Lettera ad Andrea Pazienza

Caro Andrea,
come va?
Sono passati ormai 20 anni da quando sei scomparso…io ti ho conosciuto tempo dopo, non posso farmene una colpa ma non ne vado fiero, però sono stato folgorato e ti amo.

In tutto questo tempo sono cambiate molte, troppe cose.

Ti farà piacere sapere che le tue opere non sono state dimenticate, hanno fatto anche alcune edizioni degne di nota, non parliamo poi delle mostre, una in particolare è venuta davvero bene, e almeno a quella sono andato.

Il mondo invece lasciamolo perdere, sappi solo che certe vignette adesso ti sarebbero venute proprio bene, con la differenza che non avresti avuto più dove pubblicarle.

Si parla molto in questi giorni di quello che hai fatto, soprattutto di Zanardi, ti dispiacerà invece apprendere che gran parte della tua vena trasgressiva è stata sedata dai media, che fanno finta tu sia stato un grande artista da salotto, e perciò evitano di accennare a molta della tua produzione o delle tue battute.

Inoltre, tutte le riviste per cui lavoravi sono morte da un pezzo, tranne una che è stata rifondata, ma, parliamoci chiaramente, non è più la stessa di una volta, o forse il brutto è che è proprio la stessa, e quindi un pò vecchia.

Tu invece sei sempre moderno, questo penso possa stupirti, tu che già negli anni ottanta ti tormentavi di andare alla ricerca di un nuovo segno, e che ti sentivi già antiquato, tu che a neanche 30 anni avevi una produzione spaventosa e una maturità artistica ed intellettuale che molti non raggiungeranno mai.

Dicevo, si parla molto di quel che hai fatto, ma a me non interessa farlo, quel che hai fatto è lì, consegnato alla storia in maniera indelebile, e a me interessa di più chiedermi che cosa avresti fatto, cosa mi sono perso, cosa avrei dovuto aspettarmi…e quando lo faccio mi tormento, e mi deprimo.

E’ una domanda a cui nessuno può dare risposta, neanche tu saresti stato in grado di darla, tu che scrivevi di essere il miglior disegnatore vivente e che poi crollavi emotivamente in quel video girato da Red Ronnie dietro il palazzetto di Lucca Comics.

Che cosa avresti fatto? Me lo chiedo sempre, non posso farci niente, è una curiosità che mi attanaglia, e a volte sono proprio cattivo, e inizio a pensare chi avrebbe potuto sostituirti nel tuo viaggio, pur di poterti conoscere, o vederti disegnare da lontano, chissà come saresti invecchiato, chissà…

Una tua frase è il mio modello di ispirazione, la metto come firma, come seconda di copertina e come unica citazione nel mio blog, mi fai sognare spesso anche al di fuori dei tuoi fumetti, non ti conosco bene, non posso farlo, non mi è permesso, purtroppo, ma spero non ti offenderai se continuerò ad usarla.

Adesso è tardi caro Andrea, ti saluto e ti abbraccio.

Ciao.

Sergio

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4 Risposte

  1. anonimo

    Cazzo..bella davvero!Se solo potesse leggerla! Elio

    giugno 21, 2008 alle 3:44 am

  2. MAiS2

    è una lettera ammirevolmente ghei (L)
    apprezzo la tua idea originale di dedicargli questa lettera invece che il classico necrologio che gira su tutti i blog, due palle!

    bravo aguzzyno (L)

    giugno 21, 2008 alle 1:53 pm

  3. ILNomeNonConta

    Sono passato più volte da queste parti in attesa di parole simili.
    Ho fatto bene.

    giugno 21, 2008 alle 11:56 pm

  4. anonimo

    Io lo conosco solo di fama Andrea Pazienza, però ci sono certi personaggi che mi fanno provare le stesse cose, come Freddy.

    Chissà cosa farebbe ora? Chissà cosa scriverebbe? Chissà cosa si potrebbe inventare di nuovo?

    E soprattutto, come a sarebbe piaciuto veder disegnare Andrea Pazienza, che bello sarebbe sentirlo dal vivo :°)

    Sì so che Freddy è un mito anche tuo, non volevo accrescere la tua depressione @.@ scusa!

    Elo

    giugno 22, 2008 alle 4:36 pm

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