Archivio per dicembre, 2007

2007

Siamo giunti al 31 dicembre, ed è ora di fare qualche bilancio…
Anno veramente strano questo 2007, per me.

È l’anno di una sinistra che è riuscita a farmi dubitare della frase "alle elezioni ho votato il male minore".
È l’anno della morte di Mike Wieringo, uno dei miei disegnatori americani preferiti ed in assoluto uno dei più sinceri e devoti al fumetto.
È l’anno in cui viene arrestato Salvatore Lo Piccolo.
È l’anno della vincita di Giovanni Di Gregorio come miglior sceneggiatore per Brancaccio.
È l’anno in cui Annamaria Franzoni viene condannata a 16 anni di detenzione ed è ancora in giro.
È l’anno dell’uscita di Spider Man 3, che purtroppo non è minimamente all’altezza dei primi due.
È il trentesimo anniversario dell’uscita di due canzoni storiche quali We Will Rock You e We are the Champions, nonchè trentesimo anniversario dell’esplosione del Punk.
È l’anno della morte di Filippo Raciti, per dimostrare ancora una volta quanto sia facile strumentalizzare un evento creando delle forti classificazioni.
È l’anno della reunion dei Led Zeppelin.
È l’anno dell’uscita del film dei Simpson.
È l’anno della nascita del nuovo partito di Silvio Berlusconi.
È l’anno dell’uscita de Il Giocatore, libro a fumetti disegnato da Gianni Allegra.
È l’anno in cui Dario Argento trova la forza ed il coraggio di chiudere la trilogia aperta con Suspiria e Inferno.
Poi.
In maniera strettamente personale:
È l’anno che ho passato maggiormente a Roma.
È l’anno in cui è uscito Pioggia d’estate per gli Humanoidi.
È l’anno in cui ho stravolto totalmente la mia vita privata.
È l’anno in cui ho sofferto la più grossa batosta a livello professionale della mia vita, che mi ha portato alla più grossa crisi e perdita di fiducia nel mestiere del fumettista.
È l’anno della rinascita di Kinart.
È l’anno dell’uscita di Epictete.
È l’anno in cui ho iniziato ad insegnare più assiduamente alla Scuola del Fumetto.
È l’anno in cui abbiamo finalmente iniziato a lavorare su X-Campus.
È l’anno in cui ho ricevuto lodi e commenti esageratamente positivi tali da illudermi profondamente sul mio furuto.
È l’anno in cui sono salito per la prima volta a Torino, a casa di mio fratello.
È l’anno in cui ho rivisto tutti i miei zii e molti altri parenti e amici di vecchia data.
È l’anno dello scoccare del mio ultimo anno da ventenne.
È l’anno dell’uscita del primo fumetto della mia bella Mais.
È l’anno di V for Fumetto.
È l’anno in cui ho visto più concerti gratis e di alta qualità della mia vita.
È l’anno in cui sono stato disattivo per più tempo da 7 anni a questa parte.
È l’anno della morte di una delle persone che mi era più cara al mondo.
È l’anno dei sensi di colpa all’ennesima potenza.
È l’anno in cui sono riuscito a passare due mesi buoni di tranquillità e felicità assoluta.
È l’anno delle Ragazze col Fucile.
È l’anno in cui ho ripreso a suonare con vecchi amici.
È l’anno in cui ho cambiato grafica al blog.
È l’anno dei capelli più corti che abbia mai avuto.
È l’anno in cui ho imparato a fare il sushi a casa.
È l’anno in cui ho perso 16 chili e ho ricominciato ad indossare la taglia M.
È l’anno in cui Alice e Marco, prima, Filippo e Alessandra, poi, hanno deciso di sposarsi, e l’anno in cui Fabio e Daniela e Enza e Giuseppe l’han fatto.
È l’anno della nascita del secondo bimbo di Sabina.
La media fatela voi.
Ci si vede l’anno prossimo, grazie a tutti 🙂


In che film sono?

Giochino di fine anno.
Indovinate sul set di quale film, e magari in che scena, sono.
Mi ci sono fatto portare apposta 😀

Il vincitore sarà premiato con la mia ammirazione.


Kinart SOLO IL FORUM

Benedetta fu la decisione di smistare Kinart in diversi sottosezioni, il blog, il forum etc…
Le visite su Kinart questo mese hanno raggiunto il massimo storico esaurendo la banda mensile del nostro host, così momentaneamente, fino al 31, il dominio http://www.kinart.it non è accessibile.
Per fortuna è attivo il Forum, e sono attivi, in parte, i Tutorial, in parte perchè alcune immagini, specie quelle degli ultimi Tutorial, erano caricate direttamente sull’host incriminato.
Ma oggi la nostra cara webmaster ha acquistato un nuovo host, con una banda 100 volte superiore alla precedente, quindi a gennaio sarà tutto come prima.
Se non meglio.
Dato che, host nuovo, piattaforma nuova…
🙂


Ritorno a casa

Ma quanto lunga è stata questa giornata?
In tutto questo, mi sono ricordato che avevo lasciato completamente in sospeso il mio resoconto lucchese con l’ultima parte, ovvero il passaggio da Firenze.
Farò quindi adesso un veloce riassunto: dopo Lucca io e Mais siamo stati due giorni a Firenze. Fine. Non è vero…
In realtà ci sarebbe molto da dire, soprattutto sull’impatto devastante che ha avuto in me la visione di Piazza della Signoria, l’unica altra volta che mi ero commosso tanto risaliva alla Pietà a S. Pietro, ma non ho molte parole per esprimerlo, solo non lo dimenticherò mai.

Ho trovato Firenze una città bella, pratica e, soprattutto, terribilmente economica in proporzione al suo valore turistico.

Ma parliamo adesso di Torino…

Come preannunciato ho passato il Natale lì, in famiglia dopo 4 anni credo, la casa di mio fratello è molto carina, ma soprattutto c’erano riscaldamenti accesi a tutte le ore, il che era una gioia per la mia ormai assoluta intolleranza al gelo. Premio speciale: il termosifone esattamente accanto al cesso, in modo che abbassandosi i pantaloni ti ritrovavi immediatamente le gambe scaldate. Confortevole.
Il mio arrivo a Torino non è stato dei migliori, era una settimana che soffrivo di violenti mal di testa, che non andavano via neanche con novalgine e mesulid, mal di testa che poi ha anche rovinato, almeno a me, la cena a sorpresa per la laurea di Filippo e Alessandra e l’apertura dei regali con Mais, mal di testa che mi ha preoccupato così tanto che atterrato a Torino mi son fatto portare direttamente, udite udite, al Pronto Soccorso, mai che io abbia fatto una roba simile, sia chiaro, ma almeno dopo ore di attesa mi son sentito dire che la mia è una semplice ma fastidiosa emicrania dovuta, appunto, al freddo, e ho potuto constatare che al Pronto Soccorso di Torino ci sono medici gentili, precisi e incredibilmente affabili, cosa che a Palermo non se ne parla proprio.

Dopo questo straordinario primo tempo, abbiam passato il Natale lì, fra una giocata a carte e una partita a Super Mario con Federica. Ieri invece mi son visto con Pieshiro, amico palermitano anch’egli lì per parentado, con cui ho girato mezza giornata Torino, soffermandoci un bel pò al Museo del Cinema, che consiglio caldamente a tutti, una visita divertente, interattiva, affascinante, e ricca ricca ricca.

E stamattina ero a Stupinigi prima di partire, dove ho scattato alcune foto con colori veramente splendidi…



…e potuto vedere qualcosa che qui in Sicilia non esiste tranne che sulle Madonie, ovvero l’erba ghiacciata.
Bellissimo.


Natale a Torino

Mio fratello sta a Torino da anni.
Io, coerente alla mia linea editoriale, ovvero poco tempo a volte anche per andare in bagno, e viaggiare assolutamente solo in tappe legate ad appuntamenti o avvenimenti lavorativi (sia chiaro che non me ne vanto), non avevo ancora avuto dunque l’occasione per salire a trovarlo nella sua dimora, anche perchè spesso è lui a scendere, e quindi…
Gli ultimi 3 anni i miei son sempre saliti su da lui per Natale e Capodanno, io fra una scadenza ed un’altra, o come l’anno scorso nell’attesa di una risposta (che poi non è arrivata), ho quindi passato le feste "da solo", cioè, mai veramente da solo, intendo semplicemente non con loro.
Quest’anno son riuscito a ritagliarmi 3 giorni, e già il lavoro mi pesa sulle spalle, difatti salirò col portatile e mi peserà anche fisicamente sulle suddette, inoltre sembra che non avrò a disposizione alcun tipo di connessione, il che è una tragedia di dimensioni sovraumane ma spero di accomodare in qualche modo.
In ogni caso.
Saprete perchè non risponderò a email e messaggi per qualche giorno.
Anche su Kinart.
Byeee.


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Fumetti sotto l'Albero 2007: un successo!!!

Fumetti sotto l’Albero quest’anno è andata veramente bene.
Ok, forse se non si rompeva la mia chitarra e non perdevo il cappello comprato il giorno prima poteva andar meglio, ma questa è una visione totalmente soggettiva…
E, in ogni caso, sono pienamente soddisfatto del risultato.

C’era davvero tanta gente.

La mostra è la più ricca che abbiamo mai installato, con circa 130 tavole appesa fra fumetti ed illustrazioni.image

Paola Cannatella, Roberto Di Salvo, Marco Failla, Aurelio Mazzara e Mais (che ha gestito anche il banchettino con albi e spillette) hanno disegnato ininterrottamente dalle 22:30 alle 2, li ringrazio ancora tantissimo.image

L’intermezzo musicale dei Good Company ha funzionato molto bene, grazie a Stefano, Vincenzo e Daniele (anche se in questa foto Daniele manca…).image

La presentazione di Inchiostro di Jack, Mono e Maschere è stata seguita con estrema attenzione.image

Abbiamo ufficializzato il Cosplay del prossimo 5 febbraio, presentato da Anna/Nausicaä.image

La mostra rimarrà, udite udite, fino al 6 febbraio, ovviamente sempre presso i locali del CCP Agricantus, che ringraziamo in blocco.image

La galleria di foto dell’evento sarà messa online fra venerdì e sabato.

Grazie!!!


Il Baracchino

Non ne ho mai avuto uno, e non ne ho neanche mai visto uno, così la foto l’ho presa letterarmente alla cieca.
Però, nonostante tutto, li conosco bene ed è giusto parlare di un qualcosa che credo sia totalmente sconosciuta alle ultime generazioni, ovvero Il Baracchino.
Il Baracchino era una sorta di Walkie Talkie evoluto, una ricetrasmittente con la quale era possibile comunicare a distanze relativamente elevate, parlare con gli amici, organizzarsi per la sera, ma, soprattutto, possiamo considerarlo una sorta di precursore di tutti quei programmi stile messenger che usiamo comunemente, dove è possibile conoscere qualcuno anche se non lo hai mai visto di presenza, solo che in questo caso era circoscrivibile al tuo quartiere o giù di lì.
Il Baracchino a casa mia era famoso per un motivo: alzando il telefono, intercettavo sempre quello di qualcuno nelle vicinanze, che incombeva durante le mie prime chiaccherate con qualche ragazza e che si divertiva a cantare (male) canzoni di Battisti e Baglioni, o a urlare e ridere come un pazzo.
Ovviamente, essendo il sistema diverso, io potevo sentire lui ma lui non poteva sentire me, così questo terzo incomodo a volte era una rottura di palle ma altre era un autentico divertimento, perchè potevamo ascoltare in diretta i deliri di questo sconosciuto e ridergli in faccia senza che se ne accorgesse.
Mi sono accorto solo dopo molto tempo che il misterioso radioamatore non trasmetteva più, ma ci penso spesso.
Chi di voi aveva un baracchino?


Robert Crumb dice…

Marco Veneziano è un amico, ex-compagno di liceo, che adesso vive a Parigi.
Niente bella vita, non immaginatelo a bere champagne e mangiare omelette davanti la torre Eiffel, lui è lì perchè vuole stare lì, e suda per rimanerci, con una forza di volontà ammirevole, lavorando sodo ogni giorno.
Marco è un appassionato di fumetti, e lì non può che essere beato da questo punto di vista, trovandosi sottomano praticamente tutto, anche se magari rimpiange l’eventuale albo Bonelli.
In ogni caso,  continuando ad interessarsi dell’argomento, mi ha letto l’altro giorno per telefono un passo di una recente intervista a Robert Crumb che ho trovato veramente bella, e Marco si è offerto di tradurla per benino solo per potermi permettere di inserirla qui e su Kinart.
Grazie! 🙂
Ps: vorrei fare notare la spettacolare foto in basso, che ritrae Crumb e la sua famigliuola.
Leggete, e magari commentate…


Le Belle Arti. Il fumetto e la tradizione

La persone colte, che hanno studiato Belle Arti, sono spesso completamente ignoranti in materia di fumetto e illustrazione. Lo sguardo non è per nulla lo stesso. D’altra parte devo ammettere che provo un certo disprezzo per il mondo dell’arte. Dopo la Seconda Guerra mondiale, tutto si è fatto più confuso all’interno del settore, il linguaggio estremamente verboso; il modo in cui se ne parla mi pare uno «speak-art». Un gergo. Non capisco di che cosa parlino. E nemmeno se si capiscano tra di loro. Suppongo di sì. È un linguaggio isolato e tagliato fuori dal mondo reale. E il denaro vi è diventato onnipresente! In realtà, più ce n’è, più va tutto a puttane. Nei comix e nell’illustrazione, le cifre in gioco sono ben lontane da quelle dell’arte. Sono molto più oggettive, direi. All’antica. L’arte istituzionale ha appena cominciato ad assimilare i comix. Quando io ho cominciato, negli anni ’60, la gente che si occupava d’arte mi diceva sempre la stessa cosa: «Perché fai fumetti? Sei dotato. Prendi una tela e dipingi». Sarei d’altra parte tentato di vedere in questa assimilazione un segno tra i tanti di una sorta di crisi del mondo dell’arte. Quest’ultimo si è ingrandito in maniera spettacolare. Non vi è più alcuna circolazione, e tuttavia un continuo bisogno di sangue fresco. Diciamo che, a partire dal cubismo, ha fatto della rottura il suo credo. Ogni artista che voglia farsi un nome deve creare qualcosa d’interamente nuovo e originale. Bisogna che distrugga tutto ciò che ha corso oggi. Quanto potrà durare? Oggi si strizza l’occhio al mondo dell’arte popolare, al fumetto, e poi? Chi c’è dopo sulla lista?
La minaccia include gli stessi capitali in gioco, in quanto le grosse somme di denaro non vengono investite su cose destinate a essere moltiplicate attraverso la stampa. Il fine della mia arte è la stampa. Non la tavola originale. Certo, le mie tavole mi fanno guadagnare un bel po’ di soldi. Ma d’altra parte la cosa mi soddisfa solo parzialmente. Non mi eccitano molto l’esporre e cose del genere. In ogni caso molto meno di quando vedo ciò che diventano i miei disegni una volta stampati. Il brivido, per me, sta lì; la magia è questa: il volume fresco di stampa. Ora, al giorno d’oggi, posso farmi più soldi con le tavole originali che con i miei libri. Come si fa a dire no a una cosa simile? E tuttavia, la vivo come una perdita di tempo, e mi dà fastidio. […]

[…] Mi sento molto più vicino ai miei colleghi disegnatori. Sono loro gli artisti con i quali ho più affinità. Il fumetto è un medium a parte. Raccontare una storia è una cosa pazzesca. Non vuol dire soltanto disegnare un affare sul muro. Si tratta di un medium con imperativi e bisogni particolari. Tra di noi, parliamo molto dei grandi del passato che ci hanno ispirato, degli illustratori che ammiriamo. Tutto gira intorno al disegno e alla tradizione dell’illustrazione. All’interno del mondo del fumetto, nessuno arrossirebbe all’idea di essere  stato influenzato da qualcuno. C’è questa fierezza di appartenere a una tradizione. È l’idea stessa di tradizione che è forte tra di noi. E la trovo sana. Nessun bisogno di distruggere checchessia. Non ci vergogniamo di prendere in prestito una tecnica o un arnese già usati da un altro artista; ognuno di noi ha gli stessi problemi da risolvere: disegnare una figura, mettere le ombre, tratteggiare, usare un pennello, usare un pennino. È la ricchezza della nostra tradizione. Quando si guarda a ciò che ha fatto un tipo come Joseph Beuys, ci si accoge di quanto poco esso sia. Non sono altro che idee astratte, non evocano nessuna tradizione del mestiere dell’arte. D’altra parte, si direbbe che il mondo dell’arte diffidi del mestiere. […]  

(da un’intervista a Robert Crumb. Erik Verhagen, Robert Crumb contemporain malgré lui, in Art Press, n. 340, Parigi, Dicembre 2007)


Say it's not True

Dal 1 dicembre è online una nuova canzone dei Queen, scaricabile gratuitamente da QUI.
La canzone non è un inedito, fu composta all’epoca del bel concerto per Nelson Mandela, e ho avuto il piacere di ascoltarla dal vivo anche nel tour con Paul Rodgers, solo che l’arrangiamento era ancora molto semplice, solo Brian alla chitarra, e quando ho scaricato l’mp3 ero convinto fosse la stessa, soltanto senza il pubblico di sottofondo.
E invece mi hanno sorpreso…ci sono riusciti ancora.
Fino a prima di questo, l’ultimo pezzo originale firmato Queen, purtroppo, era No one but you, pezzo dedicato a Freddie Mercury che non ho mai amato molto, anzi, non dico che lo detesto, ma l’ho sempre considerato bruttino, una canzone che messa in un album l’avrei considerata gradevole, ma che come "ultima canzone dei Queen" era davvero pesante da reggere…inoltre, in italiano, era perfetta per essere cantata da Mino Reitano.
L’ho sopportata solo nella versione del musical We Will Rock You, in quel contesto andava bene, e il cantato era anche meno sdegnoso.
Comunque.
Say it’s not True era già un bel brano, con un bel testo e una bella melodia, molto Roger Taylor solista, adesso ha un bell’arrangiamento Queen, con un nuovo grande assolo di Brian May, ed io sono felice.
Anche se non pienamente soddisfatto.
Questo perchè, definitivamente, neanche in studio, John Deacon risulta presente.
C’è la bella voce di Paul Rodgers, che non considero un sostituto di Freddie, inutile fare confronti, ma è veramente bravo e si merita tutto il mio rispetto, e io sono uno di quelli a favore anche per il nuovo album con lui alla voce, Freddie è sempre Freddie, ma i Queen, per quanto si possa dire, non erano solo lui, e anche soltanto il signor Brian May ha firmato buona parte delle canzoni importanti del loro repertorio, e quindi non credo si meriti di starsene a casa a non far nulla.
Certo. Sarà ben diverso, mancherà molta magia, e mancherà molto genio, ma io VOGLIO continuare a sentirli, voglio continuare a vederli lavorare.
Però non c’è John.
E questo sì che mi mette triste.

Ps aggiunto:
comunque è vero, preferivo la dicitura Queen+Paul Rodgers, spero sia solo un caso a parte e che l’eventuale nuovo album riprenda quella versione…


Spam

Amo quando scopro l’origine di certi termini di uso comune.
In questi giorni stavo facendo una maratona Monty Python, che per chi non lo sapesse sono il gruppo che negli anni ’70 hanno totalmente rivoluzionato il modo di fare comicità, principalmente in patria – l’Inghilterra – col Mony Python Flying Circus e in generale coi pochi – ma geniali – film, due su tutti Brian di Nazareth e Il Senso della Vita, e da cui escono fuori carriere soliste come quella di Terry Gilliam, regista poi di robetta come Brazil o Paura e Delirio a Las Vegas, e, appunto, mentre mi documentavo come piace fare a me, ho scoperto che il termine è roba loro.
Vi lascio a Wikipedia per la spiegazione e all’episodio incriminato che lo ha diffuso.


E' arrivata!


E non pensiate che sia dovuto accadere quello che è accaduto, sono anni che cerco su Ebay un suo originale (insieme a Romita Jr e Colan), questo è stato un autentico colpo di culo…


Negli ultimi tempi…

…è andato tutto un pò stranamente…
Diciamo le cose come stanno: professionalmente, buona parte di quest’anno, è andata malissimo, o ancor peggio.
Ne parlo ora che va meglio, ma mi sono lanciato in una serie di post incomprensibili, soprattutto nel periodo agosto/settembre, da disegnini allucinati a annunci immediatamente cancellati, dove Lucca ha rappresentato l’apice del mio fallimento morale.
Non è andata bene, per nulla.
Ci sono stati dei problemi, dei rinvii, e soprattutto un bel mazzo di tavole che al momento sono rinchiuse in un limbo dalla quale non so quando o se usciranno.
E’ stato tutto molto deprimente, e sono stato fermo per un pò, anzi, fermo mai, sempre in agitazione, sempre nervoso, sempre stressato, e sempre pronto a mandare mail su mail, mail su mail. E nonostante tutte le mie preghiere, che a poco servono da sole, ho ripreso a lavorare nel vero senso del termine soltanto da un mesetto.
Gli amici mi hanno visto distante, sono stato scorbutico e poco chiaro per alcuni, terribilmente patetico per altri (me, in primis).
In questo momento ho ripreso principalmente a colorare, c’è X-Campus e qualcos’altro, e non dico NO a nulla, semmai avessi altro a disposizione a cui eventualmente poterlo dire, così sono molto pieno adesso, e non mi lamento ovviamente, e mi preparo psicologicamente per andare a sperperare altri soldi ad Angouleme, e risistemo schematicamente il mio programma mensile.
Così, fra le altre cose, insegno anche più del solito alla Scuola del Fumetto, e cerco di propormi a provini improbabili, per le mie limitate capacità il più delle volte.
In ogni caso, se scrivo tutto questo è perchè sembra, e dico sembra, che le cose vadano meglio.

Quindi è tutto in positivo.

Solo che quel mazzo di tavole…


All'anticamera dell'Inferno…

…ci si può permettere di criticare un fumetto senza averlo mai avuto fra le mani, ma solo perchè gli ha detto qualcosa "una fonte certa".

😀

Vorrei una tessera d’ingresso anche io, così posso dare dello "scrittore di merda" a qualcuno anche se non ho mai letto nulla di suo, ma solo perchè me l’ha ddetto mio cugggino.

Ma io sono stupido, e quindi non coglierò questa occasione…


Dopo l'Intercooler…

…che mi ha sempre fatto ridere come nome, ho beccato l’altro giorno in mezzo al traffico la macchina col nome più facilmente modificabile della storia!


Wacom Volito

Io continuo a non capire come la Wacom, sinonimo di efficienza in fatto di Tavolette Grafiche, abbia il coraggio di continuare a tenere sul mercato la Volito.

Adesso, per fortuna, con l’avvento della Bamboo, si presume sia eliminata dal giro, però nei negozi, come fondo di magazzino, rimarrà ancora un pò.
La Volito è una Tavoletta veramente dannosa, ispira perchè costa poco e perchè è Wacom, e quindi uno si fida, ma vi assicuro che veramente fa male alle mani, dato può portare molto facilmente alla tendinite.
Il concetto è che per ogni click devi "premere un pò troppo", e a lungo andare quel premere in più sforza in maniera esagerata i tendini della mano.
Prima suggerivo di comprare sempre la Graphire, poco costo (pur sempre il doppio della Volito), ottima resa, adesso costa ancora meno fra l’altro.

Ieri ho potuto finalmente provare questa fatidica Bamboo, ci ho giocato molto poco, la Tavoletta mi sembrava un pò "ruvida", non come un foglio, ovvio, ma almeno il click era ottimo e mi posso finalmente sbilanciare nel consigliarla.


Gek Tavola

Sul numero dell’Uomo Ragno che trovate in questi giorni in edicola , il 474, trovate una mia tavola autoconclusiva…
E’ un giochino ispirato alla  bellissima storia breve in cui Stan Lee e Steve Ditko spiegano come realizzano una storia dell’Uomo Ragno, chicca famosa fra gli appassionati, in cui spieghiamo invece come si realizza una strip degli AniMarvel, ovvero le strisce con protagonista Spider Gek che trovate ogni mese su quelle pagine e che disegno da ormai più di tre anni.

Chi mi conosce sa bene quanto questa "piccola" pubblicazione sia per me fonte di gioia e orgoglio…
Seguo ininterrottamente la testata madre dedicata al ragnetto da ormai più di 16 anni…mio dio…16 anni…e così trovare questo mese una tavola intera disegnata da me è una nuova emozione.
Ovviamente coaudiuvato da Cecilia ai colori e da Max Brighel, che appaiono nella suddetta tavola con lo splendore del Technicolor.


Questa sera…


IL NUOVO KINART!

Fiato alle trombe!!!
Dopo una lunga e silenziosa lavorazione, io e Mais abbiamo partorito la nuova home page di Kinart, più dinamica, più funzionale…mi sembro il presentatore di una televendita…
Però sono davvero orgoglioso del risultato, e del fatto che sarà certamente più utile e meno di "passaggio" della home precedente, oltre ad essere più palese riguardo i contenuti del sito.
Che aspettate? Correte su Kinart!


La mia Alice

L’anno scorso Smoky girava con una Moleskine che si riempì poco a poco di pirati, uno più bello dell’altro.
Mi chiese anche a me di partecipare al giochino ma non ci fu occasione, e ispirazione, per farlo sul serio.
Quest’anno il debito morale si era alzato, e insieme a lui c’era una nuova Moleskine dedicata ad Alice nel Paese delle Meraviglie, ed almeno questo sono riuscito a farla.
Smoky le ha pubblicate tutte sul suo blog, tutte una più bella dell’altra, e sono orgoglioso di essere là in mezzo.