Archivio per ottobre, 2007

Conferenza e Raduno Kinart a LuccaComics

Sabato 3 novembre, alle ore 15:00, presso la Sala Incontri Magnus (Museo del Fumetto – piazza San
Romano 4), si terrà la Conferenza di Kinart; interverranno Sergio Algozzino, Alessandra "Mais2" Criseo, Elena Cavaliere, Massimo Dall’Oglio e Ketty Formaggio.

Durante la Conferenza verranno esposte le tematiche e le motivazioni del sito didattico, dal Forum ai Tutorial, dagli Esercizi ai Consigli, e i moderatori saranno successivamente disponibili per visionare i Book degli interessati.

ps per il blog: chi mi conosce sa quanto tempo e passione io e lo Staff dedichiamo al sito, quindi iscritti o non iscritti, ci farebbe davvero piacere vedere un pò di facce durante la conferenza.
Grazie.


Senza alcun motivo (2)


Senza alcun motivo (1)


Per il volume V for Fumetto…


24 OreHIC numero 2

Alla fine ci sono andato, ringrazio chi mi ha spronato a farlo, con mail o telefonate mattutine…

Questo ero io più o meno alle 6 del mattino, non so sinceramente di preciso. Ho lavorato come l’anno scorso nel formato più sfottuto di tutti, ovvero un a6, ma stavolta ho finito senza fretta intorno alle 9 del mattino, a differenza delle precedenti 24 ore esatte.
La mia idea mi diverte, avrei voluto fare qualcosa di più narrativo, ma in questo momento non ne avevo tanta voglia, e alla fine sono contento di quel che ho fatto, anche se stavolta è stato decisamente più stancante.
Marcone (Failla) è andato avanti tutta la notte raffreddore compreso, meriterebbe un premio per la forza di volontà, ci sono stati momenti in cui la sua faccia era un’unica lacrima; Claudio (Stassi) ha chiuso prestissimo, dimostrando come sempre un’equazione velocità/qualità veramente sbalorditiva; Roberto (Di Salvo) ha deciso di fare lo strafigo con delle tavole allucinanti, credo sia riuscito anche a farle tutte; Mais era giunta a tavola 15 con larghissimo anticipo, molto prima di me, ma la sua maledetta tendinite galoppante l’ha fatta bloccare sul più bello, è andata a casa, si è presa dei medicinali, è tornata verso le otto…ma nulla, la finirà in seguito; credo che Pieshiro abbia finito la sua, mentre non so nulla di Marco (Avellone), Bea invece ha tagliato il traguardo a metà nottata; Ignazio (Piacenti) ha come al solito tirato fuori le sua incredibili capacità cromatiche, però anche lui, come me, quest’anno era più stanchino, non so se sia  riuscito a farle tutte e 24 stavolta; Marco (Rizzo) ha realizzato una bellissima storia con una bellissima idea, che poteva realizzare solo lui o quelli nati nel suo stesso anno di nascita, un giorno la leggerete con piacere, immagino fra il suo blog o il sito della 24 Hic. Chiedo venia a tutti gli altri, ma in effetti il mio monitoraggio, o meglio la mia memoria, si spegne lì, in realtà c’erano molti altri a disegnare, Elia, Rita Street, Simona…basta fare un salto sul blog della 24 Ore e li vedrete tutti.
La mia storia arriverà presto.


Battisti come i Beatles

Battisti come i Beatles, già; sono così integrati dentro la cultura popolare e musicale che non hai bisogno di averli ascoltati direttamente, sai già che esistono e, titoli esclusi, sapresti canticchiare almeno una decina di canzoni del loro repertorio.
Purtroppo questa è un’arma a doppia taglio che porta automaticamente a sottovalutarli, pensi che i Beatles si riducano ad urlare "yeah, yeah, yeah" ondeggiando la loro simpatica testa col caschetto e pensi che Lucio Battisti si limiti a suonicchiare i 4 accordi della Canzone del Sole, o al massimo struggersi per I Giardini di Marzo, e anche quello che "conosci" non lo ascolti bene, perchè "già lo conosci".
Insomma, è lo stesso discorso di chi si mette a voler fare fumetti, è convinto di sapere già fare determinate cose, un volto, un occhio, una posa, per poi scoprire anni dopo che quell’occhio e quella posa non sono poi così perfetti, ricominciando da zero e studiando meglio quell’occhio e quella posa.
I Beatles smisero di fare concerti nel 1966, stufi di un pubblico più attento ad urlare che ad ascoltare le loro canzoni, e di lì a poco sfornarono Revolver, l’inizio della maturità, per passare poi a
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, il White Album ed Abbey Road, album musicalmente impressionanti, pieni zeppi di idee geniali, dall’introduzione al futuro rock progressivo e quello psichedelico, dalla rivisitazione del folk al blues, dal jazz al proto-heavy metal e così via…
Però i Beatles erano sempre "i Baronetti dInghilterra", e perciò visti sempre come i bravi ragazzi di un tempo. Basta vedere le band tributo che non fanno altro che riproporre i Beatles della prima ora, quasi a nascondere i capolavori futuri, che, con tutto il rispetto per la rivoluzione dei primi dischi, sono musicalmente molto più interessanti e costruiti.

Lucio Battisti decide di ritirarsi dalle scene nel 1976, dopo essersi già ritirato dalla televisione qualche anno prima. La sua immagine di ragazzotto sorridente e dalla folta chioma riccioluta è in realtà molto meno duratura di quella che verrà in seguito, più schiva, più schietta. In realtà pochi sono gli album del "Battisti classico" come viene generalmente inteso, forse i primi due rappresentano esattamente quel concetto, perchè già il terzo, Amore e non Amore, lascia intuire quali siano le sue reali intenzioni, ovvero fregarsene della sua immagine e fare quel che gli pareva. Gli album successivi sono così l’inizio della sua maturità totale (Umanamente uomo: il sogno rappresenta a mio avviso il suo Revolver) che lo porterà ad una ricerca sempre più elaborata, prima della forma/canzone tipicamente battistiana, per come ormai si intende, per poi decidere di distruggerla del tutto a partire dal 1982, con quelli che saranno ben 6 album di un cammino tortuoso e atipico, che lascerà sgomenti quasi tutti i suoi vecchi fan, con canzoni poco melodiche, per nulla dedite all’amore come sentimento, ma più portate ad un suono sempre più scarno e, all’epoca, alieno, introducendo in realtà elementi modernissimi di musica elettronica.

Insomma, i Beatles come Battisti sono geni assoluti, amati da moltissimi che non li conoscono realmente a fondo, ed odiati da altrettanti per lo stesso identico motivo. La motivazione sta alla base del fatto che in tutti e due i casi si sono svolte delle vere e proprie rivoluzione culturali a causa loro, come nessun altro può aver fatto, e perciò ci si focalizza puntualmente su quegli elementi iniziali, geniali a loro modo, ma che in realtà erano soltanto il primo passo di una evoluzione che dovrebbe essere studiata nella sua interezza, accettando i cambi repentini, anzichè abbandonarli a metà strada solo perchè hanno deciso di "non ripetersi", come invece fanno molti.


Comics Party: Resoconto

QUI potrete vedere le foto dei vincitori, e anche tutte le altre, e tenervi aggiornati sui prossimi eventi.

Questo sono io in compagnia di Mais/Nana (Claudio, perchè non c’eri???)…

…ed in compagnia di Anna/Nausicaa, la vincitrice del miglior costume.

E’ bello come in queste due foto sembro quasi ritagliato, copiato ed incollato…

Avanti…chi mi riconosce?


Ho venduto…

…992 copie di Pluie D’ete (in sei mesi) su 1304 distribuite. Credo, e dico credo, che sia una buona cosa, però sinceramente non ho idea di quali siano le proporzioni di vendita lì in Francia.
Peccato per varie altre news, che al momento tengo per me, e che non sono affatto una buona cosa.


Vi ricordo che…


Omaggio a Maschere



"Questa canzone mi riporta in quarta od in quinta elementare"

E’ una frase che mi capita spesso di pensare o dire. Fra la terza e la quarta elementare sono successe molte cose, ma in primis ci siamo trasferiti di casa, abbandonando il luogo in cui ero nato e cresciuto.
L’ultimo giorno alla vecchia scuola, dopo aver passato lì tutto il mio tempo dall’asilo alla terza elementare, mi sono spaccato la gamba su un bullone gigante, fino all’osso. Un simpatico modo di dirgli addio.
La nuova scuola era affascinante, si rimaneva fino alle 16, e non ho mai sofferto chissà quali disagi nel cambio.
Però qualcosa è cambiato. Ho iniziato ad ascoltare COSCIENTEMENTE musica. E non mi sono accontentato di poco.
Mio fratello ha sempre ascoltato tantissima roba, ed io ho sviluppato ben presto un gusto autonomo, lasciandomi piacere quel che mi piaceva e detestando quel che destestavo.
Ad esempio, detestavo Baglioni, i Duran Duran e Madonna.
Il primo ricordo della rivoluzione si svolse nell’ingresso della casa nuova, dove all’epoca c’era il giradischi. Mio cugino, altro grande ascoltatore, aveva portato un disco nuovo, ed io fui attratto irresistibilmente da quel ritmo e da quella melodia.
Era Bad Name dei Bon Jovi, dal loro incredibile album di esordio, Slippery When Wet, che divorai dall’inizio alla fine, interamente. Qui penso proprio alla scuola, e alla mia amicizia con Gianfranco.


Dopo Bon Jovi fu la volta di Suzanne Vega, con Tom’s Diner, e poi con Luka, da Solitude Standing. Ammetto che il resto dell’album mi lasciava un pò indifferente.

Poi giunsero gli Scorpions. La voce di Klaus Meine è per me un continuo deja vu. In questo caso non avevo una copertina da ricordare, c’era infatti questa cassettina da 90 minuti coi titoli scritti a mano che solo anni dopo ho potuto accoppiare ad una immagine, Gold Ballads, e più avanti ad altre, il Tokyo Tapes ed il World Wide Live. La ascoltavo in cucina, ed ero innamorato di Holiday più di tutte le altre. Ma anche di In Trance.


La quinta elementare fu l’anno del mio primo disco comprato indipendentemente. Eravamo a Catania, in un centro commerciale di cui non ricordo il nome. Mio fratello in quel periodo mi fece innamorare dei Beatles, con una raccolta dei pezzi più classici. Amavo I Want to Hold Your Hand. Così comprai coi soldini risparmiati Revolver.
Mi faccio ancora i complimenti da solo per l’ottima scelta. I’m Only sleeping mi ha aperto la mente.

Ancora in quinta, per Natale, mio fratello (sempre lui) mi regalò un album in cassetta. Poco prima avevo visto un film che mi aveva scioccato e che avendo registrato in VHS rivedevo spesso: I Blues Brothers. Quella cassetta si è consumata tutta, ma resiste ancora. E il tema di Rawhide è inimitabile.

Altre canzoni o gruppi mi riportano alla mente quegli anni, Pink Floyd e Alan Parson Project su tutti, ma gli album o le canzoni di cui ho parlato meglio rappresentano l’apice del mio amato giochino canzone/ricordo, ed è davvero bellissimo per me avere dei ricordi così vividi di un’età che già adesso sembra così lontana.


34 post che…

…che non parlo di qualche lavoro fatto o pubblicato. E questo la dice lunga sul mio attuale stato. L’attesa si è fatta snervante. Lo stress è alle stelle.


Cartunia (6)

In mezzo alle più celebrate Bim Bum Bam e Ciao Ciao, oltre che alle trasmissioni RAI, resistette per un paio d’anni, su Italia7, Super7, presentata da Carlo e dal pupazzo Frittella (di cui mi piacerebbe tanto recuperare qualche foto…).
Più delle major, questa trasmissione mi sconvolse la vita, proponendomi ad orari facili da ricordare cartoni come Mazinga Z (mitico), Ninja Turtles (la prima volta mi fece un grande effetto), I 5 Samurai (fra i miei preferiti in assoluto), Motori in Pista (molto bello), A tutto Gas (divertente), Sceriffi delle Stelle (trash), Robotech (s t u p e n d o), Hulk Hogan (orribile).
E anche questo, dimenticato tristemente un pò da tutti, anche perchè, bisogna ammetterlo, l’idea di fondo ricorda un pò la Lega degli Straordinari Gentleman:


Esperimento n°3

La prima volta era troppo appiccicoso. La seconda era buono ma ancora bisognava lavorarci.
Al terzo tentativo, io e Mais, possiamo comunicare inorgogliti di avere cucinato un OTTIMO sushi. Sapore perfetto, ed io sono molto esigente!



(peccato le foto e la disposizione un pò disordinata, ma dovevamo mangiarlo fuori e così lo abbiamo ficcato ove potevamo)