Archivio per maggio, 2006

TMN Pubblica!

LA PRIMA TASH METAL NIGHT PUBBLICA!!!

Proiezioni (fra gli altri) di: Twisted Sister, Modern Talking, Al Yankovic, Motorhead, Imagination, Sabrina Salerno, Dream Evil, Cannibal Corpse…
ACCORRETE e NON VE NE PENTIRETE!!!

Sabato 3 giugno, ore 22:30
Laboratorio Z, via Arrigo Boito 7 (traversa via Notarbartolo)
INGRESSO GRATUITO




U Pacchiune Inkiappat'i Sapune

U Pacchiune Inkiappat’i Sapune è tornato alla riscossa. Mi lamento sempre che il tempo passa troppo in fretta, ma mi sembra davvero un’eternità che sento parlare di lui. Ammetto che non ero tanto illuso sui risultati di oggi, purtroppo immaginavo come sarebbe finita, ma credevo sul serio che qualche città avrebbe lanciato un segnale, anche piccolo, di cambiamento.

Credevo che il nome Borsellino significasse qualcosa a Palermo, e che tutte quelle lenzuola appese sui davanzali fossero un buon presagio. Credevo che i messinesi non volessero il Ponte sullo stretto, ed invece lo vogliono, eccome se lo vogliono. Credevo davvero che Palermo e Messina avrebbero aperto uno spiraglio, anche se piccolo. Ma mi sbagliavo di grosso. Credevo che il corteo di qualche giorno fa davanti l’Albero Falcone, come ogni anno, significasse una chiara posizione contro la
Morte Alla Francese Italia Anela, ma, o la mia vista fa le bizze, o sono circondato da ipocriti, o si tende a scindere violentemente la politica dalla vita reale, in stile Grande Fratello, dove basta sorridere furbamente per conquistare il popolino. Da oggi in poi ogni corteo davanti quell’Albero non avrà più senso, e quando un meraviglioso ponte di cemento armato adornerà la deliziosa cittadina orientale non voglio sentire fiatare nessuno.
Meglio tornare a disegnare. Buonanotte.


Alex Toth

La recente scomparsa (27 maggio 2006) di Alex Toth ha creato una vera e propria voragine nel mondo del fumetto. Vorrei ricordarlo come descritto nel mio libro, essendo uno dei pochi autori che ha fatto vacillare le mie imposizioni di analisi fredda e scostante.



© eredi Toth

© eredi Toth

«Artista di culto, di enorme influenza per gli addetti ai lavori, ma scarsamente riconosciuto dal grande pubblico, è Alex Toth.

© eredi Toth

© eredi Toth

«Se Will Eisner ebbe la consapevolezza di dover creare un personaggio in grado di rappresentarlo (Spirit), Toth lavorò dal 1943 spostandosi da una casa editrice all’altra; negli anni Sessanta realizzò alcuni episodi horror per la Warren (palcoscenico, inoltre, di disegnatori come Steve Ditko, Neal Adams, Al Williamson, Bernie Wrightson), trovandosi a suo agio con quelle atmosfere cupe e tenebrose. Solo alla fine degli anni Settanta si slegherà definitivamente dal ruolo di semplice disegnatore, creando personaggi come Bravo (1982).

© eredi Toth

© eredi Toth

«Lo stile di Toth è caldo, coinvolgente, morbido, quasi impressionista, sintetico nella misura giusta per continuare a restare fumetto. Toth modella le forme grazie all’utilizzo del nero, che nel suo caso acquista una valenza decisamente alta, diventando l’effettivo protagonista delle sue tavole. Niente tratteggi, soltanto neri pieni, morbidi, leggermente sbavati, pittorici, accompagnati da sgrigiate veloci e atmosferiche, che nell’ultimo periodo tendono ad apparire come sporadiche texture piatte.

Il tratto non è più contorno, bensì ombra; utilizza griglie regolari, e il suo essere fumettista è amplificato da un geniale utilizzo delle onomatopee grafiche, perfettamente integrate col disegno, tanto da creare effetti di profondità come fossero realmente nella scena».

Se con la scomparsa di Will Eisner siamo entrati nella Seconda Era del fumetto, adesso ci siamo dentro fino al collo.

Essendo un’arte che copre un periodo storico relativamente breve, il fumetto ha goduto fino a quel momento di una sorta di compressione temporale, sono sì esistite delle forti correnti stilistiche, guidate da imponenti artisti, ma in generale molte di esse convivevano e continuavano ad evolversi nonostante l’avvento di un’altra; in pittura, sarebbe come se Picasso avesse avuto la possibilità di cenare con Giotto, Leonardo e Pontormo.

Alex Toth è il più importante autore di fumetti meno celebrato al mondo; per scelta, non si è mai legato ad un personaggio specifico e distinguibile che incalanasse la sua arte, tanto da farlo ricordare al grande pubblico, ma fra i disegnatori è una delle più influenti fonti d’ispirazione, basti pensare a Josè Munoz, Hugo Pratt, Mike Mignola, Frank Miller e Nicola Mari (tanto per citarne qualcuno).

Le sue ombre, ed in generale i suoi neri, rimangono il capisaldo assoluto per lo studio dei contrasti compositivi all’interno di una vignetta; maestro impressionista, è spesso (e giustamente) ricordato per le numerose storie a tinte horror realizzate nel corso della sua vita, campo ideale per i suoi virtuosismi grafici, studiati e precisi, ma mai pesanti o poco leggibili, anzi, basti pensare che la sua mano si è prestata spesso e volentieri alle illustrazioni per ragazzi.

È davvero inimmaginabile il vuoto che si è creato, in un periodo già segnato dalla scomparsa di Ferdinando Tacconi, ma, soprattutto, ci rassegniamo alla triste constatazione del fatto che il fumetto inizia a farsi vecchio, e che la perdita dei suoi Grandi Padri è il dazio da pagare.


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Quel poveraccio di Colosso

Dedico questo post a Colosso, unico protagonista non muto di un film, ripreso in continuazione ma a cui non viene mai data la possibilità di interagire coi compagni.

Anzi, una volta parla, e dice SEI, ben sei monosillabe. E basta. Parlava di più in Xmen2, nei suoi buoni 10 minuti di cameo, qui forse gli sceneggiatori hanno scordato il suo copione a casa, ma mi piace pensare che fra una inquadratura e l’altra parli, parli a manetta.

Magari è solo timido…


Foolys1

Chi non vede l’immagine sopra non avrà idea di cosa sto dicendo.
Grazie soprattutto a Maurizio (Clausi), che mi ha supportato, sopportato e aiutato nell’apprendimento del metodo.


24ORE!!!

Da Sabato 27 a Domenica 28 si svolgerà nei locali della Scuola del Fumetto di Milano e di Palermo la 24 Ore fumetto.

Maratona di un intero giorno a disegnare producendo 24 tavole che compongono una storia completa.

Lo SpazioBianco ha già organizzato questo evento in passato e di quelle tavole ne é stato prodotto un libro di 500 pagine edito dalla Scuola del Fumetto .

Ma questa volta a confrontarsi con il difficile evento non sono professionisti del calibro di Giacon o Buscaglia o Ponticelli, ma giovani allievi della Scuola.

Per pigrizia ho ricopiato dal blog di Claudio, hehe, ma l’evento è importante e sarà divertente assistere alla probabile crisi isterica collettiva.

Ricordo invece che i locali sono aperti al pubblico, dunque ogni visita è altamente gradita.