Archivio per novembre, 2008

Le Orme

Ieri sera, insieme a Francesca, ho visto il concerto delle Orme al Metropolitan.

Una grande esperienza, in tre tirano fuori un suono pazzesco, con un Aldo Tagliapietra che si barcamena fra voce, basso e chitarra, un Michele Bon alle tastiere di tutti i tipi (sostituto dello storico Tony Pagliuca, che però merita davvero il posto che si è conquistato), e un Michi Dei Rossi che a quasi 60 anni (l’anno prossimo) ha l’energia di un ventenne alla batteria (in realtà anche di più, una bestia…).

Insomma, il prog italiano negli ultimi anni sta avendo una specie di ricambio generazionale, quello che le case discografiche gli hanno negato, cancellandone quasi totalmente le tracce, mentre invece negli ultimi 10 anni alcuni gruppi scomparsi hanno ripreso a suonare con classe e maestria un genere che in Italia ebbe un grande momento di creatività musicale.

Altro che Dream Theater…


Mefàsssschifo

Ho letto il primo numero del nuovo corso degli Ultimates, dopo un anno e mezzo di attesa, e mi ha fatto parecchio schifo.
Ero già notevolmente prevenuto, ma è riuscito a intristirmi più di quel che pensassi, dato che alla fine un po’ ci speravo…

Dico, mica è brutto, mica bruscolini, e senza quelle due serie dietro avrei urlato entusiasta.

Però quelle due serie dietro non si dimenticano, e avrei preferito due autori un po’ più modesti.

E Madureira colorato così mi fa un po’ caghè, e poteva anche perdere un po’ di tempo ad inchiostrarsi, eh…

Insomma.

Voto divertimento: 8
Voto disegni: 7 (proprio perchè è Madureira, mi è sembrato notevolmente svogliato, non solo per il discorso della china)
Voto storia (al momento): 0 (il colpo di scena finale è a dir poco gratuito, oltre che prevedibile già da 4 pagine prima)
Voto Ultimates: -100

Non si può passare dalla miglior serie di supereroi degli ultimi anni a una serie il cui alibi, fin dal primo momento, è di professare "che sarà diversa e più votata al divertimento".
Ammettere le proprie colpe non significa che non ci siano.


Presentazione Ballata per De Andrè: Video e Servizi

Ecco alcune clip della serata del 20 novembre:

La parte musicale, con Vivi Lanzara al piano, in cui ci provo.


17 anni

E’ davvero passato così tanto tempo?

Ps: sto postando troppo tardi, sono le 2:00 del 25, vabbè, per la cronaca l’anniversario era comunque il 24.


Amici come prima

Gentilmente regalati da Mais.


E siamo a 30

L’elemento che più mi spaventa, è che ho chiaro da un bel po’, è che nessuno di noi può davvero ricordare la sua infanzia, tutte le sue prime esperienze, la prima parola, o cose del genere. Così, per me, tutti i miei grandi ricordi, quelli veri, quelli "nuovi", sono tutti del liceo, vabè, su Pioggia ne parlo anche parecchio a tal proposito…

Ora, sono passati dunque 15 anni da quel primo meraviglioso anno.

Mezza vita.

Per il resto, devo ancora connettere sul cambio della decina, datemi tempo…


Presentazione Ballata per Fabrizio De Andrè: RESOCONTO

Dovrei dire ieri sera ma ormai ho passato il limite della mezzanotte, così sono praticamente due giorni fa…

In ogni caso.

E’ andata incredibilmente bene, e, senza fare il finto tonto, era abbastanza prevedibile.
E non perchè il mio libro sia così tanto irresistibile, ma è perchè chiaramente una serata dedicata a Fabrizio ha fatto piacere a tanta gente, e sono contento che si sia percepita bene la sincerità dell’operazione.
Come ho detto più volte, potevo limitarmi a fare un classico incontro col banchettino con me che firmavo, avrei attirato lo stesso tanta gente (per il motivo su), e avrei anche avuto meno da fare per preparare la serata, ma chi mi conosce bene sa quanto stretto sia il mio rapporto con la musica, e questa presentazione per me non poteva essere fatta in altro modo.

Le proiezioni sono piaciute, le copie sono andate via tutte, la gente era tantissima, e anche la parte musicale (che era quella che mi preoccupava di più) è stata "capita".

Posto qualche bella foto, sono state scattate dalla mia cara amica Viviana, è davvero brava e rimando tutti al suo spazio (e quando sarà alla sua mostra negli stessi locali dell’Agricantus).


Con Mario Azzolini


Vivi Lanzara


Quattro conti

E’ molto deprimente fare dei conti con un passato relativamente recente, vedere quanti stili di disegno ho adottato, quante pagine ho scritto, colorato e disegnato, e scoprire poi che non sono cambiato neanche per un cazzo.


Cartunia (10)

Basta, ricomincio periodicamente a postare video di sigle di cartoni dimenticati da Dio, e che fanno urlare sempre qualcosa del tipo "ooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo".

Questo lo amavo particolarmente, ed è rimasto (ibernato) nei cuori di un mucchio di persone, una serie Disney che è stata letteralmente messa da parte come non fosse mai esistita.

Per capirci, ho dovuto caricare io il video su Youtube, dato che l’unica versione italiana che c’era aveva tutta l’intro delle vecchie videoccassette…


IO a fumetti

Dopo il resoconto lucchese dell’anno scorso ad opera di Marco Tanca, quest’anno sono diventato a tutti gli effetti un personaggio dei fumetti altrui (specifico bene, dato che io mi disegno da solo) grazie a quel genio ignorante di Daw, che mi ha inserito in una sequenza dell’episodio finale di A Come Ignoranza 2.
Che dire, se non che me ne vanto?


(cliccare sull’immagine per andare direttamente ad acquistare l’albo!)


Mi stupisce sempre…

Qualcuno ricorderà che dovrei iniziare un laboratorio di fumetto all’Accademia di Belle Arti di Palermo*, un progetto voluto da Renato Galasso, che ringrazio ancora molto per l’occasione, e che porterebbe una bella ventata di novità sul territorio.

Io stesso ho fatto l’Accademia, e avrei desiderato qualcosa del genere, sarebbe stata una figata pazzesca.

Il bando è appeso nella bacheca da giugno, la consegna per la selezione è stata anche rinviata fino alla settimana scorsa, e ancora oggi vengo contattato da alcuni ragazzi, a sentir loro interessatissimi, con cui sono in contatto fin da prima dell’estate, e che sono stati i primi a conoscere modalità di iscrizione, scadenze e, soprattutto, a cui è stato detto chiaramente che qualsiasi cosa avrebbero portato in segreteria sarebbe andato bene, ecco, sento a tutt’oggi discorsi del tipo "Non sono arrivato a consegnare, non si può fare un’eccezione?" "Ho avuto da fare" "Dovevo fare questo" "Dovevo fare quello" "Ma non posso seguire da esterno?".

E, soprattutto, "Mi dispiace un sacco, ci tenevo tantissimo".

E le braccia mi cadono a terra, pesantemente.

*: il "dovrei" è necessario, dato che l’Accademia è stata occupata ieri, lungi da me lamentarmi dell’accaduto, ma vedremo cosa succede…

 


Il mio capolavoro

Sapete, fare una tavola del genere porta una certa soddisfazione 🙂

Per leggere altre strip di Epictete basta andare QUI.


Lucca Comics 2008, Fase 2: Rece_1

Dopo La mia Vita disegnata Male, devo necessariamente parlare di alcune compere lucchesi già fagocitate.

A Come Ignoranza 2

Daw è un genio, mantiene bene le aspettative (con due GRANDI capitoli, quello sui supereroi e il raffazzonamento finale, che dimostra grandi evoluzioni a livello narrativo) ed è sempre ignorante nel senso bello del termine.

Interni

Meraviglioso. E’ non è meraviglioso perchè è disegnato benissimo o perchè è un albo che ha sfidato le leggi di mercato, è meraviglioso perchè è scritto davvero divinamente, con dei dialoghi e una narrazione superlativa.
E se poi ci aggiungi i primi due punti, si riesce a comprendere, forse, la caratura di quest’albo.
Formato e grafica, poi, alle stelle.
Complimenti.

Milk and Mint

Non può non piacermi qualcosa del genere… Giulia è bravissima, coglie splendidi piccoli momenti della vita di tutti i giorni, sì, è letteralmente un diario, e quindi è così che deve essere, ma va oltre e coglie alcune sfuggevoli e deliziose sfumature.
Una su tutte, l’amico francese che si stupisce che in Italia sappiamo cucinare tutti la pasta, e lei risponde "bho, è facile…


Presentazione Ballata per Fabrizio De Andrè – PALERMO


Lucca Comics 2008, Fase 1: Le Giornate_3

Totalmente senza voce, il sabato ingrano la quarta e disegno una quantità mostruosa (per me) di albi, recuperando gli arretrati e mettendomi finalmente al passo con chi magari volevo un disegno subito.
Sabato è stata anche la giornata in cui ho rivisto più gente amica, Filippo e Alessandra (aspetto le foto, eh), venuti da Roma, ed Erika, ad esempio, o Siem, da Napoli, che mi ha dato i confetti della tesi che ha fatto in Accademia usando (anche) il mio libro.
Il grande rimpianto è stato Ivano, che a quanto pare era lì, ma nonostante gli abbia dato indicazioni precise per dove trovarmi, c’è da dire che sabato era il giorno del bel tempo e delle 58000 presenze in fiera, quando mi è capitato di muovermi un attimo sono rimasto letterarmente fagocitato dalla folla…

Dopo un pranzo con gli amici sopracitati, son tornato a disegnare allo stand per tutto il pomeriggio, con tanto di intervista per una trasmissione forse della Rai che ha dovuto sorbirsi la mia voce ridicola per una lunga discussione su Kinart.

Nel frattempo, passava ogni tanto qualche caro utente del forum, o Ornella, che ringrazio ancora per il bellissimo pupazzo di pezza che mi ha fatto.

Arrivato alle 19 ero morto, e ho deciso di raccogliere armi e bagagli, salutare gli amici, e andare  riposare un po’. Sapevo che ci sarebbe stata dopo la cena con la 001 e sapevo che sarei anche voluto andare alla festa Self Comics, insomma, sapevo che avrei fatto tardi, ed era necessario uno stacco.

Alle 21 partiamo per il ristorante, io, Antonio, Cinzia, Mais e i due grandi Angel de la Calle e Miguelanxo Prado, che mi vantavo di avere, insieme a Mauro Talarico e Rodolfo Torti, come compagni di dediche.

Finito di mangiare ci incamminiamo con Yoko e Tommy verso la fatidica festa Self che si scopre essere lontanissima, e, soprattutto, così tanto affollata che neanche si poteva entrare, o si sarebbe dovuto attendere troppo.
Torniamo dunque verso Piazza Anfiteatro, dove abbiamo fatto la nostra controfesta con amici della Panini, dei Kappa, Cammo, tutti noi siciliani, Andrea, Giorgio e chi più ne ha più ne metta, insomma, direi che non era affatto un rimpiazzo, anzi…

La domenica è stata la giornata del parentado, mio fratello, insieme a Francesca e la mia cara Federica, era partito alle 6 da Torino per arrivare all’apertura della fiera, e ci siam passati la mattina insieme, un po’ a vedere sia la città che i padiglioni. Sono andato a disegnare un po’ per poi rivederci a pranzo. Intorno alle 17 arriva anche mio cugino Gianluca con la sua ragazza, che mi ha fatto una bella sorpresa, e alla fine gliel’ho ricambiata facendolo incontrare con mio fratello (facendola anche a quest’ultimo).

Ultimo pomeriggio, dunque ultime possibilità di parlare di progetti e salutare amici e collaboratori vecchi e nuovi, come Federico Memola, i ragazzi della Beccogiallo o Franz Meo (la mattina, in realtà).

Infine, in extremis, per cena decido di rinnovare la mia idiozia organizzando una cena coi superstiti, che alla fine si rivelano essere una quarantina, ed io, purtroppo, dato che di certo non avevo molto tempo fra dediche e incontri di lavoro, dopo diversi ripensamenti e aggiunzioni dell’ultimo minuto – dopo avere già chiamato il locale – esplodo in un impeto di rabbia e stress clamoroso.

L’anno prossimo, se qualcuno mi sente parlare di cene e mi vede segnarmi nomi e contare gente, è autorizzato a darmi un pugno in faccia e farmi inghiottire la lista, con forza. Grazie.

Alla fine, eravamo a mangiare al mitico Viale poco fuori le mura: noi, i sardi, i romani e le ragazze di MangaEden, e alla fine è stata una bella cena.

Dopo abbiamo fatto un salto a Piazza Anfiteatro, abbiamo incontrato Anna e Chiara, che avrei voluto per cena ma, come dire, il mio stress non mi ha permesso molti altri movimenti, ma è stato bello lo stesso.

L’indomani mattina partivamo relativamente presto, un ultimo saluto a Antonio e Cinzia, e via verso l’aereoporto, dove incontriamo Maurizio, Alice, e praticamente mezza Scuola del Fumetto di Palermo, e anche mezza Palermo diciamo.

E la voce era rimasta ancora lì, in qualche stradina sperduta…


Lucca Comics 2008, Fase 1: Le Giornate_2

Il giovedì arranco quindi con la mia vecchiaia precoce verso gli stand, mi faccio un giretto, incontro le ragazze di MangaEden, e poi attacco a disegnare.
Non immaginavo ci fosse tutto questo interesse per Pioggia d’estate, son stato preso di soppiatto e alla fine della prima giornata ho dovuto lasciare allo stand una bella pila di albi che non avevo fatto in tempo a dedicare.
Insomma.
Grandioso.

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Antonio mi ha trattato benissimo, facendo addirittura lui stesso una playlist di canzoni ignoranti dei Modern Talking o degli Imagination, mi sentivo in piena Tash Metal, il che era fenomenale.

Il pomeriggio ho fatto il mio primo Showcase, una figata pazzesca, pioveva ma la gente c’era, e, soprattutto, alla fine mi hanno regalato quelli della Canzon mille pacchi di carta di tutti i tipi, quella da acquerello, quella fighissima squadrata e così via.

La sera c’erano le premiazioni del Gran Guinigi, con tanto di bouffet alle 20 in cui tutti i fumettisti del mondo si accalcavano per avere un pezzo di carne o una fetta di melenzana. In quella situazione tutti eravamo uguali, pure John Romita Jr, che magari poteva andarsene in un mega-ristorante facoltoso, no, eravamo tutti dei fessi impazziti selvaggi e morti di fame davanti una serie di piatti che però almeno avevano roba buona di sopra.
Qui ci scabberebbe un bell’episodio di Pioggia d’estate se mi fate fare un secondo volume, eh.

Alle premiazioni c’erano tutti, Vittorio Giardino si è seduto davanti a me, tutti i miei amici gli hanno stretto la mano e io invece ero proprio immobilizzato, avrà pure pensato che ero maleducato magari.

Igort e Lupoi giravano invece con la mia Ballata per De Andrè, ma non perchè ne andassero fieri, ma perchè gliel’avevo donata poco prima, il che però mi faceva figo perchè Lupoi mi ha presentato a Romitino come un grande artista italiano e la mia ignoranza dell’inglese mi ha solo fatto spiccicare 4 parole messe in fila quando avevo l’opportunità migliore della mia vita per potere parlare con uno dei miei più grandi miti.

Che pirla che sono.

Almeno quella sera ho rivisto Giulio e Giovanni, e mille altre persone in realtà…

La notte ho dormito male, pensavo a quella pila che dovevo finire di disegnare, giuro, e d’improvviso verso le 7 balzo dal letto per aver sentito "aiuto".
Ed era vero, fuori c’era l’acquazzone più acquazzone di quei giorni, e una povera signora era scivolata in mezzo alla strada, la vedevo dalla finestra, con Mais siamo corsi a soccorrerla e si è scoperto che aveva un tutore che non le permetteva di rialzarsi, così abbiamo chiamato l’ambulanza e ci limitavamo a coprirla con gli ombrelli, poveretta.

Nel frattempo, la gente passava, in lontananza, guardava e se ne andava. Tutto il mondo è paese, yuhu.

Così, anche il venerdì non mi ha visto arrivare in forma smagliante allo stand, ma avevo davanti una giornata difficile, il mattino la conferenza di Kinart, a pranzo quella della Red Whale e della Tomatofarm, alle 19:00 il concerto di Cristina e la sera la cena Red Whale.

Così, ho messo il turbo per gli albi arretrati, ma me ne ritrovavo sempre nuovi da fare, e alla fine non sono riuscito affatto a recuperare, anzi, era la pila rimasta a fine giornata era pure peggio, sig, mi sentivo un fallito, accanto a me Mauro Talarico sfornava capolavori acquarellati, a colori, io facevo delle microcacchette e ci perdevo pure tempo.

La conferenza Kinart è stata battezzata come molti eventi di quella giornata da una pioggia torrenziale, ma avevamo la fortuna che dopo di noi avrebbe dovuto esserci Dario Argento, e invece non c’è stato, però ci ha regalato una bella folla che lo attendeva, e che alla fine è pure rimasta (tranne uno, che saluto).

E, soprattutto, ho conosciuto di presenza Betta e Giac.

Il concerto di Cristina è stato una merda, ma non il concerto, o lei, ma il tempo, checcazzo pioveva da matti e vedevamo solo ombrelli, però lei è un Dio, e mantiene ancora un’aspetto e una voce invidiabili, e ha fatto pure una scaletta grandiosa, temevo più roba degli ultimi tempi, invece noi fa della prima ora siamo stati trattati benissimo a suon di Pollon, Occhi di Gatto, Memole, Creamy (comprese le canzoni secondarie) e davvero tantissime altre.
Dannazione alla pioggia.

Alle cena Red Whale eravamo un macello, e io personalmente istigavo ogni due minuti a qualche brindisi pur di riempirmi il bicchiere, così, i miei starnazzamenti serali sommati alle urla del concerto precedente e il mio chiaccherare continuamente con la gente che acquistava Pioggia, mi hanno ridotto dall’indomani ad avere un filo di voce, anzi, forse un filo è pure troppo.

Però ho rivisto un sacco di gente che adoro, come Paoletto e Yoko, e gli amici sardi…
E, forse, quel giorno anche Claudia, sì, credo proprio il venerdì, e anche Nino


Qualcosa non quadra…

Vediamo… Wall-E è in testa alle classifiche statunitensi nonostante sia un film raffinato e in gran parte muto… Obama ha vinto…
Fino a qualche giorno fa,
pensando al triste panorama italiano, la mia unica consolazione era far filosofia pensando "vabbè in , America son messi peggio di noi"…
Come si usa dire, mal comune mezzo gaudio…
E invece… mi sa mi sa…


La mia Vita Disegnata Male

Stacco un attimo dai resoconti lucchesi, e stacco un attimo da tutto, e smonto anche il mio schema, dato che avrei dedicato un posto agli acquisti lucchesi nei prossimi giorni, ma chissenefrega.

La mia vita disegnata male è qualcosa di irraggiungibile, di incredibilmente alto.
E’ un libro che fa uscire fuori tutta la mia invidia, lo dico subito, ed è un’invidia pazza, insana, assolutamente non competitiva, perchè so che non farò mai qualcosa del genere, sono condannato.

Meno male che almeno qualcuno ci riesce.

Meno male che Gipi esiste.

Inutile fare discorsi sui disegni o sui testi, è un capolavoro, ma proprio grande, così, o così, no, neanche l’html mi aiuta, dovrebbe essere di più ma non ce la fa.
Immaginate qualcosa di grande.

Ecco, ancora di più.


Lucca Comics 2008, Fase 1: Le Giornate_1

Sono tornato. Purtroppo la mia voce è rimasta lì, e anche lì stesso non riuscivo più a trovarla, insomma, oggi è già il quinto giorno che delizio la gente intorno a me con ultrasuoni stonati.

Escluso questo.

Si parla di una Lucca un po’ sottotono dal punto di vista del programma, e chi sono io per smentire una voce comune quando
1) ribadisco che sono senza voce
2) sono stato 4 giorni initerrotti a disegnare e non ho visto una mazza
?

Insomma, per quanto mi riguarda è stata una Lucca meravigliosa, una che terrò nel cuore per molti anni, e il motivo non è difficile: uscivo con due libri che sono stati accolti molto bene, il che mi lusinga, mi emoziona e mi fa felice.

Io e Mais siamo arrivati a destinazione il martedì 28.
Ci ha accolti una pioggia torrenziale devastante, e noi due, da buoni siciliani che il giorno prima giravano in magliettina a maniche corte, non avevamo neanche un ombrello.

Eravamo alloggiati in un bell’appartamento a un passo da piazza Napoleone (quella del padiglione Editori, per intenderci), ci ha guidati lì Laura Repetto, che lavora per 001, e con la quale abbiamo condiviso la casa (insieme a Cinzia dal giorno dopo).

Insomma, una pacchia, perchè avere la possibilità di andare a far pipì in un posto pulito non è certo da sottovalutare.

L’indomani è arrivato poi Antonio (Scuzzarella), la 001 in persona, carico di fumetti (18 nuove uscite solo per Lucca!) e, soprattutto, carico del mio Pioggia d’estate, che è venuto veramente bene, tranne un paio di inezie di qui ci siamo accorti, ma la stampa è veramente P E R F E T T A (ringrazio Francesco, il tipografo, che ho conosciuto qualche giorno dopo).

E’ stato affascinante vedere montare la fiera e tutti i padiglioni, allestire gli stand, salutare poco a poco chi arrivava, e vedere le mostre con CALMA. Il mercoledì siam stati con Davide e Laura, purtroppo il tempo continuava a non essere clemente, ma almeno la sera ci ha graziato e siamo andati a cena con loro due, Fabio, Daniela e Daniele (Tomasi), a mangiare una buona pizza cotta a legna. C’è da dire però che eravamo in 7 in una macchina, che siam stati mezz’ora a cercare Il Viale (dove solitamente andiamo) per poi scoprire che era chiuso, che avevo aiutato ad allestire lo stand tutto il pomeriggio, che sono un vecchio e che quindi la mia schiena era morta e stare compressi non ha aiutato la guarigione, anzi.

In ogni caso ci siamo divertiti.

La notte è stata un disastro, causa schiena, e l’indomani andavo a passo di lumaca verso la mia prima giornata da autore ufficiale.