Piccolo Intervallo

Uno stralcio da un’intervista a Ciprì e Maresco, e io sono d’accordo su tutto…:


Avete davvero un’opinione così bassa degli italiani?

Nutriamo un profondo disprezzo per il popolo italiano. Bisogna smetterla con la retorica del tipo “italiani brava gente”. Cosa si può pensare di un popolo che ha scelto di farsi governare da gente come Bossi e Berlusconi? Un paese che ha accettato il lodo Mondadori, Previti, la legge fatta su misura per evitare che il Premier e i suoi accoliti finissero in galera come sarebbe stato giusto. L’italiano è fondamentalmente, dentro di sé, un piccolo mascalzone, che disprezza profondamente chi è onesto perché, come si dice dalle nostre parti, è “babbu”, cioè fesso; e invece nutre ammirazione per l’uomo di potere, non importa come l’abbia ottenuto. Berlusconi è ciò che l’italiano medio vorrebbe essere.

Però anche la sinistra…

La grande responsabilità della sinistra è stata quella di preparare il terreno a tutto questo. L’incapacità di riuscire a creare degli anticorpi. Da sempre, è storia, gli italiani si riconoscono nei farabutti. La sinistra non ha avuto la capacità di applicare i valori tradizionali da cui è nata e temendo di rendersi impopolare si è adeguata. Come dimenticare che quasi tutti i politici di sinistra sono stati ospiti del salotto di Maurizio Costanzo – il che significa legittimare anche gran parte dell’orrore televisivo degli ultimi anni. È mancata una sinistra culturalmente solida che fosse capace, a costo di rischiare l’impopolarità, di far passare certi concetti forti.

E malgrado tutto questo voi avete ancora voglia di far ridere?

La comicità è una cosa seria, anzi serissima. Ci riferiamo a quella tragica di Buster Keaton, Chaplin, Jerry Lewis, Tati, una comicità corrosiva, molto amara, con una forte carica eversiva, critica rispetto al sistema e ormai in via di estinzione. Quella che oggi prevale è la comicità da villaggio turistico, come, ahinoi, succede in Italia. In fondo lo spirito che ormai caratterizza questo Paese è quello della barzelletta e questo impronta un po’ tutto con diverse sfumature. I comici di Zelig avranno pure sul comodino Cent’anni di solitudine e forse avranno frequentato il Dams, ma il loro qualunquismo non è poi così diverso da quello del Bagaglino. A volte ci dicono siete troppo pessimisti. Beh, guardiamoci attorno. Oggi solo un imbecille può dichiararsi ottimista.

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