Archivio per marzo, 2008

Online: Andrea Accardi

Andrea è un disegnatore eccezionale e una splendida persona.
Ci siam conosciuti a Palermo ai tempi di 20mila Righe, una buona decina d’anni fa insomma, ed è sempre stato curioso catalogare tutte le cose che abbiamo in comune e che mi portavano ad avere sempre fra le mani pubblicazioni con suoi interventi fin dai tempi della Granata Press.
Proprio alcune sue illustrazioncine su Mangazine, ispirate al Devilman di Go Nagai, sono state spesso al centro di nostre discussioni concitate dedicate al grande maestro giapponese; non riuscivo quindi a credere ai miei occhi quando ho letto la prima volta John Doe 50, con un’intera sequenza tributo proprio a quel grandioso manga, una sequenza che, come subito dissi ad Andrea, nessun altro al mondo avrebbe potuto "rifare" così bene: non era una semplice imposizione di sceneggiatura, lui la sentiva sul serio, e questo si percepisce terribilmente.
Andrea poi lavora tantissimo, e zitto zitto, nonostante la sua parallela attività di letterista, sforna ogni anno qualcosa di nuovo, e da Progenie d’Inferno all’ultima edizione di Matteo ed Enrico è cresciuto esponenzialmente giungendo a livelli artistici a mio avviso altissimi.
Io che sono un maniaco della composizione all’interno della vignetta, del peso di ogni singola linea rispetto ad un’altra, trovo in Andrea un’armonia come pochissime volte riesco a trovare a fumetti, se non in artisti tipo Alex Toth, per intenderci.
Insomma, e non lo dico per il bel rapporto che abbiamo, Andrea è uno straordinario fumettista, mostruosamente modesto, grande professionista che se ne frega dei complimenti e va avanti continuando a letterare in parallelo, lezione di etica e umiltà per molti "grandi artisti".

Ieri abbiamo pubblicato su Kinart la prima parte di un suo Tutorial dedicato proprio al John Doe n°50, ricco di schizzi e bozzetti. Fateci un salto e non ve ne pentirete.
Inoltre, è anche possibile leggere una sua vecchia intervista fatta nel 2003 QUI.


Quello che c'è in edicola: Maxi Martin Mystère 4

Soggetto del Buon Vecchio Zio Manlio.


Quello che ho visto: Lost 4×08

Finisce così il primo ciclo di questa stagione.

Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!


Quello che vi propongo: Il Gioco di Pasqua

Trova le differenze (tradotto: tutti gli errori che sono riuscito a commettere) fra l’immagine numero 1 (giusta) e l’immagine numero 2 (sbagliata, ovvero quella che ho mandato a tutti via e-mail).

Si vede che lavoro troppo, eh?



Quello che aggiorno: Dogana

L’ho avuta vinta e oggi ho ricevuto la tavola!
Incredibile, mai avrei pensato che un call center delle Poste potesse servire a qualcosa…


Quello che vorrei essere: un acchiappafantasmi

A 24 anni dall’uscita, la visione di questi film (e del seguito) continua a emozionarmi come un bambino e a farmi desiderare di avere un accelleratore nucleare illegale con una batteria della durata di 5000 anni sulla schiena.
E’ l’unico film in cui avrei voluto essere un personaggio specifico (Ray), e grazie a questa storia ho conosciuto, attraverso il mio più grande amico dell’epoca, due grandi amici che vedo e sento ancora oggi.
Ovviamente ho citato la pellicola in tutti e due i miei libri (anche nella copertina di Pluie d’ete)…


Quello che mando affareinculo (tutto attaccato): LA DOGANA!

Avevo comprato QUESTA tavola di Gene Colan:

Prezzo ottimo, sono anni che aspetto un’offerta del genere per una sua così bella tavola.

Bene.

Sapete quanto avrei dovuto pagare di tasse doganali?

1277 euro.

No, non ho scritto male.

1277 euro.

IO non ho scritto male.

Quelle merde della dogana sicuramente sì.

Come risultato sono stato costretto a respingere il pacco al mittente, perdendoci a priori i soldi della spedizione, oltre alla follia dell’avere il pacco in mano e non poterlo salire a casa.

Ma io dico: mi mettono 1277 euro di tasse doganali e non pensano NEANCHE di avvertirmi? Cioè, togliendo il fatto che è una situazione delirante in sè, cosa pensavano, che io avessi 1277 euro nel portafoglio e li avrei dati al postino?

Aggiornamento: dopo una bella telefonata, in cui anche loro si sono messi a ridere, perchè soldi o non soldi è innegabile che sia una follia degna di un cartone animato di Tex Avery, è stato ammesso l’errore abominevole (ovvero aver dimenticato una virgola considerando così un paio di zeri in più) e si presume me lo stiano rispedendo indietro…