Archivio per aprile, 2006

Will

E’ uscito in questi giorni, in Francia, il quarto tomo delle avventure di Will, eroe un pò sfortunato nato dal pennino di Guillaume Bianco e colorato negli ultimi anni da Cecilia (Giumento).

Come con Giovanni, lavoro insieme a lei dai tempi di Piccoli Brividi, e anche da prima.

Siamo cresciuti professionalmente attraverso esperienza comuni, abbiamo un paio di progetti in cantiere tutti nostri, andiamo avanti ogni mese con la striscia di SpiderGek, è subentrata a metà percorso a Barbara Canepa per la supervisione del colore di Monster Allergy, e proprio grazie alla fiducia di Barbara è riuscita ad insinuarsi con la sua bravura nel mercato francofono.

Will ha la classica struttura da BD umoristica, tavole autoconclusive ma con una storyline che si dipana per tutto il volume, Guillaume scrive e disegna benissimo (e anzi su Will si contiene…) e Cecilia lo accompagna in maniera superlativa.

Insomma, non dico di andare apposta in Francia a comprarlo, ma in molte città sono ormai presenti delle librerie francesi che possono ordinare albi di questo tipo.







Tenerezza o Timore?

Vi prego, leggete queste pubblicità, risalgono ovviamente agli anni ’80, agli albori del concetto di PC. Mi ci sono imbattuto cercando materiale per un episodio di Pioggia d’Estate (titolo provvisorio del lavoro per gli Humano), nello specifico cercavo il Commodore 64, il Vic 20, L’Atari e L’Intellivision, ma questa pagina era davvero troppo bella per non divulgarla…
Leggete le caratteristiche tecniche, i numeri legati alla memoria interna ed alla RAM…fa davvero tenerezza, ma, nello stesso tempo, incute anche un pò di timore.
Se prima era facile soprendersi per un raddoppiamento di velocità, al giorno d’oggi l’effetto sorpresa non esiste più, è una continua gara all’esagerazione, a volte inutile, e non esistono più piattaforme sfruttate al massimo, dato che il ricambio è così tanto veloce che anche solo dopo qualche mese un buon PC risulta antiquato.



Se non esistessero i fumetti…

…mi son sempre fatto questa domanda.
Ben conscio del fatto che non ero assolutamente dotato, bensì guidato da una passione spasmodica, che è stata la forza motrice che mi voleva a tutti i costi partecipe nel mondo del fumetto, sapevo anche che, se non fossero esisititi, poche sarebbero state le possibilità che mi avrebbero visto all’opera come illustratore o vignettista.
Probabilmente avrei insistito con la musica, ma sono sempre stato coi piedi per terra, e so bene che la discografia è un settore imprevedibile, dove non basta soltanto un pugno di tenacia e di talento per andare avanti, ma ci vuole anche un certo culo e, al giorno d’oggi, anche un certo fisico.
In ogni caso, dando per scontato il mio interesse per raccontare, ho capitolato definitivamente quale sarebbe stata la mia fissa nel caso in cui il fumetto non fosse mai nato: i Telefilm.

Allora perchè non fare cartoni animati? Perchè i cartoni, ancora, nello specifico le serie televisive, sono troppo legati ad un target inferiore, che nel fumetto puoi aggirare più facilmente per una fascia più alta, fascia che nei telefilm trova il suo esatto corrispettivo, dando dunque la possibilità di approfondire una trama con calma e di far conoscere bene i personaggi che, a differenza di un film, spesso e volentieri di evolvono da soli all’interno di una serie, anche contro ogni previsione degli stessi autori…proprio come una buona serie a fumetti!
Se avessi voluto soltanto disegnare e non fossero esistiti i fumetti avrei fatto cartoni animati, ma per sedare la mia voglia di raccontare…TELEFILM!

A partire da quella che (personalmente) considero la prima serie della nuova generazione, X-Files, la scrittura dei serial si è evoluta in maniera impressionante, tanto che ormai sono molto più originali le proposte televisive americane che gli stessi lungometraggi da grande sala, osando di più nelle tematiche e nel modo di affrontarle.
Basti pensare a titoli impensabili anni fa come Sex and the City, I Soprano o Six Feet Under, o trame di altissimo livello come 24, Alias o la più recente, e geniale, Lost. Anche le serie più "classiche", nella struttura, come Buffy, Enterprise, Smallville o C.S.I. hanno decisamente aggiornato il linguaggio, limato le superficialità…insomma, siamo davvero nell’età d’oro dei telefilm, e sono così tanti e così tanto belli che hanno sostituito tutto il tempo che normalmente dedicavo ai cartoni animati.

E, a proposito di Lost, dopo una serata di maratona…E’ GRANDIOSO!


Commozione Oltremisura (4)

Sergio Bonelli continua a parlare del mio libro (dopo la prima, sconvolgente, volta) sul TuttoTex in edicola adesso! Sig, che bello…


OrgoglioDiGregoriolo

Ieri ho letto il primo Dylan Dog di Giovanni Di Gregorio, carissimo amico ormai da molto tempo. Non so che titolo abbia l’albo, difatti l’ho letto in versione "fotocopia dagli originali" (uscirà questa estate nello specialone triplo disegnato da Montanari & Grassani, era letterato ma mancava, appunto, il titolo), e mi sono emozionato…
Intanto è bello, veramente bello, non che avessi dubbi, ovviamente sapevo bene dei suoi Dylan Dog (al plurale perchè ce ne saranno altri), come anche i Dampyr, da qui abbiamo seguito con ansia tutte le correzioni e le prime bocciature, ma leggerlo così, definitivo, letterato e disegnato, mi ha emozionato. E poi è anche Dylan Dog.



Lavoriamo insieme dai bei tempi di Piccoli Brividi per la Panini, dove scrisse le sue prime sceneggiature, siamo cresciuti professionalmente in maniera parallela, con lui come con altri bei palermitanazzi, ed è curioso come adesso io stia facendo un lavoro (proprio quello per gli Humano) molto simile nello schema a quelle ministorie che lui scriveva e disegnava prima di mettersi a fare lo sceneggiatore e basta. Anzi, non è affatto curioso, ed è giusto che si sappia che un pò mi sono ispirato al mitico Lettera alla mia dolce Metà, o Lettera ai miei Capelli.
Inoltre, il Buon DiGregoriololino, è anche fautore del nostro ingresso in Francia, essendo lui il primo dei nostri ad essere stato ad Angouleme, ce ne parlò in un certo modo e partimmo l’anno dopo tutti insieme, con lui come traduttore.
Ha scritto diversi Monster Allergy, fra l’altro anche l’ultimo numero (ed era candidato all’ultima Napoli Comicon come miglior sceneggiatura umoristica), e, ultimamente, siamo ritornati a lavorare insieme per una rivista cattolica, Il Piccolo Missionario, un piccolo lavoro che però ho fatto con piacere sui suoi testi.
Insomma, questo è l’anno del DiGregoriololiccio, lunga vita al DiGregorios.


EPICTETE!

Effinalmente anche Epictete può comunicare di essere approdato ufficialmente nell’editoria a fumetti!
Scritto da Guillaume Bianco, straordinario disegnatore francese (intervistato sull’ultimo Scuola di Fumetto), graficamente ho cominciato a lavorarci a gennaio del 2005, è un progetto che abbiamo seguito con calma, dunque i tempi sono stati abbastanza diluiti, ma poco a poco, dopo molte prove, abbiamo stabilito un determinato segno da utilizzare, e, soprattutto, la caratterizzazione definitiva di un personaggio che, a conti fatti, è letteralmente l’unico elemento da disegnare; difatti, Epictete "nasce" davanti ai nostri occhi all’interno di una striscia vuota e senza fondale, ed il suo scopo è proprio quello di tirarsene fuori, provandoci nei modi più fantasiosi.
E’ il primo lavoro che ho fatto cercando di essere più spontaneo, e che poi mi ha portato alle tavole per gli Humano, e adesso finirà su un numero speciale di Spirou, storico magazine d’oltralpe, sperando che possa ricevere un buon gradimento e, perciò, diventare magari un appuntamento fisso su quelle pagine.



 




EbbuonaPasqua


Tavole, Tavole, Tavole!

Non potrò postare tavole del lavoro per gli Humano, ma qualcosa di parallelo realizzato con quello stile ovviamente si, ecco allora le due tavole di prova che ho fatto per loro…e ricordatevi che venerdì i Giullari suonano all’Agricantus!!!



Che settimana…

Berlusconi? VIA!
Provenzano: VIA!
Poteva già essere una settimana grandiosa.
Invece lo è di più.
Ok, ok. So bene che pubblicare un volume per la Francia non è più una gran novità, ma non toglie il fatto che io adesso sia CONTENTO.
Permettetemi perciò questo slancio personale…
Non ne ho parlato per scaramanzia, volevo avere il contratto fra le mani, pensavo anche che avrei dovuto aspettare molto di più, ed invece gli eventi si sono svolti con una velocità inattesa.
Il bello non è l’idea in sè di lavorare per gli Humano (che già mi fa venire i brividi), ma la libertà assoluta che avrò per questo lavoro, di cui scriverò anche la la sceneggiatura, con un segno assolutamente libero, e con lo spirito da quindicenne a cui facevo riferimento qualche post fa.
E’ un sogno perchè posso davvero fare quello che voglio io, non devo neanche consegnare prima la sceneggiatura, insomma, mi metterò al tavolo a disegnare un qualcosa che mi rappresenterà totalmente, ed avrò la possibilità di farlo per uno degli editori di fumetti più importanti al mondo.
Inoltre, la figata suprema è il numero di pagine espandibile alle mie necessità, con un minimo di 80, ma in realtà, se crederò di avere ancora qualcosa da raccontare, posso benissimo andare avanti…il che significa che non mi farò schemi e controschemi per fare entrare la storia in un numero prefissato, al contrario, disegnerò a ruota libera, e come va…va!
L’incontro è stato a Napoli, assolutamente casuale, grazie a Katja (Centomo), che ha fatto da tramite. Avevo sempre fatto vedere materiale nuovo agli Humano, ma non gli era mai interessato nulla, quella volta invece, avendo dietro il mio book completo, andarono a finire sulle pagine realizzate per il secondo numero del Primitivo, che, incredibilmente, destarono il loro interesse…e per chi non avesse seguito la realizzazione del secondo numero del Primitivo, sappia che lo abbiamo realizzato in una notte, lo dico per far capire l’approccio spontaneo avuto per quella storia…



Giullari all'Agricantus

In questi giorni sto lavorando tantissimo alla prossima serata dei Giullari Di Corte. Come ben sapete Giovanni e Massimo sono fuggiti da Palermo, definitivamente, per lavoro…non posso che essere contento per loro, ma non posso neanche frenare un progetto che è quasi stato castrato sul nascere…
In realtà, lavorando molto con delle basi preregistrate, è come se continuassi a suonare con loro, anche se ho chiesto comunque ad un mio amico, Filippo, di aiutarmi nell’esecuzione di alcuni brani.
Per giustificare meglio il lavoro con le basi sto montando un video per ogni canzone, è un esperimento divertente, nulla di sofisticatissimo, ma mi piaceva l’atmosfera che si era creata qualche mese fa sempre all’Agri con una serata del genere. I filmati sono un miscuglio di cose mie e montaggi assurdi, e, inoltre, la Grafimated mi ha gentilmente ceduto qualche corto da loro realizzato.
Insomma, l’ingresso è gratuito ed è anche vacanza…cosa aspettate a decidervi?
 


 
Giullari Di Corte
Venerdì 14 aprile
CCP Agricantus, via N.Garzilli 89
ore 22:00

Oggi

Non me la sento più di parlare delle votazioni, l’ansia è davvero troppa, lascio dunque la parola a mio fratello che ha fatto un bel post:

Non potendo indossare nè maglie nè magliette nè bandane nè quant’altro si possa indossare, anche perchè oltre a non poterlo fare, sarebbe stato poco visibile… non potendo indossare, allora ho esposto. Un mini-striscione con su scritto semplicemente: "sono un coglione". Semplicemente. La scritta. Molto complicato. Il resto. Infatti, differentemente da una maglietta, la mia era una scritta "solitaria".

E che lasciava molto spazio a equivoci, facile ironia, sarcasmo e indubbie (o dubbie?) risatine. "SONO un coglione". Frase scritta in prima persona. Con un chiaro significato. Politico. Con un evidente schieramento. Politico. Fino alla sera prima, il "premier" aveva ribadito che non potevano perdere perchè non sono dei coglioni. Io invece lo sono. E l’ho scritto. Ed esposto. Contro tutte le regole dell’azienda. Convinto della sua chiarezza. Che quel riferimento politico fosse chiaro. Ma così non è stato. Non me l’aspettavo. Proprio no. Non mi aspettavo tanta (ma proprio TANTA) disinformazione…
CONTINUA QUI


Personalizza il Tuo Messenger!

La Moda dell’anno!
Scegli la tua maglietta da indossare su MSN come Immagine Personale!
Guardate come ha già spopolato!




Giramento di Coglioni

Sabato mattina, ore 10,00, Piazza Politeama.

Vieni anche tu con la maglietta "Coglione" indosso (o una bandana o una fascia).
Le magliette possono essere stampate o più facilmente scritte a mano con un pennarellone, ma se non volete distruggere una maglietta va bene anche una bandana fatta con uno straccio, una fascia sul braccio…basta che la scritta sia evidente!
Chi può, porti anche qualche straccio e pennarellone in più.

Poi facciamo un bel girotondo e così il titolo del post diventerà una vera e propria performance.


E' Primavera!

Nonostante la nuova stagione sia ufficialmente entrata da più di una settimana, soltanto una giornata al villino di Claudio, con brace, carne, peperoni, carciofi, vino, ubriachi e biliardino, poteva farcene accorgere del tutto.








Magic Moment

Non è un segreto che all’inizio di quest’anno sia sparito un pò dalla circolazione, l’anno scorso non era andato tanto bene e avevo accumulato una buona dose di stress. Professionalmente, avevo iniziato a cercare di slegarmi dal colore per tornare prepotentemente al disegno, ma l’inizio non era stato dei migliori, molte prove sono andate male ed io sono facile ad abbattermi. E’ vero che andavo sempre avanti con qualcosa che mi facesse disegnare, Spider Gek, le copertine di Avatar, in realtà non potrei lamentarmi, per Monster Allergy nella seconda metà dell’anno ho disegnato tante cose legate al cartone animato, ma in effetti mi mancava qualcosa: essere me stesso.
Ho sempre disegnato fumetti, non disegnato e basta, ma disegnato fumetti, il che significa che ho cartoni e carpette piene di storie disegnate su centinaia di pagine per ognuna, magari ingenuamente e malamente, ma pur sempre realizzate raccontando qualcosa; nei corsi ho sempre prediletto non chi disegnava meglio ma bensì chi faceva storie a fumetti, anche brutte, ma ho sempre considerato primario l’intento di raccontare, e sono consapevole di non essere un buon disegnatore. O meglio, adesso sono un disegnatore decente, ma se disegno non è perchè sia nato baciato dalla Dea Matita, bensì perchè amavo i fumetti e volevo far parte di quel mondo: se guardaste la roba che partorivo al liceo, età in cui si iniziano a notare le prime attitudini professionali, non avreste puntato una cicca su di me, però producevo in una maniera folle, centinaia e centinaia di pagine senza mai fermarmi, con una scintilla in più che compensava le mie carenza tecniche, che solo col tempo e tanto allenamento ho in parte recuperato.

Con Piccoli Brividi ho iniziato a trasformarmi, era un prodotto che seguivo dall’inizio alla fine, a volte sono anche riuscito a scrivermi delle storie, ma l’approccio era più professionale, più mirato, meno istintivo. La voglia di lavorare era tanta, così ho fatto mille cose in mille stili diversi, non perchè non abbia personalità, ma perchè mi piace assecondare la storia ed adattarmi a diverse esigenze, ho perciò colmato del tutto il mio non essere eccellente con una buona versatilità, che mi ha permesso di lavorare in questo settore in maniera abbastanza continuativa, riciclandomi poi anche come colorista, carpendo l’essenza del ruolo, modellandoci sopra una vera e propria filosofia artistica, in cui credo tuttora.
Non rinnego nulla di quello che ho fatto, ma, semplicemente, non ho fatto più quello che facevo da ragazzo, non disegnavo più con quello spirito. O meglio, a molti questo non interessa, anzi, disegnare come quando si ha 15 anni non è esattamente l’ambizione di chi vuol fare il fumettista, ma per me era importante ritrovare una certa spontaneità.
Così, l’anno scorso ho iniziato a lavorare su un progetto insieme a Guillaume Bianco,  eccezionale artista francese (sull’ultimo numero di Scuola di Fumetto troverete una bella intervista…), che ha creduto in me e mi ha proposto di disegnare alcune strisce che aveva scritto, pregandomi di essere il meno possibile legato a schemi predefiniti, infatti il buon vecchio Guillaume aveva scorto in mezzo a qualche mio lavoro qualche segno più istintivo e mi ha spinto a coltivarlo.

E’ nato in questo modo Epictete, che sulla testata del mio blog potete riconoscere come il terzo da destra, quella specie di cane verdastro, strip che è andata avanti, è maturata, ed è adesso pronta per la pubblicazione.
Sempre Guillaume mi aveva parlato di un altro progetto per la quale ho dedicato tanto tempo, che non so neanche se alla fine faremo, ma che mi ha definitivamente fatto slegare stilisticamente con uno stupido segno, rozzo ma efficace, come qui e qui. Entusiasta, durante la mitica 24 ore Paleolitica, la mia storia era proprio disegnata in quel modo, e grazie a quella storiellina sono riuscito a spianare, con mia enorme sorpresa, una strada che mai avrei pensato possibile, cioè quella del fumetto indipendente, chiamiamolo magari underground, che si sta invece rivelando fruttuosa. Presto spero di potere annunciare qualcosa.

Anche con Spider Gek ho ritrovato un certo entusiasmo, con Manlio era sempre più difficile accordarci per una nuova strip fra i suoi ed i miei impegni, e realizzarle sempre a ridosso delle scadenza mi aveva fatto perdere lo stimolo su un progetto per me invece molto importante; negli ultimi tempi, ovviamente dopo averne parlato, ho iniziato a scrivermi da solo le strip, di conseguenza è tutto più rilassato e anche Spider Gek è passato nella sezione "fumetti fatti con lo spirito di un quindicenne".

Ironia della sorte, mentre inizio a disegnare in maniera più massiccia, hanno finalmente ufficializzato in questi giorni sul sito Panini due progetti che seguo da tanto tempo, uno in particolare, una miniserie sugli X-Men e una sul giovane Dr Strange, tutte e due saranno realizzate dalla Red Whale ed io mi occuperò della supervisione del colore e di colorare i rispettivi primi numeri, con quello che effettivamente si prospetta come il mio canto del cigno come colorista, che comunque è un gran bel lavoro, e che mi permetterà di seguire con un’esperienza diretta alcuni fra i personaggi dei comics americani che più amo.