Archivio per settembre, 2007

Highlander? Fumettista, prego…

Ok, qualche post fa ho accennato alle categorie di persone che NON faranno i fumettisti di professione (ci si augura che un paio di quelle categorie lo facciano almeno per hobby, in ogni caso rimando al post precedente per non ripetermi nei ragionamenti).

Ma mica finisce qui.

Premessa: sono sempre stato, e lo sono ancora, un ottimista sull’argomento "si può diventare fumettista?", in fondo tutte le divagazioni che leggerete fra poco devono essere ben pesate, rammentiamo bene che il fumettista è un mestiere che certo non si sceglie perchè non hai alternative, se lo fai è perchè ti piace o comunque ti diverte farlo; diciamo che appartiene a quella razza di mestieri in cui puoi benissimo metterci dentro anche l’attore (film o teatro che sia), il regista, lo sceneggiatore di telefilm, l’animatore (di cartoni animati) o il musicista, ed in proporzione il fumettista è un mestiere che si può arrivare a fare molto più facilmente (e senza troppe raccomandazioni) di tutti quegli altri che ho detto, il problema è che per pregiudizio psicologico, dato che disegnare è una roba che si fa fin da bambini, automaticamente sembrerà ANCORA più facile di quel che è, e si lascia supporre che ci si debba impegnare meno di quel che poi serve effettivamente.

Torniamo a noi.

Quante scuole del fumetto ci saranno in Italia? Io ne ho contate 36, scuola più scuola meno, i corsi sono quasi sempre di tre anni, le classi possiamo dire che in media hanno una quindicina di persone, anche ammettendo esista una sola sezione per ogni scuola ci sono comunque una prima, una seconda ed una terza classe contemporaneamente all’anno, quindi 45 aspiranti fumettisti a scuola all’anno, moltiplicati per 36 scuole fanno 1620 alunni ogni anno.
Ok, conto solo l’anno uscente, il terzo, perchè magari la gente si ritira (e capita spesso…) quindi torniamo a soli 540 "laureati del fumetto", che arrotondiamo con gli autodidatti ed i frequentatori di corsi o stage e diciamo che arriviamo a 800.

800 ragazzi l’anno, in Italia, che hanno le carte in mano per potere fare questo mestiere. Non parlo di aspiranti fumettisti, parlo di gente che avrebbe in mano la capacità per farlo, o almeno le nozioni. 800.

Quanti esordienti riusciamo a vedere sulla carta stampata in un anno? Certo, è una cifra molto difficile da sapere, ma dalla mia esperienza di "docente" posso dire che (facendo un conto molto ottimista), in media, un quarto di classe si perde subito.
Ecco quindi a 600 aspiranti fumettisti l’anno con le nozioni per farlo.

Escludendo le prime pubblicazioni, qualche lavoretto passato per caso fra le mani, l’episodio breve, la strip o la fanzine, nel giro di due anni la cifra si dimezza ulteriormente. Quasi tutti iniziano a fare il grafico. E mica sono scemi, lavorano di meno e guadagnano di più.
Eccoci giunti a 300 temerari. Nel giro di cinque anni dall’uscita della scuola, o dall’apprendimento delle nozioni specifiche, diventeranno la metà: 150.
150 temerari e speranzosi. Questa è già la specie fortunata, divisa in due sottosezioni: appassionati e talenti. Età media, fra i 25 ed i 30 anni.

Quanti di questi lavoreranno solo col fumetto? Intendo, solo facendo fumetti?
Esageriamo e facciamo la metà: 75.

Quanti di questi lavoreranno nella specializzazione desiderata da sempre (disegno o sceneggiatura, ad esempio) senza riadattarsi a nessun altra specializzazione (colorazione, inchiostrazione o lettering, ad esempio)? Meno della metà, MOLTO meno della metà. Facciamo un terzo: 25.

Adesso facciamo passare un pò di tempo. 10 anni, oltre quei 5 calcolati da prima, quindi 15 anni.
Sfoltiamo un pò i sopravvissuti, facciamo che sono 15. Età media: 30-40 anni.
15 appassionatissimi, 15 superprofessionisti che sanno perfettamente quel che fanno, affidabili.

Facciamo passare un altro bel pò di tempo, 30 anni, tempo passato fra una scadenza ed un’altra, a cercare di lottare per ottenere un mutuo per la casa, a mettersi da parte i soldi per la pensione, a stressarsi fra periodi di nulla assoluto a nottate passate in bianco, magari con una famiglia da mantenere, però siccome la famiglia è in crisi, e generalmente ci si accoppia fra fumettisti per comodità tempistiche, la statistica si dimezza soltanto. Facciamo un calcolo per eccesso.

8.

8 professionisti inattaccabili, 8 Highlander, 8 Immortali, magari non tutti e 8 memorabili, ma sicuramente 8 pilastri della nuova editoria all’anno. Senza contare che ho escluso chi si riadatta, io, ad esempio, faccio parte di quella categoria, per quanto appassionato ed inattacabile sia nei confronti del fumetto, sono comunque un Mutaforma.

8 potranno sembrare pochissimi rispetto ad 800, ma è comunque una proporzione mostruosamente alta.

Ora, questo ragionamento non vuole affatto uccidere le speranze degli altri 792 esclusi, anzi, TU che mi stai leggendo, TU che ti stai deprimendo, se ti deprimi, vuol dire che ci tieni e che puoi davvero far parte di quegli 8, perchè se ci rimani male vuol dire che lo vorresti davvero.
Se invece TU che leggi credi che da adesso in poi sarà tutto più difficile e che forse è meglio lasciar perdere, beh, allora non hai la forza per reggere ad un solo mese da fumettista.

Questo post vuole essere un incitamento, brutale, ma schietto.

E magari così si riesce anche a sovvertire la statistica.

In fondo sono solo numeri…


Da ieri accanto al mio Monitor

Quanto è bella…


Bubba Ho-Tep

In Italia non è mai arrivato, ma ormai è molto facile recuperare i film coi sottotitoli.
Consiglio caldamente dunque questo film, che oltre a fregiarsi di avere come protagonista  Bruce Campbell, parte dal presupposto allucinante che Elvis sia ancora vivo, in una casa di riposo, e che debba avere a che fare con una mummia millenaria vestita da cowboy accompagnata da scarafaggi giganti e che succhia le anime dei poveri vecchi dal culo.

Il bello è che non è affatto un film demenziale, il tutto è trattato seriamente, con una colonna sonora e alcune idee di chiara influenza tarantiniana, ed altre un pò invece stile Raimi de La Casa (non a caso…).
E ricordo ulteriormente la presenza continua di un Bruce Campbell in grandissima forma.
E non vi dico chi è la spalla di Elvis…
Però vi ricordo sempre che c’è Bruce Campbell.
Insomma. Bello.


Kinart su Scuola di Fumetto!!!

Grazie all’immediata segnalazione di Delund, che essendo abbonato alla bella rivista diretta da Laura Scarpa ha il lusso di riceverla a casa senza perdere il tempo per andare in edicola, scopriamo che sul numero appena uscito di Scuola di Fumetto (il 54) c’è una bellissima mezza pagina dedicata a Kinart.
Che dire…io sono particolarmente commosso, è una pubblicità "naturale", nessuno di noi ha premuto coi redattori per fare scrivere questo pezzo, certo, sarei stato emozionato lo stesso all’idea che grazie ad una diffusione del genere faremo parlare ancora più in giro del nostro sito, ma scoprire che una rivista specializzata ne ha parlato (e così bene e in così tanto spazio) così, non so, magari succede normalmente per cose più importanti, vabbè, insomma, sono davvero contento e commosso…


Il Fumetto più bello dell'anno

Sono commosso e sconvolto. Prendetemi pure per pazzo, non mi importerà.
Ho appena finito di leggere un libro che so per certo rientrerà da questo momento in poi fra i miei fumetti preferiti, lo sentivo fin dalla prima pagina e l’ultima non ha fatto altro che confermare, moltiplicandola per un milione, quella sensazione.
Il libro è "Tezuka Secondo me", di Takao Yaguchi, edito da Kappa Edizioni, ed è uno di quei (pochi) libri che vorrei che leggessero TUTTI indistintamente.
Se uscisse in Francia, disegnato da un autore francese, o magari anche in Italia, chessò, con la copertina rigida, rientrerebbe appieno nella categoria dei capolavori elogiati dall’intero mondo fumettistico, ma siccome è un manga so per certo che ancora non può riuscire ad avere quel livello di considerazione, e non ditemi che non è così, purtroppo si deve ancora combattere con un certo pregiudizio dalla quale escono fuori soltanto autori giapponesi che però hanno poco "dello stile giapponese (prendi Jiro Taniguchi)", intendo occhioni, espressioni buffe e linee cinetiche.
Io non esito a definirlo invece un CAPOLAVORO assoluto, uno dei fumetti più belli che abbia mai letto nella mia vita, non c’è scampo.
Perchè?

Questo manga parla di Tezuka, ma non è una biografia di Tezuka, è un bellissimo affresco della giovinezza dell’autore, Takao Yaguchi, più conosciuto da noi come l’autore di Sampei, sulla vita di campagna, sulla povertà delle terre in cui viveva, e sull’incontro, casuale, che ebbe con i primi manga, che lo colpirono a tal punto da dargli la forza di portarsi sulla schiena chili e chili di corteccia ogni giorno, su e giù per la montagna, pur di poter comprare ogni mese Shonen Sunday, la rivista sulla quale apparì la prima volta Jungle Tatei (da noi, Kimba il Leone Bianco, di Tezuka).
E’ un manifesto di pura passione per il fumetto, espressa in maniera così coinvolgente da farmi stare male, da farmi saltare il cuore in gola più di una volta, da lasciarmi senza respiro.
Non si parla di guerre, non si parla di argomenti "importanti". Si parla di fumetti, e per me che AMO i fumetti più di qualunque altra cosa al mondo, in maniera viscerale, spasmodica, sentita fino al midollo, leggere di qualcun’altro che la vede allo stesso modo è una grandissima emozione che non dimenticherò mai. Ammetto candidamente di essermi immedesimato dall’inizio alla fine in lui, in certi raptus che ho avuto per Moebius ad esempio, invidiando invece la possibilità di raccontare storie della sua infanzia così interessanti, mentre io nel mio Pioggia d’Estate, ben conscio di non averne, ho preferito deviare su argomenti faceti tipo videogiochi e metropolitane.

Takao Yaguchi ringrazia nel volume Tezuka più di una volta, io adesso invece ringrazio lui, che rientra immediatamente nella cerchia degli autori che vorrei conoscere, e ringrazio i Kappa, che hanno portato da noi questo bellissimo libro.


Ivanone e altri due vecchi amici

In questi due giorni ho rivisto il mio amico Ivano da Modena. In realtà, lui sarebbe un palermitano purosangue, ma 7 anni fa è andato via di qui, con una mossa istintiva ed immediata, lasciandosi alle spalle tutto, per ricostrursi una vita con Alessandra, quella che è diventata subito dopo sua moglie.
Ha compiuto una scelta difficile, che gli è valsa tutta la mia ammirazione ed il mio appoggio. Adesso vive, come tutti, fra alti e bassi, ma ha un matrimonio felice e non si è mai pentito di nulla.
Ci siam visti delle volte in questi anni, di sfuggita, a Lucca Comics, ma Lucca è sempre stata un gran casino per me in questi anni (una volta neanche ci siamo riusciti a beccare…) e per la prossima edizione mi sono ripromesso di pensare un pò più a me e al piacere di stare lì, che l’anno scorso un pò avevo perso.
Quest’oggi è ripartito con un vassoio pieno zeppo di pezzi di Ganci, famigerata catena di rosticceria palermitana.
Inutile dire che oltre al parlare del più e del meno si è creata una certa situazione nostalgica, di quando ci vedevamo, utilizzando sempre la mia stanza come quartier generale, principalmente io, lui, ed un altro nostro amico, e comunque è stato tutto molto carino.
Si presume ci vedremo nuovamente a Lucca, ma come gli ho detto più volte, sarebbe anche meglio se riscendesse una volta un pò più a lungo, magari in compagnia di Alessandra.

Fra il parlare e il rivedere il mio mucchio di sigle, ho preso una serie di appunti per alcune che vi propinerò nella mia solita rassegna periodica, e nello stesso tempo ho appreso due brutte notizie, due scomparse che mi hanno toccato, tutte e due in ambito di doppiaggio.
La prima è quella di Enzo Consoli, mitica voce di Zenigata. Inutile dire quanto fossi affezionato ala sua vivacità del tono, che mi avrebbe fatto ridere in qualsiasi situazione.
Così, posto un bel video trovato su YouTube, con Zenigata che intervista, appunto, Enzo Consoli. Bellissimo.


Cartunia (5)

Nuovo appuntamento col mio periodico revival di sigle di cartoni dimenticati dai palinsesti televisivi.
Stavolta tocca ad un cartone carino, che trasmettevano anche abbastanza spesso, con una sigla abbastanza bella che mi sono divertito molto a riascoltare ultimamente grazie ad un passaggio del testo che dice:
"In mezzo ai verdi prati, felice gioca Katy"
Il problema è che a primo ascolto sembra "felici e già cacati".
Beata innocenza…


Essere bravi non conta una Pippa (ovvero, le 4 categorie che non andranno mai avanti)

Più passa il tempo, e sempre più spesso mi son trovato a rimuginare su talenti o qualità sprecate…sapete, quando conoscete qualcuno che sa fare qualcosa benissimo e che o non si applica proprio o non si applica nella maniera giusta, o è troppo pigro o ha troppa poca fiducia in sè stesso.
Sono quattro varianti, ognuna diversa dall’altra, che però purtroppo convergono sulla stessa strada diroccata.
Il primo tipo merita la sua sorte disperata, merita di riguardare con dolore e rimpianto i suoi disegni a 50 o 60 anni, e dovrebbero inventare apposta un macchinario che estirpi dal loro cervello tutto il loro talento per farlo confluire all’interno di qualcun’altro (me, ad esempio).
Perchè, sia chiaro, il talento esiste, è merce rara, ma del talento a solo non te ne fai nulla, e a questa prima categoria appartengono quasi solo talenti, viziati dal loro essere stati superiori agli altri all’incirca fino all’adolescenza, che non hanno mai mosso un dito, non dico presuntuosi, ma comunque troppo sicuri di sè per permettersi di "ricominicare da zero" al momento opportuno.
La seconda tipologia è quella che più mi rende impotente, ci sono materie in cui si va benissimo e altre in cui si è una chiavica, non significa essere stupidi, solo non è possibile eccellere realmente in tutto, così, anche nel fumetto, esistono certi procedimenti mentali che se non si afferrano poco puoi fare. In questo caso è l’istintività a fare da padrona, e davvero ho visto gente che anche dopo anni non si rendeva conto di piccolezze, particolari, forse elementi microscopici, ma fondamentali per essere professionali.
La terza categoria fa davvero incazzare. Sono quelle persone interessate, bravissime, che non mollano del tutto, ma che in realtà non fanno nulla, producono una tavola ogni due anni, parlano parlano, hanno idee grandiose, esaltanti, e ti portano sempre a pensare "finalmente farà sul serio, è il momento giusto", e poi sono sempre lì, seduti allo stesso posto, magari simpatici, senza presunzione, però stanno lì, fermi, senza muovere un dito.
La quarta specie mi deprime, mi intristisce, mi uccide le giornate. Sono quel tipo di persone che si costruiscono attorno un muro di problemi, che probabilmente sono dotatissime, ma che si scoraggiano al primo tentativo sbagliato, e all’inizio i primi tentativi sono SEMPRE sbagliati, che non sanno andare avanti, che vogliono essere accompagnati in ogni passo ma nonostante tutto torneranno sempre indietro, per poi sparire un giorno nel nulla, addirittura senza farsi più sentire, perchè a quel punto considereranno un fallimento anche quello, e, anzichè fare tabula rasa, accumuleranno potenziali fallimenti, e col passare degli anni andrà sempre peggio, si sentiranno inferiori a tutto e a tutti, figuriamoci quando giungeranno ad una età in cui potranno pure fare discorsi relativi al tempo sprecato, al tempo che passa etc…

Fino a qualche tempo fa mi struggevo per tutti loro, mi battevo a spada tratta per cercare di aiutare, di spingere, di supportare, di incoraggiare, e questo continuo a farlo, ma non mi struggo più, non voglio più farlo, è un fardello troppo pesante da portare, e nello stesso tempo, dopo avere accumulato una lunga lista in tutte e quattro le categorie, ho cinicamente riflettuto che non c’è posto per tutti, non c’è posto neanche per me forse, che mi sbatto dalla mattina alla sera, figuriamoci per chi non si sbatte, non è possibile, non è immaginabile che TUTTE le persone dotate o appassionate possano far parte di questo lavoro, la selezione naturale è altissima e bisogna afferrarsi con unghia e denti per un tempo lungo e difficile da sopportare.

Ma nessuna delle quattro categoria sopra citate dovrebbe dimenticare che anche se non si fanno fumetti professionalmente, tutto il giorno, è possibile sfruttare la propria capacità ugualmente, magari per scrivere o disegnare anche solo un episodio nella propria vita.
Non sarebbe un fallimento farlo per hobby, assolutamente, il fallimento, o addirittura il PECCATO, è non farlo del tutto, metterlo da parte pensando che o si sarebbe fatto a tempo pieno o niente, una sorta di "non lo faccio a tempo perso perchè mi ricorda che potevo farlo di più", una paura legata all’orgoglio che potrebbe essere
in seguito fonte di grande dispiacere.
Riflettiamoci.


Post-Giornate

Del Tributo Acustico ne ho già parlato un bel pò, quindi stavolta niente ciance, posto direttamente due video montati freschi freschi. Per il resto (foto e un altro video), vi rimando direttamente al MySpace dei Good Company.

Good Company
http://lads.myspace.com/videos/vplayer.swf

I Want to Break Free
http://lads.myspace.com/videos/vplayer.swf

Sabato c’è stato il primo raduno ufficiale di Kinart, con tanto di dibattito e disegni Aggratis. A pranzo abbiamo riempito una mega-tavolata Al Viale, dove si è svolto l’evento.

QUI per vedere il resto delle foto.


Post-Serata

In seguito, altre foto e soprattutto Video. Nel frattempo, posto questa di gruppo.
La serata è stata un successone, il tempo è stato clemente, nonostante i cattivi segnali durante la giornata, e il locale si è riempito bissando l’affluenza della scorsa serata elettrica.
Io ho sgarrato solo un paio di cosette, gli altri sono stati meravigliosi.
Ed ero vestito neanche come fosse un matrimonio (secondo il mio standard).


Spillette Kinart!


Sono arrivate finalmente le Spillette di Kinart.it !!!

La Spilletta ha un diametro di 3 cm e con l’acquisto  potrete aiutarci a supportare Kinart!

Per tutte le informazioni, fate un salto QUI.


Lavo Vetri e Pulisco Case

Magra.
Fino ad ottobre, almeno, impazzirò.
Mi propongo per tutto, illustrazioni, colore, disegno, sceneggiature, lettering, correzione di bozze, soggetti…
Mica scherzo…


Berlusconi può dire COGLIONI e Grillo non può dire VAFFANCULO

Siamo in un paese dominato da un monopolio telematico disgustoso, indecente e terrificante.
La televisione ha condannato il V-Day come un’operazione inutile e volgare, per via del nome, e soprattutto ho visto interi servizi dedicati al fatto che un "comico" non può permettersi di parlare di politica.
Siete delle merde e fate tutti cagare.
Voi, giornalisti che vi siete occupati di quei servizi, siete un’offesa all’Italia, marchettari e schiavi del potere, pur di rimanere nell’ombra a leccare il culo ai vostri padroni. Mi fate schifo.
Chiunque abbia visto uno spettacolo di Beppe Grillo può anche avere riso, può anche non essere stato d’accordo, ma di certo le cose che dice sono VERE e COMPROVATE. Cosa fa di una persona un politico? Si nasce politici? Devi avere una laurea? Smettiamola con questa storia che siccome Grillo faceva "ridere e basta" 20 anni fa vuol dire che sia adesso un comico con l’hobby dell’attualità, o che sfrutta l’attualità per fare ridere.
Le cose che dice Grillo NON fanno ridere, fanno accaponare la pelle, e sono cose fastidiose, che in televisione non vengono dette perchè siamo il paese di Pinocchio.
E’ una persona che si documenta, e cha lavora in quello che crede a tempo pieno, a differenza di chi sta realmente al potere.
E qui non si parla di inclinazioni politiche, il Vaffa-Day era contro Berlusca tanto quanto contro Prodi, era contro una politica che ci sta schiacciando coi loro dissidi interni perchè tutti vogliono comandare e nessuno vuole ascoltare, contro il fatto che mentre quei coglioni litigano (io posso usare coglioni, vero? o è un privilegio solo del Berlusca?) noi ce la prendiamo dove non sbatte il sole nell’attesa di un equilibrio che non arriverà mai, se non con la dittatura.
La democrazia non esiste più, e se qualche persona seduta in Parlamento ci crede ancora (non voglio essere così pessimista da pensare che sono davvero tutti da buttare) purtroppo non riesce a farsi sentire.
Siamo messi male, gente.

Per chiudere, a che siamo in tema, vorrei farvi vedere un filmato che mi sta a cuore.
E’ un’intervista a Paolo Borsellino poco prima della sua morte, già dopo la morte di Falcone. Se non vi va di ascoltarla tutta, scorrete fino al minuto 7, si parla di un certo Uomo che può dare del coglione a mezza Italia senza causare scandalo tanto quanto una V ironica.


Mi accontento di poco

Ovvero di un bel telefono cordless con vivavoce e soprattutto, finalmente, l’ingresso per l’auricolare!!!


Malochiffare

L’ironia non è il mio forte. Non riesco nenche a trovare qualche frase criptica con qualche metafora colta. Niente. Sono proprio a terra.
Facciamo una cosa, cambiamo argomento, che è meglio.
A Palermo per Malochiffare intendiamo quando si ha molto tempo libero a disposizione e lo si occupa con qualcosa che non avresti mai fatto normalmente.
Io sono due mesi che mi occupo di qualcosa che non avrei fatto normalmente.
Ad esempio.

– Ho comprato un Hard Disk esterno da 500 gb, così, oltre ad avere fatto un puntiglioso backup, ho riutilizzato il vecchio hd da 150 gb per scaricargli tutta la musica raccolta in questi anni, compresi vinili e musicassette. E’ venuto fuori un mostro. 4 giorni pieni dedicati solo a questo.

– Non contento del punto 1, ho ordinato in maniera maniacale la cartella dedicata ai Queen, non potete neanche immaginare la roba che avevo comprato e che avevo raccolto, e che adesso così ordinata sono sicuro che neanche Brian May ce l’ha. 2 giorni pieni.

– Ho portato avanti l’organizzazione di ben 3 eventi:
 
Questo…

…il Tributo Queen di venerdì (vedi post in basso), e il cosplay di ottobre, con tanto di regolamento e premi.

– Mi sono dedicato al massimo a Kinart, all’organizzazione degli Stage Formativi (ancora aperte le iscrizioni), al Forum, a sistemare certe faccende e a scrivere, scrivere e scrivere.

– Sono stato due settimane in giro per la Sicilia, e anche questo è sinonimo di Malochiffare, nel senso che normalmente non ero mai riuscito a permettermi tale lusso.

– Sono uscito più e più volte con gli amici, anche durante il giorno, e sono anche stato a mare a volte.

– Ho registrato una canzone con mio fratello (una cover dei Doors), ho suonato la base, lui l’ha cantata e poi l’ho missata. 5 giorni.

– Ho fatto il tour dei parenti. Non scherzo.

– Sono stato a ben 3 o 4 concerti ultimamente. Tutti rigorosamente gratis (Malochiffare si, suicidio economico no).

– Per ringraziare dei cari amici per un regalo che mi hanno fatto ho deciso di montare un video. 2 giorni.

– Mi son fatto le magliette che avete visto sotto. 1 giorno pieno.

– Ho tirato fuori il c64 e ci ho giocato con Mais. 2 giorni.

– Ho rivisto tutte e 3 le serie di Lost e almeno altre 5 serie di altri telefilm.

– Ho missato l’audio della serata elettrica dei Good Company di giugno, e diviso in tracce.

– Ho fatto il myspace dei Good Company.

Per adesso non mi viene in mente altro.
Accorrete almeno venerdì e sabato 🙂


Le mie nuove magliette…

…un non-premio (anche perchè non ci vuole molto) a chi le indovina tutte e tre…


Good Company

Fresco fresco fi giornata, ho inaugurato oggi il myspace dei Good Company, la band Tributo Queen con cui suonerò venerdì prossimo in una serata acustica al CCP Agricantus.
Sul myspace potete trovare foto, audio e video della serata elettrica di qualche mese fa, verrà poi aggiornato col nuovo materiale.

Under Pressure
http://lads.myspace.com/videos/vplayer.swf
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Cartunia (4)

Questo da bambino lo amavo molto, e non sono l’unico ad averlo fatto. Solo che col tempo si è disperso, e nessuno sa adesso cosa sia…peccato…quelle grosse fettone di mammut non le potrei dimenticare neanche volendo.


Che giornate!


Gigi Sabani


Chi mi ha su Msn avrà visto spesso questa avatar fra le mie identità.
E’ stato il primo personaggio televisivo scomparso dal tubo catodico che ho usato come nick, dopo ne ho usati  altri veramente trash e veramente assurdi, ma lui l’avevo scelto perchè mi hanno sempre fatto un pò tenerezza le sue imitazioni, che anche da piccolo non mi sembravano troppo credibili, e mi dispiaceva non vederlo più in televisione.
Non che lo seguissi, nè che lo ammirassi particolarmente, però non posso dimenticare me intento a giocare sotto il tavolo della cucina della mia vecchia casa di Pallavicino, mia madre che stirava, l’odore del fumo del ferro da stiro, una sedia sdraiata a mò di astronave, e la televisione accesa su Ok! Il prezzo è giusto, la prima versione, quella con la voce che diceva "E’ con noi, Gigi Sabani".
E poi si chiamava Gigi, come Gigi la Trottola.
Oggi sarò nuovamente Gigi, per un’ultima volta. E anche se non era una sua esclamazione, nella mia testa sto sentendo urlare "Allegria".


Ancora Queen…

E’ sempre stimolante seguire progetti nuovi e diversi, purtroppo sto fermo a malapena sulla stessa cosa, ho un animo un pò turbolento.
Così, dopo la serata elettrica Tributo ai Queen (e un pò a noi stessi, dato che eravamo un gruppo di amici che non suonava insieme da 10 anni), caricati dal sorprendente successo che ha riscosso, ci siamo buttati a capofitto in una nuova avventura: una serata acustica, sempre dedicata ai Queen, sempre all’Agricantus, in cui questa volta ci permettiamo di stravolgere ed intepretare i pezzi che suoniamo.
Di estate il locale monta un palco sulla strada, di conseguenza devono sottostare a determinate regole sul limite dei decibel, da qui la trovata delle serate in acustico e da qui la nostra necessità di reinterpretare i brani, che comunque non potevano essere presentati nella loro versione originale perchè troppo "rumorosi".
Ovviamente, i pezzi sono riarrangiati nel totale rispetto ed amore che proviamo verso la Regina, alcuni si prestavano ad un gioco più calcato, altri sono semplicemente interpretati senza mutarne la struttra.
La formazione è un pò differente dalla serata elettrica, ci sarò io alla voce e qualche strumento stupido, Daniele Maccarone alle tastiere (che nella elettrica suonava la batteria), Tony Marino alla batteria (che poi è una mezza batteria, giocata con le spazzole) e ai controcanti, e Stefano Fabbri e Vincenzo Mandarano alle chitarre; questi ultimi tre risultavano come "guest star" nella serata elettrica, Tony, come Daniele, è un amico di vecchissima data, Stefano e Vincenzo sono amici conosciuti in occasione della mia militanza nei Mistery Tale, e sono molto celebri nell’ambiente musicale palermitano per aver fondato gli Exile.
Sono molto eccitato all’idea di questa serata, tanto che più di altre volte mi sto impegnando per cercare di registrarla ad una buona qualità, ci sono alcuni brani che ci stanno venendo davvero bene e mi diverto tantissimo ad ogni prova…
Qualche titolo per stuzzicare? Innuendo in chiave definitivamente araba vi basta?