Archivio per luglio, 2007

Cosa devono vedere i miei occhi (e adesso anche i vostri)…

Ieri ho comprato l’ultimo volume della raccolta delle strisce dei Peanuts allegate al Panorama, un’edizione discreta, graficamente non eccitante (nulla a che vedere con quella della Panini by Seth), però è stato molto bello poterle avere tutte (o quasi, dato che non capisco la scelta di iniziare dal 1960, dimenticando quelle degli anni cinquanta, chissà, forse questioni di diritti, bu…), vedere l’evoluzione del segno del genio di Schulz, personaggi nascere e, a volte, scomparire…in ogni caso, scriverò qualcosa di più approfondito appena avrò finito di leggerli tutti (ovvero fra mille anni, coi ritmi che ho per adesso…).
In ogni caso.
Ieri ero felice di avere il suddetto ultimo volume in mano, e, girovagando sul web, Mais trova questa oscenità:

Se volete farvi ulteriormente del male, in questa pagina potrete vedere le altre versioni simili-nipponiche di Charlie Brown e compagnia…non è da me sbeffeggiare pubblicamente qualcuno, però ho trovato l’operazione davvero indegna…certo, non fa male a nessuno, mica è pubblicata, e non va neanche a scalfire l’opera originale, però è un’assurdità che non potevo non segnalare 😀


2 anni

Tanti auguri al mio blog.

Metto una bella torta, per fortuna virtuale, dato che causa dieta non potrei mangiarla.
L’anno scorso l’avevo dimenticato, dopo essermi flagellato a dovere quest’anno non potevo ripetere tale sbadataggine, così eccomi qui, a scrivere il trecentonovantaduesimo post, con una media di 1,862244897959183673469387755102 post al giorno, o comunque non pensavo inizialmente di riuscire a portarlo davvero avanti, invece è diventato un importantissimo strumento di comunicazione/sfogo/confronto/discussione, mai forzato e di cui non potrei fare a meno.
Quindi, cento di questi giorni.
Ringrazio soprattutto i miei
76349 visitatori, potrei dire che ringraziarne una buona percentuale è facile, basta guardarmi allo specchio, per gli altri posso solo fare tanto di cappello, grazie.
E grazie agli autori dei
1524 commenti, cojn una media di 3,0975609756097560975609756097561 commenti a post, e anche qui penso ke almeno 400 siano miei, comunque grazie mille lo stesso.
Continuerò a sparare idiozie per ancora tanto tempo…quindi…ci vediamo al prossimo post! 🙂


Un pò così


Amici Miei

Esiste una splendida e raffinata trilogia tutta italiana, quella di Amici Miei, Atto primo, secondo e terzo, commedie dal gusto un pò amaro, ricordate prevalentemente per la splendida superscazzola e per lo schiaffone alla partenza del treno, piccoli affreschi di vita quotidiana, che sanno far tanto ridere e anche tanto piangere, come la vita.
Tre capolavori assoluti del nostro cinema che andavano un pò per i fatti loro, dato che è molto difficile farli rientrare in un vero e proprio filone.
Amici Miei è Amici Miei punto e basta.
Non parliamo poi del cast…Gastone Moschin, Adolfo Celi, Philippe Noiret, Renzo Montagnani, un poco più anonimo Dulli Del Prete e, non per ultimo, un incredibile Ugo Tognazzi.

Poco fa guardavo il telegiornale, e mi ritrovo un Neri Parenti gongolante (che, sia chiaro, non ha firmato la regia di nessuno dei film originali), regista storico di Fantozzi che ultimamente pare aver dimenticato i fasti di un epoca che lui stesso ha segnato, grazie alle sue recenti, e misere, produzioni (del calibro di Paparazzi, Tifosi, Natale qui, Natale lì etc.), pronto ad annunciare Amici Miei ‘400, strepitoso film che uscirà nel 2008, o 2009, con già due attoroni che non temono per nulla il confronto col cast storico sopra citato, due attoroni che rispondono al nome di Massimo Ghini e Christian De Sica (quest’ultimo SO che un giorno si scoprirà non essere il vero figlio di quel che dice essere suo padre).
Ovviamente il film uscirà a Natale e De Sica non ha perso occasione per dire che poi potrebbe esserci un Amici Miei ‘500, ‘600, ‘700…fino ai giorni nostri! Uuuuuuuuuuuuuuuu!

Non vedo l’ora di non vederli.

Mi hanno messo addosso una tristezza infinita.

Ma vaffanzum.


Comix Show: Finale

Ho chiuso la novantesima ed ultima tavola.
Manca di letterarlo, ma fra un bel pò, manca di ricopiare in bella copia parte della sceneggiatura e poi manca la copertina, ma, come per Pioggia d’Estate, considero il lavoro finito alla chiusura delle tavole, con relative scansioni.
Le ho stampate, le ho messe nel mio raccoglitore provvisorio, e le sto riguardando…
Ho trovato un paio di cosette da correggere, ho ristampato un paio di pagine, sicuramente troverò altra roba da cambiare…
Ma ho finito.
Ho iniziato a scrivere questo libro il 10 febbraio, ho finito di sceneggiare il 14 marzo, sono partito a disegnare poco dopo, quindi 5 mesi e 10 giorni compresa la scrittura, 4 mesi e 5 giorni di disegno. Pioggia c’ho messo un anno, quindi direi di essere molto soddisfatto di questa media, soprattutto considerando che ho viaggiato spesso e che negli ultimi tempi ho ingranato con una decina di tavole a settimana. Il mio obiettivo è di fare 4 mesi tondi tondi, scrittura compresa, così da poterne realizzare 3 l’anno.
Al momento è solo un obiettivo.
Sono contento di questo lavoro, è la mia prima storia lunga che verrà pubblicata, si discosta molto da Pioggia mantenendone però alcune similitudini, per non avere uno stacco troppo netto.
E sono contento dei personaggi, sono "creati da me", e sono "vivi grazie a me", mi ci sono affezionato molto.
Cosa farò adesso?
Per altri libri attenderò dopo l’estate, così, per il momento, mi concentrerò su Epictete, sulla supervisione di X-Campus, su Kinart (che domani compie il primo mese del nuovo corso), su Mono 3 e su un paio di progettini rimasti in sospeso, alcuni da veramente tanto tempo.
E su un pò di vacanza, ad agosto però…


Brancaccio e Underskin2

Online su Kinart un Tutorial di Claudio Stassi, sulla riedizione di Brancaccio, ed uno di Massimo Dall’Oglio, sul completamento della stessa tavola di Underskin vista qualche Tutorial fa, adesso con l’inserimento dei Grigi e dei Baloons!


Nuovi Simpsons

Scoperto grazie ad Emo, ecco me e Mais in una emozionante versione Simpson, solo che anzichè accontentarci del risultato ottenuto dal Sito le abbiamo un pò ritoccate, pubblicità a Kinart compresa 😀


Ignoranza

Comix Show sta giungendo al termine…
Nel frattempo, posto una vignetta dalla tavola più ignorante che abbiamo mai disegnato (pubblicata), di cui vado ovviamente fierissimo.


Spongebob China


E' Uscito!!!

Finalmente, dopo un paio d’anni di oblio, quel poveraccio di Epictete ha trovato il modo di uscire allo scoperto! Scritto da Guillaume Bianco, mi era capitato di parlarne durante la lavorazione, o quando sarebbe dovuto uscire su Spirou, in realtà adesso è stato pubblicato a sorpresa dal mitico Lanfeust Mag della Soleil.

Così, qualche giorno fa mi sono visto recapitare a casa questo enorme librone, enorme perchè è il numero 100 e nello stesso tempo è anche un doppio numero (luglio/agosto), ed Epictete ci sguazza dentro diluito a sprazzi, esaurendo in un colpo solo tutte le strip che avevo disegnato.

Ma va bene, perchè da questo mese inizierò a disegnarlo per ogni numero nuovo, in piccole dosi, ma sempre presente, il che mi rende felice perchè sono legato tantissimo al personaggio e al suo geniale creatore (che non sono io, ma Guillaume, per inciso).

Unica nota dolente, che sarebbe stata davvero dolente se non andavamo avanti, è che hanno dimenticato di mettere il mio nome. Tristezza…per scusarsi si sono scusati, tanto per il prossimo numero ho già disegnato una vignetta per l’errata corrige!



Prossimi Tutorial

E con "prossimi" intendo solo quelli che ho già fra le mani, pronti per essere pubblicati, perchè poi ci sono un sacco di sorprese…
Vedrete il seguito dei Tutorial su Lys, uno sull’inchiostrazione di Paolo Ferrante ed uno sulla sceneggiatura di Katja Centomo.
Vedrete un approfondimento sulla riedizione di Brancaccio, con le piccole modifiche apportate, naturali in ogni riedizione, ma che possono sfuggire anche ad un occhio attento.
Vedrete un Tutorial di Marco Soldi sulla realizzazione di una copertina di Julia.
Vedrete un mio Tutorial con una simpatica innovazione multimediale.
Insomma, ne vedrete delle belle…sempre su Kinart!


Tutorial Lys Parte1

Ovviamente qui!


Il primo

Anche se non sono stato formalmente invitato non me ne sbatte un ciufolo perchè questa catena (iniziata da Diego) mi piace un sacco e la voglio fare scavalcando i tempi.
Il concetto è quello di spiattellare tutta una serie di prime cose, riadattando a volte le categorie in base al proprio stile di vita. Tò.

Primo albo Marvel comprato con coscienza:

Primo albo Bonelli comprato con cognizione di causa:

Primo Manga comprato senza pensarci un attimo:

Primo libro comprato consapevolmente:

Primo film visto al cinema senza genitori:

Primo film registrato e rivisto, rivisto, rivisto in VHS:

Primo 45 giri:

Primo Lp su cassetta:

Primo Lp su vinile:


(che culo, eh?)

Primo Lp su vinile, con seguente decisione di comprare in futuro tutti i dischi del gruppo:

Primo cd:

Primo fumetto comprato con la decisione di collezionarli tutti:

Primo manga comprato vantandomene con gli amici:


Ottimizzazione

Sono un malato dell’ottimizzazione dei tempi. In Red Whale conoscono certe cose che mi sono inventato ai bei tempi di Monster Allergy riguardo la colorazione o la consegna dei file, è una deformazione che adoro, una continua sfida contro il tempo che rende la routine più divertente.
L’ultima cazzata che ho tirato fuori è quest’affare in cartoncino pesante (mezzo millimetro) che mi serve per squadrare in mezzo secondo una tavola, con tanto di riferimenti per la divisione in vignette e "finestre" laterali per mettere perfettamente al centro la griglia.
Ualà.


What is and what should never be

Questa mattina mi sono svegliato con questa canzone in testa, senza assolutamente alcun motivo.
Ma è stato un bel risveglio.


L'Indipendenza del Fumetto?

Yellow Kid o Max und Moriz che sia, il fumetto vive coscientemente da ormai più di cento anni.
Pochissimo, in realtà, se paragonato a quanto tempo sia dovuto passare prima che la pittura sia diventata pittura.
Sul blog di Fabrizio Lo Bianco sta andando avanti una interessante discussione sul fumetto popolare, e sul rispetto che gli si dovrebbe un pò di più, sul fatto che un Dylan Dog o un John Doe siano considerati "meno" in una scala di valori che mette all’apice Maus o Persepolis. Non è neanche la solita diatriba "fumetto seriale cacca", dato che nella storia abbiamo, giustamente, innalzato alle vette più alte fumetti seriali tipo Corto Maltese o i Peanuts, o Sandman e altra roba più recente.
Però c’è qualcosa che non mi quadrava fra quei botta e risposta.
Amo il fumetto tutto, lo ammetto in maniera candida e genuina, non riesco a distaccarmi da una sola sua componente, quindi mi ritrovo spesso a prendere le parti del più debole, che una volta può essere il Volume di Sfar e l’altra l’albo Bonelli (o Nana, hehe).
Però fra un "quello è più artistico per codesto motivo" e un "quello lo è di meno per quest’altro motivo", iniziavo a ragionare sul fatto che per "giudicare" i fumetti si usano soltanto i parametri della pittura moderna.
Il che è SBAGLIATO.
Urliamo ai 4 venti che il fumetto ha una sua dignità, che è un mezzo indipendente e che tutti i debiti iniziali ce li siamo scrollati di dosso? Ci incazziamo se ci squadrano appena diciamo che facciamo fumetti, e che dopo magari ci chiedono oltre a quello qual’è il nostro lavoro? Facciamo continui paragoni con la letteratura e col cinema, arrovellandoci sul perchè ancora il ruolo di fumettista non può essere messo alla stessa stregua di altre categorie? E allora, basta col giudicare il fumetto attraverso parametri e canoni che non ci rappresentano.
Il fumetto è arte? Certo, è un mezzo di comunicazione con una enorme facoltà espressiva, è comunque l’incanalazione di un autore, quindi è arte.
Ma allora il fumetto TUTTO è arte? In linea di massima sì, come mezzo si, poi le porcate sappiamo bene che ci sono da tutte le parti.
E allora, per iniziare a giudicarlo razionalmente, dovremmo chiederci: qual’è il fine del fumetto?
Fino a non molto tempo fa, le strip erano considerate il "vero" fumetto, e i comic book erano un pò i film dei fratelli Vanzina. Ma sappiamo bene che non è così.
Torno alla domanda: qual’è il fine del fumetto?
La risposta è: essere letto da un pubblico.
Un pubblico che è ovviamente ben diverso da quello della pittura, lo sappiamo bene. Un pubblico che è sicuramente più vicino a quello del cinema, o della letteratura per certi versi, ma in ogni caso non siamo nè cinema nè letteratura. E men che meno pittura. Siamo fumetto. Se non iniziamo a crederci noi…
Torniamo alla risposta: essere letto da un pubblico.
Perchè mai, dunque, un albo Bonelli, che raggiunge perfettamente il suo scopo, non può essere considerato "arte"?
Solo perchè è mensile? Insomma, a volte sembra proprio che sia questo il motivo, dato che una serie basta che sia "periodica (Hellboy, Sin City, Asterix…)" che sembra sfuggire a questa condanna.
Forse perchè mensilmente il ritmo è più fitto e quindi può capitare che il livello di una storia o di un disegnatore siano più bassi? Mmmmm, non mi basta, riesce comunque a giungere al fine del fumetto, e ci riesce anche bene, e allora perchè tanto accanimento?
Ci sono troppe regole e troppe restrizioni? Non credo vada bene anche questo, alla fine ognuno può scegliere di fare il tipo di fumetto che vuole, e chi può dire quali siano le regole giuste e quelle sbagliate? Pensiamo alla musica. Il fatto che io sia un musicista non comporta che io debba saper suonare tutti i generi, magari odierò il Jazz, magari il Blues, magari l’Hip Hop, ma ognuno di questi benedetti generi ha le sue fottutissime regole. E allora, perchè mai se la Bonelli ha le sue regole, ben diverse dalla produzione di un albo francese, deve essere perciò declassificato? Può essere declassificato per altri motivi, magari quel mese la storia fa obiettivamente cagare, magari quel personaggio renderebbe meglio in un altro modo, ma non è "l’avere troppe regole" che può declassificarlo. Basta guardare due autori come Nicola Mari e Piero dell’Agnol per dimostrare che SI PUO’ fare del fumetto "creativo" in stile Bonelli, o, appunto, come diceva Bruno Enna, uno sceneggiatore come Tiziano Sclavi.
Tezuca ha scritto cose bellissime con ritmi allucinanti, certo, se andiamo poi a guardare "tecnicamente" ogni singolo elelemento di una sua tavola o vignetta troveremo mille e mille appunti da fare, rispetto magari ad un albo francese o americano, ma il fumetto deve essere guardato per forza con quest’ottica?
Mi sono stufato di sentire sentenze sui fumetti solo "per come sono fatti", sulla base di un parametro che dice che più un disegno è creativo più allora è di alto livello, più è sperimentale più allora è importante.
E’ certamente di più alto livello tecnico. Ma basta.
Insomma, faccio un altro esempio.
L’architettura.
L’architettura è arte. Sta anche sui libri, non lo dico mica io. La studiamo in mezzo a Caravaggio.
Qual’è il fine dell’architettura? Non è difficile: metterci dentro le persone, che sia una casa o una chiesa, se dentro una struttura architettonica non possono starci dentro le persone allora vuol dire che non è più architettura, magari è un altro tipo di arte, ma non architettura nel senso stretto del termine.
E allora, secondo voi, un artista architetto, come vede quelle dannate persone all’interno di una sua creazione? Come un impedimento? Insomma, deve stare lì, a contenere la sua arte, a non potere fare, chessò, un pavimento curvo, SOLO perchè ci deve stare dentro qualcuno.
Gli architetti sono dunque artisti frustrati? Vogliamo dire che Borromini non sia un artista che ha saputo sfruttare tutte le regole ed imposizioni dell’architettura per progettare opere d’arte? E, per favore, smettiamola col prendere d’esempio sempre Gaudì, con tutto il rispetto, però siamo sempre lì, Gaudì non ha nulla di meno di un Borromini, tutti e due hanno operato scelte rivolte ad un fine, uno più "apparantemente" creativo dell’altro, ma tutti e due geni assoluti.
E allora, se pensiamo a quale sia il fine ultimo (e mai dimenticato) del fumetto, non dovremo forse cambiare parametri di giudizio? Non sarebbe giusto mettere Maison Ikkoku sullo stesso piano di Watchman?
A voi le bestemmie.



La Mia Resistenza in Vendita

Prima di metterle fra un paio di giorni su ebay, separate, faccio uno squallido annuncio pubblicitario e chiedo se qualcuno fosse interessato a prendersi la storiella in blocco. E’ appena stata pubblicata da Beccogiallo nell’annuale volume di Radio Sherwood.
La mia mail è sotto il profilo…



Nuovi Tutorial

Online due nuovi tutorial su Kinart!!!


Il primo, di Emiliano Santalucia, è sulla realizzazione di una illustrazione per una scatola delle ministatue dei Masters of the Universe.
 

Il secondo è sulla colorazione digitale, e analizza le preferenze di Photoshop e l’organizzazione delle sue finestre.


Il Limbo dei film Dimenticati (4)

Ultima carrellata (anche se non si sa mai) di film un tempo autentici tormentoni della tv e adesso dimenticati da Dio.

9 settimane e ½

Prima ancora di Basic Istinct, era questo il film scandalo per antonomasia, spacciato addirittura quasi per porno.

Il nome della Rosa

Uè, perchè cacchio non lo fanno più?

Cercasi Susan disperatamente

Madonna all’apice del trash anni 80. Pellicola a dir poco inutile.

Tale padre tale figlio

Genitori in blue jeans spopolava e questo film era principalmente dedicato alle ragazzine che sbavavano dietro Kirk Cameron. Che ho sempre odiato.

Piramide di Paura

Un capolavoro. Soggetto di Chris Columbus, ne parlai già due anni fa qui (a proposito di alcune similitudini con Harry Potter…). Andava visto assolutamente in coppia coi Goonies, almeno quelli, fortunatamente, rimasti in auge.

Sposerò Simon Le Bon

No comment.

Explorers

Must smarrito. Un grande peccato.

Arrapaho

Ok, questo non girava magari troppo spesso in Tv, ma è un simbolo che non doveva essere dimenticato così. A partire dallo spot televisivo dell’omonimo disco degli Squallor.

E per finire…
Mississipi Adventure (che poi il titolo originale è Crossroads, perchè mai mettere nella versione italiana un altro titolo in inglese? mah..)

Indimenticabile il duello finale fra Ralph macchio, ex Karate Kid, e Steve Vai, dove bisogna precisare che le mani inquadrate dei due duellanti sono sempre…di Steve Vai, che quindi perdeva contro sè stesso.


Mi faccio le pippe da solo

Ogni volta che inizio a scrivere ‘sto post lo cancello puntualmente, ho sempre paura di sembrare troppo presuntuoso, ma ci sono delle frasi che han detto di Pluie d’ete, sulle recensioni in francese, che mi hanno colpito profondamente…insomma, non credevo che il mio lavoro fosse compreso così tanto, mi ha stupito e commosso, e volevo condividere questa gioia pubblicamente.
Ecco, perciò, una serie di frasi estratte stile "fascetta di libro".
Perdonatemi.

"Quanto porta la sua autobiografia di più in questo settore già abbastanza diffuso? Se occorresse cercare una tematica precisa, una prova di qualcosa di speciale, la risposta sarebbe: nulla.
Nulla poiché, finalmente, la vita del giovane Sergio è quasi strettamente identica a quella della grande maggioranza dei lettori di fumetti, una gioventù composta da una vita in una famiglia tranquilla, di giocattoli, di videogiochi, di cartoni animati e di musica. "

"Pioggia d’Estate è dunque un racconto autobiografico senza pretesa, che rischia forse di annoiare un pò quelli a cui la piccola vita di Sergio non interessa. Ma questo fumetto ravviverà memorie piacevoli a molti dei numerosi lettori, complici nello spirito, che condividono esperienze inevitabilmente simili con quella dell’autore. E per quel che mi riguarda, io l’ho letto con interesse, con piacere e con il sorriso."

"Un libro grazioso, vale più di quel che sembra, leggero, vivo, divertente; inevitabilmente, per chi è cresciuto negli stessi anni di cui lui parla."

"Il suo disegno è allo stesso tempo semplice e caricaturale, dalla caratteristica infantile, ingenuo ma molto espressivo, accentua la freschezza di un libro che fa risalire alla superficie delle memorie poco importanti che si credevano perse. Un lavoro che mette dunque del balsamo nel cuore. Da scoprire."

"Pioggia d’estate è come un giardino delle memorie dove si passeggia e ci si ferma a caso nel cammino."

"Con uno stile semplice e rotondeggiante, in bianco e nero ed abbastanza poetico, Sergio Algozzino ci fa entrare nella sua vita di disegnatore. E se non si è realmente entrati, almeno la porta è stata aperta…"

"Un’autobiografia simpatica di un italiano pazzo di fumetti, con una infanzia calma, più propenso ad ammirare Moebius che il papa."

"C’è la sua entrata nella prima libreria dedicata ai fumetti, che gli fece l’impressione del Walhalla, di Shangri e del paradiso allo stesso tempo. Qualsiasi appassionato di fumetti si troverà probabilmente in questa scena."

"Pioggia d’estate è un libro che dà desiderio di passare un pranzo con l’autore, cosa che, occorre riconoscerlo, è lungi dall’essere il caso di tutte le autobiografie."

"Pioggia d’estate su Palermo e la campagna siciliana, pioggia d’estate sulla vita come fosse una misura, piccole gocce che cadono e cantano la vita che passa."

"C’è uno stile, un marchio di fabbrica grafico, della nuova onda di giovani disegnatori. Generazione Goldrake, manga, animazione, che ci consegna un nuovo universo di plastica, da seguire."

Oltre le belle parole, vado fiero di esser stato presentato come una specie di portavoce delle stronzate della mia generazione, è assolutamente quel che volevo, col consapevole rischio di non essere compreso appieno dalle altre.
Il grosso rimpianto è non saper parlare bene il francese per potere ringraziare come vorrei gli autori delle recensioni.


L'evoluzione del Sergio


Comunicazione settimanale2: GiullareDiCorte

Per chi fosse interessato a seguire la mia simil-attività di musicista, ecco il Giullare Di Corte MySpace, troverete qualche video, qualche foto, date di prossime serate (anche extra Giullare), e, soprattutto, per tutti quelli che possedevano la vecchia demo (realizzata con Giovanni e Massimo) sono invece online un paio di pezzi nuovi (interamente suonati da me causa loro spostamento lavorativo).
Mi farebbe MOLTO piacere ricevere qualche commento a tal proposito.


Metà Show

Avrei dovuto fare questo post un pò di tempo fa, sono ormai giunto a tavola 60 (chiusa del tutto) più una decina di chine, ma mi sembrava giusto rendere onore a tavola 44, che non ha nulla di particolare dal punto di vista grafico nè narrativo, ma che rappresenta il giro di boa del mio secondo volume da humanoide.