano che mi arrivano, al solito, su Kinart, sezione Foto Eventi 🙂
Presto un reportage, ma oggi c’è il Carnevale all’Agricantus, quindi non ho tempoooooooooooooooo!
Al momento, vi faccio vedere il vincitore del miglior singolo!
GUARDATE!


Prossimi appuntamenti

Settimana dura, questa.
Il Carnevale è alle porte e l’organizzazione mi prende tanto tanto tempo.

Nonostante tutto.

Mercoledì sera sarò all’Agricantus. Sarebbe stato il sessantanovesimo compleanno di Faber, e lo festeggiamo con un concerto tributo ad opera dei Dada. Io sarò lì col mio fumetto e con tanta voglia di ricordarlo.

Venerdì pomeriggio farò un incontro su tutti e due i miei libri, Pioggia d’estate e Ballata per Fabrizio De Andrè, al Club del Fumetto, in via Tiziano 11, dalle ore 18:30.

Domenica 22, beh, appunto, è il giorno del Carnevale a Fumetti, quest’anno ricordo sempre che è al Bier Garten.

A tal proposito ecco il video dello "spot" che abbiamo fatto ieri io ed Anna durante TGS Studio Stadio, dove ci avevano invitati apposta per parlarne. Divertitevi.

Martedì 24 febbraio ho organizzato insieme all’Agricantus un Carnevale per bambini, per info basta chiamare lo 091309636, la festa è a prenotazioni, sarà carina, con karaoke e premi vari, se avete fratellini, sorelline o cuginetti/e fateglielo sapere 🙂

Infine, mercoledì 25 sarò alla Feltrinelli, a presentare sempre Ballata, insieme al mitico Mario Azzolini, giornalista del Tg3, e alla mia chitarra.

Ma forse sverrò prima.


Da Kinart, L'angolo che scotta: Il disegnatore di riferimento è NECESSARIO

Prima di leggere un qualsiasi articolo di questa sezione invito a leggere l’Introduzione apposita (in pratica le precauzioni per l’uso) QUI.

Bentornati in questa visitatissima e polemica rubrica :)

Un argomento che torna spesso a galla quando mi rapporto alle mie classi, o quando mi si chiede "come iniziare", è la difficoltà di accettare un VERO cammino formativo nel mondo del disegno, che comporta dunque alcuni passaggi che possono sembrare noiosi, ma che sono assolutamente indispensabili.

Sapete, è come quando suoni il pianoforte da autodidatta, e sei bravissimo, e poi, coi tuoi limiti, pur essendo bravo, non sai leggere la musica, e allora devi iniziare a studiare da zero, e ti fanno fare le scale armoniche, e tu pensi "diamine, ma io so suonare Chopin, che cacchio mi fanno fare le scale?".

Ecco.

Fare fumetti è un’attività che, psicologicamente, sembra molto facile: il motivo è che tutti, nessuno escluso, disegniamo fin da quando siamo bambini, e perciò è difficile accettare l’idea di ricominciare da zero, demolendo quelle fondamenta che abbiamo costruito in tanti anni.

L’idea perciò di prendere un disegnatore di riferimento, e di "seguirlo", quasi "copiarlo", fa storcere il naso a moltissimi.

Ora vi spiegherò il perchè è necessario passare da questa fase.

Anzitutto, da che mondo è mondo, OGNI dannato artista ha studiato gli autori prima di lui. Vogliamo che il fumetto abbia dignità? Accettate il fatto che DOVETE conoscere la roba che è stata fatta in questi (pochi) anni. Pochi? SI! Diamine, la pittura è leggermente più antica del fumetto, quindi perchè uno stronzo di pittore dovrebbe avere una cultura che va dalle pitture vascolari greche all’arte contemporanea, e un aspirante fumettista non deve avere la minima idea di chi sia, ad esempio, Will Eisner, Moebius, Winsor McCay o Uderzo (senza chiamarlo "il disegnatore di Asterix", vorrei ben vedere se chiamassimo Giotto "quello che disegnava le pecore", o Picasso "quello delle teste quadrate").

Dato che – talenti estremi esclusi – non è possibile avere coscienza di TUTTO quello che dovete disegnare in un fumetto (e per tutto intendo sedie, mobili, uomini, donne, bambini, vecchi, magri, grassi, alti, bassi, animali, cani, gatti, cavalli, coccodrilli, polo sud, alaska, cina, vasi, lampadari, tappeti persiani, pub, scene di notte, mare, onde, pesci e potrei andare all’infinito…), ovvero, non è possibile avere "uno stile che sappia fare davvero tutto e ALLO STESSO MODO", perchè quello che credete sia il vostro stile avrà SEMPRE qualche lacuna, e appena arriverete a quella lacuna (ovvero quasi in ogni tavola, se volete fare fumetti) vi verrà DIVERSA, e perciò NON COERENTE, ovvero vi verrà fuori una tavola NON PROFESSIONALE.

La soluzione è quindi prendere un disegnatore come riferimento, un disegnatore che può essere simile al vostro gusto ma anche diametralmente opposto (e, didatticamente, potrebbe anche avere più senso, perchè riuscirebbe ad abbattere TUTTE le vostre convinzioni), in questo modo, mettendovelo davanti, disegnando NEL SUO STILE, non copiandolo ma CAPENDOLO, a quel punto appena avrete da disegnare una sedia vedrete come la disegna lui (come LA SINTETIZZA), appena avrete da disegnare una vecchia vedrete come la disegna lui, appena avrete da disegnare un bambino vedrete come lo disegna lui, e via dicendo, in questo modo acquisirete il concetto di COERENZA, che è la chiave della PROFESSIONALITA’.

Poi, DOPO che avrete disegnato per UN SACCO DI TEMPO seguendo la vostra guida, il vostro santo, il vostro DIO, vi accorgerete che vi distaccherete, senza volerlo, da lui.

Fare fumetti è come la matematica, imparando una formula a memoria non diventi uno scienziato, ma SE LA CAPISCI a quel punto ti fai UNA FORMULA TUA che porta alla stessa soluzione.

Ecco. Le formule sono quelle che voi chiamate STILI.

Il vostro stile non nasce dal nulla, nasce dopo ANNI di studio. Il vostro disegnatore di riferimento non si abbandona in un mese, neanche in sei mesi. Mettetevelo bene in testa.

E mettetevi bene in testa che non "intacca la vostra creatività" o "il vostro istinto".

Se DAVVERO avete quella creatività vi assicuro che non la perderete, la metterete da parte per fare un sano allenamento, e dopo un po’ potrete ritirarla fuori nella bellezza del Dolby Sorround 5.1, mentre prima eravate semplicemente una graziosa coppia di casse stereo.

E non fatemi tirare fuori gli esempi con gli artisti che inizialmente COPIAVANO altri artisti.

Questo è il mondo, se si vuol lavorare.

Chiudo con una bella frase di Robert Crumb presa da un topi che avevo aperto tempo fa, leggetelo bene, e ricordate che quelle parole sono dette da uno degli artisti più SOVVERSIVI del mondo del fumetto. E se non sapete chi è, beh, lavoro in più per me :) (però siete sempre in tempo per recuperare, siete SEMPRE in tempo per recuperare, RICORDATEVELO!!!)

"Raccontare una storia è una cosa pazzesca. Non vuol dire soltanto disegnare un affare sul muro. Si tratta di un medium con imperativi e bisogni particolari. Tra di noi, parliamo molto dei grandi del passato che ci hanno ispirato, degli illustratori che ammiriamo. Tutto gira intorno al disegno e alla tradizione dell’illustrazione. All’interno del mondo del fumetto, nessuno arrossirebbe all’idea di essere stato influenzato da qualcuno. C’è questa fierezza di appartenere a una tradizione. È l’idea stessa di tradizione che è forte tra di noi. E la trovo sana. Nessun bisogno di distruggere checchessia. Non ci vergogniamo di prendere in prestito una tecnica o un arnese già usati da un altro artista; ognuno di noi ha gli stessi problemi da risolvere: disegnare una figura, mettere le ombre, tratteggiare, usare un pennello, usare un pennino. È la ricchezza della nostra tradizione." (R. Crumb)


Caro Nonno Presidente

Dopo Il Monachello Superman e la Futuromania, rieccoci alla mia rubrica settimanale di riversaggio di vecchie canzoni sotterrate nella memoria.

Nel 1984 era consuetudine trovare ancora in omaggio alle merendine della Mulino Bianco le splendide sorpresine che han fatto fuori dopo qualche anno:

Quell’anno arrischiarono l’iniziativa regalando addirittura un 45 giri, con questa canzone un po’ bruttina ma simpatica, cantata dal grande Gino Bramieri.

Chi la ricorda? Io da piccolo non la ascoltavo tantissimo ma ci sono ugualmente affezionato. Fatemi sapere 🙂

Eccovi dunque, nella gioia dell’mp3, Caro Nonno Presidente!


Hanno intenzione di farmelo piacere?

Hanno fatto il gioco simil-Arcade di Watchman, anzi dei MinuteMan, un picchiaduro a scorrimento vecchio stampo, con un bel lavoro di "simulazione di stile", dalla grafica alla musica.
Peccato sia un po’ troppo facilotto (i nemici quasi non ti fanno male e ti ripristinano l’energia e le vite ogni volta che cambi livello, tzè, non hanno proprio idea della malavita che si faceva un tempo…), ma ammetto di apprezzare l’operazione.

COSA?

Sto apprezzando qualcosa del film di Watchman?!?

Potete giocarci cliccando sull’immagine sottostante.