Archivio per febbraio, 2008

Sicilia dove vai?

E’ facile lamentarsi della propria regione se non si fa un cazzo per cambiarla.
Parliamo di fumetti, e del suo ambiente.
A Palermo abbiamo adesso una scuola del fumetto e un gruppo di autori che si è fatto conoscere con lavori decenti ed apprezzabili, uscendo spesso e volentieri da una nicchia semplicemente amatoriale.
Non è presuntuoso dire che possiamo considerarci un gruppo riconoscibile nel resto dello stivale, io, Giovanni Di Gregorio, Marco Failla, Claudio Stassi, Roberto Di Salvo, Cecilia Giumento, Rossana Baldanza, Quirino Calderone, Antonio Penepinto, Aurelio Mazzara, Manlio Mattaliano. Chiedo venia se tralascio qualcuno. Gli altri che hanno agito in questi ultimi anni in maniera del tutto individuale non si sentano esclusi, sto infatti parlando di un’identità collettiva, il che non deve offendere nessuno perchè ognuno è liberissimo di fare le sue scelte, mica siamo un clan mafioso, sto solo cercando di fare un ragionamento…
Prima del 2001 a livello nazionale solo due nomi saltavano fuori: Gianni Allegra e Giuseppe Franzella, il resto non conta.
Mi vanto di avere avuto un ruolo cardine nella formazione di questa identità collettiva, con l’incarico ottenuto nel 2000 dalla Panini Comics per i fumetti di Piccoli Brividi, nulla che abbia sconvolto il panorama fumettistico italiano, un’operazione già dimenticata da tempo, ma che io, anzichè tenermi per me come voleva la legge dell’epoca, ho voluto diffondere a tutti i capaci aspiranti fumettisti palermitani, rendendomi anche un pò antipatico da chi non fu contattato (per due motivi: o non andavano ancora bene, il che era considerato altamente offensivo, o erano così tanto individualisti da non capire il concetto di gruppo che volevo diffondere) e con la creazione successiva, insieme al primo nucleo, del GruppoTrinacria, un nome un pò scomodo che però ci ha aiutati nella nostra ricerca, costruendo almeno un ponte importante, ovvero quello fra Palermo e Messina (altro che ponte sullo stretto), con Michela De Domenico, Mais, Giovanni Ruello, Gianluca Gugliotta e Antonio Recupero.

Il GruppoTrinacria ha giovato non solo agli aspiranti fumettisti palermitani, ma alla stessa Palermo, una città dove era IMPOSSIBILE creare eventi legati al fumetto che non fossero frequentati da soli lettori di fumetti.
E anche qui, mi metto in prima fila.
Tutto questo ha portato ad una maggiore ricettività verso un mezzo di comunicazione che, a tutt’oggi, dopo 100 e passa anni di storia, è ancora costretto a spiegarsi e a giustificare le sue mosse, rendendo il terreno fertile per una Scuola come si deve e per eventi sempre più seguiti.
Insomma, adesso siamo una città un pò meno arretrata al riguardo.

Chi è siciliano conosce l’infinita diatriba fra Palermo e Catania, penso provenga da cazzate legate al calcio; a me, che fra l’altro sono mezzo catanese (da tutta la parte di mia madre), mi è sempre sembrata una faida ridicola, e ho sempre ammirato Catania perchè riusciva ad avere un ambiente musicale che a Palermo non era neanche ipotizzabile, così, fin dalla prima ora del GruppoTrinacria, il mio principale intento era quello di creare un ponte proprio con Catania, città natale fra l’altro di grandi autori come Andrea Bruno, Alessio Spataro o Salvo Santonocito (e realtà editoriali come quella di Luca Patanè), solo che gli autori citati hanno scelto la strada dell’emigrazione, e così la città, per quanto fertile, era lasciata un pò a sè.

In questi ultimi anni però, nonostante le "ultime novità", non è cambiato molto, e un solo nome è uscito fuori: Paola Cannatella, una ragazza che si merita tanto e che si dà tanto da fare.

A Roma, alla Scuola Internazione dei Comix, ho incontrato almeno un paio di siciliani iscritti lì, il che mi stupiva, perchè abbiamo una Scuola a Palermo, ok, qualcuno non lo sapeva, ma uno di quei ragazzi era proprio di Palermo e si era iscritto a Roma per una motivazione davvero stupida: la Scuola di Roma costava di meno, quando a Roma fanno due lezioni a settimana e a Palermo (come a Milano) si fa tutti i giorni; non solo, ma poi il fatto che essendo di Palermo non doveva pagare un euro di affitto e spese lo aveva considerato? Mah.

Oggi ho avuto una discussione simile, con qualcuno, non di Palermo, che sulla base del nulla, senza aver chiesto informazioni, senza aver fatto un salto a vedere come funziona, preferisce categoricamente l’idea di iscriversi alla Scuola del Fumetto di Milano.

E mi sono davvero incazzato, perchè poi io sono il primo che spesso non consiglia di iscriversi a Scuola, ma mica la Scuola di Palermo, ma alle scuola in generale, in realtà basta vedere che atteggiamento hai, se sei davvero motivato, per capire se arriverai da qualche parte.

Le Scuole del Fumetto, a mio avviso, servono solo ad accellerare i tempi, ad essere stimolati e seguiti (e in alcuni casi fa davvero la differenza), ma se TU non sei, come dire, "predisposto" neanche Moebius riuscirebbe a farti cagare una tavola buona.

Ma torniamo a Palermo.

Venerdì ho assistito alla presentazione di Favola di Palermo di Silvestro Nicolaci, un fumetto bellissimo di cui avevo parlato poco tempo fa.

Oltre il nostro "solito gruppo (che mica era al completo poi…)" e a una ventina di signori spinti a seguire la presentazione forse per l’argomento e per la presenza di Rita Borsellino, non c’era NESSUNO.

Su TRE CLASSI della Scuola del Fumetto NON C’ERA NESSUNO. Un dato agghiacciante.

Ora dico: e poi ci lamentiamo, ad esempio, che non ci sono fiere del fumetto in Sicilia, e che per ogni cosa bisogna prendere l’aereo quando gli stessi aspiranti fumettisti non scendono sotto casa per conoscere un autore e il suo lavoro e quando ci si iscrive per spirito esotico alle altre scuole?
Ognuno è libero di fare quel che vuole, e riguardo questo atteggiamento presuntuoso verso il fumetto potrei anche essere più contento e dire "vabbè, più lavoro per me", però non è da me, e quindi mi incazzo, prima, e mi deprimo, poi.


LP

Sigla ormai morta che sta a dire Long Playing, utilizzata prevalentemente ai tempi del vinile per differenziare i 33 giri dai 45 giri, era anche il nome di un importante negozio di dischi palermitano.
LP è la seconda grossa discheria che chiude qui a Palermo, la prima è stata Track, tutte e due nella stessa zona, tutte e due importanti nella mia formazione musicale.
Non so da quanto, ma LP ha deciso di vendere tutto al 50% per la chiusura, oggi pomeriggio sono andato con Mais, ho anche comprato un pò di roba, ma mi sentivo molto a disagio, cercavo di guardare fra gli scaffali con moderazione, mentre intorno a me vedevo solo gente affannata a cercare qualcosa come nelle bancarelle dell’usato.
Insomma…mi sembrava di stare fregando la roba di qualcuno appena morto, proprio durante la veglia, davanti ai parenti.
La chiusura di LP è un dato preoccupante, materiale, che mi fa riflettere su cosa dovrebbero diventare le discherie in epoca Emule per evitare di fallire, potrebbero trasformarsi ad esempio in una specie di Internet Point, con computer collegati agli store di Itunes o roba simile, predisposti per il download, un pò come i Tabacchi dove vai a fare il bollo dell’auto o giochi l’Enalotto, purtroppo però dubito possa interessare il salvataggio di questa categoria ad un’industria discografica già in crisi.
Peccato.


Epictete by Friends

Sono già due gli Epictete pubblicati sul blog che son stati realizzati da amici…
se qualcuno di voi volesse spedirmi una sua versione di Epi farebbe felice me e anche Guillaume 🙂
Dai dai…


Walter Leoni


Mais2


Cartunia (8)

Che poi non è proprio un cartone, però…

 


Concina su Kinart

Ho aperto una discussione sulla Lettera di Bruno Concina su Kinart, e diversi utenti hanno espresso la loro opinione.
La potete trovare QUI.


Ignoranza e OmertĂ 

C’è un filo sottilissimo che separa l’ignoranza dall’omertà, purtroppo però dal risultato finale è molto difficile risalire alla colpa originaria.
In Sicilia si parla spesso di mafia e di pizzo, e non è raro guardare un servizio al telegiornale locale dove la gente intervistata risponde "non ho visto niente". Quella è omertà, che a volte (spesso) nasce direttamente dalla paura, a volte nasce per convenienza, altre volte, tristemente, nasce per abitudine.
Ed è un atteggiamento di quelli che detesti sul serio, di quelli che ti fanno venire il prurito alle mani e vorresti prendere tutti a ceffoni urlando "ma stai scherzando?".
Fino a questa sera io sono stato ignorante, e, involontariamente, omertoso.
Leggo di questa "Lettera di Bruno Concina" da un pò, ma sono stato troppo preso dal lavoro e svariate altre cazzate per non essermi accorto di quel che stava succedendo, e non ho seguito per un bel pò neanche i blog degli altri, come faccio di solito…ergo, io che generalmente cerco di stare attento e informato, mi sono distratto nel momento peggiore (e quando sarebbe un buon momento per farlo?) e oggi leggendo il blog di Manlio ho seguito un filo che mi ha portato dritto dritto a Michele Medda e alla fatidica Lettera di Bruno Concina.
Lettera che adesso ho letto in lungo e in largo, derivati compresi, e che mi fa sentire mostruosamente ignorante e deficiente.

Sorvolando sul mio vittimismo, ne parlo un pò anche io, perchè è giusto farlo e perchè non è una gara a chi ne parla prima, quindi non ho ancora perso l’occasione, e più se ne parla meglio è.

Leggere la lettera è facile, basta andare QUI.

E’ importante leggerla, perchè tratta argomenti delicati e secolari, e, soprattutto, parla di un uomo che si sta esponendo letterarmente per "tutti noi", e anche se io "non lavoro per Disney" non vuol dir nulla, perchè mi riguarda ugualmente.
Quindi riguarda anche te. E te. E te. E anche te che sei un semplice lettore.
Insegnando Storia del Fumetto arrivo sempre ad un punto in cui mi commuovo, ed è quello in cui parlo di Jerry Siegel e Joe Shuster, i creatori di Superman, che furono licenziati dalla DC Comics nel momento in cui iniziarono e chiedere qualche centesimo dei milioni che la stessa casa editrice stava facendo con tutti i diritti derivati del personaggio. Jerry Siegel finì a scrivere anche per il Topolino italiano, e Joe Shuster si ritrovò mezzo cieco e incapace di disegnare. Erano quelli che avevano creato Superman, il colosso alla quale l’intero mercato supereroistico deve tutto, e sono defunti "in miseria", o comunque senza il giusto.
Certo, finalmente negli anni ’70 (nel 1978) riuscirono a strappare qualcosa alla DC, e riuscirono anche a far inserire nelle prime pagine di ogni episodio dell’Uomo d’Acciaio "Di Siegel e Shuster", ma è ben poca cosa sinceramente per quello che hanno fatto e per i soldi che si sono intascati in casa DC.
Negli States, si sa, questa storia durò a lungo anche su altre testate ed editori, e abbiamo dovuto aspettare operazioni nuove ed "indipendenti" come la Dark Horse e la Image Comics per dare l’esempio alle major, che da quel momento in poi hanno iniziato a ritrattare alcune argomentazioni.
Leggere quella Lettera mi dà quella stessa maledetta sensazione, la stessa che provo anche quando guardo il telegiornale locale, che ci sia qualcosa di marcio, che puzza parecchio e che da solo non sai come risolvere, tranne che grattandoti le nocche.
Leggere poi certi aggiornamenti legati ad un articolo apparso su L’Espresso mi fanno ancora più rabbrividire, perchè non sono più così scemo da pensare che il mondo dei fumetti sia tutto rose e fiori e che tutti lo amino e ci lavorino per passione, ma quando si giunge a certi livelli di menefreghismo espressi in maniera così palese mi viene solo da parafrasare una canzone di John Lennon scritta nel periodo di maggior odio per Paul Mc Cartney:

So Sgt. Pepper took you by surprise
You better see right through that mother’s eyes
Those freaks was right when they said you was dead
The one mistake you made was in your head
Ah, how do you sleep?
Ah, how do you sleep at night?

You live with straights who tell you you was king
Jump when your momma tell you anything
The only thing you done was yesterday
And since you’re gone you’re just another day
Ah, how do you sleep?
Ah, how do you sleep at night?

Ah, how do you sleep?
Ah, how do you sleep at night?

A pretty face may last a year or two
But pretty soon they’ll see what you can do
The sound you make is muzak to my ears
You must have learned something in all those years
Ah, how do you sleep?
Ah, how do you sleep at night?

Infine, senza mettere in dubbio tutte le cose buone che son state fatte, ci sarebbe da ricordare che il signor Disney fu quello che firmò un contratto in esclusiva per i Silly Simphonies con la Techicolor, in modo da metterla definitivamente nel di dietro a tutti gli altri studios che producevano cartoni animati, e fu anche quello che pretendeva la paternità di personaggi che mai aveva lontanamente pensato, e la Disney fu quella che annunciò il "Re Leone" come "primo soggetto originale" quando era sputato a Jungle Taitei di Tezuka (Kimba), e avrei anche qualche aneddoto simpatico da raccontare che mi riguarda direttamente…insomma, che il DNA sia stato segnato fin dall’inizio in un certo modo era inevitabile, peccato "solo" che in questi casi il lavoro e il cuore di gente come Giovan Battista Carpi sia quasi dimenticato, per non usare un altro termine…


Senza voler sembrare sarcastico su questioni magari non note a tutti, semplicemente mi ha fatto molto ridere la vignetta sottostante dell’ultimo numero di Thor & i Vendicatori.


Numeri Ricorrenti

Ci sono numeri a cui si fa più caso di altri, e si dice che ognuno di noi abbia un proprio numero ricorrente.
Il mio numero ricorrente nasce per caso, e lo diventa per gioco, condiviso insieme ad altri due amici (vero Filippo e Quirino?), un numero che dal liceo non ho fatto a meno di notare sparso qua e là, a volte simpaticamente altre un pò più tristemente, come oggi.
Fine di un post enigmatico come tanti.


Osservazione, Documentazione e Ispirazione

Dopo Esser bravi non con Conta una Pippa e Higlander? Fumettista, prego ritorno alle mie disgressioni sugli aspiranti disegnatori di fumetti.

Stavolta parlo delle tre Grazie del Fumetto, le tre Muse Ispiratrici, tre elementi che spesso e volentieri sembrano mostri mitologici e leggendari.

Osservazione:
Vuoi fare fumetti? Devi dare un colore al sole? Il sole NON è giallo!!! La luna non è gialla! Nessuno ti dice quali siano le "proporzioni ufficiali del corpo umano per chi vuol fare fumetti"? Alza la manina e trovati le TUE proporzioni, se non ti accorgi di aver disegnato un essere umano con la testa gigante allora non puoi fare questo mestiere. Davvero. Lo potrai anche disegnare di merda, ma un pò di occhio ci vuole, sono il primo a urlare ai quattro venti che il talento non serve a nulla, ma l’osservazione, lo stare attenti, la concentrazione insomma, è alla base di tutto, con quella anche se sei una schiappa o prometti poco (vedi ME) puoi arrivare a risultati decenti.
E’ necessario fare tabula rasa, scrollarsi di dosso TUTTE le convinzioni che si hanno per studiare tutto allo stesso modo (DA ZERO), e accorgersi dopo un pò che "quel naso tanto carino" in realtà faceva cagare.
E farlo non è così difficile, basta osservare.

Documentazione:
La strada inizia a farsi in salita, fra l’altro con due corsie:
1) Come cacchio puoi pensare di fare fumetti se "non ne hai mai letti"? Ok, non ne hai mai letti…INIZIA ALLORA! Sai quanta roba devi recuperare? Credi sia poco importante? Lascio alle parole di Robert Crumb:

Il fumetto è un medium a parte. Raccontare una storia è una cosa pazzesca. Si tratta di un medium con imperativi e bisogni particolari. Tra di noi, parliamo molto dei grandi del passato che ci hanno ispirato, degli illustratori che ammiriamo. Tutto gira intorno al disegno e alla tradizione dell’illustrazione. All’interno del mondo del fumetto, nessuno arrossirebbe all’idea di essere  stato influenzato da qualcuno. C’è questa fierezza di appartenere a una tradizione. È l’idea stessa di tradizione che è forte tra di noi. Non ci vergogniamo di prendere in prestito una tecnica o un arnese già usati da un altro artista; ognuno di noi ha gli stessi problemi da risolvere: disegnare una figura, mettere le ombre, tratteggiare, usare un pennello, usare un pennino.

2) Sembra quasi che la documentazione debba farsi solo nel caso di una storia ambientata nel medioevo o nella Firenze del 1278. Anche qui: TABULA RASA! Tutto quello che pensi di ricordare probabilmente sarà SBAGLIATO! Si perde molto meno tempo a cercare su google una foto di New York che pensare di avere ben stampati in testa i palazzi tipici di quella zona.
E questo chiaramente vale per i costumi (un poliziotto? ma lo sai che la divisa del poliziotto cambia da stato a stato?), per le ambientazioni (mare, montagne, alberi…) e si torna dinuovo all’Osservazione! Perchè guardare una foto del mare in tempesta può si farmi capire il movimento delle onde, ma devo anche studiarci su per trovare la MIA sintesi di quel movimento, così dovrò guardare, ad esempio, un filmato di un mare in tempesta, o una sequenza fotografica.

Non "perdi tempo" a documentarti? Dai tutto per scontato? Perfetto, lavoro in più per me.

Ispirazione:
Ecco le due reazioni tipiche sull’argomento:

1) Io ho già il mio stile.

2) Voglio preservare la mia integrità artistica.

E c’è anche una terza categoria, quella dei timidoni, che ha paura di essere scoperti a rovistare fra la roba altrui, crede che guardare un altro artista possa sembrare sinonimo di "copiare" e che la sua anima verrà
per questo condannata ai fuochi eterni.

A tutte e tre le categorie dico: CAZZATE. Le prime due categorie poi sono il male assoluto, gli concedo due aggettivi, ignoranti e boriosi, chi dopo aver letto questo post si rende conto di beccarsi il primo aggettivo è ancora in tempo per redimersi.

Come esempio, linko il blog di Barbara Canepa, un’artista con una personalità artistica forte e ben precisa e che però non fa altro che parlare degli artisti che ammira e che la ispirano.


Action Figure a confronto

Ok, le action figure di Lost mi avranno anche viziato…ma avete visto quanto sono brutte quelle di Heroes?


BimboBomba

Alessandro Dezi ha chiesto a me e Mais di partecipare alla mostra benefica Children no More, ed io ho realizzato questa illustrazione con grande piacere…


http://foolys.interfree.it//epictete2.swf
Epictete


Le Risposte Sotto Casa

Un amico tempo fa mi diceva che nei dintorni di casa mia c’era proprio tutto.
Stasera dopo aver posteggiato ho notato questo cartello.


Domani mi vado ad iscrivere, magari scopro qualcosa…


Similitudini

Io dico che Gianni Drudi si incazza (e anche un pò Paola e Chiara)…

…anche se è impossibile non amare Günther…


15 anni fa

Chi mi conosce bene sa quanto sia attaccato al passato, certo, son sempre proiettato al futuro, però non nego di passare molto tempo a ricordare o rivedere certe cose…
Soprattutto, ho sviluppato fin da subito un contatto morboso col liceo, ne ho anche parlato, a disegni, sul mio fatidico Pluie d’ete, e ricordo sempre i miei 15 anni (e quel paio di anni attorno avanti e indietro) come gli anni della svolta, quelli che mi hanno portato ad essere realmente quel che sono, quelli in cui scopri tutto e tutto è ancora nuovo.
In quegli anni stavo con una ragazza, la mia prima ragazza, e sono successe davvero mille cose, e poi facevo i miei primi fumetti "importanti (per me)", iniziavo una vera vita sociale al di fuori della scuola…
Insomma, io al liceo ma la sono davvero spassata.
Così, in un momento in cui fra non molto gli anni del liceo saranno ormai lontani metà della mia vita, Alice decide di sposarsi.
E’ una grande notizia, e sono felicissimo per lei di questo passo, ma è una sensazione strana, perchè vedo "quanto è cresciuta", insegna in una scuola artistica, va alle gite scolastiche, partecipa alle riunioni dei professori…
Insomma, il tempo passa, ultimamente lo dimentico più spesso, ma quando faccio allacci di questo tipo rimango ancora preso da una forte sensazione, che ormai non è più nostalgia o tristezza, al contrario, è qualcosa di profondamente emozionante.
Tanto per rincarare la dose, sempre quest’anno, si sposeranno anche Filippo e Alessandra, e anche Filippo lo conosco bene fin dal liceo…
Bastardi, si son messi d’accordo per farmi piangere.
Tzè.


Dò i numeri

600 sono le persone che si sono accalcate l’altra sera (entra ed esci, non tutte insieme…) all’Agricantus, è una stima che ho raggiunto in base ai biglietti venduti (200) e alla gente che a un certo punto doveva necessariamente entrare senza pagare perchè i biglietti erano appunto finiti.

Vorrei santificare dunque qualche persona (IN ORDINE STRETTAMENTE ALFABETICO)

– Alessandro, che con il suo entusiasmo e la sua disponibilità ha portato una marcia in più.
– Anna, che mi è stata affianco sul palco e ha sbrigato numerose faccende.
– Francesca, senza lei poco di quel che faccio si sarebbe realizzato (dai concertini a questo).  In realtà dovrei ringraziare tutto l’Agricantus, ma non me ne vogliano Vito, Francesco, Giusy e Matteo se è Francesca che si sorbisce maggiormente le mie telefonate.
– Mia Madre, che come ogni anno si prodiga a volermi aiutare nel costume e quest’anno si è messa anche a fare quello di Federica.
– Pietro, per le foto sempre splendide.
– Salvo, che è stato tutta la sera a rompersi le scatole (insieme a Francesca) per tenere i cancelli ben chiusi.

Chiedo scusa ufficialmente a:

– Marco, si, lo so, ne abbiamo già parlato ed è tutto apposto, ma sono stato davvero sgarbato e lo dichiaro apertamente.
– Giorgio, avrei voluto vederti di più…

In generale, come per Giorgio (ma lui era sceso da Roma…), non ho salutato nè cagato parecchia gente, se vi può consolare non son stato proprio con nessuno, penso lo sappiate, ma credo che in realtà dispiaccia più a me, che non ho avuto la possibilità di parlar molto intimamente tranne che dalle 2 in poi…

Chiedo scusa soprattutto alla gente rimasta fuori, non era previsto, anche se in effetti chi arrivava alle 23 e si lamentava…beh, noi abbiamo aperto alle 21:30…

Infine, più del solito, guardo le foto e scopro magnifici costumi che non avevamo notato, e mi dispiace.
Mi attrezzerò anche per questo se può consolare…

Inizio a notare che gli eventi che organizzo diventano sempre più importanti.
Bene.
Si può iniziare a fare sul serio…

Alla prossima 🙂


La stanchezza porta il mio nome…

Incredibile la serata di ieri, ma ancora più incredibile è stata la giornata di oggi…
Si sono accalcate in maschera più di 600 persone, un autentico e assolutamente insperato successo, sono orgoglioso ma anche sconvolto, perchè molta gente è rimasta fuori ed io sono terribilmente dispiaciuto per questo…ma nessuno, davvero, poteva immaginare qualcosa del genere, che ha creato di conseguenza numerosi ritardi su tutta la scaletta.
Ma è un dato che non si può dimenticare, un dato che mette speranza per qualcosa di più grosso.
Comunque basta, su Kinart potete leggere una discussione apposita QUI, e QUI potete vedervi un pò di foto in continuo aggioramento.
E questo sono io…


Carnevale a Fumetti

Ed eccoci arrivati al giorno fatidico.
Organizzare questi eventi diventa ogni volta sempre più facile ma anche sempre più faticoso. Dovrebbe essere una passeggiata perchè alcuni meccanismi sono ormai belli che rodati, ma è chiaro che per ogni discesa spunta una nuova salita.
Sono stato molto nervoso e molto in ansia, in realtà la serata ancora deve venire e finchè non sarà passata non potrò certo togliermi del tutto quelle sensazioni, ma nei giorni passati ho avuto davvero dei momenti bui.
Purtroppo ci sono stati alcuni problemi di organizzazione che tutto facevano tranne che rendere le cose facili come avrebbero potuto essere.
Anna (Zito) mi è stata accanto per aiutarmi, ma non posso assolutamente non nominare anche Francesca, che supporta sempre qualsiasi evento faccia all’Agricantus. Le ringrazio già in anticipo.
In ogni caso, stress a parte, oggi ho provato una nuova sensazione: sentire così tanta gente emozionata all’idea della serata di stasera, che si prepara da settimane, a volte anche da mesi, palpare questa energia stranissima che ruota intorno ad un evento che ho organizzato…è veramente indescrivibile…prima ancora di sapere come andrà a finire, mi sento davvero orgoglioso, sarà pure (solo) una festa di Carnevale, ma mi sono molto soddisfatto…
C’è anche Giorgio (Pontrelli)!!!

PS: Alle 12:00, su TVT, potrete vedere in diretta me ed Anna…con svariate repliche durante la giornata.


Si ricomincia…

PS: per fortuna sono riuscito a vedere la puntata per intero senza mai pensare che un personaggio avrebbe urlato all’improvviso "parrucconi" a tutti.


Live: L'Aura

Ok, dato che ormai mi capita piuttosto frequentemente di vedere concertini e concertoni, ho deciso di iniziare a fare delle piccole recensioni; quest’anno mi era già capitato di vedere Stefano Bollani+Petra Magoni+Ferruccio Spinetti+Enrico Rava+I Visionari, poi Magoni & Spinetti a solo e infine Francesco di Giacomo/Rodolfo Maltese/Maurizio Pizzardi.

Sabato sera è toccato a L’Aura, una giovane promessa che seguo con piacere ed interesse dai suoi esordi; il suo primo album – Okumuki – mi aveva particolarmente toccato in alcuni passaggi e canzoni, ed il secondo – Demian – ha confermato le mie aspettative.
Si tende un pò troppo spesso ad accomunarla ad Elisa, causa somiglianza a tratti della voce addizzionata ad un’inquietante somiglianza fisica, ma penso che questa povera ragazza ne abbia le scatole piene di questo confronto, soprattutto perchè musicalmente va invece in direzioni molto diverse, specie nel secondo album, con bellissime sfumature jazzate. Anche la voce, nelle tonalità alte si spezza e si sporca in maniera gradevolissima, con reminiscenze che inizialmente andavano spesso verso Tori Amos, mentre adesso ha acquistato una personalità tutta sua.

Il Live era curioso, seguo il suo blog e già sapevo di questa formazione di soli 3 archi, un flauto e lei che ogni tanto suona il piano, gli arrangiamenti erano davvero ben fatti in questa versione, e lei è stata tecnicamente impressionante, assolutamente perfetta, notevole.
Di contro, chi la segue sa bene che la media dei suoi pezzi è già abbastanza "morbida", così il pubblico palermitano è stato un pò maleducato rumoreggiando con un brusio di fondo particolarmente fastidioso, portandola addirittura a dire "so che le mie non sono canzoni da sabato sera"…in realtà la colpa è da imputare al locale che aveva il bar aperto, e quindi chi era lì per aver ascoltato quei due o tre singoli movimentati più conosciuti probabilmente andava a farsi una birra nell’attesa delle note familiari.
Conto su di lei, vedo che è in continua maturazione e mi aspetto grandi cose, soprattutto ha il potere di essere riuscita a creare due o tre atmosfere che mi hanno molto colpito emotivamente, e anche ieri sera ha toccato felicemente alcune corde.


5 cose strane

Quando ho visto iniziare questa catena da Diego non vedevo l’ora di parteciparvi.
Sono stato nominato a rotazione da Faureiana, Delund e Claudio, e ho temporeggiato prima per mancanza di tempo pre-Angouleme, poi per mancanza di batterie, poi per mancanza di idee.
Ma la catena va rispettata, ed eccomi qui.
In realtà, vado fiero di tutte le cose che ho fotografato, e alcune mi piacciono per davvero, ed essendo la mia stanza piena di roba inutile o strana ho cercato di mettermi nei panni di un visitatore.

Numero 5

Graffette a forma di ossa donatemi da Gabriella, ex-alunna della Scuola del Fumetto, figlia di farmacista.

Numero 4

Dentro quella provetta c’è del mercurio. Lo conservo gelosamente (ed inutilmente) da quando si è rotto un termometro.

PODIO
Numero 3

Cioccolattini di San Valentino a forma di Spongebob, donati dalla sorella di Mais a Mais e poi a me (ne avevano due scatole). Quelli che mancano sono stati mangiati da loro (l’altra scatola è intera), leggenda narra che il sapore sia veramente pessimo.

Numero 2

Donato da Mais e Rice, un Pixie/Campana il cui batacchio sono i suoi piedi attaccati ad una catenella. Geniale.

Ed infine…
NUMERO 1

Il 45 giri del Monachello Superman, canzoncina realizzata per una marca di caffè locale e tormentone della mia infanzia. Avessi tempo, lo passerei in mp3…ci penserò…

Ed ora, scrocchio le dita, e passo la palla a:

Mais
Federica
Salvo
Alice
Emiliano


Quando i concerti entravano a far parte della storia…

La musica sta prendendo una strana piega, ci si dimentica fin troppo spesso che il disco, per quanto sofisticato possa essere, dovrebbe quasi essere una scusa per lanciare un nuovo Tour del gruppo o artista in questione.
E’ una questione delicata, alcuni gruppi scelgono dichiaratamente la strada dello studio per esprimersi al massimo e così si mette un pò da parte l’importanza del live, ma esempi estremi come i Pink Floyd o i Radiohead dimostrano pienamente come nei live si possa portare TUTTO senza perdere lo smalto del disco.
Per gusto personale, ho sempre preferito i live in cui si sentiva palesemente la differenza con lo studio, la traccia che mancava, il coro in meno, in ogni caso la scusa che nei live non si possa replicare lo studio sta prendendo un pò piede, soprattutto fra gli ascoltatori che a volte sono grossi fan di qualcuno che non hanno mai avuto il piacere (o l’interesse) di vedere dal vivo.
Ma c’è stata un’epoca in cui alcuni concerti erano dei veri e propri eventi discografici, a volte più degli stessi dischi da cui erano tratti i brani del live, e che fin dalla loro uscita mostravano apertamente la loro grandezza.
Eccone qualcuno:


Deep Purple – Made in Japan

Un live assurdo, registrato con un solo 4 piste, con una forza senza pari. Molte canzoni sono più famose in questa versione che in quella originale, qualcosa che non potrebbe accadere più.


Simon and Garfunkel – The concert in Central Park

Un evento incredibile, un concerto gratuito con un’affluenza strepitosa, un duo storico che non si esibiva da tempo. Storia.


Yes – Yessongs

Il live più importante del periodo, fotografato all’apice creativo di un gruppo che all’epoca era in testa alle classifiche, impensabile adesso visto il genere di musica.


Dalla & De Gregori – Banana Republic

Due artisti in quegli anni agli antipodi – Dalla era considerato un grande cantautore e musicista virtuoso, De Gregori un autore dalla voce poco sonora e dai testi criptici – per un live sincero e appassionante. Ne fu tratto anche un film, con canzoni diverse dal disco.


Pink Floyd – The Wall Live

Una rappresentazione scenica senza precedenti, in realtà i Pink Floyd avrebbero almeno altri 2 o 3 tour dalla quale avrebbero potuto trarre altrettanti dischi/evento.


Queen – Live at Wembley ’86

Uscito dopo la morte di Freddie Mercury, un concerto che era già un mito. Ultimo tour dei Queen, quasi l’ultimo concerto (il penultimo), scaletta lunghissima e stracolma di successi. Adesso il Wembley stadium non c’è più.


Led Zeppelin – The song Remains the Same

Importantissimo, ma avrebbe potuto esserlo di più. Molte polemiche per il film, esce qualche anno dopo le registrazioni nel momento sbagliato, il 1976, quando il punk stava per esplodere.


Fabrizio De Andrè – In Concerto (con la PFM)

Unione storica, arrangiamenti rinnovati. Musica per le orecchie.