Archivio per maggio, 2007

Post-Serata

Non ho parole. Ogni concertino è sempre un’emozione, e non essendo musicista di professione non so se poi scatta il sentimento di abitudine, ma quello di ieri sera mi rimarrà sempre nel cuore.

Ho già parlato di tutto quel che ci stava dietro a livello personale, per noi era già un successo a priori, anzi, come ho annunciato ieri, un "miracolo (prima dell’omonimo pezzo dei Queen)", ma mai avrei potuto immaginare l’enorme portata che ha riscosso questo piccolo evento…
Oltre 400 persone si sono presentate davanti al palco e hanno ascoltato l’intera scaletta, nonostante fosse abbastanza lunga, e senza pause.

Incredibile per me potere immaginare di reggere una scaletta Queen, con pezzi del calibro di The show Must go On (insieme a Vincenzo) o Another one bites the Dust, autentici "mostri" per come la vedevo io fino a qualche anno fa…ed ancora più commovente è stato cantare Somebody To Love (insieme a Stefano e Luca), la prima canzone che ho veramente amato del gruppo inglese.
Non riesco ad esprimere bene quel che sento, ma nel periodo in cui mi trovo mi ci voleva proprio.

Infine, domattina parto per quel di Vasto, sarò ben lieto di chiaccherare con chi verrà e sono molto curioso di quel che farò (e faremo) in questi giorni di "sperimentazione".
Conoscendomi, per ogni prova passerò il 99% del tempo a riflettere su quel che dovrò fare, odio buttare giù la prima cosa che mi capita, e ho paura di non riuscire a fare proprio tutto come vorrei, ma nello stesso tempo è uno stimolo enorme.

Non avrò internet per un pò di tempo, prima per Vasto, poi perchè passerò da Roma, controllerò la mail, ma non avrò accesso continuo come al solito.

Infine, ringrazio pubblicamente tutti quel che hanno suonato ieri:
Daniele alla batteria
Filippo alla chitarra
Francesco alle tastiere
Valerio al basso

le straordinarie Gues Star:
Tony alla voce e batteria
Stefano alla chitarra
Luca al basso
Vincenzo alla chitarra
Luca alla chitarra
Daniele alla batteria

inoltre, Gabriele e Vanessa alla cassa, il grande Maurizio, che si è accollato di riprendere l’intera performance, Riccardo che ha fotografato pazientemente tutto (le sue sicuramente splendide foto arriveranno un pò più in là), Matteo al mixer, Francesca e tutto l’Agricantus.

E, ultimi ma non ultimi, tutti gli amici che sono accorsi. Alla prox 🙂

Ttò


V for Fumetto

Comunicato stampa:

Dal 1° al 3 giugno si terrà a Vasto, splendida cittadina in provincia di Chieti che domina dall’alto le coste abruzzesi, la prima edizione di V for Fumetto.

V for Fumetto è un progetto in evoluzione, il cui scopo è quello di indagare il Fumetto, inteso come mezzo di espressione, in modo creativo e non convenzionale. Al pubblico, compresi gli internauti, e a un gruppo scelto di autori, è richiesto di interagire col Fumetto in modi nuovi e diversi.

V for Fumetto è anche una sfida al concetto stesso di “manifestazione sui fumetti”, fin qui storicamente legato al modello di Mostra Mercato, in grado di funzionare solo in determinate (e difficili da replicare) condizioni di spazi e affluenza. A partire dal nome, che è un ovvio omaggio ad Alan Moore ed un richiamo subliminale alla città che la ospita, V for Fumetto vuole essere un tentativo in una direzione diversa.

Sullo stimolo dello storico laboratorio letterario OuLiPo (acronimo per Ouvroir de Littérature Potentiel) e della sua filiazione fumettistica OuBaPo, agli autori saranno poste una serie di sfide basate su ostacoli di tipo grafico, stilistico o linguistico, capaci di produrre un esito che risulti di volta in volta divertente, appagante, curioso, ma anche di stimolare una riflessione compiuta sugli strumenti creativi e sul linguaggio stesso del medium.

Oltre ad assistere alle performance degli autori, e alla possibilità di acquistare, leggere e imparare qualcosa di nuovo sui fumetti, anche al pubblico verrà richiesto di creare in prima persona: una delle attività proposte (ma ne sono previste molte altre), già attiva sul blog della manifestazione, è quella di creare nuovi testi per vignette esistenti, sovvertendo il significato originale e creandone di nuovi, con esiti spiazzanti e spesso profondi.

A concludere il percorso, una pubblicazione documenterà i migliori risultati ottenuti nel corso di V for Fumetto, che si presenta pertanto come vera e propria manifestazione interattiva, un momento di creazione collettiva che coinvolgerà autori e pubblico in un’attività che lascerà di sé una traccia tangibile.

Gli autori coinvolti nella prima edizione di V for Fumetto sono Sergio Algozzino, Luca Bertelé, Davide Berardi in arte Daw, Diego Cajelli, Susanna Raule, Armando Rossi (a cui si deve anche la splendida illustrazione per il manifesto) e Daniele Tomasi.

Per ogni informazione su V for Fumetto (e per cominciare a creare!) siete tutti invitati sul blog della manifestazione, www.vforfumetto.it.

V for Fumetto è organizzata dall’Associazione Culturale Prospettiva Globale, in collaborazione con il Comune di Vasto.



V for Fumetto

Viaggio intorno al Fumetto e ai fumetti

Vasto, 1-3 giugno 2007

Mercato Santa Chiara, Piazza Santa Chiara

Orario 17-24

Ingresso libero


Comix Show

Questo momentaneamente il titolo del mio secondo lavoro per gli Humano.
In effetti ne ho tanto parlato in fase di scrittura per poi abbandonare completamente l’argomento, così, se vi frega, comunico che sono giunto a disegnare pagina 30, più qualche altra matita.
Stavolta procedo a blocchi da 10 tavole (anzi, il secondo blocco è stato addirittura da 20), diveramente da Pioggia d’Estate che andava avanti ad episodi, quindi miniblocchi da 3 o 4 pagine.
Altra sostanziale differenza è che ancora non ho buttato giù un solo rigo di sceneggiatura definitiva, o meglio, ho tutti gli storyboard coi testi scritti a mano, ma ancora non ho inviato nulla di definitivo (e leggibile per il genere umano), una situazione di comodo che continuo a chiedermi se accada anche con altre case editrici…insomma…loro sanno cosa sto disegnando in linee molto generali, ma dal soggetto alla sceneggiatura ho aggiunto mille cose…insomma, si fidano al 100% e mi lasciano una libertà creativa che ancora dopo un libro mi lascia spiazzato.
Infine, continuo a leggere recensioni entusiastiche di Pioggia, il che mi fa molto contento ma nello stesso tempo mi rende terribilmente nervoso sull’esito che potrebbe avere questo libro…è molto diverso, per certi versi anche più leggero, inizio a fare paragoni che non avevo fatto prima, e ho molta paura, forse dovevo prendere più tempo fra un libro e l’altro, o forse invece è giusto così…certo è che nei miei programmi mi piacerebbe procedere spedito, un libro dietro l’altro, produrre molto, ho tanta voglia di raccontare e di disegnare…
Nel frattempo, vi presento Andrea, protagonista assoluto del Comix Show:


SpongeLego

La mia collezione di oggetti dedicati a Spongebob aumenta in maniera impressionante, sto sfogando tutte le mie frustrazioni giovanili sull’attuale possibilità di comprare quel che mi eccita di più.
Mais mi ha fatto scoprire qualche settimana fa l’oggetto in questione, che ho cominciato a montare subito dopo l’arrivo, che aspettavo con ansia e che ammetto essere fra i giocattoli moderni più belli che mi sono trovato fra le mani, in virtù del fatto che da piccolo non ho mai avuto un Lego.
E poi, vorrei ben dire, chi non avrebbe pagato per avere un miniplankton con le antenne intercambiabili (che lancia fra l’altro con una catapulta delle palle attraverso la bocca di Spongebob, e che può costruirsi un mezzo di locomozione le cui ruote sono gli occhi di Spongebob)?
A______________________A


Night Bike

L’estate si avvicina e una delle poche cose buone, per me che sono un siciliano fallito a causa dell’insopportazione da caldo, è potere girare la sera in bicicletta con una temperatura decente, senza bisogno di giacche o giacconi, al massimo con una felpa e musica a palla nelle orecchie.
Lo amo sul serio, l’aria che si infrange sul viso, quel pizzico di solitudine che non guasta, un ritmo moderato.
Sono momenti che assaporo sempre dall’inizio alla fine.


Due parole sul tributo Queen

Due si fa per dire.
Quasi 15 anni fa fui portato da Filippo (già amico da almeno altri 3) nel garage di Daniele. In quello strano soppalco ho passato giorni, mesi e anni a cantare davvero di merda, esperienza zero, tecnica neanche a parlarne, passione alle stelle.
Il trio principale era composto da me, Daniele e Francesco alias Gigio, questo prima che iniziassimo a provare di essere un vero gruppo, tentativo che poi durò oltre un anno col risultato di due sole serate e mille incomprensioni.
Ma devo dire che adesso, col senno di poi, più che dare risalto alle prime prove di gruppo, con Massimo, l’altro Daniele e poi Marcello (e ogni tanto con Filippo e Tony), ripenso sempre più spesso a quei deliranti pomeriggi ioDanieleGigio. Non eravamo un gruppo, neanche ci pensavamo ad esserlo, non avevamo una scaletta, non avevamo un programma, nulla, solo voglia di suonare e di divertirci.
Daniele, straordinario autodidatta al piano, Gigio già iscritto al conservatorio, anch’egli pianista, ed io, bisogna dirlo, ero davvero il più pietoso, con la mia vociazza priva di senso, poca estensione e tante urla.
Ma chi cazzo se ne fregava…
Mi divertivo un sacco, e ci divertivamo un sacco, giorno dopo giorno, sempre a ripetere le stesse canzoni, canzoni rigorosamente by Queen, filo conduttore di tre caratteri completamente diversi. No, c’era anche lo scopone ed il gelato. E le donne.
Ho almeno una decina di cassette registrate con quelle schifezze, ogni tanto provo a riascoltarle ma non vado oltre qualche secondo.
Oggi sento che potrò farlo.
Questo perchè sono passati tanti anni, ci eravamo allontanati e ci siamo ritrovati tutti insieme la stessa sera nello stesso posto, io, Daniele, Gigio e Filippo (oltre che altri amici inaspettati), trovando la scusa per rimettersi a suonicchiare, così, senza motivo. Daniele è sempre bravissimo, e adesso suona anche la batteria piuttosto bene, sempre da autodidatta, Gigio ormai è Maestro di conservatorio, concerti alle spalle compresi, ed io finalmente mi sento meno a disagio, canto decisamente meglio e soffro meno dei miei complessi di inferiorità, adesso suoniamo per piacere ma suoniamo anche bene. Ed è per questo che adesso potrò riascoltare quelle vecchie cose, perchè esiste una sorta di evoluzione che mi rende soddisfatto, non è più soltanto la mia orribile voce e basta.
Così, fra una suonicchiata ed un’altra, abbiamo montato una scaletta, e poi abbiamo deciso una data, nonostante io sia partito mille volte nel frattempo, data che sembrava aver dei problemi, forse Filippo non ci sarebbe stato, ed invece eccoci qui, alla quasi vigilia di una serata che ci meritavamo da tempo, io, Daniele, Gigio, Filippo e il buon Valerio, acquisto recente di grande fattura.
Ma abbiamo invitato anche altri amici, l’altro Daniele suonerà la batteria in un paio di brani, Tony ne canterà uno e ne suonerà un altro, Stefano e Vincenzo (amici dai Mistery Tale) ci presteranno la loro esperienza e Luca (proveniente dai Perseo di Daniele e Daniele) ci fulminerà con le sue dita.
Insomma, è una serata di cui vado incredibilmente fiero, musicalmente e psicologicamente.
Non vedo l’ora…


Omaggio a Giunchiglia

Una volta tanto capita anche a me…ma per Giuseppe Manunta questo ed altro 🙂


Ufficialmente ospite…

…di V for Fumetto, una nuova manifestazione legata al fumetto, organizzata dallo stesso Giovanni Russo di Lucca Comics.

L’idea di base è molto stimolante, vuole essere diversa dagli altri appuntamenti in maniera molto intelligente, ecco come viene riassunto il senso della manifestazione sul sito/blog:

V for Fumetto (la V sta per Vasto) è un progetto in evoluzione, il cui scopo è quello di indagare il Fumetto, inteso come mezzo di espressione, in modo creativo e non convenzionale. Al pubblico, compresi gli internauti, e a un gruppo scelto di Autori, è richiesto di interagire col Fumetto in modi nuovi e diversi. Tutte le attività che avranno luogo nell’ambito di V for Fumetto saranno documentate in tempo reale sul blog della manifestazione, e i risultati migliori raccolti in una pubblicazione che concluderà il percorso.
V for Fumetto è anche una sfida al concetto stesso di "manifestazione sui fumetti", fin qui storicamente legato al modello di Mostra Mercato, in grado di funzionare solo in determinate (e tutt’altro che facilmente replicabili) condizioni di spazi e affluenza. A partire dal nome, che è un ovvio omaggio ad Alan Moore ed un richiamo subliminale alla città che la ospita, V for Fumetto vuole essere un tentativo in una direzione diversa.

Vi invito a fare un salto sul blog apposito, che fra l’altro coinvolge direttamente il lettore e/o autore.
E intanto, dato che Vasto è sul mare, io mi preparo il costume da bagno (non è vero, però è una frase che fa effetto)…


ChissĂ  che ne pensa Elias…



Parola di Fan

Ok.
Prima o poi questo momento doveva arrivare.
Una critica ragionata su SpiderMan 3.
Si sa quanto sia attaccato al personaggio, ma nello stesso tempo non sono il tipo di fan entusiasta che si accolla tutto, al contrario, sono un fan della peggiore specie, quella metodica, quella che critica se non è contenta.
E io, alla vista di SpiderMan 1 e 2 ero più che contento.
Anzi, difendevo a spada tratta Spiderman 2 quando tutti si lamentavano che Peter Parker era troppo sfigato, essenza primaria invece del ciclo Lee/Ditko, dunque assolutamente in linea col personaggio originale.
Ma SpiderMan 3, e questo mi era chiaro fin dall’uscita dalla sala, non è al livello degli altri 2.
E’ un film che mi spaventava per il sovraccarico di villain, ho sperato fino all’ultimo che il problema potesse essere risolto in corner, ed invece così non è stato.
Raimi è sempre Raimi, e bisogna dire che tale soggetto nelle mani di qualcun’altro avrebbe portato il film ad essere davvero pessimo, ma c’è comunque un pò troppa confusione.
Sia chiaro, è un buon film, assolutamente sopra la media generale che ormai incalza nei film del genere, scorre bene e se non sei troppo attaccato al personaggio potrebbe anche non darti troppo l’impressione di essere peggiore degli altri, gli ingredienti sono sempre gli stessi, soap-opera e scazzottate, inoltre bisogna dar merito al fatto che con lo stesso cast sono riusciti a fare tre film di fila coerenti come pochi riescono ad essere, specie nella parte personale, ma tutta la storia legata ai criminali è davvero scritta male, appunto, troppa roba, mancando così i momenti epici che avevano contraddistinto i primi due capitoli (il ponte, nel primo, e il treno, nel secondo), a favore di tanti piccoli bei momenti che però poco dicono a livello emotivo, così questa volta fa molta più impressione vedere tanto peso dato alla soap-opera, che non viene controbilanciata nella maniera giusta.
Dulcis in fundo, io ODIO Venom, l’ho sempre odiato e considerato il morbo che ha rovinato una decina di anni editoriali dell’Uomo Ragno, con storie perlopiù schifose, scritte e disegnate malissimo (e mica mi riferisco a McFarlane e Larsen, ma a tutti quegli orribili cloni, la cui appunto Saga del Clone al confronto è un capolavoro), tutte all’insegna del sensazionalismo, dimentiche della vera essenza del personaggio, più urbano, più legato ad avvenimenti e a criminali umani.
E Venom, anche qui, si rivela essere la rovina del film per lo stesso identico motivo.
Gwen Stacy puttanella? Vabbè, potevo anche starci, ma l’Uomo Sabbia non può rompermi le palle con quella facciona triste per tutto il film, dicendomi che non è cattivo e che ha i suoi buoni motivi per rubare, per poi allearsi con Brock senza alcun motivo legato alla sua vera causa. E poi tornare alla fine del film con lo stesso faccione triste.
Questa è un’incoerenza che non perdono.
Oltre ad altre piccole cose che non sto a dire.
Di sicuro, non ne vorrei vedere altri, ero anche molto meno emozionato, tristemente "abituato", ma già si parla del quarto e guarda guarda si parla di Carnage.
Di male in peggio.


MonoBackstage

Sul blog di Mono stiamo inserendo poco a poco una serie di schizzi ed appunti relativi alla lavorazione del secondo numero, buona navigazione 🙂


…in un giorno nella vita.


Un pò di sana psichedelia…


La Fotocopia

Con Emo che faceva riferimento ai Latte e i Suoi Derivati, io vi consegno quello che credo sia realmente uno degli sketch più geniali della storia della televisione.
Protagonisti, Neri Marcorè e Greg. Spendete 5 minuti per sorridere, fa bene.


Pietre Miliari

Vi racconterò una storia.

Nel 2002 un timido cantante, insieme ad un amico bassista con cui suonava già da anni, si trova a casa del batterista del gruppo di un altro suo amico, dedito a suonare cover dei Beatles, per una specie di Jam Session. Lì intona pezzi a lui congeniali come Oh! Darling, uno dei pezzi più "neri" dei Beatles, e Whole Lotta Love. Il simpatico batterista rimane stupito dal tipo di voce del timido cantante e subito si inizia a parlare di Deep Purple, una band non molto suonata a Palermo (tranne che per le solite Black Night e Smoke on the Water), band molto amata anche dal bassista suo amico, così decidono di rivedersi ed iniziare a fare qualche prova di quel tipo.

Il timido cantante recupera il chitarrista, e, dopo un primo organista che deciderà di mollare subito (peccato, perchè aveva un hammond originale), recupera anche il tastierista.
Iniziano le prove. L’idea è quella di costituire una Tribute Band, ma una Tribute Band seria, provano dunque per un anno prima di esibirsi una prima volta, in una festa privata.

Il timido cantante, davvero timido, si vergognava ancora a tirare fuori la voce per Child in Time, aveva solo bisogno di sentirsi a suo agio, senza sentire troppo peso addosso, invece durante quella serata i membri del gruppo decidono di suonarla, lui non se la sente, ma loro vogliono farla lo stesso, così salirà a cantarla un tipo mezzo ubriaco, che accoltellerà moralmente il timido cantante.
Nessuna scusa gli verrà fatta per questo, anzi, verrà sbeffeggiato simpaticamente alla maniera dei bulli della terza media, quelli fastidiosi a cui lui non sapeva rispondere, e che, magari, se avesse saputo farlo l’avrebbe portato ad essere meglio accettato a scuola.

Ma lui è un timido cantante, quindi somatizza in silenzio, sorride, e fa finta di nulla. Ma cancellerà dal nastro l’esecuzione del tipo ubriaco.
Più avanti, suoneranno come spalla ad un altro gruppo, solo venti minuti, ma venti minuti in cui il pubblico presente applaude loro più che al gruppo principale, e il cantante timido si mura dietro una corazza di finta sicurezza, si muove come mai aveva fatto prima, salta, si getta a terra, e, soprattutto, canta molto bene.

Acquistando poco a poco fiducia, inizia a cantare Child in Time, eseguita timidamente alla loro vera serata d’esordio, una serata con 300 persone presenti che apprezzano notevolmente l’intera scaletta.
Poco dopo gli verrà chiesto di suonare come spalla agli Elio e le Storie tese, durante una rassegna estiva, gli Elio non si presenteranno, così loro, anzichè suonare mezz’ora suoneranno un’ora e mezza, un’ora e mezza in cui 400 persone li seguiranno dall’inizio alla fine.

Il timido cantante si trova alle prese con un palco incredibile, con addirittura una passerella, scherza, cambia i suoi vestiti, si traveste, si atteggia. E’ un figo.

Ma non vuole cantare Child in Time quella sera, in realtà si vergogna ancora, e il gruppo accetta la sua scelta.

La serata successiva, ancora più fiducioso per via di quella precedente, è un piccolo evento. Quasi 600 persone si avvicendano per sentirli, e lui canta bene Child in Time, canta anche Strange kind of Woman, altra canzone tabù, e canta come meglio aveva cantato nelle serate precedenti, con sicurezza e tranquillità.

Dopo quella serata gli altri del gruppo inizieranno un pò ad avere deliri di onnipotenza, tipo acquistare casse da studio che neanche i gruppi che incidevano dischi nella loro città avevano, o ipotizzare di registrare un cd in studio (di cover!).

Nel frattempo, il timido cantante si trovava in difficoltà col suo lavoro, quello che gli dava i soldi, un’attività diversa ma che amava ugualmente. Purtroppo la rivista per la quale lavorava chiude definitivamente, così pensa di dovere trovare immediatamente un altro lavoro, prendere una piccola pausa, chiede perciò al gruppo di allentare un pò le prove, almeno per lui, che anzichè due prove a settimana potrà essere presente solo in una di esse, ma tutti, universitari, tranne il batterista che era un pezzo grosso in banca e quindi navigava nella tranquillità economica, se ne fregano delle sue ragioni. Disegnare non era considerato da loro psicologicamente come un vero lavoro, così il tempo in più che chiedeva forse gli sembrava stupido, tempo per proporsi a qualche altra rivista. Litigano. Non arrivano a un compromesso, dicono che lui rimarrà indietro se non prova due volta a settimana, pezzi che fra l’altro provavano ormai da due anni, ma neanche sperimentano a provare una volta a settimana, nulla, lui sarebbe rimasto indietro su una base non provata.

Depresso, il timido cantante molla il gruppo.

20 giorni dopo inizia a lavorare per un’altra rivista.

1 giorno prima della decisione ufficiale del timido cantante di andar via, il bassista, ex amico, mette online con un falso nome un annuncio per cercare cantante.

Un mese dopo il batterista che aveva ipnotizzato tutti va a casa sua, insieme al chitarrista, per comunicargli che avevano trovato un altro cantante.

Il timido cantante li tratta molto male, furioso, e gli fa notare che la loro attesa non sarebbe stata moltissima.

Loro vanno via.

Il batterista un mese dopo si sposerà, non solo, partirà un mese in viaggio di nozze, e non inviterà neanche il timido cantante alle nozze.

Il chitarrista un mese e mezzo dopo partirà per lavoro, lasciando gli altri in asso, a cercare un altro chitarrista. Ma il lavoro del vecchio chitarrista è un lavoro serio, si era appena laureato in ingegneria, altro che disegnare, così nessuno se la prende con lui, anzi, ogni qual volta ritorna in città lo fanno anche suonare nelle serate.

Il timido cantante per loro aveva realizzato un sito in flash, dedicandoci molto tempo, tempo che loro non immaginavano, aveva anche creato il logo e la grafica della band, logo che adesso loro continuano ad usare, solo che è ritoccato con orribili effetti e filtri di Photoshop.

La band è andata avanti, e ha anche suonato con Ian Paice, e neanche hanno invitato il timido cantante, che avrebbe dovuto pagare per vederli, e che quella sera è rimasto a casa.
La band adesso organizza concerti di alta classe, come Steve Hackett e Glenn Hughes, e non hanno mai pensato di invitare il timido cantante a nessuno di questi, tranne che attraverso e-mail cumulative che gli giungono di continuo, col logo ritoccato e col prezzo di ingresso.

Il timido cantante ha successivamente cantato in altre band, composte sempre da gente simpatica e comprensiva. E’ felice così e questa è solo una storia.


Shopping? No, VENDO TUTTO (non proprio…)!!!

Generalmente quando si attraversa un periodo di merda si tende ad andare in giro a fare shopping.
Ora non so se dipende dal fatto che io sia un maschio, e quindi magari quella è una reazione tipicamente femminile, o forse perchè sto chiuso a casa a lavorare per recuperare un pò di lavoro (rendendomi impossibile la possibilità di sperperare il mio conto in banca), fatto sta che, anche se continuo a mettere periodicamente inserzioni su Ebay, mi sono deciso a creare uno spazio fisso (qui a sinistra) nella quale è possibile acquistare un pò della mia produzione, che rimpinzerò periodicamente e che adesso contiene del materiale "tipo", da illustrazioni fatte per Monster Allergy a strisce di Spider Gek, da disegni cazzeggio a disegni dell’epoca di Piccoli Brividi.
Se vi va, fatelo voi lo shopping (approfittando di questa mia follia, ci sono cose che non avrei mai venduto neanche ieri…), io devo tornare al lavoro…



Nè carne nè pesce…


Sulle riviste e altro…

Arrivo in ritardo, sia perchè ho avuto i miei buoni motivi, sia perchè volevo rifletterci sopra.
In questi giorni ho letto svariate opinioni su Mono, e sulle riviste in generale, nate nei blog di Rrobe, di Manlio, di Ottokin, di Marco, di Diego e chissà quanti altri ancora. Ad ognuno di questi post sono sopravvenute numerose reazioni, consiglio infatti, ai quei pochissimi che fino ad adesso non ne sapevano nulla, di leggere tutti i commenti correlati per farsi un’idea generale, certo, mettetevi in testa di perderci un’oretta data la mole del materiale accumulato.

Su Mono, e su come la penso, ha già detto molto Marco, ma aggiungo che i temi sono soltanto uno stimolo, e se alcune tavole sono più o meno musicali in questo secondo numero di Mono, beh, è solo un punto di vista…cosa c’è di più "musicale" di un artista che si esprime liberamente con lo strumento che conosce alla perfezione, ovvero il fumetto? Insomma, Mono2 è una vera e propria Jam Session, come un pianista con le sue sette note, anzi, se proprio lo devo dire, ogni numero di Mono potrebbe avere come sottotema la Musica, l’approccio è quello, improvvisazione sul tema, e gli autori coinvolti sanno bene che io chiedo sempre mille volte se la cosa gli va o no, non sarò io a costringerli a collaborare solo per avere un nome figo in più. Dirò di più, Mastantuono, tanto per fare il nome di un "big", ha bussato lui stesso alla nostra porta…e per i prossimi numeri stanno accadendo cose simili…
Io credo nel concetto di idea, e se l’idea di Mono non piace, e se ne esiste una migliore, anche più banale, che potrebbe farci vendere milioni di copie in più (e strapagare gli autori), beh…con tutto il rispetto…non mi frega molto!
A me interessa avere solo una buona idea, e Mono ce l’ha, poi non significa che una buona idea venda più di una peggiore, lo so bene, ma dato che io e Marco siamo i primi a non nuotare nell’oro, e dato che è un dato di fatto che le riviste al giorno d’oggi sono commercialmente morte (premessa che era già alla base del progetto iniziale con gli stessi ragazzi della Tunuè, che quindi non hanno mai pensato di lucrarci sopra), a questo punto mi interessava fare qualcosa di distintivo, qualcosa da ricordare più facilmente.
Tornando alla musica, se gli Osanna in Italia non li conosce nessuno, e i Finley impazzano, o se Mauro Pagani è considerato meno di Paolo Meneguzzi, dubito che Mauro non ci dorma la notte per la disperazione, ha fatto e fa grandi cose e la soddisfazione personale deve essere immensa.
Certo, mica sono Mauro Pagani, ma la filosofia di vita a cui aspiro è quella, e permettetemi di fare un altro esempio "alto", senza presunzione, dal libro intervista Eisner/Miller, non trascrivo le parole esatte perchè mi annoio, ma il concetto era che Miller vuole entrare a far parte della cultura Pop, essere conosciuto da tutti, mentre Eisner, con molta modestia, ammetteva che lui disegnava quel che sentiva, e se qualcuno lo premiava comprando il suo libro, perchè pensava di essere in sintonia con lui, era felice.
Dati alla mano, Miller è più famoso di Eisner, Sin City è più famoso di The Spirit. E parliamo di due grandi autori che io amo in pieno.

Chiusa questa prima parte, vado alla seconda.

Tutte queste discussioni poco possono fare, alla fine i blog degli autori ce li leggiamo in gran parte noi stessi autori (eccetto quello di Roberto che è un must assoluto, io stesso ci vado più volte al giorno…), così mi sembra assurdo, e anche qui con tutto il rispetto, che si stia aspettando quale sentenza spunterà dal blog di Ottokin per capire il destino delle riviste in Italia (dubito che la sua idea fosse così idilliaca), il pubblico a volte segue delle regole, altre no, a volte, forse in maggior numero, premierà i Finley di turno, altre, insapettatamente, premierà qualcosa che noi "del settore" consideriamo più raffinato.
Il bello è proprio questo.
E Giorgio Messina ha detto delle buone cose sul blog di Manlio, vi consiglio di leggerle, insieme allo stesso post di Manlio che mi è piaciuto molto e che quoto in pieno (così almeno non ripeto cose già dette).
Per fortuna, i fumetti sono molto più sinceri (in proporzione) sia del cinema che della musica (attuali)…come dice il grande Diego "è molto più difficile barare nel nostro settore", così, personalmente, cerco solo di fare cose sincere…io preferisco una cosa, tu ne preferirai un altra, non ti giudicherò per questo, al contrario, cercherò di pensare a te la prossima volta, ma senza tradire i miei principi. Adattamento, non ipocrisia, la mia regola è sempre stata questa.
ps: Da non confondere con la sottomissione.


Quest'Estate…




Dato che non dovevo essere a Palermo, e invece ci sono, farò un intervento anche io.


Strani Meccanismi

Mi capita spesso di creare o scrivere in posti inaspettati, le idee migliori mi son venute in metropolitana, in banca, al municipio, ma quasi mai in macchina, alla posta o al supermercato, non capisco dunque quale sia la regola, fatto sta che a casa devo invece sforzarmi enormemente, tranne che nei pochi attimi prima di addormentarmi.
Oggi poi ho superato me stesso, riuscendo a trovare ispirazione in un luogo davvero atipico.


Mais2 in Vendita

Mais2 mette in vendita un sacco di disegni, non sono mica di parte quando sponsorizzo il suo lavoro, perchè lo trovo eccezionale. Così, se volete dare un’occhiata alla sua gallery potete andare qui.

Per sapere le varie modalità di acquisto basterà cliccare qui.
Buona spesa!


Una Valigia da Disfare

Sono tornato di corsa a Palermo da due giorni. La valigia è ancora lì, sul pavimento, in effetti non è come quella della foto, ma mi stancavo e ho preferito la via più facile (ovvero rubarne una dal web).
Forse adesso la apro e sistemo tutto, ancora non l’ho fatto, ci sono tanti pensieri per la testa e gentilmente me ne vengono offerti altri, non sto parlando di discussioni legate ai fumetti, non faccio riferimento alle inezie pubbliche dei giorni scorsi, ma si sa, il prezzo di pagare per avere dei periodi molto buoni è quello di averne anche alcuni molto brutti, dove la gente ti delude e cadi inaspettatamente dalle nuvole.
Nel frattempo, sempre che non mi venga negato anche quello, continuo a lavorare sul nuovo libro per gli Humano, un libro che parla con amore delle difficoltà psicologiche che stanno dietro al nostro lavoro, un lavoro che, anche da chi ti sta vicino, se non ci è dentro, se non è un "collega", non verrà mai preso sul serio, perchè alla fine quello che si pensa è che disegno e basta, ed è difficile intuire quanto possa essere un vero lavoro anche questo, meno di tanti altri, ma più di tanti altri, almeno per chi lo pratica 24 ore al giorno.
Forse è solo una conseguenza del mio carattere, e da molte cose che ci stanno dietro, ma è un lavoro che mi porta ad essere molto solitario, che mi ha portato a difficili decisioni, un lavoro dove fai tutto, o quasi, nella tua stanza, hai molti rapporti per telefono, ma, dipende dalla sfumatura in cui rientri, può diventare a volte davvero molto opprimente, specie per chi ti rimprovera periodicamente sul fatto che non ti fai mai vedere o sentire.
Poi, appunto, vedi la tua opera pubblicata, e sai che non puoi farne a meno, "il periodo buono che compensa quello brutto", di sicuro non ci sono mezze misure, il che è un bene, ma è anche un male.
Di certo, non rimprovero nessuno, avendo anche io le mie colpe, ma detesto e mi deprimo molto quando qualcuno lo fa con me, a meno che chi mi rimproveri sia senza peccato.
Mi sa che se vado avanti inizio a citare la Bibbia. Stacco.