La difficoltà del nostro lavoro

Mi chiedo, un lavoro prettamente passionale come il mio, perchè certo non lo faccio nella speranza di diventare ricco, quante vittime avrà sfornato nel corso degli anni?
Ha il grande vantaggio di permettermi di fare quello che ho sempre voluto, ma, in effetti, quando sono un pò giù, lavoro con molta meno voglia, di conseguenza lavoro di meno e di conseguenza guadagno anche di meno. Non avendo perciò un conto in banca infinito, e non essendo più un sedicenne, inizio a riflettere sul mio mestiere per capire se non sia precluso, in maggioranza, proprio alla gente giovane e più facilmente carica di entusiasmo.
In America, durante la fatidica lotta contro i Comics, molti disegnatori persero il posto, le possibilità di lavoro erano minime, e ho sempre voluto sapere che fine avessero fatto, perchè è ovvio che quando la crisi fu superata non tutti ricominciarono da dove avevano lasciato.
Lavorando in ufficio, se (per fare un esempio estremo, e mi scuso se qualcuno questo dolore lo sta provando in questo momento) dovesse venire a mancare un caro amico o un parente, ti prendi magari un paio di giorni di ferie, poi ricominci con la solita routine, forse addirittura sollevato di fare qualcosa che ti faccia dimenticare per qualche ora la tragedia avvenuta.
Ma per me, che faccio questo lavoro esplicitamente perchè trascinato emotivamente, e non perchè avevo un talento e ho trovato come sfruttarlo, trovarmi in una situazione del genere non mi permette quasi di muovere un dito e mi obbliga a staccare la spina per un pò di tempo (tranquilli, non è morto nessuno, comunque…).
Ma sia chiaro che questo vale anche per "sciocchezze" minori, da una febbre che potrebbe inchiodarmi a letto per un paio di settimane, nel bel mezzo di una scadenza (e quando non si è nel bel mezzo di una scadenza?), a una semplice mattina persa per andare a ritirare o spedire un pacco.
Dunque, e qui concludo, più si va avanti con l’età, più i problemi si fanno seri, di conseguenza, nel mio caso, possono più facilmente andare ad intaccare bioritmi che prima credevo inossidabili. Non siamo artisti nel senso canonico del termine, non possiamo lavorare quando lo diciamo noi, non possiamo essere inaffidabili, ergo, chissà quanta gente giunta ad una certa età ha deciso, stremato, di cambiare mestiere, pur di trovare una sana regolarità (psicologica), o lo ha leggermente modificato, chessò, illustratore, curatore di una collana, redattore.
Alla fine, il disegnatore, come lo sceneggiatore o il colorista, cioè colui che dà la VITA ad una storia, e che regge una casa editrice permettendogli si stampare quel numero, è paradossalmente la categoria più sfigata in assoluto nella catena lavorativa del fumetto, la meno stabile, tanto se ne viene a mancare uno si sostituisce con un altro.
In effetti, nessuno si cura molto di noi.
Insomma, conosco davvero così tanta gente che lavora in questo momento in questo settore, all’incirca della mia età, ma, spietatamente, mi sembra quasi impossibile che fra 50 anni ci ritroveremo tutti allo stesso posto, a confrontare i propri progressi e a chiederci ancora cosa si sta facendo. Bu.

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10 Risposte

  1. anonimo

    A___A

    agosto 28, 2006 alle 2:10 pm

  2. anonimo

    basta ho deciso smetto! la mia carriera da pornoattore mi aspetta ; )

    agosto 28, 2006 alle 2:29 pm

  3. anonimo

    Tra il tuo ultimo post e quello di Claudio siete riusciti definitivamente a deprimermi…

    agosto 28, 2006 alle 3:28 pm

  4. Cinicus

    Ho deciso: mollo tutto e vado a fare il sicario!

    agosto 28, 2006 alle 6:47 pm

  5. foolys

    dai markino, in fondo tu sei ancora giovane, rientri nella categoria piena di entusiasmo hehe

    agosto 28, 2006 alle 10:14 pm

  6. fracartina

    beh in fondo lo sappiamo tutti che è una roulette russa, solo che…beh speriamo che quell’unico colpo non sia a salve.
    Io per sicurezza ho deciso di intraoprendere una carriera parallela da mevusaro…se va male mi trasferisco a Barcellona (di Spagna) e mi rifaccio una vita

    agosto 30, 2006 alle 6:50 pm

  7. anonimo

    Sergio!!! non puoi dare parole a quello che mi tormenta da un mese e che volevo ignorare!!! Aiutoooooo!!!!!
    Voglio vincere il superenalotto( senza giocarlo!) e disegnare solo quando mi va..e quello che mi va!!!

    agosto 31, 2006 alle 12:32 am

  8. Cinicus

    Fraca, per un attimo ho creduto che diventassimo concittadini!

    agosto 31, 2006 alle 5:36 pm

  9. anonimo

    E se qualcuno avesse qualche storia messa da parte, oppure una nuova idea? cosa deve fare? continuare a studiare per diventare disegantore, poi colorista, poi sceneggiatore e via dicendo, oppure può farsi conoscere prima in qualche altro modo? Sergio tu che hai esperienza che mi dici?

    settembre 5, 2006 alle 10:52 pm

  10. foolys

    intanto lavorare, dimenticarsi delle proprie cose fa sempre bene per il lavoro, se le rivedrai col tempo sotto un altro occhio le saprai migliorare grazie all’esperienza acquisita…

    settembre 6, 2006 alle 3:41 am

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