Battisti come i Beatles

Battisti come i Beatles, già; sono così integrati dentro la cultura popolare e musicale che non hai bisogno di averli ascoltati direttamente, sai già che esistono e, titoli esclusi, sapresti canticchiare almeno una decina di canzoni del loro repertorio.
Purtroppo questa è un’arma a doppia taglio che porta automaticamente a sottovalutarli, pensi che i Beatles si riducano ad urlare "yeah, yeah, yeah" ondeggiando la loro simpatica testa col caschetto e pensi che Lucio Battisti si limiti a suonicchiare i 4 accordi della Canzone del Sole, o al massimo struggersi per I Giardini di Marzo, e anche quello che "conosci" non lo ascolti bene, perchè "già lo conosci".
Insomma, è lo stesso discorso di chi si mette a voler fare fumetti, è convinto di sapere già fare determinate cose, un volto, un occhio, una posa, per poi scoprire anni dopo che quell’occhio e quella posa non sono poi così perfetti, ricominciando da zero e studiando meglio quell’occhio e quella posa.
I Beatles smisero di fare concerti nel 1966, stufi di un pubblico più attento ad urlare che ad ascoltare le loro canzoni, e di lì a poco sfornarono Revolver, l’inizio della maturità, per passare poi a
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, il White Album ed Abbey Road, album musicalmente impressionanti, pieni zeppi di idee geniali, dall’introduzione al futuro rock progressivo e quello psichedelico, dalla rivisitazione del folk al blues, dal jazz al proto-heavy metal e così via…
Però i Beatles erano sempre "i Baronetti dInghilterra", e perciò visti sempre come i bravi ragazzi di un tempo. Basta vedere le band tributo che non fanno altro che riproporre i Beatles della prima ora, quasi a nascondere i capolavori futuri, che, con tutto il rispetto per la rivoluzione dei primi dischi, sono musicalmente molto più interessanti e costruiti.

Lucio Battisti decide di ritirarsi dalle scene nel 1976, dopo essersi già ritirato dalla televisione qualche anno prima. La sua immagine di ragazzotto sorridente e dalla folta chioma riccioluta è in realtà molto meno duratura di quella che verrà in seguito, più schiva, più schietta. In realtà pochi sono gli album del "Battisti classico" come viene generalmente inteso, forse i primi due rappresentano esattamente quel concetto, perchè già il terzo, Amore e non Amore, lascia intuire quali siano le sue reali intenzioni, ovvero fregarsene della sua immagine e fare quel che gli pareva. Gli album successivi sono così l’inizio della sua maturità totale (Umanamente uomo: il sogno rappresenta a mio avviso il suo Revolver) che lo porterà ad una ricerca sempre più elaborata, prima della forma/canzone tipicamente battistiana, per come ormai si intende, per poi decidere di distruggerla del tutto a partire dal 1982, con quelli che saranno ben 6 album di un cammino tortuoso e atipico, che lascerà sgomenti quasi tutti i suoi vecchi fan, con canzoni poco melodiche, per nulla dedite all’amore come sentimento, ma più portate ad un suono sempre più scarno e, all’epoca, alieno, introducendo in realtà elementi modernissimi di musica elettronica.

Insomma, i Beatles come Battisti sono geni assoluti, amati da moltissimi che non li conoscono realmente a fondo, ed odiati da altrettanti per lo stesso identico motivo. La motivazione sta alla base del fatto che in tutti e due i casi si sono svolte delle vere e proprie rivoluzione culturali a causa loro, come nessun altro può aver fatto, e perciò ci si focalizza puntualmente su quegli elementi iniziali, geniali a loro modo, ma che in realtà erano soltanto il primo passo di una evoluzione che dovrebbe essere studiata nella sua interezza, accettando i cambi repentini, anzichè abbandonarli a metà strada solo perchè hanno deciso di "non ripetersi", come invece fanno molti.

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2 Risposte

  1. anonimo

    Bel post. Mi fa piacere che anche tu apprezzi l’ultimo percorso artistico di Battisti. Io ne ho parlato qui.

    Ciao
    Luigi Serra

    ottobre 24, 2007 alle 1:46 pm

  2. anonimo

    Anch’io apprezzo molto i Fab 4 ed il Lucio nazionale, credo che si tenda a sottovalutare anche molti altri gruppi contemporanei, come ad esempio gli “Elio e le storie tese”… ad esempio prima ascoltavo solo i pezzi più programmati dalle radio, poi ho comprato tutti gli album ed ho scoperto dei pezzi ancora + belli di quelli che tutti gli ascoltatori di passaggio conoscono.
    Gennarì

    ottobre 31, 2007 alle 5:18 pm

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