Archivio per dicembre, 2006

Resoconto parte2

…poi abbiamo iniziato X-Campus, per la Panini, by Red Whale, ma al momento sono in stand by…
Come al solito, parlo e parlo di lavoro, mi dò tanto da fare, ma credo effettivamente che lo faccio per distogliere l’attenzione da altri problemi che persistono e che non mi danno troppa pace, così, fare fumetti, che amo tanto, o fare musica, quando capita, mi distrae e mi gratifica, ma quando poi combino una fesseria o mi dò spazio per una piccola rilfessione, ecco giungere la solita ansia e via dicendo.
Domani andremo a Terrasini, non siamo neanche tutti (intendo il "gruppo dei fumettisti"), quest’anno smistati in diverse situazioni, il che mi secca perchè ci sarà invece un macello di gente che non conosco…
Ma poi so anche che alla fine, conoscendomi, mi divertirò.


Piccolo Intervallo

Uno stralcio da un’intervista a Ciprì e Maresco, e io sono d’accordo su tutto…:


Avete davvero un’opinione così bassa degli italiani?

Nutriamo un profondo disprezzo per il popolo italiano. Bisogna smetterla con la retorica del tipo “italiani brava gente”. Cosa si può pensare di un popolo che ha scelto di farsi governare da gente come Bossi e Berlusconi? Un paese che ha accettato il lodo Mondadori, Previti, la legge fatta su misura per evitare che il Premier e i suoi accoliti finissero in galera come sarebbe stato giusto. L’italiano è fondamentalmente, dentro di sé, un piccolo mascalzone, che disprezza profondamente chi è onesto perché, come si dice dalle nostre parti, è “babbu”, cioè fesso; e invece nutre ammirazione per l’uomo di potere, non importa come l’abbia ottenuto. Berlusconi è ciò che l’italiano medio vorrebbe essere.

Però anche la sinistra…

La grande responsabilità della sinistra è stata quella di preparare il terreno a tutto questo. L’incapacità di riuscire a creare degli anticorpi. Da sempre, è storia, gli italiani si riconoscono nei farabutti. La sinistra non ha avuto la capacità di applicare i valori tradizionali da cui è nata e temendo di rendersi impopolare si è adeguata. Come dimenticare che quasi tutti i politici di sinistra sono stati ospiti del salotto di Maurizio Costanzo – il che significa legittimare anche gran parte dell’orrore televisivo degli ultimi anni. È mancata una sinistra culturalmente solida che fosse capace, a costo di rischiare l’impopolarità, di far passare certi concetti forti.

E malgrado tutto questo voi avete ancora voglia di far ridere?

La comicità è una cosa seria, anzi serissima. Ci riferiamo a quella tragica di Buster Keaton, Chaplin, Jerry Lewis, Tati, una comicità corrosiva, molto amara, con una forte carica eversiva, critica rispetto al sistema e ormai in via di estinzione. Quella che oggi prevale è la comicità da villaggio turistico, come, ahinoi, succede in Italia. In fondo lo spirito che ormai caratterizza questo Paese è quello della barzelletta e questo impronta un po’ tutto con diverse sfumature. I comici di Zelig avranno pure sul comodino Cent’anni di solitudine e forse avranno frequentato il Dams, ma il loro qualunquismo non è poi così diverso da quello del Bagaglino. A volte ci dicono siete troppo pessimisti. Beh, guardiamoci attorno. Oggi solo un imbecille può dichiararsi ottimista.


Resoconto 2006 parte1

Dato il mio attuale stato, non esattamente al massimo, ho paura di falsare quello che dovrebbe essere un riassunto di 365 giornate, o giù di lì. Comunque ci provo.

Gennaio nn è stato dei migliori, sembra che io abbia ormai un cattivo rapporto con questo periodo, dato che praticamente mi ritrovo nella stessa condizione di un anno fa. Professionalmente ero molto stressato, la produzione di Monster Allergy era da poco stata "sospesa", portando via un pezzo del mio cuore, non volevo più colorare (o almeno colorare "e basta"), ero reduce da una serie di provini sfortunati che si erano protratti per molto tempo. In più, la mia vita privata non era neanche al massimo. Risolti alcuni dilemmi interni, mi preparavo ad iniziare il nuovo anno a febbraio. Si avvicinava Napoli Comicon, mi stimolava la presenza di Karen Berger, editor della Vertigo, così preparai qualche tavola per l’occasione sotto la "supervisione" di Cammo, che è stato tanto gentile nel darmi una serie di suggerimenti.

E alla Napoli Comicon conobbi la Berger, ma reincontrai gli Humanoidi, che hanno detto sì ad un progetto insaspettato, Pioggia d’Estate, su cui ho lavorato da quel momento fino ad un paio di settimane fa (e che ancora attende il lettering). Forse proprio per il fatto di essere stato impegnato assiduamente su un unico lungo progetto, mi sembra che l’anno sia passato più velocemente di tanti altri…ma tante altre cose sono accadute in mezzo…
Con l’amico Marco Rizzo, e gli amici della Tunuè, abbiamo portato avanti il progetto Mono, col primo numero uscito in occasione di Lucca Comics, con Giovanni e Quirino abbiamo "costruito" Kinart, evoluzione del GruppoTrinacria, portale dedicato a chiunque vuole fare fumetti o è semplicemente interessato a quello che sta dietro questo splendido mezzo di comunicazione, loro hanno fatto davvero un grande lavoro e li ringrazio tanto…

Ho organizzato il primo cosplay contest palermitano, fatto una serie di stage di colorazione digitale, a Milano e a Palermo, seguito un corso orientativo alla Scuola del Fumetto di Palermo, con Cecilia stiamo dirigendo una squadra di coloristi per le scenografie di un cartone animato che sta realizzando la Grafimated per la RAI, fatto parte dei Mistery Tale, con la quale abbiamo già fatto un buon numero di serate e…bu, qualcos’altro l’avrò anche fatto…


Gli Auguri altrui2



Gli Auguri altrui

Come ogni anno, raccolgo qui sul blog tutte le cartoline ricevute via e-mail:)
Inoltre, abbiamo organizzato un Konest Natalizio su Kinart, con una ulteriore galleria che potete visionare qui.



Dovrei imparare a controllarmi quando sto nel pallone invece combino sempre qualche cazzata..


Intervista: Cavalieri del Re!!!

Online su Kinart una lunga intervista a Riccardo e Jonathan Zara dei Cavalieri del Re, i mitici autori di sigle come Lady Oscar, l’Uomo Tigre, Yattaman, Devilman o Gigi la Trottola.
Chi mi conosce, sa quanto tenga a questo argomento, ecco, ad esempio, un mio vecchio articolo.
Ci hanno parlato dell’acclamato concerto a Lucca Comics e abbiamo analizzato uno spaccato generazionale attraverso gli occhi del padre e del figlio, che hanno ovviamente vissuto l’esperienza in maniera totalmente diversa.
Inoltre, fanno cenno al loro imminente futuro, a nuovi concerti, ma, soprattutto, abbiamo parlato del mercato discografico dell’epoca e delle differenze con quello attuale, potendo finalmente rispondere alla domanda: perchè le sigle di allora erano più belle?

Uno stralcio:

Avete mai vissuto momenti imbarazzanti, nell’ambiente scolastico, da alunni o da genitori, del tipo "dai, facci questa canzone o quell’altra?"

R: no, non è mai capitato, anche perché Jonathan ha cantato poche canzoni, all’inizio cantavo sempre io, Clara e Guio; quando anche lui ha iniziato a cantare veniva qui in studio, gli piaceva da matti, però i primi dieci minuti, dopodiché si stufava “papà fammi uscire col pallone”, allora bisognava prenderlo nel momento giusto, e Jonathan a scuola non diceva niente, avendole viste nascere gli sembrava quasi normale, non diceva mai in giro che era lui che cantava.
Un giorno l’insegnante, parlando a scuola di Lady Oscar, chiese alla classe cosa fosse un fioretto e tutti quanti avevano pensato ad un fiore piccolo, e lui è stato l’unico a sapere che era una spada. (risate)

J: sicuramente mi ricordo una volta alle elementari, ero credo in quarta, avevo otto o nove anni, al doposcuola, la maestra mi ha fatto salire su una sedia, mi son girato verso i ragazzi e mi ha fatto cantare Lady Oscar! …ma un imbarazzo, guarda, era veramente brutto, io ero timido, non mi potevi fare salire su una sedia e fare cantare Lady Oscar

R: io questo non lo sapevo…e ho saputo a Lucca, durante una intervista, un’altra cosa che non sapevo, che a Jonathan piaceva un cartone, non ricordo quale, e si metteva davanti la televisione aspettando che arrivasse la nuova puntata perché non aveva capito che quel cartone andava in onda a un certo orario su quel canale, lui pensava solo che si metteva lì e pensava "peccato che non vedo più quello che mi piaceva", non aveva idea degli orari!!! (risate)

J: poi le cose son cambiate crescendo, mio padre mi ha cresciuto come compositore, come autore, e dopo una certa età quando mio padre faceva dei lavori io tentavo in qualche modo di collaborare, e, soprattutto, negli ultimi pezzi dei CDR, c’è anche la mia mano, quindi questo veramente mi fa molto piacere…
Se hai presente le sigle de La Piccola Nell, una delle due, quella cantata da mia madre, l’ho composta io, parole e musica, gli arrangiamenti sono gran parte miei, poi li ho rivisti con mio padre, e poi l’abbiamo cantata insieme tutti e quattro.
A parte che mi lusingava, perché io in qualche modo i CDR li vedevo da esterno, cioè io faccio parte dei CDR però, in realtà, come dire, io sono un extra che sta avendo più importanza adesso, mi chiamavano il Jolly, però non ero realmente operativo, non davo le mie idee, cosa che invece faccio adesso, e durante il concerto mi sono emozionato quando mi rendevo conto che tutti quanti stavamo cantando una canzone che avevo composto io. Quella è stata veramente una bella emozione…
Magari c’è chi si accontenta di andare sul palcoscenico e cantare, però io, col rapporto che ho con la musica, ho bisogno di sapere di aver fatto parte alla realizzazione.
(…)
Ho letto che la vostra grande diffusione, specie dopo Lady Oscar, si ritorse in qualche caso come un boomerang. addirittura hai detto che una volta la RAI vi disse che eravate inflazionati. Il fatto che da una buona quindicina di anni le sigle siano davvero divenute di predominio assoluto di una sola persona, Cristina D’avena (come figura, dato che in tanti anni molti compositori si sono avvicendati), come l’avete preso? Non vuole essere una domanda polemica, non credo sia stata una sua scelta trovarsi da sola…

R: Io la vedo dall’interno…prima c’è stato il boom delle sigle e ce le aveva in mano la Fonit Cetra, perché tutte le sigle erano RAI e la Fonit Cetra faceva il bello e il cattivo tempo. Chi faceva tutte le sigle erano Tempera e Albertelli, qualcuna che non avevano il tempo di gestire la davano a Marino Marini o ad altri, in questo caso qualcuna la facevo io, ma tutti gli altri a Roma erano tagliati fuori. Poi son nate le emittenti private, e si agganciarono alla più grossa casa discografica italiana, la RCA.
E qui la RCA è stata brava, non ha detto “le facciamo fare a Nico Fidenco, a Jimmy Fontana o a Gianni Morandi, che sono i nostri artisti, le facciamo fare ad altri artisti”, il motivo erano i soldi, perché farle fare a Gianni Morandi costava più che farle fare ad artisti sconosciuti, e allora le facevano fare a gruppi che nascevano, e si sono accorti che nascevano degli studi, molti erano in grado di produrre da soli, ed è in questo che son stati bravi alla RCA, si sono creati una rosa di artisti che alla fine li ha premiati, perché faceva tante sigle diverse, non erano ripetitive. Poi, finita l’era delle emittenti private, si è diviso il mondo in due, Fininvest e RAI, per fare una sigla in RAI non so come si entri o chi le faccia, e la stessa cosa succede in Fininvest, non decide neanche più la rete, ma decide chi compra il prodotto, quando comprano un cartone decidono già chi mettere in sigla.
(continua su Kinart…)


Non lo sapevo ç_ç

Esiste un cartone dell’Incal di Moebius che non è mai stato portato a termine…mi sento ignorante, perchè magari molti di voi ne erano a conoscenza…
Su YouTube potete trovare il trailer, incredibile…


Doppio Beatles

Nel 2003 usci Let it Be: Naked, interessante operazione che "ripuliva" quell’album da tutte le sovraincisioni orchestrali operate da George Martin, che fecero storcere il naso a più di un purista del gruppo inglese (anche perchè uscì dopo che i Beatles erano già sparsi per il pianeta lontani anni luce l’uno dall’altro).

Difatti, il progetto originale di Let it Be, poi abbandonato causa litigi sempre più frequenti fra John e Paul, doveva essere un album realizzato interamente dal vivo, senza tracce aggiuntive. Così, qualche anno fa, abbiamo potuto finalmente ascoltare The long and Winding Road (la più colpita dal trattamento) in versione "pura", semplice, come la si sentiva solo nel documentario di Let it Be. Bellissima.

Adesso, George Martin sembra volersi prendere una rivincita, e come tutte le Vendette cinematografiche, risulta essere ridicolo e pacchiano, e decide di fare uscire questa bella cagata di Beatles: Love, in collaborazione col figlio, tanto perchè il gene malefico non si disperda.

Certo, ammetto che se mi fossi trovato seduto in un bel locale, a luci soffuse, e un deejay avesse iniziato a mixare i pezzi dei Beatles unendoli, storpiandoli, mettendo un assolo di una canzone su un’altra, sovrapponendo quella a questa, mi sarei anche divertito, anzi, sarei pure andato a fare i complimenti al suddetto deejay.
E allora ok.
E’ un album da pub, perfetto.
Ma non è un album che deve stare nella discografia dei Beatles.
Insomma, avete presente la versione reggae di Dark Side of The Moon? Geniale. Però non la metto nella discografia dei Pink Floyd. Se ci fosse mi incazzerei.
E così mi incazzo per questo Love, dove i pezzi sono a volte troncati, sovrapposti malamente, come fosse fatto in presa diretta, certo, c’è il fascino di avere a disposizione le tracce originali facilmente divise, per alzare più una voce su un’altra, eliminare una chitarra e alzare il volume della batteria…ma a quel punto non è neanche all’altezza di un lavoro da deejay, che spesso e volentieri si accontenta di mixare le tracce originali, e rende meglio l’effetto.
Così è anche più facile, e pretendo che il livello di codesta porcheria sia più alto.
Insomma. Schifo. E fastidio.

Preferisco invece parlare, bene, di Butchering The Beatles, un album realizzato dal fior fiore dei musicisti della scena Hard Rock o addirittura Metal, che coverizzano le canzoni dei FabFour a modo loro, sorprendente e divertente. Assolutamente consigliato.

E poi, Lemmy che canta Back in the USSR? O Tim Owens sulle note di Hey Jude? Leggetevi un pò la lista dei partecipanti, QUESTO è un progetto degno di nota:

Alice Cooper, Vocals, Track Performer
Billy Idol, Vocals, Track Performer
Yngwie Malmsteen, Guitar, Track Performer
Steve Stevens, Guitar
Steve Vai, Guitar
Tommy Shaw, Vocals, Track Performer
Tim Bogert, Bass
Craig Goldy, Guitar
George Lynch, Guitar, Track Performer
Aynsley Dunbar, Drums
Kenny Aronof, Drums
Frankie Banali, Drums
Gregg Bissonette, Drums
Jack Blades, Vocals
John Bush, Vocals
John Corabi, Vocals
Virgil Donati, Drums
Steve Ferrone, Drums
Tony Franklin, Bass
Billy Gibbons, Guitar, Vocals
Bob Kulick, Balalaika, Rhythm Guitar, Background Vocals, Coral Sitar
Bruce Kulick, Guitar
Tony Levin, Bass
Steve Lukather, Guitar
Duff McKagan, Track Performer
Jeff Pilson, Bass
Doug Pinnick, Vocals
Mike Porcaro, Bass
Rudy Sarzo, Bass
Chris Slade, Drums
Jeff Scott Soto, Vocals
Scott Warren, Keyboards
Kip Winger, Vocals
Simon Wright, Drums
Doug Aldrich, Guitar
C.C. DeVille, Track Performer
John Tempesta, Drums
Brian Tichy, Drums
Geoff Tate, Vocals, Track Performer
Michael Wilton, Guitar
Mikkey Dee, Drums
Philip Anthony Campbell, Guitar
Mike Inez, Bass
Marco Mendoza, Bass
Stephen Carpenter, Guitar
Chris Chaney. Bass
Lemmy Kilmister, Bass, Vocals, Track Performer
Tim "Ripper" Owens, Vocals
Brett Chassen, Background Vocals

Fra l’altro, la copertina richiama quella di una famosa raccolta americana dei Beatles, praticamente la prima cover Gore della storia del Rock.


Italia-Francia – complete season1

Riunisco tutti i miei Italia-Francia in un colpo solo, è sempre bene tenere a galla certe cose, così poi posso mettere un unico link fra i post selezionati qui a lato…

Dedico questa serie di Post a chi dice ancora in giro che non è vero che in Francia gli autori siano rispettati e trattati meglio:

Collaborazioni:

(Francia):
"Ciao, abbiamo bisogno di qualcuno per questo volume, se ti va, vuoi fare una prova?"
"Ok"
"Sappi che ovviamente questa prova la stanno facendo altre due persone"
"Ok, eccola qui finita!
"Mon Dieu, è bellissima, scegliamo certamente te, ti offriamo Tanto"
"Io vorrei Tanto+Tanto"
"Facciamo Tanto+un Poco"
"No, ho detto che vorrei Tanto+Tanto"
(pausa)
"Ok, sappiamo che il tuo lavoro gioverà al volume. Va bene"

(Italia):
"Ciao, abbiamo bisogno di qualcuno per questo volume, se ti va, vuoi fare una prova?"
"Ok"
"Sappi che ovviamente questa prova la stanno facendo altre due persone"
"Ok, eccola qui finita!
"Cavolo, è bellissima, scegliamo certamente te, ti offriamo Tanto"
"Io vorrei Tanto+Tanto"
"Mi spiace, abbiamo riguardato le tavole e pensiamo vada meglio il secondo classificato"
"…ok…"
Dialogo col secondo classificato:
"Ciao, la tua prova è magnifica, ti offriamo Tanto-un poco"

Contratti:

Francia:
Corbezzoli, devo firmare un contratto. Leggiamolo.
Wow, percentuali sulle vendite. Wow, percentuali sui diritti derivati (magliette, tazze e tutto quello in cui metteranno sopra i miei disegni). Wow, è almeno il terzo o quarto contratto che mi passa sotto mano, e anche se gli editori sono diversi, se uno è più piccolo dell’altro e così via, sono comunque praticamente identici sui punti fondamentali.

Italia:
Corbezzoli, devo firmare un contratto. Leggiamolo.
Metti la tua firma qui.
E basta.
No, con quest’altro editore è diverso, quello mi dà l’1 per cento, aspetta, quell’altro non paga ma dà la percentuale, quell’altro paga ma non dà diritti, quell’altro non paga e non dà diritti, quell’altro paga ma si rivende mille magliette
col mio personaggio senza darti una cicca, quell’altro sono 8 fogli, quell’altro 1, quell’altro si rivende i miei pantaloni senza dirmelo…

Fiere:
Vado ad Angouleme:
Mi presento alla zona accrediti con un fumetto in mano in cui ho lavorato, basta anche una fanzine, che fra l’altro potrei avere fotocopiato il giorno prima.
Lo faccio vedere.
Mi danno immediatamente un pass.

Vado ad un fiera italiana:

Faccio la richiesta del pass mesi prima.
Non rispondono sempre.*
Molto spesso anche se sei davvero in uno stand non hai lo stesso il pass.

E, in ogni caso, diciamolo, la trafila della richiesta del pass è un passaggio inutile se dimostri di essere chi dici.

Ho visto coi miei occhi GRANDI disegnatori farsi passare il pass da qualcun’altro per entrare, solo perchè in quei giorni non erano ufficialmente a disegnare per il pubblico.

Ma, diavolo, quegli stessi GRANDI disegnatori hanno contribuito a fare parte della roba che si vende in quel momento in quella fiera, e dato che non ci guadagnano una mazza mi sembrerebbe logico che gli fosse permesso di entrare.

Neanche questo?

Cioè. io faccio una fiera SUI fumetti, e gli autori di fumetti, a meno che non siano esplicitamente invitati, devono davvero fare i salti mortali per dare una occhiata in giro?

Se è un problema di carta propongo a tutti gli autori di presentarsi direttamente con un cartoncino ritagliato della dimensione giusta.

Aspetta, aspetta. forse gli autori sono molti di più dei visitatori che non lavorano in questo settore.

Non è così?

Allora non capisco…

*: tranne alla Napoli Comicon.

Sentimento Popolare:
Questa Estate ho guardato un pò di televisione satellitare. Su un emittente francese di informazione* c’era una rubrica quotidiana dedicata alle prospettive lavorative per i ragazzi. In mezzo agli ingegneri, gli avvocati e gli architetti, senti senti, quasi un giorno su due era nominato il mestiere del fumettista, come uno dei più promettenti e sicuri.
Eggià, perchè in Francia, dato che un autore stipula dei contratti decenti con gli editori (nel senso che sono decenti anche per l’autore), riesce ad avere non solo buone percentuali sulle vendite, ma anche, e soprattutto, sullo sfruttamento del merchandising.
Cioè. Una trasmissione seria. Il fumettista. Un lavoro sicuro. Un lavoro promettente. Un lavoro che può farti fare carriera e che è alla portata, relativamente, di tutti (intendo in confronto al cantante, l’attore etc…).
Ora è chiaro che se il tuo volume a fumetti va male, o non raggiunge un determinato picco (e di roba con cui competere ce n’è…), non è che sia matematico che si diventi famosi, ma diciamo che hai una buona base di rispetto e di possibilità in più.
Rispetto e possibilità che poi, anche nella media non da ricchi, e nel non essere famosi, ti aiuta parecchio.
Inoltre, se l’intero mercato francese si basa su questi presupposti, e di certo non è un mercato in crisi, non vedo troppi motivi per la quale una cosa del genere non possa accadere anche da noi, dove è possibilissimo che un tuo disegno venga usato per fare una maglietta in Germania, e, non solo non vedrai un soldo, ma molto probabilmente non lo saprai mai.
Adesso pensiamo alla nostra televisione. Chiudete un attimo gli occhi…no, vabbè, lasciate perdere…

*: giuro che mi impegnerò a ricordare quale e lo segnalerò, oppure editerò il post.

Tariffe:
Vabbè, lasciamo perdere anche queste…



Sentimento Popolare2:
Perchè loro amano Vittorio Giardino più di noi



…e perchè loro decidono di stampare questa copertina durante il festival di Angouleme 2005, quando Zep, che era il disegnatore del manifesto, si prodiga in un tributo del genere anzichè preoccuparsi di disegnare Titeuf e basta. Se non è amore questo…



Extra: Un palazzo.
Voglio costruire un palazzo e farci abitare tanta gente, così mi pagano gli affitti e mi faccio qualche soldo.
Compro il terreno.
Pago il permesso per costruirci sopra.
Poi chiamo una squadra di operai e gli dico di fare un bel palazzo, però di farmelo gratis, tanto per loro è una buona esperienza, ed il prossimo palazzo gli verrà certamente meglio per merito mio.

Vi pare possibile che una cosa del genere possa accadere?

Ma cavolo, chi potrebbe permetterla?


(to be continued…)


Coming soon…

Chi mi conosce sa quanto ami i Cavalieri del Re…
Chi è stato a Lucca può aver visto il loro meraviglioso concerto…
Presto, su Kinart, sarà online una bella intervista che ho fatto a Riccardo e Jonathan Zara, padre e figlio a confronto.
E per me parlare col padre, compositore di tutte le sigle storiche, e voce solista di Devilman, Sasuke o l’Uomo Tigre, beh…ve lo lascio immaginare.


La nostra S. Lucia

Come già ho scritto su Pioggia d’Estate, a Palermo tutto ruota intorno al mangiare, non si vede l’ora di partecipare ad una qualsiasi manifestazione, mossi soltanto dal gorgoglio dello stomaco.
Così, una fiera di libri diventa luogo addetto non alla cultura letteraria ma a quella culinaria, e così S. Lucia da noi è festeggiata mangiando:
ARANCINE (e lo scrivo bello grosso al femminile così finisce sta storia degli arancini al maschile, maledizione a chi ha fatto spargere la voce…). Le ARANCINE sono state cucinate la prima volta a PALERMO, ergo abbiamo tutto il diritto di URLARE CHE SI DICE ARANCINE E NON arancini. E basta.

Panelle (ovvero buonissime frittelle di pasta di ceci).

E la Cuccìa, un dolce a base di frumento, di lontana tradizione rituale in epoca di Carestia. Si può condire con crema al cioccolato, crema al latte o ricotta.


L'Uomo Ragno perfetto

Era tanto che non ripescavo questa bella copertina di Charles Vess, realizzata per una Graphic Novel dell’Uomo Ragno non tanto bella ma tanto affascinante (scritta e disegnata dallo stesso Vess), ma che davvero vale l’acquisto solo per la cover.
Anni fa, mi ci sono consumato gli occhi a forza di guardarla, è quello che ho sempre considerato "l’Uomo Ragno perfetto", se ci cliccate la potrete vedere un pò più grande, fidatevi di me se vi dico che merita…


Roma (1)

A una settimana di distanza parlo del mio viaggio a Roma.
Sono salito ufficialmente per il concerto dei Muse, così abbiamo dormito in quei giorni io, Cecilia e Riccardo a casa del buon Giullare Giovanni, anche lui presente all’esibizione.

Il giovedì sera siamo stati a cena da Filippo e Alessandra, mentre il sabato, insieme anche a Betty, dopo essere passati dagli immancabili Forbidden Planet e Sakurashu, abbiamo pranzato al sushi bar del Parco Leonardo.

Il sabato poi mi sono trasferito da Paolino, sempre gentile e disponibile, e abbiamo passato una splendida serata pigiama party a casa di Yoko, ma le foto non mi sono ancora state consegnate, così il reportage di quella parte del viaggio dovrà attendere.
La domenica sono andato a trovare Rice e Mais nella loro bellissima casa, l’aggettivo proviene principalmente dal fatto che è situata a 10 metri da Sakurashu…
Infine, il lunedì sono passato in Red Whale, ho stappato una bottiglia di vino per la chiusura del mio primo contratto con gli Humanoidi, abbiamo parlato del più e del meno e anche di qualcos’altro…
E poi sono ripartito..


Cover Pioggia d'Estate (5): Colore

Chiusa la parentesi romana, di cui racconterò forse nei prossimi giorni, le scorse 48 ore (e più) le ho passate a terminare la cover per gli Humano.
Mi sono buttato a capofitto in quella che è stata un’autentica follia tecnica, realizzando le mezzetinte in grigio, a mano, per poi trasformarle in colore. Detto così, può anche sembrare facile, ma in pratica sono stato 48 ore solo per fare coincidere il tratto con le mezzetinte, cancellando il tratto dal livello delle mezzetinte, per poi in una sola serata chiudere il colore (record: 480 mega a livelli, pochi, aperti).
Ecco dunque la versione definitiva ed approvata, sofferta e partorita, ma di cui sono (credo) soddisfatto:

Ed ecco, per curiosità, la versione originale, a mezzatinta…